di Angelo D'Amore. Questa sera, milioni di italiani ascolteranno il discorso del Presidente, gli stessi che hanno hanno difeso, sostenuto ed approvato la sua scelta decisiva per la nostra politica, quella di defenestrare Berlusconi, leader anche da me odiato nell’ultimo periodo, per la sua siderale distanza dal Paese, per la sua condotta immorale, per il suo tentativo ben riuscito di omologare verso il basso, quanti piu' italiani possibile, attraverso una sapiente alterazione cognitivo-mediatica. Tuttavia, con considerevole probabilita', questi stessi milioni di italiani stanno iniziando ad intuire che, nonostante la sua posizione istituzionale super partes, anche “Re Giorgio” e’ un politico come altri, con i suoi privilegi, il suo potere e con un passato fortemente militante in quella sinistra comunista, all’epoca foraggiata direttamente dall’URSS. Nonostante cio’, Napolitano fu il primo uomo di sinistra ad essere accolto a braccia aperte alla Casa Bianca, un uomo che per la sua alta influenza, la sua capacita’ di mediazione, ha sempre interloquito con i poteri forti, le lobbies e le massonerie, facendo intuire che la contrapposizione tra blocchi, tra liberismo e socialismo, era piu' un'architettata strategia politico-economica che una reale minaccia bellica. Il tempismo del nostro Presidente sul cambio di guida in Italia, e’ frutto di questo suo potere, un potere che non ha mai travalicato la carta istituzionale, ma che tramite essa, egli ha adoperato in maniera fortemente autonoma ed indipendente. A riprova di cio', la piu' che probabile telefonata con la cancelliera Angela Merkel, chiaramente smentita dal Quirinale, nella quale in modo esplicito, si parlava di come fare fuori quanto prima il Cavaliere. Berlusconi continuo a ripetere, era improponibile, ma era preferibile che il popolo lo condannasse attraverso le urne. Con la minaccia di una crisi imminente, quasi un apocalisse, si e’ preferita la strada del governo tecnico, un governo che ci portera' alla fame. Non va dimenticato che il giorno prima dell’incarico a Monti, Napolitano lo ha nominato Senatore a vita, una scelta prevista dalla costituzione ma, visto il tempismo con cui e' avvenuta, rivelatasi quanto mai personalistica ed autoritaria. La scelta di Monti, resta una scelta verso un rappresentante di poteri forti, non dimenticando i vari incarichi ricoperti dal professore in un recente passato. Non sarebbe meglio allora, una repubblica presidenziale che questa forma subdola ed ipocrita di "presidenzialismo costituzionale"? Meglio un Capo di Stato eletto dal popolo o un Presidente del Consiglio scelto da un "monarca mascherato"? Non intendo rinnegare le mie parole. Da questo spazio, ho scritto che preferivo un 'commissario' a cattivi politici. Ma non mi sarei mai aspettato provvedimenti che andassero contro chi stava gia' pagando questa crisi, malgrado le versate lacrime istituzionali. Da napoletano poi, speravo che un napoletano al vertice delle nostre istituzioni, mettesse dei puntini sulle i rispetto alla figura di Giorgio Bocca, da me definito in un post di qualche giorno fa, come un intellettuale antimeridionale. La mia speranza e' stata disattesa. All'amore del suo territorio, Napolitano ha preferito seguire logiche di appartenenza politica, non dimenticando Bocca su quale tipo di stampa scriveva. Un grande uomo di sinistra pero', non avrebbe mai permesso che a pagare la crisi fossero gli operai, i pensionati, i cassintegrati, i precari, i piccoli artigiani, il ceto medio basso. Oggi ahime', non possiamo che assistere impotenti, allo sgretolamento economico del nostro Paese, alla desertificazione produttiva di alcuni territori. Restiamo perennemente sotto il tiro della speculazione, oppressi dalle banche internazionali, nonostante l'uscita di scena di "paperone" Berlusconi. E' la prima volta nella mia vita, che ho paura per il mio futuro e quello dei miei figli. E' la prima volta che, nonostante aborri la Lega e malgrado sia un napoletano, non ascoltero' il discorso del Presidente, evitero' di sorbirmi il suo requiem di fine anno. Preferiro' bere del buon vino, provando quell'illusoria euforia che mi faccia staccare con il mio precario e nebuloso presente. Certo, e' difficile usare la parola buon anno di questi tempi. Diciamo che l'augurio che vi do e mi do, e' quello di trovare tantissima forza e coraggio nell'affrontare tutte le difficolta', i sacrifici, le limitazioni, le rinunce che ci portera' il 2012. A tutti coloro che mi seguono, invio un forte e sentito abbraccio! Cordiali saluti e buon 2012!sabato 31 dicembre 2011
Il Requiem di fine anno!
di Angelo D'Amore. Questa sera, milioni di italiani ascolteranno il discorso del Presidente, gli stessi che hanno hanno difeso, sostenuto ed approvato la sua scelta decisiva per la nostra politica, quella di defenestrare Berlusconi, leader anche da me odiato nell’ultimo periodo, per la sua siderale distanza dal Paese, per la sua condotta immorale, per il suo tentativo ben riuscito di omologare verso il basso, quanti piu' italiani possibile, attraverso una sapiente alterazione cognitivo-mediatica. Tuttavia, con considerevole probabilita', questi stessi milioni di italiani stanno iniziando ad intuire che, nonostante la sua posizione istituzionale super partes, anche “Re Giorgio” e’ un politico come altri, con i suoi privilegi, il suo potere e con un passato fortemente militante in quella sinistra comunista, all’epoca foraggiata direttamente dall’URSS. Nonostante cio’, Napolitano fu il primo uomo di sinistra ad essere accolto a braccia aperte alla Casa Bianca, un uomo che per la sua alta influenza, la sua capacita’ di mediazione, ha sempre interloquito con i poteri forti, le lobbies e le massonerie, facendo intuire che la contrapposizione tra blocchi, tra liberismo e socialismo, era piu' un'architettata strategia politico-economica che una reale minaccia bellica. Il tempismo del nostro Presidente sul cambio di guida in Italia, e’ frutto di questo suo potere, un potere che non ha mai travalicato la carta istituzionale, ma che tramite essa, egli ha adoperato in maniera fortemente autonoma ed indipendente. A riprova di cio', la piu' che probabile telefonata con la cancelliera Angela Merkel, chiaramente smentita dal Quirinale, nella quale in modo esplicito, si parlava di come fare fuori quanto prima il Cavaliere. Berlusconi continuo a ripetere, era improponibile, ma era preferibile che il popolo lo condannasse attraverso le urne. Con la minaccia di una crisi imminente, quasi un apocalisse, si e’ preferita la strada del governo tecnico, un governo che ci portera' alla fame. Non va dimenticato che il giorno prima dell’incarico a Monti, Napolitano lo ha nominato Senatore a vita, una scelta prevista dalla costituzione ma, visto il tempismo con cui e' avvenuta, rivelatasi quanto mai personalistica ed autoritaria. La scelta di Monti, resta una scelta verso un rappresentante di poteri forti, non dimenticando i vari incarichi ricoperti dal professore in un recente passato. Non sarebbe meglio allora, una repubblica presidenziale che questa forma subdola ed ipocrita di "presidenzialismo costituzionale"? Meglio un Capo di Stato eletto dal popolo o un Presidente del Consiglio scelto da un "monarca mascherato"? Non intendo rinnegare le mie parole. Da questo spazio, ho scritto che preferivo un 'commissario' a cattivi politici. Ma non mi sarei mai aspettato provvedimenti che andassero contro chi stava gia' pagando questa crisi, malgrado le versate lacrime istituzionali. Da napoletano poi, speravo che un napoletano al vertice delle nostre istituzioni, mettesse dei puntini sulle i rispetto alla figura di Giorgio Bocca, da me definito in un post di qualche giorno fa, come un intellettuale antimeridionale. La mia speranza e' stata disattesa. All'amore del suo territorio, Napolitano ha preferito seguire logiche di appartenenza politica, non dimenticando Bocca su quale tipo di stampa scriveva. Un grande uomo di sinistra pero', non avrebbe mai permesso che a pagare la crisi fossero gli operai, i pensionati, i cassintegrati, i precari, i piccoli artigiani, il ceto medio basso. Oggi ahime', non possiamo che assistere impotenti, allo sgretolamento economico del nostro Paese, alla desertificazione produttiva di alcuni territori. Restiamo perennemente sotto il tiro della speculazione, oppressi dalle banche internazionali, nonostante l'uscita di scena di "paperone" Berlusconi. E' la prima volta nella mia vita, che ho paura per il mio futuro e quello dei miei figli. E' la prima volta che, nonostante aborri la Lega e malgrado sia un napoletano, non ascoltero' il discorso del Presidente, evitero' di sorbirmi il suo requiem di fine anno. Preferiro' bere del buon vino, provando quell'illusoria euforia che mi faccia staccare con il mio precario e nebuloso presente. Certo, e' difficile usare la parola buon anno di questi tempi. Diciamo che l'augurio che vi do e mi do, e' quello di trovare tantissima forza e coraggio nell'affrontare tutte le difficolta', i sacrifici, le limitazioni, le rinunce che ci portera' il 2012. A tutti coloro che mi seguono, invio un forte e sentito abbraccio! Cordiali saluti e buon 2012!Ogni giorno della mia vita è una fersta!
di Domenico Remondi. Le feste in genere, ma il periodo natalizio in particolare, amplificano i problemi in modo esagerato. Chi sta solo si sente ancora più solo, chi non ha soldi ne sente ancora di più la mancanza, chi sta male è ancora più malato, chi vive rapporti difficili li trova ancora più complicati del solito. Personalmente cerco di non farmi risucchiare dall’atmosfera in quanto laico e non credente. Ma tutto questo non riguarda soltanto il Natale, ma anche il tanto atteso Capodanno. Che cosa fai a Capodanno? Veglione? Famiglia? Per me è festa ogni giorno! E' una gran festa quando mi siedo a tavola e vedo al mio fianco il volto delle persone a me care: quelli sono i momenti che assaporo con più gusto! Non ho bisogno né del panettone, né tanto meno della bottiglia di champagne di marca per stare bene con tutta la mia famiglia riunita. Chi non ci riesce durante l’anno ha la presunzione di riuscirci in questi 10 giorni di caos assoluto, con l’illusione di tornare magari quel bambino o quella bambina che qualche anno fa aspettavano il Natale come se fosse il momento più bello dell’anno. Forse per qualche anno lo è stato anche per me e forse vedo così il mondo perché non ho figli a cui trasmettere la voglia di festeggiare una festa (a mio giudizio) inventata. Sul Capodanno poi… mi viene da sorridere se penso che a mezzanotte mi ritroverò con tutte quelle persone che mi diranno “Buon anno!” oppure “Finalmente è finito pure questo 2011” o anche “Ahò, me pare che è già iniziato bene!”. A parte il fatto che in un minuto poco può cambiare, a parte il calendario (invenzione dell’uomo proprio così come il natale e il capodanno). Chi si mette a dieta, chi smette di fumare, chi inizia di colpo a fare sport e soprattutto chi ti guarda in modo strano perché schifi e snobbi tutti questi propositi che già sai che dureranno al massimo fino all’Epifania, che non so perché, è l’unica festa che un pochino mi piace, forse perché "tutte le feste porta via"!!! Il 2011 è stato un anno pessimo non soltanto per me, ma per tutti (quasi) gli italiani soprattutto dal punto di vista economico. Mutui, affitti, bollette, carte revolving, abbonamenti tv, Adsl, contratti telefonici, benzina, assicurazione, bollo, mangiare, vestirsi, la palestra, la scuola per i bambini… Tutte spese che la maggior parte di noi hanno fatto fatica ad onorare e che in alcuni casi sono rimasti debiti che oggi sembrano irrimediabilmente irrecuperabili. Beh! A tutte queste persone che vogliono salutare con un insulto il caro vecchio 2011, come se l'anno che verrà porterà qualcosa di meglio, dico: “Temo che grazie ad una classe dirigente squallida, ad un’opposizione che non c'è più, ad un governo che si fa chiamare 'tecnico' - ma che poi nei fatti è tale e quale al governo 'politico' - tra qualche mese saremo qui a rimpiangere persino Belrusconi!”. Siamo italiani! E comunque lo dici, Ici a parte, Buon Anno a tutti!Un sorriso e appuntamento al 2012!
di Matteo Renzi. Il 2011 è stato l’anno della crisi economica? Sì, certo. Ma vorrei che non ci restasse solo nella mente la parola magica di questi mesi, spread. Dobbiamo lavorare per uscire dalle sabbie mobili dell’incertezza finanziaria, è vero. Ma vorrei che non sottovalutassimo la domanda di libertà e di democrazia che cresce in tutto il mondo e che porta un settimanale come Time a dedicare la copertina di uomo dell’anno a “The protester”. Ed è un messaggio che realmente può smuovere le coscienze dei cittadini globali. Nessuna ipocrisia, né finto ottimismo. Il cammino è ancora lungo e incerto, lo sappiamo. Non importa accendere la tv e vedere le immagini che suonano semicomiche dei funerali nordcoreani: basta verificare ciò che drammaticamente accade ogni giorno in Siria o in Egitto per rendersi conto che siamo ancora in mezzo al guado. Ma quando soffia un venticello di libertà, siamo tutti più ricchi. Siamo tutti più umani…Non entro, per il momento, nel merito delle questioni economiche del Governo Monti. E' una fase delicata e tutti dobbiamo dare una mano. C’è un punto, però, che mi inquieta molto. Sono preoccupato per l’aumento delle tasse sulle famiglie. Gli italiani hanno sempre meno soldi in tasca, poche chiacchiere: è così. Si tira la cinghia e non è un caso se la domanda interna è ferma, immobile. In questo contesto l’ulteriore aumento della pressione fiscale su chi già paga le tasse rischia di essere un problema drammatico. Faccio l’esempio della Toscana. Per coprire le spese sulla sanità - come nelle altre regioni - il Governo ha aumentato l’addizionale IRPEF regionale dallo 0,9 all’1,23 per tutti, nessuno escluso. Solo a Firenze, per capirci, sono più di venti milioni di euro che vanno dalle tasche della gente alle spese regionali. A questo va aggiunto l’ulteriore aumento dell’IRPEF, sempre lei, per chi dichiara più di 75.000 euro, che si vedrà praticamente raddoppiata l’addizionale rispetto allo scorso anno. Come Comune di Firenze abbiamo pensato a un bilancio totalmente diverso. Tassiamo di più le seconde case, specie quelle sfitte: cosa c’è di più odioso che vivere di rendita? Teniamo l’aliquota IMU prima casa ferma al dato base nazionale, abbassandola dunque rispetto alla vecchia ICI fiorentina (prima era lo 0,6%, adesso diventa lo 0,4%). E abbassiamo di un terzo l’addizionale comunale IRPEF. Un piccolo segnale, in controtendenza rispetto a chi utilizza la leva fiscale solo per alzare le percentuali. Noi risparmieremo (abbiamo già iniziato sia con provvedimenti simbolici dimezzando, per esempio, il numero degli assessori, cancellando le auto blu e prevedendo dal 2012 solo le auto verdi, quelle elettriche sia con quelli più gestionali: contiamo di dimezzare le spese per gli affitti esterni, giusto per fare un esempio banale). Colpiremo la rendita. E manterremo i livelli di servizi sociali senza toccare l’IRPEF. Anzi abbassandola. Perché l’aumento di tasse oggi, specie di quelle sulle persone fisiche, rischia di essere letale per la solidità economica delle nostre famiglie. Io penso che ormai siamo giunti a un livello in cui bisogna smettere di alzare le tasse. Quando ero in Provincia, abbiamo abbassato l’IPT: abbiamo dimostrato che si poteva fare e l’abbiamo fatto. Adesso in Comune abbassiamo l’IRPEF. Ma quelle del Comune di Firenze sono noccioline. Spero che a livello nazionale non siano sordi al grido di dolore delle famiglie italiane…
Tempo di bilanci non solo economici, come sempre a fine dicembre. Non voglio farvi l’elenco tradizionale ma solo condividere la mia gratitudine per la pazienza che avete dimostrato camminando fianco a fianco in questo periodo così intenso. Vale sia per gli appuntamenti ormai tradizionali: il capodanno in piazza, il 14 febbraio con le nozze d’oro, il calcio storico, San Giovanni, i Cento Luoghi, le demolizioni (l’anno scorso è toccato alla pensilina della stazione, quest’anno al Pratellino, il prossimo anno al muro esterno del Meccanotessile). Ma vale anche per la pedonalizzazione di Tornabuoni e di Pitti, dopo quella del Duomo. Vale per le inaugurazioni dai Campini della Fiorentina al Canile, dalla Terza Corsia al Parco della Musica, dai nuovi Uffizi fino alla sede di Polimoda, dal caffè letterario alle Murate fino all’Hard Rock Cafe, dalla Bob Kennedy Foundation fino al Museo Gucci. Vale per le battaglie difficili, da San Lorenzo che deve tornare ad essere suolo pubblico e non privato, anche se contrastare le rendite ultradecennali non è facile fino alla questione Ataf (bene le nuove paline e la maggiore puntualità del passato, ma o si cambiano le regole del gioco o quell’azienda non ha futuro: è finito il tempo del “tanto paga pantalone”). Vale per i progetti a lungo termine, dal piano strutturale a volumi zero finalmente approvato fino alla battaglia del progetto David sulla sicurezza stradale. E l’elenco potrebbe continuare dalle buche coperte o dai cassonetti interrati fino alle grandi sfide della sostenibilità o dei convegni dei sindaci di tutto il mondo. Il 2012 ci vedrà all’opera su tante partite, a partire da un gigantesco investimento sui parcheggi e sull’innovazione applicata alla quotidianità. Ma sarà anche essenzialmente un anno in cui provare a dimostrare che la cultura è fonte di arricchimento personale ma anche di sviluppo economico.
Pensierino della sera: Nella cerimonia degli auguri in Palazzo Vecchio ho scherzosamente ricordato che il 2012 è considerato l’anno della fine del mondo, l’anno dei Maya. E ho citato una frase che amo molto e che dice più o meno così: “Non aver paura che la tua vita possa finire. Abbi paura piuttosto che la tua vita possa non cominciare davvero.” Ho augurato ai fiorentini di vivere il 2012 non all’insegna della paura, ma del cambiamento, del ricominciare, del mettersi in gioco. La frase mi è tornata in mente il giorno dopo quando sono andato all’ospedalino pediatrico Meyer, come tutti gli anni. Con Paolo Bacciotti, anima della fondazione dedicata a suo figlio Tommasino, ho visitato i bimbi ospiti di oncoematologia. Vi garantisco che pochi incontri fanno crescere come una chiacchierata con i ragazzini malati di tumore. E verso la fine della visita un’infermiera mi ha mostrato colui che mi è stato presentato come la mascotte del Meyer. Si chiama Mario, è nato 7 mesi fa. La madre si voleva procurare, da sola, un aborto ben oltre il limite di legge. Il bimbo è nato vivo. Prematuro, ovvio. Ma vivo. È stato rianimato a Siena e adesso la sua casa è al Meyer. Il suo corpicino tutto intubato mi ha commosso, ovviamente. Ma Mario combatte, lotta e ce la farà. I giornalisti dicono che se una notizia è buona, non è una notizia. Vi confesso, però, che iniziare l’anno con una buona notizia è tutta un’altra cosa. Buon anno a tutti voi, allora. E buon anno anche al fiorentino più tenace che ci sia: buon anno, piccolo Mario! Un sorriso e appuntamento al 2012!
venerdì 30 dicembre 2011
Lingerie mon amour!
Lingerie mon amour. Esaltano seni e fianchi, sottolineano la bellezza femminile, fino a farla esplodere in un tripudio di sublime magnificenza! E per chi non si crede all’altezza di un sensuale perizoma e di un fascinoso reggicalze? Niente paura. In aiuto delle donne con qualche chiletto in più e qualche curva fuori posto adesso arriva in soccorso la "lingerie-salva-taglie"! Pantaloncini che dimezzano le cosce, busti che strizzano la vita, reggiseni che tirano su, canotte che riducono le forme e sottovesti che comprimono tutto il corpo e lo rendono armonioso e sinuoso. Morbide ‘corazze’ e tutine elasticizzate arrotondano le curve e mettono in risalto le forme… sotto il vestito. Nulla a che vedere con l’intimo tradizionale, quello che asseconda, copre e regala sensualità. Si tratta di nuove linee di lingerie create apposta per ridisegnare i profili. Per indossare abiti e pantaloni senza che quel di più, appoggiato su fianchi, glutei, gambe e addome disturbi la figura. Non c’è azienda di biancheria che non abbia lanciato la sua collezione. Per le donne che hanno molti chili di troppo ma anche per quelle che vogliono solo contenere i confini. Sono capi che riescono a miscelare bene l’effetto fascia elastica con un’apparenza super sexy grazie a pizzi maliziosi e tagli sensuali. In Italia è un mercato ancora agli esordi mentre negli Stati Uniti il giro d’affari della biancheria che rimodella la silhouette (identificata come shapewear) sta andando così bene da aver contagiato anche gli uomini. Le star non si vergognano di far intravvedere le culotte dagli abiti o di confessare di indossare capetti che rifiniscono una pancia gonfia o snelliscono dal ginocchio in su. Lady Gaga come Madonna non dicono no a modelli riducenti che, secondo gli addetti ai lavori, migliorano la postura. Una rivoluzione nelle forme e nel contenuto: vengono utilizzati materiali super-tecnologici, leggeri e dalle proprietà cosmetiche: alcune sostanze rilasciate dagli indumenti hanno poteri anticellulite e leviganti, oltre che defatiganti per le gambe. Le curve sono state studiate al microscopio con la stessa tecnica e la stessa ottica di un chirurgo plastico. Nulla, però, che faccia pensare a mutandoni della nonna. Trionfano tessuti pregiati, pizzi ed elastici che accarezzano. Look sensuale super aderente che riesce a modellare il busto e il seno con tagli ad hoc tra tulle e cuciture strategiche che, in coppia con reggiseni contenitivi, ridefiniscono le figure senza che il vestito tradisca l’inganno. Culotte che riducono la pancia e snelliscono i fianchi di circa due centimetri senza perdere la comodità e valorizzando le forme. Insomma, un intimo miracoloso, che ormai sembra aver incuriosito anche gli uomini. Dalle mutande spandex alle canottiere contenitive di pancia e maniglie dell’amore ai boxer alza-glutei e sviluppa-attributi... ce n’è per tutti i gusti!!!Capodanno 2011: tutti a casa, c'è la crisi!
Crisi e tasse spengono il Capodanno all'insegna di un 2012 che si prevede 'moscio' e 'floscio'! I soldi sono pochi, davvero troppo pochi e insieme alla recessione arriva pure la depressione: l'86% degli italiani celebrerà il nuovo anno a casa, mai così tanti negli ultimi cinque ann! E' quanto emerge dall'indagine Confesercenti, secondo cui il "taglio" comincerà dal veglione per cui si spenderà in totale 2,4 miliardi, ben 328 milioni in meno del 2010. Circa 6 italiani su 10 spenderanno meno di 75 euro ciascuno, trascinando la spesa media a quota 92 euro, il 12% in meno dello scorso anno, un record: dal 2003 ad oggi non era mai stata così bassa. Nel 2007, allo scoppio della crisi rimase fra le mura domestiche l'83% delle persone, il 4% in meno di questo Capodanno. Il taglio comincerà dal veglione: in totale gli italiani spenderanno 2,4 miliardi per celebrare il nuovo anno, 328 milioni in meno del 2010. Circa 6 italiani su 10 spenderanno meno di 75 euro ciascuno, trascinando la spesa media a quota 92 euro, il 12% in meno dello scorso anno. Anche questo è un record: dal 2003 ad oggi non era mai stata così bassa. Crollano dal 7% al 2%, invece, gli italiani che sceglieranno di cenare al ristorante, e diminuiscono anche le persone che vogliono festeggiare la fine dell'anno in discoteca: nel 2010 erano il 2%, quest'anno la metà. Rimangono stabili, al 4%, coloro che non faranno alcun festeggiamento per Capodanno perché in difficoltà economica. Si riduce la quota di italiani che mette in conto una vacanza tra il 22 dicembre ed il 6 gennaio del 2012: si passa dal 21% del 2010 al 17% di quest'anno. Nello specifico, partirà per Capodanno solo il 6% degli intervistati, contro il 10% dello scorso anno. Scende dal 5% al 4% la percentuale di italiani che andranno in vacanza in Italia, mentre raddoppia, dall'1% al 2%, la quota di chi sceglie come destinazione l'Europa. A rinunciare alla vacanza sono specialmente le fasce professionali più basse e le famiglie più numerose, un dato che può essere facilmente interpretato nel momento in cui si identifica come principale motivo di rinuncia alla vacanza la difficoltà finanziaria, probabilmente collegata alla congiuntura economica negativa che ha caratterizzato l'Italia negli ultimi anni. Al calo dei viaggi consegue la diminuzione delle prenotazioni, stimata tra il 23% e il 28%, con una flessione sia per il lungo raggio che per il medio.Monti ci ha lasciato in mutande!
"Almeno io ci ho messo la faccia", dice Monica Castro. Ma forse anche qualcosina di più. E' lei, la consigliera comunale del Pdl di Calenzano, uno dei tanti comuni toscani ad un passo da Prato, che in consiglio comunale, durante il suo intervento ha improvvisato una sorta di 'spogliarello' ed è rimasta in mutande e reggiseno per protestare contro la manovra del governo Monti. "No, non ripeterò quel gesto perché il suo valore è nell'averlo fatto una sola volta. Ma credo che tutti dovremmo protestare in mutande", spiega. Il suo 'show' ha gettato nello scompiglio l'intera assemblea del comune guidato dal centrosinistra, ma anche tra i banchi dei suoi compagni di partito non sono mancate le... 'bocche aperte'! Appena il Presidente del consiglio comunale le ha dato la parola si è tolta la giacca ed è rimasta in mutandine e reggiseno spiegando così il motivo del suo gesto: "Dovrebbero vergognarsi loro che contro Berlusconi sono scesi in piazza in mutande e che oggi non fanno niente. La mia protesta in Consiglio è stata forte, ma era l'unico modo per farmi sentire. E questa è solo la prima di una lunga seria di proteste che intendo portare avanti contro la manovra di questo governo che metterà ancora più in ginocchio il nostro Paese, che non taglia gli sprechi, ma penalizza sempre i soliti e li obbliga a pagare nuove tasse. E comunque i miei erano indumenti sobri, mica sono la Minetti!", dice la consigliera. ...giusto il tempo di sentire gridare "vergogna" dai banchi della maggioranza ed il Presidente ha poi sospeso la seduta del consiglio.Anche per 'lui' un San Silvestro... sensual!
Quella dell'ultimo dell'anno è una delle notti più glamour, dove è possibile indossare tutto, anche se la recessione ci costringe tra le quattro mura domestiche, ma l’importante che sia con stile, con gusto, con garbo. Di lei ormai si è detto tutto e allora pensiamo al look dei ragazzi in occasione della notte di San Silvestro. Le proposte di oggi sono per l’uomo che ha un’anima elegante e raffinata, ma allo stesso tempo casual. Per gli uomini che vogliono conquistare la scena di una delle serata più attese dell’anno e accogliere il 2012 con un tocco di eleganza e ricercatezza, consigliamo uno smoking o un blazer nero, da indossare su una camicia bianca e un jeans dal taglio classico e un pò stretto. Lo smoking è senza dubbio molto chic e attirerà l’attenzione di tutte le ragazze presenti. Se invece preferite qualcosa di più easy vi consigliamo un blazer in velluto che potrete abbinare ad un articolo molto fashion per questo Capodanno 2012: il papillon! Un accessorio abbinato ad una catena in acciaio, per un outfit elegante ma allo stesso tempo molto rock e moderno. Da indossare anche con jeans, giacca e maglietta. E se indossare una camicia anche il giorno di Capodanno è sicuramente nella vostra lista nera, optate per un look più casual sempre con blazer, ma con una tee shirt, più facile da portare. Per le scarpe vi consigliamo invece o un mocassino classico o delle sneakers più sobrie.Fase 2: crescere o fallire!
di Angelo D'Amore. La manovra di 30 miliardi varata da Monti continua a non convincere i mercati. Più che l'incertezza, nei confronti del nostro Paese, sta crescendo la paura. Per il medio termine, nessuno vuole rischiare di scommettere sull'Italia. Il Presidente Monti nella sua conferenza è stato evasivo su come dare inizio alla Fase 2, quella relativa allo sviluppo. Ha risposto a tutte le domande ma, emotivamente, non ha comunicato niente. Nel frattempo, siamo già in recessione, lo dimostrano i dati relativi alle spese natalizie ed alle previsioni negative sui prossimi saldi. La crisi italiana ha però un contraddistintivo fattore peculiare: alla contrazione del Pil coincide un inasprimento della tassazione. In questa maniera, la morte economica dell'Italia è sempre più vicina. Il Paese deve tornare a crescere e lo deve fare quanto prima. Per far ciò, deve rimettersi in moto la domanda. Se i cittadini e le imprese non lo possono fare, lo deve fare lo Stato. Con l'inasprimento delle imposte, lo Stato deve mettere in circolo ciò che ha prelevato ai suoi cittadini, con una serie massiccia di interventi nelle opere pubbliche (non solo grandi opere) evitando però, di affidare questo delicato e rigenerante obiettivo, alle solite imprese "amiche" del Palazzo. Se ciò non lo riesce a fare o non ha il coraggio di farlo, questo Stato è meglio che getti la spugna. L'Italia è dinanzi ad un bivio: crescere o fallire!Lingerie sexy e colorata per le feste.
Il brand italiano, amatissimo dalle donne che si divertono a mescolare stili diversi ed a giocare con dettagli sensuali, scherzosi e coloratissimi, in occasione delle feste di Natale e Capodanno, decide di puntare su una lingerie dalle forme ed accessori davvero irresistibili. La Collection 2011 propone una scelta di capi di intimo ed abbigliamento, ma anche gadgets e prodotti cosmetici, che oltre a fornire ottime idee regalo da mettere sotto l’albero, possono essere una simpatica ed accattivante sorpresa per la folle notte di 'Fine Anno'. La Collection proposta per le feste di certo non passa inosservata, supportata da un’imponente campagna pubblicitaria, pronta a catturare lo sguardo dei passanti, grazie alla bellezza folgorante delle modelle e la maestria di fotografi e pubblicitari. L’atmosfera evocata, dai sensualissimi capi di lingerie, come bustier, reggicalze, babydoll e corpetti, e dagli scatti realizzati per la Collection di fine anno, richiama alla atmosfere del burlesque, alla bellezza dirompente delle pin up, al gioco della seduzione più spettacolare e festosa. E quale occasione migliore di quella del Capodanno, per indossare uno dei capi della nuova collezione Collection? Potrete optare per un sensuale babydoll, che gioca con il forte contrasto del rosso e del nero, e del raso mescolato ai dettagli trasparenti del pizzo. Oppure scegliete il completino push up e brasiliana con inserti in glitter e lustrini dorati, o le eleganti sottovesti strette in vita, con il dettaglio sensuale di una schiena totalmente scoperta. Volete il dettaglio glamour, per una mise da Fine dell’anno decisamente fuori dal comune? Puntate sugli accessori da vero burlesque, come piume, gioielli brillanti, tinte forti del make up ed una mascherina, a rendere misterioso il vostro sguardo. Infine, per chi vuole osare e divertirsi con la seduzione, e vuole rendere fashion e glamour il Natale e Capodanno 2011 consigliamo un sensualissimo completino bluette per regalare qualcosa di veramente 'unico' al vostro 'lui', per un momento di piacere da vivere in due.Signor Presidente della Repubblica, almeno Lei, ci risparmi il solito discorso di fine anno!
di Maria Pia Caporuscio. Signor Presidente della Repubblica questa volta ci risparmi il discorso di fine anno, anche perché non può augurarci un buon anno, visto che è un mal anno, quello che ci aspetta!!! Lo lasci fare a me un discorsetto ai suoi colleghi politici visto che gli si è inceppato il cervello, stando alle ultime leggi partorite. Ma come si fa ad impedire ad un lavoratore o pensionato di ritirare interamente lo stipendio? Forse pensate che guadagnano quanto voi? O si tratta di un altro regalo ai banchieri? Lo sapete, signori politicanti, che ogni volta che si usa il bancomat, una percentuale resta a loro? O pensate che le povere banche guadagnino troppo poco, se i nostri soldi li ritiriamo tutti insieme? La scusa che serve a fermare l’evasione non regge: volete farci pagare una tassa anche sull’evasione dei liberi professionisti? Non basta pagare i mangia pane a ufo che affollano il Parlamento? Non bastano le tasse da usura che ci imponete per bilanciare chi ha sempre evaso il fisco? Non bastano gli stipendi da fame, perché le grosse imprese non possono aumentarli, dovendo portare i profitti nei paradisi fiscali? E la legge sull’Ici sarebbe giusta ed equa? Dobbiamo punire gli italiani per avere un tetto sulla testa? Un lavoratore per tutta la vita si è scorticato per comprarsi quella casa, ben sapendo che se avesse dovuto pagare l’affitto al momento della pensione, non avrebbe avuto neppure il pane, intendete punire così i suoi sacrifici? Avrebbe fatto meglio a mangiarseli i soldi, così avrebbe sfruttato la casa popolare? Si deve certo far pagare l’Ici anche alla prima casa, se si vive in un appartamento di 200 metri quadri, non alla casetta di un povero disgraziato! Signor Presidente sta crescendo un odio feroce contro la classe dirigente che manteniamo alla bella vita e che invece di ringraziarci continua a sfruttarci. Cari politici, l’asino si è stancato di portarvi sul groppone! Tardi come siete, non avvertite l’avvicinarsi della tempesta, le vostre orecchie sono troppo grasse per udire. Le caste, le banche centrali, le multinazionali, la commissione europea, i bot, lo spread, i debiti, i derivati e tutta la cacca che avete creato, potrebbe trasformarsi in fuochi d’artificio e illuminare la notte di San Silvestro per festeggiare alla grande l’arrivo del nuovo anno!Botti di fine anno: arriva pure 'O Spréd!
Quest'anno per il Capodanno napoletano, arriva «'o sprèd», un fuoco illegale, neanche a dirlo, intitolato all’indicatore finanziario fino a qualche settimana fa sconosciuto ai più, e di cui oggi si parla ovunque. Per il mercato illegale dei fuochi, del resto, è immancabile l'appuntamento con la novità. Il Capodanno del 2006 fu contrassegnato dalla «Capata di Zidane», in omaggio al famigerato gesto del calciatore francese nella finale dei mondiali di calcio. L'anno dopo, la «Capa di Lavezzi», poi il «Pallone di Bin Laden», «La Bomba Cavani», «Il Taricone» e perfino «Il Ratzinger». Lo schema è sempre lo stesso: un cilindro lungo una ventina di centimetri carico di polvere pirica. Cambia solo il nome, a volte la potenza. Lo «Sprèd», quest'anno, a detta degli esperti, dovrebbe essere meno dirompente, in omaggio alla crisi. Non una classica cipolla ma un vero e proprio fuoco d'artificio, che salirebbe e scenderebbe nel cielo, con una scia luminosa e una chiara vena ironica. Accanto allo «Sprèd», che costerà intorno ai 50 euro, dovrebbero andare per la maggiore il «Monterosa», una batteria di settantadue lanci a cento metri di altezza (90 euro); l'«Atomic», un mortaio con cento colpi (35 euro) e il «Professional», 150 lanci con tre effetti luminosi (130 euro).giovedì 29 dicembre 2011
Il governo Monti lancia la "Fase 2"!
''Sarebbe stato rovinoso per l'Italia, visti i forti dubbi di credibilità, non passare alla fase di rigorosa attuazione degli impegni presi anche in contropartita dell'intervento della Bce. Era un atto dovuto. Da oggi passiamo agli atti voluti''. Lo ha detto il premier Mario Monti durante la conferenza stampa di fine anno. ''L'atto 'voluto' dal mio governo comincia oggi, quello che è stato fatto finora era 'dovuto', anche se non era dovuto il modo in cui dovevamo realizzare quegli obiettivi, che abbiamo cercato di compiere in modo equo. Le prossime settimane saranno dedicate alla crescita che però non fa uso del denaro pubblico anche perchè ce n'è poco, ma fa dell'equità la leva. Noi siamo convinti che l'operazione volta a liberare le energie, le liberalizzazioni e la concorrenza, e lo stimolo del capitale umano attraverso l'università e la ricerca e la riforma impegnativa e essenziale del mercato lavoro hanno come finalità la crescita e l'equità. Dopo il pacchetto 'Salva Italia' da oggi non avrei obiezioni se decideste di chiamare la fase che comincia 'Cresci Italia'. Non c'è mai stata ai miei occhi e agli occhi dei miei ministri una fase 2 separata da una fase 1. Il decreto 'Salva Italia' aveva come titolazione 'crescita, equità, consolidamento': un terzetto di obiettivi che è lo stesso nella fase 1 che si è conclusa e in quella che voi amate (nessun problema) chiamare fase 2 che sta per aprirsi: cambiano solo i 'pesi' dei diversi capitoli. La fase della crescita è in sintonia con il consolidamento dei conti pubblici. Non esiste consolidamento sostenibile dei conti pubblici se il famoso denominatore - il pil - non cresce adeguatamente. Non è questo governo che ha sottoscritto l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Non prendo posizione nè favorevole nè critica ma faccio presente che sono impegni di altri. Sono cosciente che la manovra ha molti inconvenienti. Quello del lavoro, poi, è un cantiere delicato e importante. Negli ultimi anni ci sono stati progressi nell'organizzazione e sulle normative del mercato del lavoro, sappiamo che ci sono ancora eccessive segmentazioni e che queste nuocciono ai giovani. Quindi il nostro governo avrà un dialogo e un negoziato con le parti sociali in materia di lavoro che richiede più negoziato del sistema pensionistico ma tutto dovrà essere condotto con una certa rapidità. Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, si accinge a lavorare nei prossimi giorni sul 'contratto unico' e avrà tre obiettivi. Si punta a: 1) superare il profondo dualismo del mercato lavoro italiano con effetti negativi non solo in termini di equità ma di efficienza; 2) superare regolazioni che puntano quasi solo su condizioni di liceità delle diverse fattispecie giuridiche e con forti incertezze interpretative; 3) e in questo contesto le tutele da cercare nel mercato devono favorire la riallocazione nel mercato nel rispetto nell'ambito di un contesto con un continuo evolversi. Il governo, d'accordo con il ministro Fornero e il ministero dell'Economia e delle Finanze, in relazione alla recente riforma pensionistica ha adottato misure volte a salvaguardare, a seguito della modifica dei requisiti di accesso, chi si sarebbe trovato senza lavoro e senza pensione, per esempio i lavoratori in mobilità. Assicuriamo il nostro impegno per le situazioni di difficoltà economica. Capitolo casa. Devo dire che l'aliquota sulla prima casa nel nuovo sistema è 0,4 e il numero delle case esenti è di 6 milioni, non credo si possa dire che la tassazione sia maggiore di prima. Nei miei contatti con diversi settori del ministero dell'Economia ho approfondito la questione del catasto, degli ammodernamenti. Meccanismi per conoscere la realtà sono auspicabili, la riforma del catasto è avviata richiede qualche tempo ma consentirà di conoscere la realtà e di porre fine ad abusi benchè involontari e introdurre una maggiore aderenza tra il fisco e la realtà effettiva. Ieri e oggi le aste di emissione di titoli pubblici sono andate piuttosto bene. E' incoraggiante ma non consideriamo terminata la turbolenza finanziaria. Sicuramente nei fondamentali della nostra economia non c'è nulla che giustifichi uno spread così alto e a proposito di quale sia lo spread giusto, per un economista non c'è domanda più difficile che quella sul prezzo giusto. Gli acquisti da parte della Bce dei titoli italiani si sono diradati nel periodo più recente e possiamo essere un pochino più sollevati perchè c'è una tendenza dello spread a decrescere malgrado gli acquisti siano quasi cessati. I problemi che oggi vivono i mercati è prima di tutto europeo, a cui serve una risposta solidale e comunitaria. La fiducia dei mercati si perde con facilità ma si riconquista con impegno costante e continuo. I tempi saranno ancora una vota piuttosto veloci, non ci è dato di lavorare con calma. L'Europa ci attende con ulteriori provvedimenti adottati e altri calendarizzati sul piano della crescita all'Eurogruppo del 23 gennaio e poi al consiglio europeo del 30. In vista di queste scadenze noi lavoriamo. La grande sfida dei Paesi europei di questi anni è diventare più competitivi per non inaridire il prodotto e il reddito che sono alla base del sistema di welfare e di riformare i sistemi welfare perchè diventino meno costosi e più equi ed efficienti. L'Italia non è la Danimarca, nel bene e nel male, ma è interessante andare a guardare come quei paesi combinano sicurezza e flessibilità e in questa direzione stiamo andando. Il tema del welfare è un orgoglio dell'Europa e una conquista dell'Europa. La mia convinzione, che è diffusa, è che l'Europa non debba rinunciare al suo modello di welfare. Dopo la grande crisi finanziaria Usa e Cina, che avevano preso grandi distanze dal sostegno al welfare europeo, hanno dovuto riconsiderare questo. Contemporaneamente è vero che l'Europa non sarebbe stata in grado e non lo sarà di mantenere sostenibili sistemi welfare estremamente generosi che si era fabbricata durante anni crescita più sostenuta. Quella varata dal governo non è una manovra espansiva come dicono bene gli economisti o altri che sottolineano la recessione. E' sensato, ma non dicono una cosa che coglie il momento storico: l'alternativa, cioè il non fare questa manovra, avrebbe comportato per l'Italia il rischio di un'esplosione recessiva. Noi abbiamo tenuto presente la stretta necessità e l'urgenza obiettiva e cioè ridurne l'impatto recessivo, il non farla avrebbe avuto un'effetto ancora più recessivo facendo scoppiare il sistema. Abbiamo avuto cura dell'equità cercando di attutire gli impatti recessivi. Questo può non essere gradito ai titolari di patrimoni più tassati o tassati per la prima volta, ma il fatto di aver risparmiato il lavoro e l'impresa dai maggiori oneri gioca nel senso dell'equità e nel senso di moderare effetti recessivi''. martedì 27 dicembre 2011
Il regalo ideale per il vostro lui!
Avete già in mente cosa regalare al vostro fidanzato? È il vostro primo regalo e non conoscete ancora bene i suoi gusti oppure gli avete già regalato di tutto ed adesso non sapete proprio che cosa fargli trovare sotto l'albero? Vogliamo darvi qualche suggerimento utile a proposito. Innanzitutto, bisognerà capire qualcosa in più in merito al vostro uomo. Che tipo è? Romantico, galante, sportivo, snob? Il segreto per poter fare il regalo giusto sta nel capire la persona che vi trovate di fronte. Non bisogna acquistare nulla che risponda ai vostri gusti, ma ai suoi. L’immedesimazione e la comprensione dell’altro sono fondamentali. Togliamoci dalla testa l’idea che “basta il pensiero”. Il regalo conta eccome, perché è un modo attraverso il quale facciamo capire all’altro quanto teniamo a lui e quanto lo conosciamo, soprattutto se si tratta di un rapporto di coppia. Ciò che non conta affatto è il valore monetario del regalo. Infatti, potrete anche costruire dei piccoli regali fai-da-te. Ma la cosa fondamentale è il tempo impiegato e il pensiero rivolto all’altra persona. Andare semplicemente in un negozio e comprare ciò che vi è stato “velatamente” ordinato è quanto di più squallido possa esserci. E allora puntate sull’effetto sorpresa: altrimenti che regalo è? Se il vostro fidanzato è un tipo che tiene molto all’aspetto esteriore vi consigliamo di scegliere qualcosa che riguardi l’abbigliamento: una giacca di pelle, un maglione attillato andranno bene. Non sono da escludere anche profumi dai toni decisi. Se volete poi regalare qualcosa di cui potrete godere anche voi è consigliato l’acquisto di qualche completino sexy da sfoggiare in una serata particolare, magari in un weekend organizzato solo per voi!!! Se il vostro fidanzato, invece, ama la musica perché non puntare ad un biglietto per un concerto imperdibile oppure a cofanetti in edizione limitata dal suo artista preferito. Le fidanzate degli appassionati di tecnologia, invece, avranno ampia scelta: macchine fotografiche, computer e accessori vari, videogiochi e console. Per gli uomini più organizzati, invece, si può pensare ad uno smartphone molto funzionale e ad un piano tariffario che vi permetterà di sentirlo in ogni momento della giornata. Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta. L’unica cosa da ricordare è... sorprendere!!!Stipendi da fame e prezzi alle stelle!
Siamo sì in Europa, ma alle 'loro' condizioni! Salvare le banche, salvare l'euro, salvare i privilegi delle 'caste' e affamare la popolazione! Ma il popolo lavoratore e pensionato del Belpaese chi lo salverà? Senza considerare che con l'anno che verrà la prossima manovra finanziaria assottiglierà ancora di più salari e pensioni. Abbiamo gli stipendi più bassi d'Europa! Per l'esattezza - a parità di settore, di anzianità e mansioni - la busta paga di un italiano corrisponde addirittura a qualcosa in meno rispetto alla metà di quanto attualmente percepisce un lavoratore Ue!!! Non c'è di che stupirsi se poi la 'crescita' come la chiamano 'loro' non c'è: come fa una famiglia che campa di stipendio a far crescere i consumi se quei pochi soldi che entrano dalla porta escono subito dalla finestra? Quel che resta sono soltanto i debiti, le cambiali, le rate del mutuo: le banche! Aumenta impietosamente il divario tra le buste paga e il prezzo della vita in Italia, toccando la differenza pari all'1,8%, record negativo superiore a quello del 1997. Ecco un pò di numeri Istat. Su base annua, la forbice varia dal +1,5% delle retribuzioni contrattuali orarie, al +3,3% del livello d'inflazione. Nel mese di novembre l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell'1,5% rispetto a novembre 2010. Nella media del periodo gennaio-novembre 2011 l'indice è cresciuto dell'1,8% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Alla fine di novembre 2011, rileva ancora l'Istat, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 68,6% degli occupati dipendenti e al 63,1% del monte retributivo osservato. L'Istat riferisce inoltre che, con riferimento ai principali macrosettori, a novembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell'1,9% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a novembre presentano gli incrementi maggiori rispetto allo stesso mese dell'anno precedente sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, registrano, invece, variazioni nulle. Nel mese di novembre, tra i contratti monitorati dall'indagine è stato ratificato l'accordo per i dipendenti degli studi professionali. Alla fine di novembre, aggiunge ancora l'istituto di statistica, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4% nel totale dell'economia e del 10,7% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 23,9 mesi nel totale e di 26,6 mesi nell'insieme dei settori privati. Se la crisi economica investe i mercati a livello globale, anche l’omone panciuto dalla lunga barba bianca e vestito con la tradizionale giubba rossa, quest’anno mostra una particolare oculatezza, visto che le previsioni degli analisti dicono che per il Natale 2011 la spesa complessiva per i doni da mettere sotto l’albero addobbato, andrà dalle venti ad un tetto massimo di quaranta euro. La festività natalizia alla quale gli italiani sono stati sempre particolarmente legati, infatti, con l’incremento delle imposte, delle bollette relative ai consumi domestici e alla riduzione della 13esima, vede precipitare il suo budget. La strategia adottata dalle grosse società commerciali, è stata quella di pubblicizzare oggetti in cui sia insita una utilità maggiore di quelli consuetamente regalati durante gli anni scorsi, e che partono da un prezzo di circa tre euro cadauno. Secondo la Confartigianato, poi, il giro di affari previsto perderà una cifra pari a ottocento milioni di euro rispetto al 2010. La Coldiretti conferma il risparmio previsto e necessario dei consumatori, per fronteggiare la grave recessione finanziaria che tocca il cuore delle famiglie italiane, anche nella spesa alimentare per imbandire la tavola della festa, in netto anticipo sugli acquisti, allo scopo di ragionarli di più e di ottimizzare le compere natalizie. Auguri...domenica 25 dicembre 2011
Addio a Giorgio Bocca, l'antimeridionale!
di Angelo D'Amore. Il Paese ricorda la morte di Giorgio Bocca, grande giornalista, scrittore, partigiano. Tutti ricordano la forza ed il coraggio delle sue denunce, l'impeto delle sue parole, un giornalismo linerare, concreto, schietto. Per tanti è sato un maestro irragiungibile, un punto di riferimento nel quotidiano lavoro di cronista. Bocca fu considerato partigiano serio. Lui all'epoca, combattè per davvero sulle montagne non fu semplice oratore o testimoni di quei fatti. Per molti il suo giornalismo senza fronzoli, ruvido, permeaso di critica quasi violenta ed al tempo stesso pervaso di inventiva letteraria, si forgia in quel tempo, tempo di guerra e dittatura. Ma chi fu partigiano coraggioso, non puo' per tale motivo, pretendere di incarnare il verbo assoluto a prescindere, possedere licenza gratuita ed insindacabile di offendere, velleità certificata e garantita anche dalla veneranda età alla quale giunse lo scrittore. Nel rispetto della sua morte, trattasi sempre di una persona, vorrei tuttavia ricordare il Bocca antimeridionale, sprezzante oratore di una terra, il sud, ed i suoi abitanti, considerati dal giornalista, gente miserabile, appestata, senza futuro. Nella sua ultima intervista pubblicata da Libero, rilascia la consueta serie di dichiarazioni contro il Sud, considerato "un cancro" abitato da "gente orrenda" , "repellente e mostruosa". Per lo scrittore, Palermo e' una citta' che "puzza di marcio", Napoli sarebbe "un cimiciaio", i loro abitanti belve da caccia grossa con le quali non si può fraternizzare". Bocca, non nuovo a questo tipo di dichiarazioni, ha offeso milioni di persone contribuendo in maniera determinante alla diffusione di luoghi comuni e di un razzismo antimeridionale rischioso e dannoso in un momento delicato e complesso come quello che l’Italia (ed in particolare l’Italia meridionale) sta vivendo tra crisi economiche, disoccupazioni crescenti, un’emigrazione soprattutto giovanile sempre più drammatica e questioni meridionali tuttora irrisolte dopo 150 anni. Sarà stato un grande intellettuale. Sicuramente un antimeridionale, uno scrittore che ha offeso, umiliandoli, una parte di italiani che, tutto sommato, non rimpiangeranno la sua scomparsa. Non avevo mai visto questo filmato. Vi invito a guardarlo, sperando che in paradiso non ci sia posto per quest'uomo! Un uomo che, dall'alto della sua cultura e, dal territorio di sua origine, di certo sapeva quanto fosse ricco e prosperoso il sud, prima della venuta dei Savoia. Altro che millenaria decomposizione.sabato 24 dicembre 2011
Toglieteci tutto, ma non i regali di Natale!
Pochi quattrini in tasca, e quei pochi c'è pure chi - tra manovre e manovrine varie di fine anno - vorrebbe portarceli via. Ma la voglia, il desiderio, la gioia di fare un regalo, seppure un regalino, ino, ino, di Natale alle persone care, a chi vogliamo davvero tanto bene, bè quello non c'è crisi, non esiste recessione, nè governo, nè agenzia di rating che possa togliercelo dalla mente! In tempo di vacche magre, allora, dove non può il portafoglio arriva la fantasia che aguzza l'ingegno! Ecco quindi che, in vista del Natale, cambiano anche le tendenze dei regali e si passa dai tradizionali 'doni-oggetto' ai 'doni-servizio'. Un servizio di baby-sitting per una sera, un corso di inglese, una piccola riparazione domestica o un'assistenza informatica per quando va in tilt il computer: sono questi i regali che gli italiani vorrebbero trovare quest'anno sotto l'albero. Insomma, un servizio che possa tornare utile nella vita di tutti i giorni è infatti nella lista dei desideri del 58% degli italiani, anche se il 56% dichiara di non aver mai ricevuto un regalo del genere. Quello dei "doni servizio" risulta un trend ancora poco sviluppato nelle abitudini natalizie del Belpaese, ma assolutamente in crescita. Sembra, proprio che i consumatori si orientino verso la ricerca di esperienze positive, più che oggetti di consumo. Cresce anche l'elevato gradimento dei doni 'fai da te' da parte del 57% degli italiani, che si tratti di dolci home-made o maglioni di lana, bigiotteria o decorazioni per la casa. La scelta di donare un regalo fatto a mano non è, infatti, puramente economica. Solo una percentuale pari al 6% sceglie questo tipo di regali per rispondere ad un'esigenza di risparmio, la maggioranza lo fa per il piacere di offrire un oggetto realizzato con le proprie mani, dimostrando una particolare attenzione verso chi lo riceve. venerdì 23 dicembre 2011
Lo Spread a 517 punti, col 'premier-sobrio'!
Corsa al rialzo dello spread di nuovo senza freni. Il differenziale di rendimento tra il Btp e il bund tedesco vola a 517 punti base. Il tasso sul decennale sfonda la soglia critica del 7% balzando al 7,09%! Il mercato, le borse, le agenzie di rating, le banche, insomma i poteri forti dell’economia mondiale, oggi sono arbitri - rigorosamente di parte - delle ‘loro’ fortune e delle nostre disgrazie. ‘Loro’ se ne fregano dei governi legittimati dal voto dei cittadini, e preferiscono i governi cosiddetti “tecnici”. Per ‘loro’ l’unica cosa di sovrano rimasta ai popoli è il debito pubblico, ribattezzato, per l’appunto, debito sovrano! In Italia i grandi manovratori dei destini mondiali hanno finalmente ottenuto ciò che volevano! Nel giro di pochi mesi hanno fatto fuori Berlusconi, sbarazzandosi di una scomoda controparte sullo scenario dell’economia globale, sostituendolo con uno di ‘loro’ nella stanza dei bottoni. Ci hanno fatto credere che solo così, solo diventando più ‘credibili’, di costumi morigerati e di usi meno dissoluti, insomma con un premier più sobrio, lo spread si sarebbe abbassato e che Piazza Affari avrebbe rivisto il segno + davanti ai suoi indici! Ma non è andata proprio così! Le opposizioni, da tempo sorde alla voce della classe operaia e del ceto medio, pure loro si sono unite al coro delle sirene dell’alta finanza, e ci hanno fatto credere che la gravità della crisi fosse direttamente proporzionale all’attività sessuale del presidente del consiglio! In virtù dell’assioma “bersani-veltroni-d’alema” secondo il quale con “donne e champagne” lo spread sale, con “pippe e gazzosa” lo spread scende! Ed allora eccolo, bello e impacchettato, il premier-sobrio, tutto "casa&chiesa", confezionato su misura per le ‘loro’ manovre. Il premier-sobrio che tutte le domeniche va a messa rigorosamente accompagnato da una moglie! Adesso sì che ci sentiamo riabilitati agli occhi del mondo e risollevati dalla crisi! Ma come si può pensare, vieppiù da ex comunisti, che le banche possano davvero risolvere una crisi che loro stesse hanno scatenato? E’ come chiedere all’oste che fino a ieri ha annacquato a mestiere il vino della casa, di non farlo mai più! Come può un individuo sano di mente pensare che ri-mettendo l’Ici si possa davvero rilanciare l’economia, risolvere il problema della disoccupazione e curare tutti i mali di una nazione in agonia? E’ un pensiero del tutto ‘sinistro’ che lasciamo ai vari Bersani, Veltroni e D’Alema di turno, cantastorie utopici che hanno gettato alle ortiche l’unica e irripetibile opportunità che la storia gli abbia mai concesso dopo 60anni di opposizione bolscevica e dopo la breve parentesi prodiana: prendere il governo di questo paese! Ma i Bersani, i Veltroni, i D’Alema - orfani di Prodi e con Matteo Renzi, il più grande 'figliol prodigo' dopo il big-bang - hanno preferito un ‘tecnocrate dell’economia’ alla guida del Belpaese, piuttosto che rischiare una probabile vittoria elettorale! Ma a sinistra così fan tutti, senza se e senza ma: credere ai professori, obbedire all’alta finanza, combattere la classe operaia ed il ceto medio! Mario Monti, il premier-sobrio, è stato messo lì, a commissariare uno stato repubblicano, libero e democratico, per rimetterci i ‘loro’ debiti con le misure più gradite alle banche e all’industria, in barba ad ogni regola democratica che prevede il ricorso alle urne quando un governo non ha più la maggioranza parlamentare! Ma i ‘cittadini-elettori’, nel mondo dell’economia globale, non hanno voce in capitolo, sono soltanto dei numeri da far girare sul mercato: limoni da spremere finché ce n’è. E adesso ci ritroviamo con un bel governo nuovo di zecca, senza che nessuno lo abbia mai eletto: premier e ministri che non solo non abbiamo mai votato, ma dai quali dovremmo accettare, zitti e mosca, provvedimenti già dichiarati “ineludibili”. Ma noi siamo più utopici dei post-comunisti e immaginiamo un domani con un vero Presidente operaio, non il tarocco di Arcore, ma uno che abbia respirato davvero i fumi della fabbrica, magari uno della Fiom!Natale a tavola, ma senza esagerare.
Il Natale non è quell’ineluttabile destino di abbuffate ipercaloriche che tutti credono. Sebbene gli esperti del settore abbiano già pronosticato il solito aumento di 3-5 kg per ogni italiano e che la spesa totale per acquisto di cibo natalizio si aggira intorno ai 5,8 miliardi di euro, per chi ha cura della Salute e della Forma, è possibile superare le feste senza subire passivamente le tentazioni: come? Sfatando alcuni luoghi comuni e adottando opportune strategie, dei veri e propri segreti che, se tenuti in considerazione, ci permetteranno di godere del buon cibo del periodo, partecipando a cenoni di vigilia, pranzi di Natale e Capodanno e, perchè no, anche dell’Epifania! Chiaro che "le festività mangerecce" sono solo quelle menzionate, ma nel periodo natalizio che va dalla vigilia di Natale alla Befana è più facile cedere alla tentazione di mille delizie: la tavola è quasi sempre imbandita e la casa si riempie di dolci di ogni genere. Basta però seguire qualche piccolo consiglio per non ingrassare e godersi le prelibatezze natalizie!La cottura dei cibi:
•Preferite la cottura al vapore, alla piastra o nelle padelle antiaderenti per limitare al massimo l'uso di condimenti.
•Se peoprio non potete rinunciare alla frittura nella preparazione di alcuni piatti, utilizzate olio di oliva anzichè quello di semi. (Non riutilizzate mai l'olio per un'altra frittura!!!).
•Cucinate i cibi al forno con la tecnica del cartoccio: in questo modo i sapori vengono esaltati e diminuirete l'uso di condimenti.
Quante volte al giorno si può mangiare?
•Mangiate cinque o più volte al giorno, in questo modo non arriverete affamate a tavola e sarà più facile "controllarsi".
•Ricordate sempre la colazione! Una buona tazza di latte (meglio se scremato o di soia) con un goccio di caffè è ottima per cominciare la giornata. Potete accompagnarla con corn flakes o due fette biscottate integrali.
•A metà mattina bevete un succo di frutta o mangiate un pacchetto di cracker integrali. Vi aiuterà ad arrivare a tavola senza "vuoti" allo stomaco.
•A metà pomeriggio mangiate un frutto o una insalata, sempre per non arrivare affamate a cena.
Qualche trucchetto:
•A pranzo e a cena cominciate sempre con delle verdure. In questo modo placherete subito la fame e sarà più facile mangiare il resto in dosi minori.
•Per condire la verdura usate aceto e limone o poco olio d'oliva.
•Se volete provare un nuovo condimento, vi consigliamo la salsa di soia: insaporisce i cibi, contiene pochissimi grassi e vi evita l'uso del sale.Un consiglio in più: lasciate macerare della carne (meglio se bianca) nella salsa di soia per 20 minuti e cuocetela in una padella antiaderente. La carne sarà saporita e non dovrete aggiungere nessun condimento.
•Evitate i cenoni, ma se proprio non potete almeno evitate di coricarvi subito dopo, perchè andare a letto con la pancia piena significherebbe immagazzinare tutte le calorie appena assunte.
I dolci:
•Se avete seguito i nostri consigli, a fine pranzo potete concedervi una piccola fetta di panettone o un torroncino. Comunicherete al cervello che il pasto è terminato, evitando di mangiare inutilmente.
A questo punto non ci resta che augurarvi Buon Natale e... buon appetito!
I banchieri sono i padroni del mondo!
di Maria Pia Caporuscio. Un governo tecnico per salvare l‘Italia? No, un governo di banchieri per salvare le caste! La cosa più insopportabile di questo finto governo, è la bestemmia usata come fosse una benedizione. Nel mondo rovesciato dove la guerra si chiama “missione di pace” e le vittime “effetti collaterali” dove lo strangolamento economico si chiama “salvataggio” e la cancellazione dei diritti “crescita” non ci si poteva aspettare che chiamassero col nome giusto “schiavitù” questo sistema che stanno adottando contro i lavoratori. La politica si è arresa ai mercanti che ora gestiscono ”a pieno diritto” le leve del potere. La più grande bestialità compiuta dai governanti in ogni epoca, è stata quella di cedere lo scettro del potere (la moneta) al mercato. I mercenari si sa, sono al servizio del profitto e pensare che possano nutrire sentimenti, è pura follia. Il profitto è il loro dio e tutto deve essere sacrificato al suo altare. I guardiani di questo osceno tempio, spendono la loro esistenza ad arraffare con ogni mezzo, la ricchezza prodotta, per depositarla ai piedi di questo folle e satanico dio. E’ questa la verità che stiamo vivendo altro che chiacchiere. La crisi è fisiologica in un sistema capitalistico e inevitabile in un liberismo sfrenato e senza regole, ma in questo caso è la clava con cui si intende disintegrare le democrazie e cancellare venti secoli di storia. Che senso ha la cancellazione dell’articolo 18 in un paese dove da anni esiste una precarietà sfrenata e centinaia di imprese chiudono? Che senso ha cancellare una regola di giustizia sociale per impedire l’abuso e il sopruso di imprenditori privi di scrupoli? E’ forse l’articolo 18 ad impedire la chiusura delle imprese per trasferirsi all’estero? O è soltanto l’ultimo ostacolo che ferma il desiderio di tenere sotto i talloni la classe lavorativa? Quel che colpisce in tutta questa faccenda è il gelo di stupore che suscitano queste violenze, piuttosto che una sana e giusta ribellione da parte della popolazione, degli intellettuali ma anche degli stessi governanti. Stanno tessendo una nera cappa che coprirà per sempre la vista del cielo. Stanno cancellando il passato e ad impedirci un futuro, per creare un presente allucinante. Il mondo starà in mano ai vampiri che si nutriranno di noi, mettendoselo sotto i piedi questo povero mondo. Ma Cristo! Di che pasta è fatta questa classe politica? Ne va anche della loro dignità, delle loro poltrone fino ad oggi inutilmente occupate, visto con quanta scellerata leggereza se le son fatte sfilare da sotto il fondo schiena. I banchieri padroni del mondo! È questo il quadro di questo millennio. Un mondo senza giustizia, senza regole, senza più freni da parte delle 'caste', capaci di trasferire l’inferno sulla nostra povera Terra. Togliete gli addobbi natalizi dalle strade, spegnete le luci nei negozi, quest’anno il Natale è in lutto. Quest’anno anche Gesù Bambino piangerà nella culla, non nascerà bambino ma già crocifisso. Piangerà sua Madre nel vederlo in croce e piangeranno i pastori e i re Magi. Non ci saranno suoni di cornamuse, nè coro di Angeli a festeggiare la morte degli uomini creati ad immagine di Dio!Natale magro col "Salva Italia" dei Prof.!
di Massimo Romagnoli. La crisi economica che attanaglia l'Italia costringerà moltissimi italiani a rinunciare ai regali più costosi e più graditi: del resto, basta il pensiero, no? E' la filosofia del sapersi accontentare che può permettere ai cittadini sacrificati sull'altare della patria di superare senza troppi traumi questo periodo così difficile. Ma non è certo la strategia economica più giusta da seguire per favorire la crescita. La manovra del governo Monti, la cosiddetta Salva Italia, dovrà essere approvata prima di Natale. Una manovra che punta più sul rigore e sulle tasse che su un vero rilancio dell'economia italiana. Ci auguriamo che in una seconda fase l'attuale esecutivo sia in grado di partorire politiche del lavoro in grado di cambiare profondamente la condizione sociale di tanti italiani: il nostro Paese ha un enorme bisogno di riforme e di misure che puntino alla crescita e allo sviluppo, misure che consentano ai cittadini di guardare al futuro con la giusta serenità: la ripresa è possibile solo incentivando il lavoro e ampliando le opportunità di realizzazione personale di tanti giovani delusi e dimenticati. Fondamentale diritto dei giovani è la scelta della propria strada, la possibilità di mettersi in gioco e di dimostrare che valgono e sono padroni del loro futuro. Sono sempre più i giovani italiani costretti a vivere con i propri genitori anche all'età di 35, 40 anni, e questo dimostra come sia diventato azzardato per loro ogni progetto di vita. Non possono accendere un mutuo perchè molti di loro non hanno un lavoro sicuro e comunque non riescono con i loro stipendi a soddisfare le pretese di banche sempre più esose. Sposarsi, mettere su famiglia, è diventata ormai una vera e propria impresa e questo incide anche sulla loro affettività e sull'autostima. Per troppo tempo il Paese ha pensato ai padri e non ai figli, ed oggi ci ritroviamo in una situazione dalla quale, se non si agisce in fretta, sarà sempre più difficile prendere le distanze. Il 2012 sarà un anno difficilissimo. Prepariamoci ad affrontarlo al meglio delle nostre possibilità, cominciando da subito a chiedere a chi ha avuto il compito di farci uscire dalla crisi di essere ascoltati e coinvolti nella ricostruzione di un'Italia più giusta, più equa, più attenta alle nuove generazioni; nell'interesse di chi c'è già, ma soprattutto di chi senza colpe sue potrebbe ereditare carta straccia.Natale 2011: una festa tutta in famiglia.
Tradizionalisti e attenti a non sprecare nemmeno un euro. Per gli italiani, le prossime feste natalizie fanno rima con famiglia - ben il 96,7% celebrerà in casa insieme a familiari ed amici - e, in tempo di crisi, con una ritrovata attenzione al portafoglio: sette su dieci, infatti, si preparano ad un Natale in tono minore rispetto al passato. La spesa per il Natale sarà di 284 euro a persona, 14,2 miliardi di euro quella complessiva, destinata a regali e ai piatti tradizionali delle feste. Questi ultimi da consumare riuniti, attorno al focolare domestico, con familiari e amici. Se potesse, un italiano su otto non rinuncerebbe a nessuna delle tradizioni natalizie ma, dovendo scegliere, il 33,6% non farebbe a meno del cenone della Vigilia e il 22,3% del pranzo di Natale! Pranzo preferito a Milano, mentre a Roma e Napoli, il momento irrinunciabile appare quello del cenone. Guardando ai regali, il dono più richiesto è immateriale - il 48,1% chiede a Babbo Natale la salute - mentre tra quelli acquistabili, la parte del leone spetta ai capi di abbigliamento (35,2%), ai giocattoli (11,5%), all'elettronica (8,5%) e ai libri (8,2%). La spesa a persona è stimata in 284 euro (290 a Milano, 273 a Roma, 262 a Napoli) anche se, in un caso su cento, schizza a 2.000 euro. In tempo di difficoltà economiche, sette italiani su dieci, vivranno le festività in tono minore rispetto al passato, con una spesa inferiore (così per il 39,1%) destinata ai regali. Ad ogni buon conto, il 27,1% degli italiani, non risentirà della stretta finanziaria. Infine, più di due milioni di persone - il 4,25 degli italiani - non festeggerà il Natale: per il 32,4% di loro a causa di una diversa fede religiosa rispetto a quella cattolica!Le bruttine guadagnano di meno!
Anche l'occhio vuole la sua sua parte! Ma a quanto sembra pure il portafoglio! L’economista americano Daniel S. Hamermesh, docente della University of Texas di Austin, nel suo ultimo libro “Beauty Pays - Why Attractive People Are More Successful” della Princeton University Press, ha lanciato una provocazione: visto che i belli guadagnano il 4 per cento in più dei brutti e le belle l’8, perché non pensare a un “risarcimento morale” per chi nasce inviso a Venere? Tutto viene da un calcolo condotto proprio dall’economista che vuole che le donne belle guadagnano l’8 per cento e gli uomini il 4 per cento più delle colleghe e dei colleghi meno avvenenti, e che gli uomini, se brutti, subiscono una penalizzazione del 13 per cento in busta paga. La differenza dei piacenti cresce fino al 17% per gli uomini e al 12% per le donne in caso in cui la loro bellezza sia davvero incredibile. Un’ingiustizia che andrebbe colmata con un intervento ad hoc per l’economista che ha avanzato la proposta. Si tratta però di una controversia insanabile dal punto di vista legale, dal momento che non esiste un metodo assoluto di valutarzione della bellezza o meno dell’interessato/a. A parte le provocazioni questo tema sembra veramente interessante considerando le derive che assume in tanti paesi in cui l’intreccio tra potere, soldi e “bellezze” è all’ordine del giorno.giovedì 22 dicembre 2011
Bloccheremo le pensioni. E’ una questione di coerenza!
di Massimo Gramellini. La crisi non esiste. La crisi esiste però non riguarda l’Italia, quindi nessuna manovra. Faremo la manovra, ce la chiede l’Europa, ma non metteremo le mani nelle tasche degli italiani. Le metteremo solo a chi guadagna oltre 75 mila euro. Cioè, oltre 150 mila. Gli anni della laurea non valgono più per il computo della pensione. Chi ha detto che non valgono più? Ma forse toglieremo la tredicesima agli statali. Calma, ho detto forse. I ticket del ristorante restano garantiti solo a chi lavora più di 8 ore. Non abbiamo intenzione di limitare i ticket. Piuttosto alzeremo la pensione a 65 anni dal 2027. Era già stata alzata? Ok, allora aboliremo i piccoli comuni, ma non le province. Aboliremo le province e ridurremo gli stipendi dei parlamentari immediatamente. Entro marzo una commissione proporrà di ridurre lo stipendio dei parlamentari.Salve, siamo il nuovo governo. La crisi esiste, è sempre esistita, possibile che non ve ne siate accorti? Dovremo aumentare l’Irpef di 3 punti sopra i 75 mila euro. Ho detto 75 mila? Volevo dire 100 mila. Non toccheremo l’Irpef. Va riaperto il tema dell’energia nucleare, ma sia chiaro: non si riapre il tema dell’energia nucleare. Ridurremo i compensi dei politici. Non tocca al governo ridurre i compensi dei politici. Noi faremo subito le liberalizzazioni. Contiamo di fare presto le liberalizzazioni. Speriamo di fare un giorno le liberalizzazioni. Le frequenze tv all’asta? Non se n’è discusso. Metteremo all’asta le frequenze tv. L’articolo 18 non è intoccabile. Chi ha parlato di toccare l’articolo 18? Ah, bloccheremo le pensioni del ceto medio-basso. E quelle le blocchiamo davvero. E’ una questione di coerenza.
Prima piange, poi bastona: poveri noi!
"Prima metti le tasse agli italiani, poi li fai uscire dal mondo del lavoro e poi gli dai una bastonata in testa e li finisci, così non devono neppure prendere la pensione. E' un governo di tecnici 'cubani'. Sono riusciti a tartassare gli italiani. Passera è come Fidel Castro, Monti non ne ha la statura". A parlare non è un reduce di 'lotta continua' o uno di 'bandiera rosssa', bensì Alessandra Mussolini, la nipote del duce, deputato del Pdl! Dopo aver strizzato per benino pensionati e lavoratori dipendenti, tra un pianto, un sorriso e tante mazzate per noi, non certo per 'loro', adesso i Professori mettono mano al mondo del lavoro, attacando l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori posto a baluardo del principio 'inviolabile' che non vi può essere licenziamento senza giusta causa! Il ministro del Lavoro Elsa Fornero dà la "disponibilità piena" al dialogo con le parti sociali sul mercato del lavoro, ma avverte che non ci possono essere "terreni inesplorati", neppure se il tema in oggetto è quello dell'articolo 18. La riforma del mercato del lavoro è necessaria per le famiglie e le nuove generazioni, aggiunge Fornero ribadendo la disponibilità piena al dialogo con i sindacati, ma avvertendo al tempo stesso che "le cose vanno cambiate. Non si vuole precarizzare nessuno. Bisognerebbe riuscire ad aumentare i salari perché sono bassi e non è cosa che ci sfugge. Conosciamo il divario nella distribuzione dei redditi che è cresciuto negli ultimi 15/20 anni. La mia sensibilità è totale, dopodiché le cose bisogna cambiarle". Insomma, fatevi licenziare in cambio di qualche centesimo in più in busta paga e l'accordo è bello che fatto: un "do ut des" di dubbio effetto! Comunque è scontro sull'articolo 18, la norma dello Statuto dei lavoratori del 1970 che disciplina il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. L'art. 18, è un principio di civiltà indispensabile per un Paese democratico. Il vero 'totem', come la Fornero apostrofa l'art.18, non sono le garanzie di diritto per i lavoratori, ma il pensare che la recessione si possa superare cancellando l'art 18: licenziare, come ritardare il pensionamento per milioni di lavoratori, per creare sviluppo, crescita e soprattutto nuovi posti di lavoro è una bestemmia, un vero e proprio delirio omicida! Oltretutto se si ricorda a lorsignori che nel belpaese la stragrande maggioranza delle imprese è sotto i 15 dipendenti e quindi non è tenuta ad applicare l'art 18, appare del tutto evidente l'intento del governo di dare vieppiù mano libera ai datori di lavoro per poter disporre a proprio uso e consumo della 'forza lavoro' di cui dispongono! Oltretutto in Italia la libertà di licenziare un lavoratore per fondato motivo esiste, cosa vanno cercando ancora? La vera sfida è, invece, quella di come alzare il salario dei lavoratori dimezzato dalla valuta europea e stoppato nelle dinamiche contrattuali dal blocco dei contratti! La priorità di questo paese devono essere la crescita, lo sviluppo e il lavoro, non può e non deve essere la cancellazione dei diritti in un paese dove ci sono 3 milioni di disoccupati e oltre 5 milioni di persone che vivono in una condizione di precarietà occupazionale. Il paese ha bisogno di altro, di meno disuguaglianza e di una maggiore giustizia sociale. Rinunciare oggi al diritto di vivere in un paese migliore, più giusto e più equo, sarebbe come rinuciare a vivere domani!Berlusconi a Monti: Se ancora tasse al voto!
Silvio Berlusconi mette i puntini sulle 'i': le decisioni che il governo dovrà assumere devono essere prese in sintonia con le forze politiche che lo sostengono. Se Monti non ci consulta prima di prendere i provvedimenti noi non ci stiamo più! Più collegialità, insomma, da tradursi anche in un 'cabina di regia' a cui prendono parte, oltre agli esponenti dell'esecutivo, i segretari dei partiti della maggioranza e magari anche i capigruppo. Berlusconi fa capire che non farà sconti al governo. Berlusconi pretende da Monti un coinvolgimento attivo, ma soprattutto non è più disposto a tollerare nuove strette sul fisco. Se il governo dovesse procedere su quella strada si andrà al voto. Siamo noi gli arbitri di questa situazione, lo faremo capire, aggiunge il Cavaliere, che si dice sicuro di una vittoria elettorale se il Pdl riuscirà a stringere un'alleanza con l'Udc. Nel corso del suo 'tour natalizio' - che si conclude, dopo un brindisi nella sede del Pdl a via dell'Umiltà, con la cena con i senatori pidiellini - l'ex capo del governo si mostra soddisfatto per il faccia a faccia avuto con Monti: "L'incontro é andato bene, con il premier ci sarà una proficua collaborazione". L'ex presidente del Consiglio ha spiegato di condividere con Monti la preoccupazione per la situazione dell'Europa e soprattutto per l'atteggiamento da battitori solitari di Francia e Germania: "Il direttorio a due è inaccettabile" é il ragionamento di Berlusconi. Il fulcro dell'incontro con il Professore è ruotato sulle misure che il governo dovrà mettere in campo a favore "della crescita, del rilancio dell'economia e dello sviluppo". Una serie di provvedimenti che l'esecutivo dovrà discutere in prima battuta proprio con le forze politiche interessate. Ed una delle misure che l'ex premier attende di "vedere nei dettagli" riguarda la riforma del lavoro, al centro delle tensioni tra le forze politiche: "Si tratta di un capitolo importante su cui questo governo deve esercitarsi" è l'opinione dell'ex premier che però fa sapere di non aver discusso l'argomento con il Professore. Al capo del governo invece il Cavaliere avrebbe chiesto di mettere mano alle riforme a partire da quelle istituzionali "perché non è possibile per un governo essere efficace se non ha i mezzi per poterlo essere". Anche agli eurodeputati l'ex capo del governo ha chiesto il massimo impegno a favore del Pdl "siamo già in campagna elettorale" ha ribadito Berlusconi che poi ha messo in chiaro come la priorità sia quella di ritrovare l'intesa con l'Udc. Un accordo solo con Pier Ferdinando Casini anche senza il Fli non preoccupa il premier che anzi fa capire bene quali siano le sue preferenze: "Abbiamo a cuore l'intesa con i centristi ed è in quella direzione che concentriamo gli sforzi".Mo vene Natale, nun tengo denare...
di Paola Mauri. Spesso, come a sottolineare le difficoltà, mi ritrovo a ripetermi dei versi, in un dialetto che non è il mio e quindi non so bene nemmeno come si scrive correttamente ma ci provo: “Mo vene Natale / nun tengo denare / me leggio o giurnale / e me vaco a cuccà. / Mamma, mamma / e damme na mano / ca doppo dimane fernesce a semmana / e nun saccio che fa…” Mi sono sempre piaciuti, questi versi; non so nemmeno da quanto li conosco e dove li ho sentiti la prima volta, fatto sta che questa mattina mi frullavano in testa più che mai. E trovandoli adatti ai tempi, faccio la seguente riflessione: Renato Carosone cantava questa canzone negli anni 60'. Quindi la consolazione, in definitiva, è grande perché Spread o non Spread, Cari Tutti, è così se vi pare… chi può, può; chi non può, non può… Pirandello docet! Evidentemente al di là di tutto quel che ci è stato insegnato, chi ad un ceto appartiene, in quello deve rimanere perché altrimenti questo poveraccio che a Natale non ha denari, si legge il giornale e se ne va a dormine, invocando l'aiuto della mamma, dovrebbe aver lasciato un figlio, o insomma qualcuno che oggi, dopo 66 anni circa, dovrebbe avere un altro destino, ma ho l’impressione che siano molti quelli che nel Natale prossimo venturo saranno a rimuginare se sarà l’ultimo Natale meno peggio di sempre! Corsi e ricorsi... e un po' di Gattopardo non guasta... Auguri a Tutti.Montezemolo, da Maranello a Montecitorio!
di Luca Cordero di Montezemolo. Caro associato di Italia Futura, per l’Italia il 2011 è stato uno degli anni più difficili dal dopoguerra. Troppi anni di paralisi decisionale della politica e la crisi finanziaria internazionale ci hanno portato vicinissimi al punto di non ritorno. Famiglie e imprese pagano, e continueranno a pagare, un conto salatissimo mentre il rischio di un crack finanziario non è ancora dietro le nostre spalle. Mai come nel 2011 i cittadini italiani hanno avuto la sensazione che il governo del paese fosse fuori controllo. Solo pochi mesi fa l’Italia era governata da una maggioranza paralizzata da liti interne e conflitti personali e la nostra credibilità internazionale era ai minimi storici. Il Governo continuava a ripetere che tutto andava bene e l’opposizione a sostenere che i mali dell’Italia iniziavano e finivano con il Presidente del Consiglio. In quest’anno cruciale Italia Futura ha svolto la propria missione con impegno e coerenza. Ha raccolto la passione civile e le competenze di tanti italiani che vogliono contribuire a costruire un futuro migliore per la nostra nazione. Ha creato realtà regionali dove analizzare e discutere temi di rilevanza territoriale e dove selezionare i protagonisti di una nuova classe dirigente. Ha sollecitato la politica con critiche di merito e concrete proposte di soluzione. Ha rappresentato un argine al vizio capitale della politica italiana: quello di non volersi assumere responsabilità e di evitare sempre di rendere conto del proprio operato. Non abbiamo avuto timore di dire quello che pensavamo della politica economica del precedente Governo, quando pochissime voci dalla società civile si levavano per criticarne l’operato e richiamare l’esecutivo alle proprie responsabilità. Di tutto questo dobbiamo ringraziare soprattutto voi: la comunità di Italia Futura, forte ormai di oltre 40.000 associati sempre attivi nel reagire alle nostre sollecitazioni, con un flusso continuo di idee, suggerimenti, proposte e grande voglia di partecipare. Abbiamo auspicato l’arrivo di un Governo tecnico a cui da subito abbiamo guardato, e continuiamo a guardare, con fiducia e speranza. La fiducia di chi è convinto che le competenze e la credibilità dell'esecutivo siano premessa di successo nel doppio mandato di rimettere in ordine i conti pubblici e di restituire vitalità all'economia e alla società. La manovra del Governo, prevalentemente nel segno del rigore, era necessaria per rispondere a una situazione di cassa drammatica. Alcuni provvedimenti strutturali, quelli sulle pensioni di anzianità, hanno risposto pienamente alla sostanza del mandato del Governo. In altri casi si è scelta una strada che ha tenuto conto soprattutto della velocità e facilità di incassare. Per rimettere in moto il paese occorrerà ora agire in profondità sulle leve della crescita: liberalizzando, dismettendo il patrimonio pubblico, tagliando i costi della politica, riformando welfare e mercato del lavoro, insistendo nella direzione di uno spostamento del carico fiscale da lavoro e produzione ai grandi patrimoni e alle rendite, oltre che portando avanti una lotta senza quartiere agli evasori fiscali. Occorrerà dunque iniziare a riequilibrare il rapporto tra Stato e cittadini, concentrando risorse ed energie sui compiti essenziali del pubblico e liberando i tanti settori in cui la presenza dello Stato crea sprechi, inefficienze e corruzione. Solo dopo aver affrontato una questione che da troppi anni è al centro delle anomalie italiane, il nuovo Governo potrà considerare di aver compiuto la sua missione di esecutivo tecnico e di emergenza. Il tempo non è molto. Il prossimo anno assisteremo a una contrazione del PIL nell’ordine dei due punti percentuali. Il circuito del credito è ancora sostanzialmente congelato e le tante anomalie che bloccano il paese sono diventate zavorre insostenibili per imprese, lavoratori e famiglie. E’ prevedibile che il 2012 sarà l’anno in cui gli effetti della crisi si concentreranno sul paese reale e le tensioni finanziarie si intensificheranno mettendo a dura prova la tenuta dell’Europa. Il compito che attende il Governo è enorme, dobbiamo sostenerlo, perché la resistenza di chi vuole che tutto resti com’è ha già iniziato a frenarne l’azione. Oltre alle prove che la situazione economica internazionale e interna ci obbligheranno ad affrontare, il prossimo anno occorrerà preparare, in vista del 2013, l’apertura di una nuova stagione della politica italiana. La seconda repubblica ha fallito. Ostaggio di populismi di destra e sinistra, la politica ha perso progressivamente contatto con i problemi quotidiani degli italiani e con le sfide imposte da uno scenario internazionale difficile, ma anche ricco di opportunità. Perché se c’è un paese che non dovrebbe avere paura della globalizzazione è l’Italia. Se smetteremo di giocare solo in difesa e cominceremo a investire sulle nostre risorse fondamentali (cultura e industria) i benefici non tarderanno ad arrivare. Alla nuova stagione politica che si aprirà gli italiani vogliono partecipare con spirito civico e passione per ricostruire la nostra democrazia. Ripristinare una politica forte, autorevole e credibile è la vera sfida che ci attende nel prossimo anno. Perché sarebbe del tutto velleitario sperare, come pure qualcuno fa nelle stanze dei partiti, che tutto cambi affinché niente cambi. Quando le scadenze istituzionali porteranno nuovamente i cittadini alle urne, l'offerta elettorale dovrà essere composta da una nuova leva di idee e classi dirigenti che si contenderanno il consenso democratico lasciandosi alle spalle una stagione fallimentare. In nessun caso gli italiani accetterebbero di veder tornare gli stessi protagonisti che hanno condotto il paese a questa situazione. Rinnovare profondamente la classe dirigente politica rimane per l’Italia una priorità assoluta. Anche per questo le prossime elezioni non saranno una tappa di routine, ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione della nostra vita pubblica. Nel 2012 l'impegno di Italia Futura sarà rivolto in questa direzione, promuovendo quella svolta di programmi e persone che l'Italia si merita. Intensificheremo il lavoro sul territorio, con l’obiettivo di avere una rete regionale forte e radicata in tutta Italia entro giugno. Dedicheremo competenze e idee alla discussione di temi fondamentali per il nostro futuro come l'occupazione giovanile, il fisco, la riforma delle istituzioni e il ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo. Promuoveremo l’adozione di provvedimenti, concreti e operativi, per rispondere alle tante emergenze del paese. Inizieremo presentando una proposta per la rapida alienazione del patrimonio pubblico e la conseguente riduzione del debito. Siamo infatti convinti che lo Stato possa chiedere ai cittadini di farsi carico dei problemi finanziari del Paese solo dopo aver fatto la propria parte, dismettendo, privatizzando, tagliando i costi del funzionamento della macchina istituzionale e politica. Per portare avanti questo programma avremo ancora più bisogno del vostro contributo d’idee, di passione civica e di fiducia. Con questo auspicio rivolgo ad ognuno di voi e alle vostre famiglie i miei migliori auguri per le festività natalizie e per il nuovo anno. Gli italiani sposano 'le donne dell'est'!
Le donne dell'est europa seducono facilmente gli italiani perchè sono dolci, romantiche, servizievoli, giovani, sensuali e... molto, molto belle. E poi sono di poche pretese, insomma, si accontentano e se le tratti bene... ti lavano pure la macchna! Per quanto riguarda il tradimento e la fedeltà… non ti mettono le corna, ma neanche le vogliono! Allora, come conquistarle? Per sedurre una donna dell'est invitala a cena e sorprendila con il suo piatto preferito. Completa la serata con candele e musica romantica. Prenditi del tempo per occuparti di lei e farla sentire speciale. Apprezzerà sicuramente del buon cibo e una buona compagnia. Sii pronto a condividere il tuo tempo con lei. Apprezzerà sempre di essere coccolata, di stare al centro delle tue attenzioni! Aspettati, in cambio, tutto il suo supporto, la sua dedizione e il suo affetto. La donna dell'est sarà sempre lì ad aspettarti quando avrai bisogno di lei, con le braccia aperte. Supportala nelle sue scelte, consigliala giorno per giorno. Dalle molte attenzioni e falla sentire ‘materialmente’ al sicuro! Impara ad apprezzare insieme a lei la quiete e le serate tranquille a casa. Ti mostrerà quanto queste ore possono essere… appaganti! Ricordati e festeggia i "giorni particolari", come il suo compleanno, S. Valentino e l'anniversario del vostro primo incontro. Mostrale come apprezzare la ricchezza… ‘emotiva’ della vostra vita insieme. Cosa non fare? Mandare a monte un appuntamento o non farti trovare a casa nell'ora in cui si aspetta che dovresti esserci. Spingerla a prendere una decisione troppo in fretta. La irriterai moltissimo. Non essere impaziente. Lei ha assolutamente bisogno di prendersi tutto il suo tempo. Evita di comportarti in modo troppo ostinato. Una volta che ha preso una decisione, non le piace cambiare idea. Evita di fare il ‘piacione’. Se non sei sicuro di volere una relazione seria, non iniziarne mai una con una donna dell'est! Non tradirla mai, perché non ti perdonerebbe mai! E infine… non spendere troppo, non dilapidare i tuoi averi e soprattutto non ridurti ‘in miseria’: la sicurezza finanziaria è molto importante per le donne dell'est.Quando dire ai bambini di Babbo Natale?
di Francesco Russo. Ogni anno per i bambini si rinnova l’appuntamento più atteso di tutto l’anno: la scrittura della letterina per Babbo Natale. Ricordo che da bambino attendevo sveglio la notte tra la Vigilia e Natale cercando di vedere da dove riuscisse ad entrare quell’uomo barbuto con tanti regali in mano. Come ogni volta, non riuscivo a vederlo, perché mi addormentavo prima. E la mattina, accanto all’albero, trovavo tutti i regali che avevo chiesto nella mia letterina. Ancora oggi milioni di bambini scrivono i propri desideri a Santa Claus. Ma altrettanti bambini sono già a conoscenza del fatto che Babbo Natale, in realtà, è solo frutto della fantasia. I genitori, quindi, si chiedono a che età e quando è giusto dire al proprio figlio che quell’omone con la barba bianca e le renne che porta i regali a Natale non esiste. A questo proposito, abbiamo preso in considerazione l’opinione della dottoressa psicologa Loredana Piratoni. Ad una lettera inviatale da una madre di una bambina di otto anni la dottoressa ha risposto che gli adulti spesso dimenticano l’importanza che la figura di Babbo Natale riveste per i bambini. E, quindi, non c’è nessuna età specifica per rendere privo di significato un mito così importante. Dichiara, infatti: "Ogni bambino attua le sue strategie. I guai accadono quando gli adulti vogliono mettersi in mezzo a cose di bambini per eccessivo desiderio di protezione. In effetti, non esiste un’età in cui il “segreto” di Babbo Natale debba essere svelato; piuttosto, quando il figlio diventa grandicello, i genitori possono chiedersi quale strategia il bambino stia mettendo in atto. […] Quello che voglio dire è che i bambini (come gli adulti) quando vogliono credere fortemente a qualcosa fanno finta di non accorgersi della verità, oppure, anche se la conoscono si divertono a “giocare” con le loro credenze.". L’atteggiamento che un genitore deve tenere, suggerisce la dottoressa, di fronte ad una situazione di questo tipo è di accoglienza e protezione, accompagnando il bambino nella crescita, ma senza decidere tempi e modi tramite imposizione rigida.
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