lunedì 30 gennaio 2012

Il reggiseno compie 100 anni!

Ce ne sono in commercio di ogni tipo, per tutti i gusti e per ogni occasione: per lo sport, per l’ufficio, per una serata importante o un incontro galante! Accessorio intimo che esalta il seno, sostenendolo e mettendolo in bella mostra, a volte aiuta ad apparire più sexy, a volte a portarlo con maggiore leggerezza e disinvoltura. Il reggiseno ha segnato una tappa fondamentale nell'evoluzione dell'intimo. Non che nell'antichità la donna non abbia provveduto a contenere il seno, ma si è trattato, per secoli, di espedienti che non hanno rappresentato mai una soluzione definitiva. Il reggiseno, per come lo conosciamo oggi, fatta salva l'evoluzione tecnologica che non ha risparmiato neppure questo classicissimo indumento femminile, nasce un secolo fa, nel 1912, anche se un 'prototipo' era apparso già nel 1907 su Vogue: una dichiarazione di guerra allo scomodissimo corpetto consegnata da sarti innovatori al conservatorismo dell'intimo. La svolta, però, si ha nel 1912. Le cronache del tempo raccontano dell'exploit di una giovane ereditiera americana, Mary Phelps Jacob, con l'invenzione nel sangue, evidentemente, dal momento che era nipote di Robert Fulton, 'padre' del battello a vapore. Si racconta che Mari Phelps, di fronte alla meraviglia suscitata dalla sua creatura, commentò "non posso dire che il reggiseno cambierà il mondo come il battello a vapore del mio antenato, ma quasi…". Un'invenzione non certo da Nobel, ma che di sicuro ha rivoluzionato la moda e la storia dell'intimo. Il reggiseno di Mary Phleps era in pratica una specie di tracolla in grado di separare il seno servendosi di due fazzoletti e di fasce per neonato. Niente a che vedere con il Wonderbra o con il reggipetto 'intelligente' di recente invenzione, ma comunque un passo decisivo verso il futuro, anche se l'idea della giovane americana non ebbe subito un gran successo. Dopo la Grande Guerra il mix tra emancipazione femminile e moda riduce le differenze fisiche tra uomo e donna. Negli anni '20 le donne portano i capelli corti, fumano sigarette e indossano pantaloni, fino a quel momento esclusiva maschile. Il reggiseno appiattisce il petto: è la moda 'alla garconne', portata sul grande schermo dalla 'divina' Greta Garbo. Negli anni Trenta ancora un passo avanti con l'arrivo di tessuti elastici, come la batista o la mussolina in latex, ma soprattutto il nylon e il rayon, prime fibre sintetiche della storia, simili alla seta ma alla portata di tutte le tasche. Dopo la seconda Guerra mondiale trionfano le pin-up, maggiorate made in Usa dal senso prosperoso. E nasce il reggiseno 'Very Secret', due cuscini d'aria che aumentano il decolletè anche alle più magre. Sempre negli anni 50 un'altro tessuto, la Lycra, viene in aiuto dell'industria dell'intimo: sottile e morbido, quasi una seconda pelle. L'ideale per un reggiseno confortevole. Negli anni 60 spopolano le modelle pelle e ossa, come la britannica Twiggy. Per il reggiseno sono tempi bui. Peggio ancora nel '68, quando il femminismo dichiara guerra al reggiseno, bruciandolo in piazza in nome dell'emancipazione. Gli anni 70 segnano però il ritorno del reggipetto in grade stile. In Francia viene lanciato sul mercato il primo reggiseno modellato e senza cuciture, saldato ed impunturato in tutte le sue parti con gli ultrasuoni. È il primo passo verso un'evoluzione che d'ora in poi non conoscerà soste. Nel 1981 il vero big-bang dell'intimo, il mercato è invaso da una raffica di modelli, colori e stampe, con la barra del timone sempre fissa sul comfort. La metà degli anni '90 è ricordata per la straordinaria invenzione che ha permesso alle donne di tutto il mondo di esibire un dècolletè sfrontato, anche in mancanza di curve abbondanti: il Wonderbra, il 'reggiseno delle meravigliè, che grazie al sistema push-up regala quasi una taglia in più. Nel 2007 dall'Australia arriva il reggiseno 'intelligentè, con sensori che assecondano il movimento sussultorio del seno nei movimenti. È l'addio al fastidioso su e giù che magari rapisce lo sguardo degli uomini che incrociano una ragazza che fa jogging, ma che per la donna è un vero tormento.

Silvio Berlusconi e le Idi di Marzo.

Silvio Berlusconi viene tirato per la giacchetta: staccare la spina al governo Monti, "prima si fa e meglio è", oppure continuare ad appoggiare il governo per "senso di responsabilità", capitalizzando il tempo rimasto a disposizione da qui alla primavera del 2013 per riorganizzare le truppe e guidarle alla vittoria elettorale? A fare pressione sul Cavaliere ci sono due fronti, uno esterno e l’altro interno. Sul piatto della bilancia c’è da una parte l’alleanza a rischio rottura con il Carroccio che preme per liquidare quanto prima il governo tecnico. Dall’altra un Pdl sempre più diviso e frammentato tra chi vorrebbe dare quanto prima l’estrema unzione al governo Monti, colpevole di bastonare l’elettorato di centrodestra e reo di aver calpestato i princìpi fondanti del Pdl, e chi, invece, caldeggiando una futura alleanza con il Terzo Polo che lascerebbe fuori la Lega, considera un autogol licenziare il Professore tra pochi mesi, in quanto non pagherebbe in termini elettorali! Di fatto, però, sia i falchi che le colombe del Pdl non vogliono stracciare il patto con il Carroccio. E la Lega Nord? Anche il Senatur ha le sue beghe interne. I leghisti sono divisi tra bossiani e maroniani, tra chi vuole mantenere e chi rompere l’alleanza con il Cavaliere. Ma le recenti esternazioni di Roberto Calderoli, presumibilmente concordate con Umberto Bossi, dimostrano che anche il leader del Carroccio, al di là delle ultime battute sulla “mezza cartuccia”, tiene ancora molto alla liason con il Cavaliere, anche se rimane fermo il suo aut-aut al Pdl: faccia cadere Monti oppure la Lega toglierà il suo appoggio a Roberto Formigoni, governatore della Lombardia!Berlusconi per le idi di marzo farà cadere il governo, ne sono convinto”. Sostiene Calderoli, che ribadisce la linea maggioritaria della Lega: “Se non vuol far harakiri Berlusconi deve staccare la spina al governo perché è di sinistra e sta colpendo l’elettorato di centrodestra!”. E Lui, Silvio Berlusconi cosa deciderà? Il Cavaliere non è certo uno sprovveduto, né tantomeno un kamikaze dell’ultima ora e quando sarà tempo, quando penserà di poterci guadagnare, senza doverci rimettere, non ci penserà due volte a… "staccare la spina", che siano di marzo o di settembre se "idi" dovranno essere, "idi" saranno!!!

Napolitano, la laurea te la diamo noi oggi!

La discussione, che sta impegnando l'esecutivo in queste ore, è quella dell'abolizione del valore legale del titolo di studio. Insomma non basterebbe più il fatidico 'pezzo di carta' come unico ed esclusivo lascia-passare per carriere-facili e alte cariche della Pubblica Amministrazione molto ben remunerate! Ma Lui, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al 'pezzo di carta' ci crede ancora e si è precipitato super-blindato, nell'Aula Magna dell'Ateneo bolognese, 'bardato a festa' con i paramenti accademici dell'Università, bordati di viola - colore distintivo della facoltà di Scienze Politiche - per la cerimonia di conferimento dell'ennesimo 'pezzo di carta': la laurea ad honorem in Scienze Internazionali. Loro gli studenti, si sono 'storti' e prontamente raccolti in Piazza Verdi, zona universitaria di Bologna, lo hanno duramente contestato al grido di: "Presidente Napolitano, la laurea te la diamo noi oggi!". In piazza una cinquantina di ragazzi. Hanno uno striscione con su scritto: "Profumo d'austerity. Napolitano la laurea te la consegniamo noi!", facendo riferimento alla presenza del ministro dell'Istruzione Profumo a Bologna. La polizia ha caricato gli studenti di Occupy Bologna che contestavano la visita di Napolitano. L'intervento delle forze dell'ordine dopo un lancio di uova contro gli agenti. Tra gli studenti e la polizia c'é stato un contatto in Via dei Poeti e ci sono state manganellate. Gli studenti hanno poi indietreggiato imboccando una strada vicina. Rotoli di carta igienica e alcuni sacchi della spazzatura, buttati verso un cordone della Guardia di Finanza. Questa l'azione del gruppo di manifestanti, il centro sociale Tpo e il collettivo Sadir. Con un piccolo corteo, al massimo 50 persone, si sono avvicinati all'Aula Magna di Santa Lucia. Poi si sono fermati davanti alle forze dell'ordine all'angolo tra Via Castiglione e Via del Cestello. Il secondo corteo organizzato a Bologna contro il capo dello Stato dai centri sociali Tpo e Sadir, si è concluso dopo un blitz in Rettorato. Una quarantina di giovani sono entrati nel palazzo di Via Zamboni fino all'anticamera del rettore Ivano Dionigi. Lì hanno lasciato a terra alcuni sacchi contenenti spazzatura. "L'unica cosa che per noi si prospetta con la laurea è un futuro precario - questo il loro messaggio - benvenuto Napolitano nel mondo del precariato". Il corteo degli studenti anti-Napolitano a Bologna si è concluso in Piazza Verdi, esattamente da dove era partito alle 10.30. In tutto poco più di 150 ragazzi. Per gli organizzatori due di loro sono rimasti feriti nella carica della polizia in Via dé Poeti. "Sapevamo benissimo che quella di Napolitano sarebbe stata una cerimonia blindata, ma volevamo provare lo stesso a portare la nostra voce", hanno detto i ragazzi del collettivo Occupy Bologna.

Donne: conciliare lavoro e famiglia!

Essere donne al giorno d'oggi è una vera e propria impresa! Essere madri, mogli e lavoratrici non è facile nel nostro paese perchè non ci sono servizi adeguati in termini di costi, orari e territorio, in grado di consentire un’adeguata conciliazione dei tempi. Una donna che voglia lavorare e avere una famiglia deve imparare a conciliare al meglio i tempi professionali e quelli domestici. Peccato però che la società non sia in grado di offrire strumenti adeguati per portare a termine la missione. I costi dei servizi che garantiscono una migliore conciliazione lavoro/famiglia, gli orari delle strutture e la presenza di queste nei territori prossimi alla residenza, non sono sempre agevoli. Il quadro in questione è tracciato dall’Istat che ha compilato il documento "La conciliazione tra lavoro e famiglia". L’intervista realizzata per redigere il documento ha dimostrato che le donne che hanno un impiego a tempo pieno si lamentano del tempo ridotto che dedicano alla sfera affettiva e vorrebbero avere qualche ora in più da dedicare alla famiglia. Mentre le impiegate part-time si dicono soddisfatte dell’equilibrio raggiunto. A livello geografico c’è da considerare che nel Sud e nelle Isole le donne che lavorano rappresentano il 34,6% mentre al Nord il valore in questione raddoppia raggiungendo quota 68,8 per cento. La situazione più critica è quella delle madri che in 37 casi su 100 sono costrette a rinunciare al lavoro per stare con la famiglia.

Il rame fa sempre più gola!

di Luciano Pellegrini. Sarà stato uno scherzo, sarà stato un dispetto, sarà stato per recuperare il materiale per la rifinitura della propria casa, sarà stato per rivenderlo e guadagnarci, il fatto è che nella notte fra venerdì 27 gennaio e sabato 28 gennaio sono stati portati via un paio di metri di tubo di scolo dell'acqua pluviale in rame. Questo furto è stato eseguito a Chieti, in Via S. Olivieri. I ladri di rame hanno potuto agire indisturbati in un lasso di tempo abbastanza lungo. Hanno svitato sei collari che stringevano il tubo e forse non hanno avuto il tempo di toglierli dal muro dove erano ancorati con un tassello. Il peso del rame e quindi il guadagno sarebbe stato maggiore. Lo smontaggio del tubo, indubbiamente, è stato affidato a gente esperta. E se questo furto è stato commesso per potersi procurare i soldi per sfamarsi valutata la situazione attuale di super tartassati? La speranza è che il caso sia isolato... ma le forze dell'ordine devono meglio sorvegliare il territorio.

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