sabato 25 aprile 2009




...e la Brambilla "ri"vuole il Ministero del Turismo!

Soppresso nel 1993 da un referendum popolare, il ministero del Turismo fa di nuovo la sua comparsa nelle ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale ne propone una sua ricostituzione per ripristinare una regia ministeriale e quindi rilanciare il settore. In questi anni la riforma del Titolo V della costituzione, affidando alle singole Regioni funzioni amministrative e legislative, e con esse il compito di definire in modo autonomo le politiche del settore turistico, aveva lasciato allo Stato centrale solo funzioni amministrative di indirizzo generale e di coordinamento. Sebbene il trasferimento delle funzioni amministrative inerenti il turismo a livello periferico non sia stato "indolore", esso rappresenta uno dei settori in cui, proprio a livello locale si sono prodotti alcuni modelli organizzativi innovativi - si pensi alla centralità del livello di intervento comunale nella disciplina dei sistemi turistici locali - che hanno impresso notevoli forze propulsive all’intero settore. Per questo motivo ci si chiede, fino a che punto la costituzione di un nuovo apparato ministeriale assicuri le necessarie azioni flessibili per superare una crisi e, quanto, in tempi di magri bilanci pubblici, di tagli ai ministeri esistenti un nuovo ministero non significhi, invece, moltiplicare inutilmente le spese dello Stato? La proposta del premier nasce quale reale conseguenza della grave crisi economica in atto o per regalare un dicastero anche all’Onorevole Michela Vittoria Brambilla, che non vuole essere seconda tra le "sue preferite" alla ministra Carfagna?

venerdì 24 aprile 2009

Tutte le donne del presidente: dal varietà, alla politica!



















Silvio Berlusconi - dopo la Carfagna, la Gardini e la Carlucci, strappate alle luci del varietà e sistemate nel parlamento italiano - ha scelto di mettere in pista per le elezioni al parlamento Europeo un gruppo di giovanissime tra le quali un buon numero di attrici, ex troniste ed ex letteronze. La preferenza per le gemelle De Vivo, reduci dall’"Isola dei Famosi" e da un summit a Palazzo Grazioli, Barbara Matera, già letteronza a "Mai dire domenica" e comparsa in "Carabinieri", Angela Sozio, ex del "Grande Fratello", ma soprattutto celebre per aver trascorso alcune ore nel cenacolo di Villa Certosa sulle ginocchia del premier, Camilla Ferranti, reduce da "Incantesimo" e sorella di un consigliere comunale di Terni, Eleonora Gaggioli, direttamente dai set di "Don Matteo" ed "Elisa di Rivombrosa", ha il merito di ribadire, più che un luogo comune, il "progetto globale" di chi se ne fotte delle Istituzioni! Le sue decisioni vanno ben oltre le regole del diritto, perchè non sono le "sue regole" e tanto basta per dimostrare che può fare ciò che gli pare, come gli pare, quando gli pare e di più! Ha riempito il governo di personaggi che sono meno che comparse, di figuranti dall'esibizione facile, di ambiziosi che pur di apparire giurano eterna fedeltà al loro mentore, come il ministro Brunetta, altro bell'esempio di fenomeno da "baraccone" (che tanto lotta contro i fannulloni, ma che quando era europarlamentare ha collezionato il 42% di assenze!!!), che non ha perso la ghiotta occasione di piaggiare il premier lodando tutte le giovanissime aspiranti euro parlamentari. La decisione di puntare su volti televisivi femminili nasconde in realtà una precisa strategia del Cavaliere. Il voto di preferenza previsto nel sistema elettorale per le europee, potrebbe essere infatti foriero di sorprese sia nel numero che nel rapporto di eletti tra Forza Italia e An, e questo non solo per la capacità del partito di Fini di drenare preferenze. Per evitare stravolgimenti rispetto al rapporto settanta a trenta fissato tra FI e An al momento della costituzione della Pdl, il Cavaliere sta costruendo delle liste di fatto blccate, composte (dopo la decisione dei ministri di non volersi presentare) da parlamentari nazionali che qualora eletti dovranno poi lasciare per incompatibilità, e da volti sconosciuti al mondo della politica, ma non a quello del grande pubblico televisivo. Adesso però, più di un europarlamentare uscente, s'interroga sulla reale volontà di tutte le giovanissime aspiranti-candidate a fare da... "soprammobile": e se qualcuna di queste dovesse realmente farcela, magari grazie all'aiutino del grande Capo?

giovedì 23 aprile 2009

Metropolitana C di Roma: straordinaria la puntualità dei lavori.

La visita del Sindaco Alemanno e dell'Assessore ai trasporti, Marchi, al cantiere metro C "Giardinetti" è stata l'occasione per fare il punto sui lavori per la nuova linea della metropolitana che, con i suoi 25,5 km di percorrenza, collegherà la città da nord-ovest a sud-est, attraversando 6 municipi (I, VI, VII, VIII, IX, XVII) da piazzale Clodio a Pantano-Montecompatri. Attualmente i cantieri aperti per la linea C sono 37. Nel pozzo di Giardinetti sono state introdotte, ad agosto del 2008, due talpe meccaniche TBM (Tunnel Boring Machine) che da allora hanno scavato 5,2 km di galleria (2,2 km binario dispari, 3 km binario pari). I lavori in corso di realizzazione riguardano la tratta San Giovanni/Monte Compatri-Pantano, interamente finanziata per 1.624 milioni di euro. Questa prima fase dei lavori prevede la realizzazione di 22 stazioni per 18,5 km, con l'utilizzo di 4 talpe per gli scavi in galleria. Due talpe scavano da Giardinetti in direzione della futura stazione Parco di Centocelle (agosto 2008-settembre 2009); altre due scaveranno dal pozzo di "Malatesta" fino al pozzo di uscita della futura stazione Mirti (aprile 2009-aprile 2010). La stazione Giardinetti sarà l'ultima della tratta sotterranea della linea C della metropolitana, il cui tracciato si svilupperà poi in superficie. lungo il percorso della vecchia ferrovia Roma-Pantano di cui è in corso l'adeguamento tecnologico. Per la tratta Clodio-Mazzini/San Giovanni, finanziata per 1068 milioni di euro, da finanziare per 355 milioni di euro (a carico dello stato), è in corso la progettazione definitiva. E' prevista la realizzazione di 8 stazioni per un totale di 7 km di scavi in galleria. Gli scavi nella tratta San Giovanni-Colosseo (3 stazioni) partiranno a gennaio 2010 e termineranno a dicembre 2014. Quelli tra Colosseo e Clodio Mazzini inizieranno a dicembre 2010 per chiudersi a dicembre 2015. E' in fase di progettazione preliminare il prolungamento Clodio/Grottarossa (con fermata all'Auditorium) per il quale sono previste 7 stazioni in 9 km di percorrenza. L'entrata in servizio del primo tratto della linea C della metropolitana (Pantano-Centocelle) è prevista per il dicembre del 2011. Il tratto successivo, da Centocelle a Lodi entrerà in esercizio a ottobre 2012 e quello tra Lodi e San Giovanni entro il dicembre 2013. Atteso per il 2015 il completamento dell'intero percorso della linea C fino a piazzale Clodio. La linea C della metropolitana, una volta realizzata, avrà 30 stazioni; 5 nodi di corrispondenza con le altre linee metro, la ferrovia Fr1 e i tram; 5 parcheggi di scambio, consentendo un collegamento veloce e frequente, grazie anche all'integrazione fra tre diverse reti su ferro (metropolitana, ferrovia, tram). Trasporterà 24.000 passeggeri l'ora per senso di marcia, per un totale di 600.000 persone al giorno. Il parco vetture sarà composto da 30 convogli di nuova generazione con 6 vagoni ciascuno e 240 posti a sedere con una capacità di trasporto di 1200 passeggeri. Utilizzerà le tecnologie più innovative. I treni non avranno macchinista a bordo, ma saranno guidati da un sistema di automatizzazione integrale. I lavori - incredibile, ma vero - procedono secondo il programma: i tempi sono quelli previsti ed i costi restano quelli preventivati... quando la normalità fa notizia!
>>>Informazioni in dettaglio sul sito http://www.romametropolitane.it/

mercoledì 22 aprile 2009

Due milioni e mezzo le persone che vivono in povertà assoluta.

Sempre "freschi" ed "attuali" i dati Istat! l'Istituto di statistica ha presentato oggi un rapporto sulla povertà assoluta in Italia, con riferimento all'anno 2007(!?). Secondo l'Istat, in Italia le persone che vivono in povertà assoluta sono circa due milioni e mezzo, i «poveri fra i poveri». Si trovano in questa condizione 975 mila famiglie, il 4,1% dei nuclei familiari. L'Istat sottolinea che rispetto al 2005, «la povertà assoluta è rimasta stabile e sostanzialmente immutata». Il fenomeno è concentrato al Sud dove la povertà assoluta arriva a 5,8%; il Nord si attesta al 3,5 e il Centro al 2,9. La povertà assoluta incide di più sulle famiglie numerose (con un solo figlio minore è del 3,1%, sale al 3,8% e al 10,5% se i figli sono rispettivamente due o più di due); dove vivono anziani (5,4%); se il capofamiglia è donna (4,9%). Nuova metodologia. L'Istat ha ripreso oggi la pubblicazione dei dati sulla povertà assoluta con una nuova metodologia di stima, sulla base dell'indagine sui consumi delle famiglie e dell'andamento dei prezzi. Si stima la soglia della povertà assoluta tenendo conto della spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e servizi considerati essenziali per vivere. Questa soglia cambia a seconda dell'età, della composizione della famiglia, del luogo di residenza. Le soglie. Ad esempio, per una famiglia formata da una sola persona, fra i 18 e 59 anni, se vive in un'area metropolitana del nord la soglia è di 724.29 euro, se invece vive in un piccolo comune è 650.04 euro. Se la stessa persona vive in un grande comune del mezzogiorno la soglia scende a 520.18 euro. Per una famiglia di tre componenti con età sotto i 59 anni, la soglia di povertà assoluta è stabilita in 1.158,71 euro se vive in un'area metropolitana nelle regioni centrali, mentre è a 966,20 euro se risiede nelle regioni settentrionali. L'intensità della povertà, ossia la percentuale di quanto la spesa mensile delle famiglie assolutamente povere si colloca al di sotto della soglia di povertà, risulta pari al 16,3% e raggiunge il 18,2% tra le famiglie residenti al meridione.

Impiegati, operai e pensionati sempre più poveri.

Negli ultimi 15 anni in Italia, pur permanendo stabili i livelli aggregati di disuguaglianza e povertà «la distribuzione della ricchezza è mutata a vantaggio delle famiglie dei lavoratori autonomi e dei dirigenti, a scapito di quelle degli operai e degli impiegati». Ad affermarlo non è la Cgil per partito preso o quei ragazzacci dei Cobas, ma addirittura il direttore del servizio studi di struttura economica e finanziaria della Banca d'Italia. Secondo Bankitalia, infatti, «si sono verificati movimenti ridistributivi orizzontali che hanno modificato le posizioni relative alle classi sociali». Ma non finisce mica qui. Nostante il governo abbia risparmiato su pensioni e stipendi dei propri impiegati e di tutti quanti i lavoratori dipendenti - grazie ai recenti accordi sottoscritti unitamente a Cisl, Uil e Ugl che hanno congelato le retribuzioni ai tempi della “lira”, eccezion fatta per deputati, senatori, consiglieri regionali, provinciali, comunali e dirigenti - il debito pubblico italiano continua a salire vertiginosamente. Nel 2010 si attesterà al 121% con un incremento di 15 punti percentuali dal 106% del 2008.

Diritto al congedo del figlio convivente con disabile grave.












A seguito della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della norma (art.42 del Testo Unico sulla maternità e paternità) che non prevede il figlio convivente, tra i soggetti che possono fruire del congedo per assistenza a familiare con handicap grave, l'INPS ha emanato scrupolose istruzioni applicative. Il figlio conviventeha diritto a fruire dell'indennita' quando non esistono altri soggetti che possano prendersi cura del familiare con handicap grave. Hanno quindi diritto al congedo i familiari del disabile, lavoratori dipendenti, con il seguente ordine di priorità: coniuge convivente, genitori, fratelli o sorelle conviventi, figlio convivente. Per quanto riguarda i genitori (naturali, adottivi o affidatari) essi hanno diritto al congedo quando il figlio non è coniugato o non convive col coniuge, quando il coniuge non lavora, è lavoratore autonomo, o ha espressamente rinunciato a fruire nei medesimi periodi del congedo. I fratelli o le sorelle conviventi hanno diritto a due condizioni: che il portatore di handicap non sia sposato o non conviva col coniuge oppure che il coniuge del disabile non lavori, sia lavoratore autonomo, o abbia espressamente rinunciato a fruire del congedo; che entrambi i genitori del disabile siano deceduti o totalmente inabili. Il figlio convivente ha infine diritto al congedo quando si verifichino ben 4 condizioni: che il disabile non sia sposato o non conviva col coniuge o, se sposato, il coniuge non lavori o svolga attività autonoma o abbia rinunciato al congedo; che entrambi i genitori del disabile siano morti o totalmente inabili; che il disabile non abbia altri figli o non conviva con nessuno di essi o, pur avendo altri figli conviventi, questi non lavorino, siano lavoratori autonomi, o abbiano rinunciato al congedo; che il disabile non abbia fratelli o non conviva con nessuno di essi o, se convivente, il fratello non lavori, sia lavoratore autonomo, abbia rinunciato al congedo. Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, le sedi dell'INPS riesamineranno le domande a suo tempo presentate e respinte purchè non siano intervenute una sentenza passata in giudicato o la prescrizione del diritto, che si verifica nel termine di 1 anno dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile a titolo di congedo.

martedì 21 aprile 2009

Auguri Massimo... fin che la barca và…

Compleanno in mare per Massimo D'Alema che, dopo aver affondato anche Veltroni e lasciato momentaneamente al timone del Pd il Franceschini di turno, che già sta studiando da potenziale-naufrago, questa mattina ha spento le 60 candeline a bordo della sulla sua barca “Ikarus”. Il Massimo della coerenza in politica: l’italia è in un mare di guai e lui - “baffetto” - veleggia sul mar Tirreno al timone del suo yacht! A vuoto i tentativi di fare gli auguri al presidente: il telefonino risulta sempre irraggiungibile probabilmente trovandosi in navigazione in una zona non coperta da segnale. Comunque... Auguri Massimo! Tanti Auguri per i tuoi 60 anni, anche se, almeno 30, spesi a distruggere la sinistra italiana.

Pensioni: non serve nessuna riforma, i conti sono a posto!
















Il sistema previdenziale italiano è in "equilibrio" e non è necessaria una nuova riforma delle pensioni. La Relazione annuale dell’Inps lancia un secco altolà ai ripetuti appelli di una revisione del sistema previdenziale. Mettendo in chiaro il buono stato di saluto dell'Inps. I cui conti sono in perfetto ordine. Il bilancio 2008 dell'Istituto presenta un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro. In particolare, il bilancio 2008 evidenzia un patrimonio netto di 43.526 milioni di euro, un risultato economico di esercizio di 11.068 milioni di euro e un avanzo di gestione finanziaria di competenza di 11.275 milioni di euro, quale differenza fra 267.171 milioni di euro di entrate e 255.896 milioni di euro di uscite complessive. Le entrate contributive sono pari a 144.653 milioni di euro, mentre le entrate derivanti da trasferimenti dal bilancio dello Stato (a copertura di oneri non previdenziali e assistenziali) ammontano a 79.304 milioni di euro, mentre, le uscite per prestazioni istituzionali sono pari a 196.864 milioni di euro e così suddivise: spesa per pensioni comprensiva dei trattamenti agli invalidi civili 178.449 milioni, spesa per prestazioni a sostegno del reddito 17.879 milioni, spesa per prestazioni erogate per conto dei Comuni: 536 milioni. L'Inps eroga circa una pensione ogni tre cittadini italiani e i pensionati rappresentano il 24% della popolazione. Il numero delle nuove pensioni accolte e liquidate nel corso del 2008 è pari a 652.123, mentre il totale delle pensioni vigenti al 31 dicembre 2008, è di 16.086.076, senza considerare i trattamenti agli invalidi civili. Tra le pensioni vigenti, 10.324.240 sono le pensioni ai lavoratori dipendenti (-0,7% rispetto al 2007), 3.998.600 ai lavoratori autonomi (+1%), 188.730 ai lavoratori iscritti alla gestione separata (collaboratori coordinati e continuativi, liberi professionisti, venditori porta a porta), +19,5% rispetto al 2007. Si evidenzia che 4.244.007 pensioni (il 26,4% del totale delle pensioni vigenti) ricevono integrazioni dell'importo per raggiungere il minimo previsto dalla legge. Il confronto tra il numero delle pensioni erogate e il numero dei lavoratori iscritti alle varie gestioni, evidenzia che nel 2008 il rapporto è di 133,4 lavoratori ogni 100 pensioni.

Oggi 21 aprile il "Natale di Roma".

Previsto un ricco programma di iniziative, tutte gratuite, a partire da domenica 19, con concerti, mostre, convegni, spettacoli. Anche i Musei Civici saranno aperti al pubblico gratuitamente. Una grande festa che non dimenticherà la solidarietà verso le persone colpite dal terremoto in Abruzzo. In tutte le piazze dove si svolgeranno gli eventi la Protezione Civile del Comune di Roma sarà presente con punti di raccolta fondi. Particolare rilievo avranno i Fori Imperiali che per l'occasione risplenderanno con una illuminazione monumentale e paesaggistica destinata a suggerire una nuova percezione degli scavi e dove saranno inaugurati il "Camminamento dei Fori Imperiali", in prossimità della Basilica Emilia, e il nuovo Centro espositivo informativo "I Fori di Roma. La storia, le storie". Tra gli eventi in programma per Martedì, in Piazza del Campidoglio verrà esposta la Coppa della finale di Champions League alla presenza di Michel Platini e di tutti i calciatori della Roma e della Lazio. Le iniziative per il 2762° Natale di Roma culmineranno nella celebrazione ufficiale che si svolgerà il 21 aprile in Campidoglio. Il programma completo delle iniziative.

lunedì 20 aprile 2009

Una vera rapina il costo dei generi alimentari al consuno!


















Con una crescita del 3,5%, l'aumento dei prezzi per alimentari e bevande nei negozi è stato più del doppio dell'inflazione nonostante nei campi si sia verificata, in controtendenza, una riduzione del 10,9 per cento nei compensi pagati agli agricoltori, nello stesso mese. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati sull'inflazione del 1,6% nel mese di febbraio pubblicati dall'Istat.''In campagna - sottolinea la Coldiretti - ci si trova in una grave situazione di deflazione secondo le elaborazioni su dati Ismea con il segno negativo dei prezzi alla produzione che si registra a febbraio sia per le produzioni vegetali (-16,3%) che per quelle derivate dall'allevamento (-3,3%), ma gli effetti non si trasferiscono al consumo dove i prezzi continuano ad aumentare seppur più lentamente''. Il record della riduzione si è verificato per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 43% rispetto allo scorso anno a febbraio, mentre nei negozi la pasta è aumentata del 16,9% e il pane del 2,2%. Un forte calo delle quotazioni alla produzione si è registrato anche per le quotazioni di vini e oli di oliva che, su base annua, hanno fatto segnare in campagna drammatiche riduzioni, rispettivamente, del 24,3% e del 24,2%. A differenza di quanto si verifica al consumo, tutti i prodotti derivati dall'allevamento accusano una flessione dei prezzi alla produzione a partire dal latte e derivati (- 9,8%), ad eccezione del pollame (+2,3%). L'aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo conferma la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che danneggiano imprese agricole e consumatori. Nel 2008 le inefficienze e le speculazioni sono costate alle tasche degli italiani 4 miliardi di euro con l'aumento dei prezzi per i prodotti alimentari che è stato in media del 5,4% superiore al 3,3% dell'inflazione generale con un differenziale del 2,1% che tende ad allargarsi nel 2009 (2,2% a gennaio) nonostante il forte calo dei prezzi delle materie prime agricole. Gli italiani hanno speso 205 miliardi in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19% della spesa familiare ed è quindi necessario interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica. E qui non c'entra la crisi mondiale, si tratta semplicemente di una vera e propria rapina! In generale, per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all'industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori: i prezzi aumentano, quindi, in media quasi cinque volte dal campo alla tavola!

sabato 18 aprile 2009

Lo "Staff di Renato Brunetta" scrive alla nostra redazione....

Ci scrive lo Staff di R. Brunetta. Non è una risposta alle nostre e alle vostre aspettative, ma molto più "pragmaticamente" una newsletter-commerciale, una di quelle e-mail che si mandano a tutti, ahimè anche alla nostra Redazione, solo per farsi un pò di pubblicità! Quello che il Ministro della Funzione Pubblica vuole "pubblicizzare" è il suo libro, pubblicato gurda un pò il caso da Mondadori, in uscita il 21 aprile. Pubblichiamo per par condicio: "Il succo di queste pagine è: cambiare si può, quindi si ha il dovere di farlo. Uno dei mali che affligge il nostro Paese è proprio la diffusa convinzione che tutto sia difficile, e forse anche inutile. Invece capita di verificare che una forte determinazione porta a risultati importanti, anche immediati. Cambiare si può ma a patto di sapere come e per ottenere cosa. Altrimenti siamo alle chiacchiere da politicanti, al vociare da comizianti. Queste pagine vogliono essere diverse." di Renato Brunetta

E' ON LINE: il primo capitolo del libro.

venerdì 17 aprile 2009

TERREMOTO: "fannulloni" al lavoro.

"Stavolta lo Stato c'è". Così è stata commentata da molti, non solo nel governo, l'opera di soccorso alle popolazioni abruzzesi. A chi volesse tenersi lontano sia dal trionfalismo che dal disfattismo, viene abbastanza spontaneo osservare che lo Stato non è un'entità astratta: è fatto di persone. E queste persone si chiamano dipendenti pubblici. Infatti sono dipendenti pubblici molti dei protagonisti, in positivo, di quel che è successo dal 6 aprile in poi. Ci sono quelli della prima linea: vigili del fuoco, tecnici della protezione civile, poliziotti, carabinieri, militari, medici e infermieri. Li abbiamo visti all'opera attraverso la tv. Ma ci sono anche funzionari della Soprintendenza che si sono prodigati per salvare il patrimonio artistico, insegnanti che sono andati alla ricerca dei propri alunni per far ripartire la scuola, dipendenti del Comune e degli altri uffici pubblici che si arrabattano per garantire il massimo possibile di servizi ai cittadini.
Allora potrebbe venire altrettanto spontaneo ricordare che da un po' di tempo a questa parte, tutte queste persone venivano designate collettivamente come "fannulloni". A volte in riferimento a singoli episodi effettivamente ingiustificabili, o anche a difetti strutturali dell'amministrazione che andrebbero affrontati nel merito; altre volte in generale, per moda o per partito preso, o per ricavarne un facile applauso. Ora qualche parola di elogio ai fannulloni non ci starebbe male. E ancora più utile sarebbe forse una riflessione, per provare a "importare" il buono dell'esperienza abruzzese nel funzionamento di tutti i giorni della macchina pubblica. Non essendo stato sul posto non mi azzardo a dare valutazioni o ricette complessive. Mi sono però fatto l'idea che un aspetto positivo sia stato il coordinamento: strutture diverse che lavorano senza sovrapporsi o pestarsi i piedi. Se è andata davvero così, c'è molto da imparare: è qualcosa che serve anche quando non ci sono terremoti.
di Luca Cifoni

Le buste della spesa di Brunetta.

Ha fatto arrabbiare perfino Mara Carfagna, sua compagna di governo, il solito Renato Brunetta, quando ha detto che le donne la devono smettere di andare a fare la spesa in orario di lavoro. In effetti, nesssuno può dire che una persona - solo perché perde un quarto d’ora per fare la spesa - non lavori seriamente. Anzi. Nella mia esperienza di ex dipendente statale ricordo che quelli veramente bravi nel non fare nulla erano gli uomini: più tenaci, più determinati, e più arroganti nella loro decisione di non toccare il lavoro. Le donne, invece, si arrabbattavano a fare un po’ di tutto: un po’ di spesa, un po’ di lavoro, un po’ di chiacchiere. E alla fine si guadagnavano la pagnotta. Gli uomini possono perdere ore a parlare di calcio, eppure questa abitudine è diffusa e tollerata a tutti i livelli. Però. Però Brunetta, come spesso accade, non aveva del tutto torto. E aveva anche una buona intenzione. Alle donne voleva dire: non fa bene alla vostra immagine, alla vostra carriera, andare e tornare con le buste della spesa. Purtroppo, chi deve risalire la china, e noi donne in cima, in massa, non ci siamo ancora arrivate, deve anche ”apparire” diverso dai soliti stereotipi. E lo stereotipo vuole che la donna lavori poco e male, perché si occupa d’altro, perché è una "casalinga mancata", eccetera. «Protestate pure - ha detto il ministro - ma è così. Io non voglio più che le donne scappino dall'ufficio per fare la spesa, per poi tornare a casa all'una e mezza e avere difficoltà a gestire la famiglia e tutto il resto». «Vi siete chiesti il perchè della femminilizzazione della scuola e del lavoro ministeriale? E come mai ci siano poche donne ai vertici? I controlli sull'assenteismo per malattia è una lotta di liberazione per le donne. Far finta di essere malate per accudire i figli o i mariti vuol dire buttare via la propria professionalità: bisogna rompere queste compensazioni perverse», ha insistito Brunetta. Fermiamoci a riflettere un attimo, perché la difesa del comportamento delle donne (che capisco ampiamente) fa invece molto comodo a chi vuole che le donne continuino ad occuparsi di tutte le incombenze familiari, mentre loro fanno bella figura in ufficio. Andassero loro a fare la spesa, e poi ne riparliamo.
di Angela Padrone

Ricorsi contro le disposizioni sulle assenze per malattia.

I ricorsi contro le recenti disposizioni sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici vanno decisi dal giudice ordinario e non da quello amministrativo. Lo ha stabilito il TAR del Lazio, al quale alcuni dipendenti pubblici si erano rivolti per l'annullamento delle circolari del Ministero dell'Innovazione che, in attuazione della legge n.133/2008, prevedono la decurtazione del salario accessorio per ogni giorno di malattia ed ampliano le fasce orarie durante le quali il dipendente assente deve essere reperibile per la visita fiscale. Secondo i giudici, che hanno richiamato anche l'orientamento della Corte di Cassazione, bisogna distinguere tra gli atti di macro-organizzazione degli uffici e gli atti di gestione e organizzazione del personale. Gli atti di macro-organizzazione, che sono espressione del potere degli Enti pubblici di autoamministrarsi, possono essere impugnati davanti al tribunale amministrativo in quanto il dipendente che si ritiene leso da questi atti pur far valere solo un interesse legittimo; gli atti di gestione,invece, pur incidendo sull'assetto organizzativo degli uffici, hanno per oggetto il rapporto di pubblico impiego, nell'ambito del quale la Pubblica Amministrazione assume il ruolo di datore di lavoro. In questo caso i dipendenti possono vantare dei diritti soggettivi, che possono essere tutelati rivolgendosi al giudice ordinario. Le disposizioni che disciplinano le assenze per malattia non sono adottate nell'esercizio del potere di auto organizzazione dell'amministrazione ma sono volte a regolare una particolare modalità di attuazione del rapporto di pubblico impiego. Pertanto, ha concluso il TAR, incidendo sui diritti soggettivi dei lavoratori che derivano dal rapporto di pubblico impiego, i ricorsi contro le disposizioni sulle assenze per malattia vanno presentati al giudice ordinario.

giovedì 16 aprile 2009

ELECTION DAY: «SI» di PdL e PD. «NO» dei partitini.

Bossi e i suoi sentono puzza di bruciato - quella stessa “puzza” che probabilmente sentono anche i vari Casini, Vendola, Di Pietro, Ferrero, ecc, ecc, - e non mollano. La Lega si oppone con tutte le sue forze al tentativo di accorpare le elezioni europee e amministrative del 7 giugno con il referendum promosso da Segni. E’ incostituzionale, tuona il senatur! Ci prova, allora, il PdL del cavaliere a mediare e a proporre il “mini-accorpamento”: referendum il 21 giugno insieme ai ballottaggi. Una proposta che servirebbe a risparmiare soldi, considerata l’emergenza terremoto e la grave crisi economica in cui versa il paese, ma soprattutto a cercare un compromesso per tenere in pugno lo “scomodo”, ma indispensabile alleato di ieri, di oggi e si spera, referendum permettendo, non di domani! Ma non è una questione di soldi quella dell’election day! Del resto se ne sprecano talmente tanti di denari pubblici per sospingere in qualche modo la costosissima macchina dello Stato - che qualcuno vorrebbe addirittura trasformare in una ancora più costosa Ferrari - che poche centinaia di milioni di euro(!?) in più o in meno poco cambiano per le disastrate “casse” di Via XX Settembre! La questione, invece, è un’altra: se il referendum si vota insieme alle europee e alle amministrative il 7 giugno, molto probabilmente si riesce a raggiungere il quorum e quindi i referendari hanno la speranza di far vincere il “SI” all’abrogazione di una parte della legge elettorale vigente. Se invece il referendum si vota da solo o anche il 21 giugno sarebbe difficile raggiungere il quorum. Ecco perché alla Lega, partito sfavorito dall’eventuale vittoria dei referendari, interessa che la tornata elettorale naufraghi in un nulla di fatto! Il PdL di Berlusconi e il PD di Franceschini sarebbero invece favoriti dalla vittoria del “SI” che , lo ricordiamo, consegnerebbe il premio di maggioranza al partito più votato dagli elettori e quindi legittimato a governare senza “alleati”! Altro che emergenza terremoto, altro che risparmi da destinare all’Abruzzo o ai cassintegrati: i partitini, come la Lega, temono che il referendum Segni&Guzzetta sancisca ben altro crollo: il crollo della loro “casa”!

Al ridicolo non c’è mai fine. Brunetta come il mago Otelma!

Il Ministro Brunetta ama farsi pubblicità e utilizza i media per ogni suo spot. Peccato che le sue esternazioni non siano sostenute da dati oggettivi ma solo dalla volontà di tagliare servizi e posti nella Pubblica amministrazione. Ignoto è il vero numero dei precari nella Pubblica Amministrazione e in questo anno il Governo non ha fatto nulla se non bloccare al 1 luglio 2009 ogni forma di stabilizzazione. Nelle settimane scorse, il Ministro Brunetta ha inviato un questionario alle Amministrazioni per censire il numero dei precari, cosa che avrebbe dovuto fare molto tempo fa invece di denigrare i lavoratori pubblici e tagliando i fondi per il contratto nazionale e per la contrattazione decentrata Ebbene, su 10886 amministrazioni consultate per il monitoraggio dei precari, solo 3.800 avevano risposto al 2 Aprile, ma la documentazione inviata fa scoprire un’altra verità ossia che il monitoraggio è finalizzato solo al personale con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in possesso dei requisiti per la stabilizzazione previsti dall'Articolo 1, commi 519 e 558, della Legge 296/2006 e dall'articolo 3,comma 90, della Legge 244/2007. Fatti alcuni calcoli sono esclusi i lavoratori socialmente utili, i co.co.co e co.co.pro, il personale a contratto, ossia svariate decine di migliaia di lavoratori/trici che operano magari da anni nella Pubblica Amministrazione. Il Governo poi con la circolare 39 del 6-3-09 potenzia gli strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione (a 90 giorni viene portato il trattamento massimo della disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e requisiti normali, includendo gli apprendisti nella indennità ordinaria di disoccupazione), una sorta di card per i precari che non porta alcun beneficio al riconoscimento dei precari come forza lavoro né opera per la loro stabilizzazione nel Pubblico Impiego. Mentre Il Governo chiude la porta alla stabilizzazione dei precari condannando i servizi pubblici alla privatizzazione, ecco arrivare l’ultima trovata (che penalizza in questo caso direttamente i lavoratori pubblici in procinto di andare in pensione). Nel maxiemendamento al D.L 5/2009 (misure di sostegno dei settori industriali in crisi), hanno presentato una proposta di emendamento che prevede per il 2009-2010-2011, per tutti i dipendenti di strutture pubbliche, (ma con alcune illustri esclusioni che riguardano magistrati, docenti universitari, e dirigenti medici), non solo il pensionamento al raggiungimento dei 40 anni di anzianità massima contributiva, ma anche il congelamento delle liquidazioni fino al 2013. Quindi alla beffa di perdere posti di lavoro senza la stabilizzazione dei precari, segue il danno economico. Il Governo vuole affossare la pubblica amministrazione e il lavoro pubblico E noi che si fa? Non dobbiamo permetterlo!
di F. Giusti Comune di Pisa

TERREMOTO: rispunta la tassa sui più ricchi.

Una tassa aggiuntiva per i redditi superiori ai 130 mila euro. È questa l’ipotesi emersa ieri per trovare i fondi utili alla ricostruzione. Un provvedimento che potrebbe rientrare nel decreto legge che sarà emanato dopo il prossimo Consiglio dei ministri, in programma tra una settimana a L’Aquila («una passerella» l’ha definita il leader Pd Franceschini). Si parla di aliquote aggiuntive tra il 2% e il 4%, anche se in serata Palazzo Chigi ha smentito di aver già preso delle decisioni.
NESSUNA STIMA. Ancora difficile quantificare i danni. Il ministro Calderoli ha precisato: «I 12 miliardi di cui parlava Maroni si riferiscono al terremoto dell’Umbria. Non è stata ancora fatta una valutazione ».
UN NUOVO 5 PER MILLE. Dopo le polemiche, il ministro Tremonti ha spiegato che il 5 per mille per l’Abruzzo «non toglierà soldi al volontariato, ma saranno soldi in più per una causale in più». Prende quindi corpo l’ipotesi di un ulteriore 5 per mille.

Part time: illeggittimo il lavoro a comando se non previamente concordato.

E' illegittima la clausola, inserita in un contratto di lavoro part time, che consente al datore di lavoro di chiedere la prestazione lavorativa "a comando", in base alle esigenze aziendali, cioè senza aver preventivamente consultato il lavoratore. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione secondo la quale nel contratto di lavoro part time deve essere previamente stabilita la durata dell'orario di lavoro e la collocazione della prestazione lavorativa nell'arco della giornata, della settimana o del mese. Ne consegue che nel contratto non può essere previsto che il datore di lavoro richieda la prestazione lavorativa in qualunque momento ritenga di averne bisogno, con la conseguenza che il lavoratore si deve tenere sempre disponibile. Se si consentisse questo, il datore di lavoro sarebbe autorizzato alla massima flessibilità nella distribuzione dell'orario di lavoro, con una variabilità incontrollabile tale da rendere impossibile qualsiasi programmazione da parte del lavoratore della sua giornata. L'illegittimità di tale clausola non comporta tuttavia l'invalidità del contratto part time ma solo la necessità di integrare il trattamento economico spettante al dipendente in quanto la disponibilità, richiesta al lavoratore alla chiamata del datore di lavoro, deve trovare un adeguato compenso anche se non può essere equiparata a lavoro effettivo. Bisogna infatti tenere conto, afferma la Cassazione, della maggiore penosità ed onerosità che di fatto viene ad assumere il lavoro per la messa a disposizione delle energie lavorative per un tempo maggiore di quello effettivamente lavorato. Allo scopo di determinare l'importo da riconoscere al lavoratore vanno considerate le difficoltà di programmazione di altre attività, l'esistenza o meno di un termine di preavviso, la percentuale della prestazione a comando rispetto all'intera prestazione. Spetta tuttavia al lavoratore dimostrare la maggiore penosità ed onerosità della prestazione in base agli effetti pregiudizievoli derivanti dalla disponibilità richiesta.

Troppo spesso si parla di "Malasanità" e poco di Buona sanità.

Spettabile Redazione,
troppo spesso si sente parlare di “Malasanità” e poco di “Buona sanità”. Ecco, il mio caso fa parte - come quello di molte altre persone- di “Ottima sanità” e nella speranza di veder pubblicata questa lettera, tengo a sottolineare come il reparto Urologia II del San Giovanni di Roma, diretto dal Professor Gianluca D’Elia e dalla sua équipe, sia uno di questi esempi. Un esempio che mi ha riportato alla vita. Mi complimento e desidero ringraziare tutti coloro che nello svolgimento del proprio lavoro, hanno reso la mia degenza il meno dolorosa possibile, trattandomi con umanità, cortesia ed infinita gentilezza, senza mai anteporre “frettolose logiche economiche” a quelle del paziente da curare. Grazie al Dottor Gianfranco Ortolani e a tutti gli infermieri che si sono prodigati senza mai sottrarsi al loro lavoro malgrado il triste periodo che ha colpito l’Abruzzo e indirettamente li ha impegnati e coinvolti, così come i medici di tutta la nostra regione. Nonostante quello che è accaduto, hanno saputo affrontare con estrema professionalità la situazione, mantenendo altissimi gli standard di Eccellenza sanitaria che contraddistinguono questo reparto. Auguro a tutti loro i migliori auguri di Pasqua.
di Gianfranco Fascetti

Ventisettemila posti letto in meno negli ospedali.

Ventisettemila posti letto in meno negli ospedali entro cinque anni, già la metà tagliati nel 2011. Entro il 2014-2015 il "tasso di ospedalizzazione" dovrà essere abbattuto dagli attuali 160 ricoveri ogni mille abitanti a 130. E' il piano del governo, per garantire risparmi e recuperare efficienza al servizio sanitario nazionale. Il progetto andrà comunque messo in atto dopo che si sarà trovata un'intesa con le Regioni. Il Patto per la salute 2010-2012 tra governo e Regioni è in fase di definizione e via via si fanno largo le prime ipotesi per razionalizzare la spesa di Asl e ospedali. I Governatori antepongono comunque a qualsiasi accordo finale la certezza sui finanziamenti: chiedono fin dal 2010 sette-otto miliardi in più. Ma sono diversi i casi di criticità finanziaria. Mentre due Regioni (Lazio e Abruzzo) hanno già il servizio sanitario commissariato per i deficit abnormi fino al 2008, altre quattro (Campania, Molise, Sicilia e Calabria) sono in attesa del verdetto del consiglio dei ministri.

Il compenso incentivante deve premiare i risultati, non la presenza.

Per il personale degli enti locali non è sufficiente la presenza in servizio per ricevere il compenso incentivante. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la decisione n. 617 del 2009.

La massima. Non è legittima l'elargizione di compensi incentivanti in modo indistinto e sulla base della sola presenza in servizio del personale. L'art. 30 del Dpr n. 347 del 25 giugno 1983 stabilisce, infatti, che i compensi incentivanti in favore degli impiegati siano erogati sulla base della preventiva formulazione di specifici programmi di attività delle singole unità organiche e della successiva attività di valutazione del risultato globale realizzato da ciascuna di esse, nonché dell'apporto individuale di ogni impiegato al raggiungimento del risultato stesso.

Il fatto. Nel senso di cui in massima si sono pronunciati i giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato, con la decisione n. 617 del 5 febbraio 2009. La questione era stata proposta in primo grado innanzi al Tar Campania, Napoli, e riguardava l'accertamento del diritto del ricorrente, e attuale appellante, a percepire il compenso incentivante per la produttività, relativamente agli anni 1990-1992, oltre a interessi e rivalutazione monetaria. Il ricorrente, in particolare, denunciava la violazione dei diritti spettanti ex art. 30 del Dpr n. 347/1983, ex artt. 12 e 14 del Dpr n. 13/1986 ed ex art. 8 del Dpr n. 268/1987.

La decisione. I giudici amministrativi hanno invece chiarito come l'art. 30 del Dpr n. 347 del 25 giugno 1983 stabilisca che i compensi incentivanti in favore degli impiegati possano essere erogati sulla base della preventiva formulazione di specifici programmi di attività delle singole unità organiche e della successiva attività di valutazione del risultato globale realizzato da ciascuna di esse, nonché dell'apporto individuale di ogni impiegato al raggiungimento del risultato stesso. Tale impostazione, del resto, è coerente con la ratio dell'istituto dell'incentivazione, che - puntando a conseguire l'efficienza dei servizi e ad elevare il livello di produttività - mal tollererebbe una distribuzione "a pioggia" di emolumenti. Va osservato, altresì, secondo gli stessi giudici, che l'art. 8 del Dpr n. 333/1990 esclude expressis verbis la possibilità di erogazione generalizzata dei compensi incentivanti collegata solo alla presenza in servizio, ribadendo anzi la necessità di connettere la misura degli incentivi ad una valutazione delle singole prestazioni da effettuare (in mancanza di specifici parametri), tenendo conto dei risultati conseguiti rispetto ai programmi ed ai progetti-obiettivo predisposti. Avevano osservato in merito i primi giudici che l'art. 8, co. 5, del Dpr 13 maggio 1987, n. 268 è esplicito nel prevedere che i "compensi incentivanti sono corrisposti ad obiettivo programmato raggiunto". La disposizione, come del resto il precedente art. 30 del decreto del Presidente della Repubblica 25 giugno 1983, n. 347, indica dunque, quale presupposto indefettibile, per l'attuazione dell'istituto contrattuale della produttività per gli impiegati degli enti locali, e quindi per la liquidazione del relativo compenso, "la preventiva approvazione, da parte del competente organo collegiale, del progetto illustrativo delle attività che dovranno essere espletate e degli obiettivi che dovranno essere raggiunti, con l'assunzione dell'impegno finanziario necessario, per far fronte alla conseguente spesa" (cfr., per tutte, Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Sicilia 23 ottobre 1998, n. 6269). In sostanza, la pretesa all'indennità relativa al compenso incentivante non discende dalle previsioni normative ma abbisogna di un'attività amministrativa programmatoria valida ed efficace. Inoltre, proseguono i giudici, condividendo quanto affermato in primo grado, è inammissibile l'azione di accertamento di una situazione giuridica soggettiva attiva del pubblico impiegato nel caso in cui coinvolga atti amministrativi a contenuto autoritativo, non sussistendo, in tale ipotesi, alcun diritto soggettivo, bensì un interesse legittimo, la cui tutela va attuata esclusivamente mediante l'impugnazione dell'atto lesivo. Se manca tale presupposto, concludono i giudici di Palazzo Spada, non c'è incentivazione e, ovviamente, non è configurabile un diritto soggettivo degli impiegati a ricevere lo specifico compenso aggiuntivo.

mercoledì 15 aprile 2009

Riforma contrattuale: oggi la firma.

Alta tensione tra i sindacati alla vigilia della firma della riforma del "nuovo" modello contrattuale che oggi vedrà seduta da una parte la Cgil, mentre, dall'altra, ci saranno Brunetta, Confindustria, Cisl, Uil e l’Ugl, il sindacato di Gianfranco Fini, che sigleranno l'intesa. Il sindacato di Guglielmo Epifani, invece, non firmerà, ma parteciperà all'incontro confermando il copione già visto a Palazzo Chigi lo scorso 22 gennaio in occasione dell'accordo quadro raggiunto con il governo.
Ecco a confronto le regole stabilite negli accordi del luglio '93, in vigore fino ad oggi, e le novità della riforma:
>Durata dei contratti
- Accordi '93: i contratti nazionali di categoria hanno durata biennale per la parte economica e quadriennale per la parte normativa.
- Nuovo modello: la durata passa a tre anni sia per la parte normativa che per quella economica.
>>Aumenti salariali
- Accordi '93: l'aumento salariale si stabilisce in base all'inflazione programmata dal governo nel Dpef. L'obiettivo è quello di non generare spirali inflazionistiche, e per questo il tasso viene tenuto volutamente basso. Previsto un conguaglio a fine biennio.
- Nuovo modello: l'inflazione passa da programmata a previsionale e la stima è sul triennio. Il tasso di crescita dei prezzi è calcolato da un soggetto terzo (si pensa all'Isae) sulla base dell'indice armonizzato europeo (Ipca), depurato dalla dinamica dei beni energetici importati (essenzialmente gas e derivati del petrolio).
>>>Secondo livello di contrattazione
- Accordi '93: la contrattazione di secondo livello è prevista, ma in nessun modo incentivata o favorita.
- Nuovo modello: la contrattazione aziendale e territoriale viene incentivata, con la detassazione e la decontribuzione. L'obiettivo è quello di legare salario e produttività. I lavoratori che non godono del secondo livello possono avvalersi di una «clausola di garanzia» per avere una compensazione salariale alla fine del triennio.
>>>>Tempi di Applicazione
- Accordi '93: il confronto per i rinnovi inizia tre mesi prima della scadenza naturale del contratto. Il periodo di tregua in cui non è concesso proclamare sciopero è di quattro mesi, tre prima della scadenza e uno dopo. Se, a tre mesi dalla scadenza, non è trovato un accordo, è previsto il pagamento di una vacanza contrattuale.
- Nuovo modello: si inizia a trattare sei mesi prima per garantire una maggiore regolarità nei rinnovi. La tregua dura sette mesi, sei mesi prima della scadenza e uno dopo. Scompare la vacanza contrattuale: gli aumenti scattano dal giorno di scadenza naturale del contratto.

L'Italia dei record: cresce il debito delle amministrazioni pubbliche!

Nuovo record assoluto per il debito delle amministrazioni pubbliche: 1.708,060 miliardi di euro in febbraio. Lo rende noto la Banca d'Italia nel supplemento "Finanza Pubblica" del Bollettino Statistico. Il precedente record era stato toccato a gennaio scorso a quota 1.699,171 miliardi. A dicembre 2008 il debito risultava pari a 1.663,650 miliardi. L'incremento nei primi due mesi dell'anno è del 2,7%, pari a 44,95 miliardi. L'aumento rispetto ai 1.626,091 miliardi di febbraio 2008 e' invece del 5,07%, pari a 82,509 miliardi. In calo le entrate tributarie nel primo bimestre del 2009. Gli incassi, segnala la Banca d'Italia, si sono attestati a 54,892 miliardi di euro, in calo del 7,23% rispetto ai 59,173 miliardi registrati nei primi due mesi del 2008. Nel solo mese di febbraio le entrate sono risultate pari a 25,217 miliardi, con una riduzione del 9,62% rispetto ai 27,902 miliardi toccati nello stesso mese dell'anno scorso.

TERREMOTO: l'Inpdap anticipa il pagamento delle pensioni di maggio.

L'Inpdap, in attuazione dell'ordinanza n. 3754 del Presidente del Consiglio dei Ministri, in corso di pubblicazione, garantirà - a partire da martedi 21 aprile - il pagamento anticipato della rata dei trattamenti pensionistici di competenza del mese di maggio 2009 per i pensionati coinvolti nel sisma che ha colpito l'aquilano. IL Commissario Straordinario dell'Inpdap, Paolo Crescimbeni, oltre ad aver deliberato l'erogazione di un sussidio straordinario ai dipendenti di 3.000 euro per l'inagibilita' dell'abitazione di residenza, ha messo in atto una serie di iniziative per cercare di contribuire ad alleviare gli enormi disagi degli iscritti e dei pensionati coinvolti nel tragico sisma abruzzese: il pagamento delle pensioni in circolarità consentendone la riscossione presso qualsiasi ufficio postale italiano; ulteriori 2 postazioni mobili in sinergia con Inps e in collaborazione con Poste italiane; sottoscrizione tra i dipendenti Inpdap per la devoluzione della retribuzione di ore/lavoro; apertura di uno specifico conto corrente bancario denominato "INPDAP conto di solidarietà sisma in Abruzzo" presso la Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo BNP Paribas), il cui IBAN è: IT 66 J 01005 03382 000000002020 per la disposizione di bonifici. Presso le sole agenzie della Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo BNP Paribas) sarà possibile effettuare anche versamenti in contanti senza addebito di commissioni.Questi provvedimenti si aggiungono a quelli già previsti, ovvero la sospensione sino al 31 dicembre 2009 delle rate per i prestiti e i mutui erogati dall'Inpdap agli iscritti e ai dipendenti dell'Istituto e la priorità alla richiesta di avvio alle vacanze estive per i figli degli iscritti e dei dipendenti. L'Inpdap ha già intrapreso alcune operazioni in loco, immediatamente dopo il verificarsi dell'evento quali: l'invio nelle zone colpite del Nucleo di Protezione Civile dell'Istituto che sta operando sulla base delle direttive del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, per fornire ogni possibile aiuto ed assistenza alla popolazione; l'allestimento di una postazione mobile personalizzata Inpdap per assicurare ai cittadini l'erogazione dei servizi (pensione, prestiti, informazioni, etc.); consegna al sindaco di Poggio Picenze, da parte del Convitto Inpdap di Anagni di beni di prima necessità oltre all'offerta di posti letto per ospitare i senzatetto; la verifica della possibilita' di ospitare, con carattere di priorità, presso i Convitti dell'Ente (Anagni, Spoleto, Caltagirone, Arezzo, S.Sepolcro) i figli degli iscritti. Il Commissario straordinario, infine, aveva già annunciato nei giorni scorsi, l'impegno dell'Istituto, attraverso investimenti diretti o indiretti a partecipare alla ricostruzione di edifici pubblici in coerenza con la propria missione istituzionale.

martedì 14 aprile 2009

Si alle risorse per la produttività. No al congelamento del Tfr.

E' stato recentemente approvato, con il cosiddetto “decreto incentivi”, l’atteso emendamento che ripristina buona parte dei fondi per la produttività delle amministrazioni pubbliche. La norma, che a questo punto diventa legge dello stato, prevede un primo recupero delle risorse ridotte dalla finanziaria d’estate con la disapplicazione delle Leggi speciali e del Fua (Fondo unico di amministrazione) e finalizzate ad incentivare la produttività di oltre 300.000 lavoratori dei Ministeri e degli enti pubblici non economici. Come previsto il testo definitivo non contiene invece alcun riferimento alle ipotesi di congelamento del Tfr dei dipendenti pubblici, ipotesi definite "irricevibili" dal sindacato ed escluse anche grazie all’intervento del Presidente della Camera. Le risorse per il FUA inserite nella Finanziaria 2009 e l’emendamento trasformato in legge, consentono un parziale, anche se ancora insufficiente, recupero dei fondi finalizzati alla contrattazione decentrata, per la valorizzazione della professionalità dei lavoratori e l’aumento della qualità dei servizi.

LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO LEGGE n. 5 / 2009
(Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi)
Articolo 7 - ter (comma 15)
15. All’articolo 7-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro il 30 giugno 2009, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ferma restando la disapplicazione prevista dall’articolo 67, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, delle disposizioni di cui all’allegato B relativamente alle risorse considerate ai fini del miglioramento dei saldi di finanza pubblica, sono individuati, per l’anno 2009, i criteri, i tempi e le modalità volti a utilizzare per la contrattazione integrativa nonchè per le finalità di cui al comma 1 del citato articolo 67, in correlazione con l’impegno e le maggiori prestazioni lavorative, le risorse derivanti dal processo attuativo delle leggi elencate nel citato allegato B eccedenti rispetto a quelle finalizzate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica, valutando a tal fine anche la possibilità di utilizzare le maggiori entrate proprie rispetto a quelle del triennio 2005-2007 conseguite per effetto dello svolgimento di attività aggiuntive rispetto a quelle istituzionali, nonchè le risorse disponibili il cui utilizzo sia neutrale sui saldi di finanza pubblica".

TERREMOTO: pensioni riscuotibili in ogni ufficio postale.











Il pagamento delle pensioni in circolarità con riscossione presso qualsiasi ufficio postale italiano. Ulteriori 2 postazioni mobili in sinergia con Inps e in collaborazione con Poste italiane. La sottoscrizione tra i dipendenti Inpdap per la devoluzione della retribuzione di ore/lavoro e l'apertura di uno specifico conto corrente bancario. Sono questi gli ulteriori provvedimenti che il Commissario Straordinario dell'Inpdap, Paolo Crescimbeni, ha deliberato per cercare di contribuire ad alleviare gli enormi disagi degli iscritti e dei pensionati coinvolti nel tragico sisma abruzzese. L'istituto ricorda in una nota di aver già disposto l'erogazione di un sussidio straordinario ai dipendenti di 3mila euro per l'inagibilità dell'abitazione di residenza. Il conto corrente, spiega l'Inpdap in una nota, denominato "Inpdap conto di solidarietà sisma in Abruzzo" è stato aperto presso la Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo BNP Paribas), il cui IBAN è: IT 66 J 01005 03382 000000002020 per la disposizione di bonifici. Presso le sole agenzie della Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo BNP Paribas) sarà inoltre possibile effettuare anche versamenti in contanti senza addebito di commissioni. Questi provvedimenti, precisa l'istituto, si aggiungono a quelli già previsti come la sospensione sino al 31 dicembre 2009 delle rate per i prestiti e i mutui erogati dall'Inpdap agli iscritti e ai dipendenti dell'Istituto e la priorità alla richiesta di avvio alle vacanze estive per i figli degli iscritti e dei dipendenti. L'Inpdap ha già intrapreso alcune operazioni in loco, immediatamente dopo il verificarsi dell'evento.

martedì 7 aprile 2009


















La Redazione esprime tutto il propio dolore per le tante vittime, la sua vicinanza e la sua solidarietà alle popolazioni abruzzesi tragicamente colpite dal violentissimo sisma di questi giorni. Le notizie che provengono dalle zone più colpite ci rendono partecipi del dramma non di una regione ma dell’intero Paese. In un momento di grave dolore e difficoltà per la popolazione siamo certi che lo "Stato" con tutti i suoi lavoratori garantirà il proprio impegno ad attivarsi con tutti i mezzi possibili affinché siano prestati i necessari soccorsi. Tutte le strutture pubbliche sono pronte, come sempre, a prodigarsi per agevolare le operazioni di aiuto e assistenza, morale, materiale e tecnica alle persone delle zone coinvolte. La grande tragedia causata dal sisma rende indispensabile il contributo di "tutti" nella gestione e nell’uscita dall’emergenza. Pertanto, invitiamo “tutti” a sostenere la raccolta di fondi che la Caritas sta organizzando.
Per sostenere gli interventi in corso (causale "Terremoto Abruzzo") si possono inviare offerte a Caritas italiana tramite il conto corrente postale 347013 o tramite Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727).
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui: Intesa Sanpaolo (filiale di via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012), Allianz Bank (filiale di via San Claudio 82, Roma - Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097), Banca Popolare Etica (filiale di via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113) e CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana (06 6617700).

AVIS-Terremoto Abruzzo: "Non serve più sangue. Ne abbiamo abbastanza. Grazie a tutti i donatori".

Carissimi amici,
in questo momento così doloroso per l'immane tragedia che ha colpito la popolazione della Regione Abruzzo stiamo tutti compiendo il massimo sforzo per sostenere i bisogni assistenziali dei nostri ospedali che in questo momento sono chiamati ad assistere tutti coloro che hanno riportato gravi lesioni fisiche a causa del sisma.
Il CRCC dell'Abruzzo ha già allertato tutte le strutture trasfusionali regionali. Il Centro Nazionale Sangue a sua volta ha provveduto ad allertare la rete trasfusionale nazionale ed è in costante contatto operativo con le strutture della Protezione Civile.
Al momento, anche se non è ancora possibile effettuare una stima esatta dei bisogni di sangue, la situazione appare, così come precisato dal CNS "adeguatamente sotto controllo", in quanto il sistema di allerta rapido regionale è stato in grado di garantire in tutti gli ospedali scorte sufficienti per ogni evenienza.
Le Televisioni e le Radio nazionali da questa mattina stanno incessantemente diffondendo continui appelli ai cittadini invitandoli ad andare a donare urgentemente il sangue. Questo ha generato una mobilitazione di massa di cittadini che oggi si sono recati presso le strutture trasfusionali delle loro regioni in una gara di solidarietà davvero commovente, anche se tutto questo ha generato in alcuni casi qualche disservizio ed un po' di confusione.
Ringrazio davvero di cuore i tanti dirigenti avisini e soci che ci hanno contattato per chiedere notizie sulla tragedia che ci ha colpito e per mettersi a disposizione per qualunque tipo di necessità, ma in questo momento dobbiamo assolutamente evitare azioni non coordinate, per cui è necessario che ciascuno di voi si metta in contatto con la propria struttura regionale di coordinamento e rimanga in allerta fino a nuove disposizioni del Centro Nazionale Sangue e della Protezione Civile.
Abbiamo attivato un coordinamento regionale dell'AVIS Abruzzo presso la Segreteria del Polo organizzativo di Vasto. Pertanto per tutte le comunicazioni del caso potrete fare riferimento ai seguenti recapiti:
Anna Giulia Cilli: 0873/308418 0873/366818 3209186801 0873/366818 (FAX) e-mail : avisvasto@ospedalevasto.it
Pasquale Colamartino: 0873/308224 3483969005 0873/60162 (FAX) e-mail: colamartino@ospedalevasto.it
Appena avremo notizie più certe vi contatteremo di nuovo per ulteriori comunicazioni.
Un caro saluto a voi tutti.
Pasquale Colamartino

lunedì 6 aprile 2009

La Cisl invita gli statali a donare l’equivalente di un’ora di lavoro.

Se fosse il primo di aprile, si potrebbe pensare a qualche scherzo, ma ormai è tempo di uova pasquali e non certo di... pesci! E dentro l’uovo di Pasqua, la Cisl, dopo lo strepitoso contratto a firme separate per i dipendenti del pubblico impiego, ha pensato di far trovare loro una bella sorpresa: l’invito a donare l’equivalente di un’ora di lavoro! Sposando la linea-brunetta secondo la quale è proprio dai lavoratori del pubblico impiego che deve partire la ripresa economica del paese, ed in perfetta sintonia con il ministro Tremonti che va a “prelevare” sempre in “tasche-sicure” come quelle di dipendenti e pensionati, è così che il sindacato di Via Po ha invitato l’intera categoria a mettere mano al portafoglio, destinando l’equivalente di un’ora di lavoro a sostegno di quanti hanno perso l’occupazione nelle imprese private. L’iniziativa è stata messa a punto a livello nazionale dalla Cisl del pubblico impiego. «Si tratta della costituzione di un fondo di solidarietà per le famiglie senza sostegno: i dipendenti pubblici - spiegano dalla Cisl FPS - avranno la possibilità di destinare il corrispettivo economico di un’ora del loro lavoro per aiutare i colleghi del settore privato, che la crisi ha lasciato senza lavoro e che non possono contare su altre forme di supporto. In un momento di crisi come quello che sta attraversando il nostro Paese serve una forte responsabilità sociale da parte di tutti. I dipendenti pubblici, potranno, attraverso questo fondo - proseguono i dirigenti della Cisl - fare un’azione concreta verso i tanti colleghi di aziende e servizi privati rimasti senza occupazione e senza alcuna forma di sostegno». Iniziativa certamente nobile, ma inopportuna! Non tanto per il fatto che... ci si vuol far belli con gli altrui denari, ma soprattutto perchè con quei denari i lavoratori dello Stato, bollati come "fannulloni" dal ministro Brunetta, arrivano faticosamente a fine mese: come chiedere la questua al sacrestano quando passa in chiesa con il bussolotto durante l’offertorio, giusto per restare in ambienti familiari a Via Po! Dulcis in fundo, abbiamo i dati della manifestazione CGIL del 4 APRILE al Circo Massimo di Roma, attendiamo di conoscere il riscontro che avrà l’INIZIATIVA-CISL tra i dipendenti pubblici.

In pensione, ma senza liquidazione!

Il governo ha presentato - all'interno del decreto anticrisi, quello che prevede aiuti e incentivi per le industrie, tanto per intenderci - un articolo di legge, secondo il quale le pubbliche amministrazioni possono mandare in pensione i propri dipendenti che hanno raggiunto i 40 anni di contributi includendo nel computo anche gli anni della laurea o del servizio militare, tornando - de jure e de facto - al meccanismo iniziale secondo il quale può essere collocato a riposo anche chi supera la soglia dei “40anni” solo per via dei contributi figurativi (riscatto laurea e servizio militare). Ma c'è un però. Chi viene mandato in pensione per raggiunti limiti d'età contributiva dovrà, però, aspettare qualche anno prima di vedere la buonuscita. Il neo-pensionato, infatti, non vedrebbe un euro di buonuscita se non dopo il 2013. Il provvedimento se così varato dalle camere, porterà allo Stato qualche risparmio reale, dacchè, mandando "normalmente" a casa un dipendente pubblico, con tanto di liquidazione, non si ottengono grandi riduzioni di spesa, visto che a quel dipendente lo Stato continuerà a pagare la pensione. Anzi, il primo anno si avrebbe persino un aggravio delle uscite, per via appunto delle liquidazioni. Ecco perché qualcuno a Via XX Settembre ha pensato bene di congelare le liquidazioni dei travet. Ma è mai possibile che soltanto in questo modo Tremonti riesce a far cassa? Sappiamo bene che al bilancio dello Stato mancano soldi e che questi bisogna assolutamente trovarli sia perché è necessario ripianare debiti enormi sia perché bisogna riprogettare il futuro del nostro Paese. La diagnosi è nota a tutti noi e non solo al Ministro Tremonti. E’ la terapia che proponete che non è condivisibile! Il governo ha preso atto che gli servono i soldi e li va a prendere dove è più facile trovarli: nelle tasche dei poveri cristi che non hanno voce, che non hanno mezzi per contrattaccare, che non possono ribellarsi! Servono soldi allo Stato? Che vada a prenderseli dagli evasori fiscali, dai truffatori, dai falsificatori di bilanci, dai corrotti e corruttori pubblici, dai favoritismi di cui la casta si è ingrassata in tanti anni di malaffare e non dagli stipendi e dalle pensioni di chi non riesce ad arrivare a fine mese! Come? Incentivando il lavoro e l’attività di riscossione degli Uffici finanziari addetti allo scopo, affrontando con coraggio la liquidazione totale degli Enti inutili e spazzando via le oltre 4.000 società pubbliche partecipate da Regioni, Province e Comuni, dove si annidano i più beceri sistemi di familismo con i suoi 255.000 addetti, 26.000 amministratori e 12.000 componenti dei collegi sindacali, nella maggior parte dei casi di nomina politica-clientelare. Quello che il governo deve tagliare non sono le liquidazioni degli impiegati statali, ma gli sprechi, le inefficienze, le ruberie nei rimborsi sanitari, nelle procedure di spesa, negli appalti e nelle consulenze del "palazzo". Ma questo governo, invece di combattere la casta, preferisce prendersela con il pubblico impiego tagliando le buonuscite ed elargendo stipendi e pensioni da fame!

Permessi per assistenza a disabili. L. 104
















La legge n. 104/1992 stabilisce che il lavoratore ha diritto a dei permessi orari per assistere un familiare disabile in situazione di gravità, salvo che questi non sia ricoverato a tempo pieno in una casa di cura o di riposo. Tuttavia i permessi orari spettano ugualmente al familiare quando il disabile deve essere accompagnato fuori della struttura per sottoporsi a terapie o a visite mediche specialistiche. Lo precisa il Ministero del Lavoro in risposta ad un quesito riguardante appunto il caso di un disabile in situazione di gravità al quale la casa di riposo ospitante non garantiva l'assistenza per le visite specialistiche e le terapie al di fuori della struttura. E' pur vero, afferma il Ministero, che la legge esclude la concessione dei permessi ai familiari della persona con handicap ricoverata a tempo pieno, ma quando la struttura non assicura l'assistenza per le terapie o le visite specialistiche e affida nuovamente il disabile alla responsabilita' dei parenti per tutto il tempo che trascorrere fuori della struttura, il ricovero a tempo pieno viene interrotto. Poiche' questa situazione determina il necessario affidamento del disabile all'assistenza del familiare che lo deve accompagnare all'esterno della casa di riposo, questi ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti di legge, a fruire dei permessi orari, presentando idonea documentazione.

venerdì 3 aprile 2009

Il 90% dei medici rivuole il Ministero della Salute.

I medici italiani, circa 9 su 10, chiedono il ripristino del ministero della Salute, dicastero che con l'inizio dell'attuale legislatura è stato accorpato al Welfare. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato da "Quotivadis", quotidiano online di informazione medico-scientifica di Univadis. Nello specifico, dall'indagine di Univadis emerge che il 44% dei camici bianchi considera il ministero della Salute "indispensabile" per una gestione corretta del Servizio sanitario nazionale. Favorevole al suo ripristino anche un ulteriore 44% di medici, che però lo vorrebbe "più snello nella sua struttura". Non manca però un fronte contrario. Anche se in minoranza, c'è un 10% dei camici bianchi che dice "no" al ripristino del dicastero, e anzi promuove l'accorpamento al Welfare: una "fusione" che, secondo questi professionisti, "funziona". C'è infine un 2% di medici che non prende posizione e a domanda risponde: "Non saprei".

La misoginia di mister br.














L'ultima sortita del ministro della Pubblica Amministrazione, che ha dichiarato guerra alle donne ree di andare in pensione prima dei loro colleghi uomini, è che durante l'orario di lavoro le impiegate fuggono dal ministero per andare a fare la spesa. Da oggi, si cambia(!?). Niente più shopping durante l'orario di servizio. Per il ministro della Pubblica amministrazione «il lavoro pubblico deve essere al servizio dei cittadini e non può essere un ammortizzatore sociale di genere». Questo è, secondo Brunetta, ciò che le lavoratrici del servizio pubblico hanno spesso fatto in passato. «Io non voglio più che le donne scappino dall'ufficio per fare la spesa, per poi tornare a casa all'una e mezza e avere difficoltà a gestire la famiglia e tutto il resto». «Vi siete chiesti il perchè della femminilizzazione della scuola e del lavoro ministeriale? E come mai ci siano poche donne ai vertici? I controlli sull'assenteismo per malattia è una lotta di liberazione per le donne. Far finta di essere malate per accudire i figli o i mariti vuol dire buttare via la propria professionalità: bisogna rompere queste "compensazioni" perverse». Flebile, pacata, moderata, distaccata, serena diremo quasi weltroniana la replica della ministra Mara Carfagna che, non avendo di questi problemi dacchè le sue «compensazioni» vengono direttamente da Arcore, ha cercato di consolare a modo suo le donne con un semplice «Non fatevi scoraggiare. Non cadiamo nelle facili provocazioni».

giovedì 2 aprile 2009

Conti pubblici sempre più in rosso, altro che la "rossa" di Maranello!

Nonostante i "brunetta-spot", nonostante la "crociata anti-fannulloni" del governo, nonostante le "faccine-colorate che ridono e che piangono", nonostante il "nuovo miracolo-italiano" di assimilare le performance degli uffici pubblici italiani alla "rossa di Maranello", nonostante tutto ciò, o proprio grazie a tutto questo, il fatto è che l'indebitamento delle pubbliche amministrazioni continua a salire di anno in anno e a peggiorare di giorno in giorno: in valore assoluto, la nuova stima ammonta a 42.979 milioni di euro con un peggioramento di 1.201 milioni di euro. Altro che la "rossa"! Nella amministrazione dello Stato l'unica cosa di rosso sono i conti pubblici! Lo conferma l'Istat, ricordando che nel 2008 il rapporto deficit-pil è salito al 2,7%, contro l'1,5% registrato nel 2007!

Dentisti, Farmacisti, Notai: "gli intoccabili"!














In Italia tutte le decisioni politiche ed economiche non vengono mai prese partendo dalle reali necessità del paese e nell’interesse generale della collettività, ma sempre e soltanto in base a quanto riescono a “pesare” le caste. Tre su tutte: Dentisti, Notai e... Farmacie.
* Dentisti: perché non esistono studi dentistici convenzionati con il S.S.N.? Perché bisogna pagare migliaia di euro per una “corona” ed un “ticket” di qualche decina di euro per una protesi d’anca?
* Notai: qual'è la loro effettiva utilità a parte quella di intascare soldi senza fine e arricchirsi a dismisura facendosi pagare parcelle di migliaia, migliaia e migliaia di euro da chi si indebita fino al collo per comprare la prima casa? Un "normale" laureato in giurisprudenza, in questa Repubblica Democratica, Libera e Liberale, non potrà mai diventare "un notaio" dacchè “il Pozzo di San Patrizio” viene tramandato di padre in figlio come nelle migliori monarchie!
* Farmacie, ma non Farmacisti(!?): perché un farmacista regolarmente laureato deve sborsare parecchi milioni di euro per aprire un “punto vendita” con la croce verde? Dove sono finiti i medicinali da banco che potevano e dovevano trovarsi anche negli scaffali del supermarket? Cosa ne sarà delle “parafarmacie”? È passata sotto silenzio la dichiarazione del sottosegretario alla Salute a proposito del futuro delle parafarmacie, quei negozi nati in seguito alla liberalizzazione del 2006 che vendono medicinali da banco e altri prodotti (cosmetici, tisane, pannolini, pannoloni, ecc, ecc). Il governo ha fatto sapere che gli esercizi in questione dovranno chiudere, a meno che non siano in grado "di dimostrare la concreta utilità di questo canale distributivo, a fronte di un servizio già offerto dalle farmacie tradizionali e dalla vendita nella grande distribuzione". Insomma pare che il governo non abbia nulla da rimproverare alla parafarmacie in termini di tutela della salute, che poi sarebbe la sua competenza. Per contro il governo ritiene che questi 2.300 negozi possano guadagnarsi il diritto ad esistere non in base al fatto di avere o meno clienti, ma ad un parere ministeriale sulla loro utilità. "Non vogliamo imporre niente a nessuno" spiegano al ministero della salute, senza precisare in che modo la chiusura forzosa delle parafarmacie non configuri un'imposizione, "ma dobbiamo vedere cosa serve realmente al sistema". Ma questo, non era il governo delle liberalizzazioni? Allora perché tanto accanimento contro le parafarmacie? La risposta si trova nelle categorie che si sono già guadagnate il diritto ad esercitare la stessa attività: le farmacie storiche! Le farmacie - alla stessa stregua di dentisti e notai - sono categorie ben organizzate: “caste” - per l’appunto - in grado di far sentire la propria voce nelle “opportune sedi” e per questo intoccabili!

"Euro P.A." inaugurazione senza Brunetta.






Brunetta, rimasto a Roma per partecipare al consiglio dei Ministri, ha però inviato un messaggio di saluto:

Cari Amici,
la convocazione per questa mattina del Consiglio dei Ministri mi impedisce di inaugurare, come avrei voluto, la vostra manifestazione. EuroP.A. costituirà un’utile occasione di incontro tra amministrazioni centrali e locali, imprese e cittadini, grazie anche al suo ricco programma di convegni e seminari. Sarà possibile fare il punto sulle diverse opportunità di innovazione proposte a tutte le articolazioni della PA, in base ai comuni obiettivi della massima trasparenza, della maggiore funzionalità e di una giusta e opportuna valorizzazione delle risorse umane e strumentali. Il costo di queste ultime è sostenuto dai cittadini e noi abbiamo il dovere di gestirle in maniera intelligente e propositiva, con lo sguardo sempre rivolto al domani, e quindi anche alle nuove opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche. Per questo sono sinceramente rammaricato di non poter essere con Voi, per fare insieme un bilancio di quello che abbiamo fatto in questi mesi e soprattutto per tracciare, insieme, un programma per il futuro. Perché siamo tutti coinvolti: Enti e Amministrazioni dello Stato, Regioni, Autonomie locali, associazioni di rappresentanza e tutela dei cittadini e tutte le aziende, che vogliono proporre idee nuove per la trasparenza, l’efficacia e la rapidità dei procedimenti amministrativi. Noi siamo i protagonisti di un confronto teso a migliorare costantemente i servizi resi ai cittadini, veri e propri clienti di questa grande azienda che è la Pubblica Amministrazione. Clienti che vanno trattati con cortesia, riguardo e lealtà, che devono essere informati in maniera semplice e immediata di quali siano i loro diritti e di cosa può e deve essere offerto a ciascuno di loro. Per quanto mi riguarda, mi sono assunto l’impegno di riformare profondamente e in modo irreversibile la Pubblica Amministrazione entro la fine di questa legislatura. È una necessità per il Paese. Non possiamo più permetterci un settore pubblico inefficiente, o comunque più inefficiente della media degli altri settori pubblici europei. Così mi sono messo al lavoro, mettendo a frutto la mia doppia qualifica di Ministro per la Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione, due strutture operative fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese, fatte apposta per lavorare insieme. E ho dato vita al Piano E-gov 2012, che prevede la diffusione di servizi di rete, la piena accessibilità e la massima trasparenza della pubblica amministrazione, per avvicinarla alle esigenze di cittadini e imprese. Obiettivo: porre il cittadino al centro dell’azione amministrativa, grazie all’utilizzo delle tecnologie, garantendo standard uniformi di servizi su tutto il territorio, e dotandoci di strumenti per giudicare la qualità del servizio richiesto, la cosiddetta customer satisfaction. Come dicevo, in fondo la Pubblica Amministrazione è una grande azienda, con oltre 3 milioni e mezzo di dipendenti, che produce beni a valore aggiunto per il cittadino-cliente, non diversamente da quello che fanno le aziende del settore manifatturiero. Anzi, rispetto al manifatturiero abbiamo un margine molto più ampio di recupero, a parità di risorse investite: dell’ordine del 40-50%. Permettemi di citare qualche cifra. Attualmente la burocrazia costa 4.500 euro a cittadino contro i 3.300 della media UE. Buona parte di questi costi è legata alla montagna di carte prodotte ogni anno e alla lentezza e farraginosità dei procedimenti. La posta elettronica certificata data in dotazione ad ogni cittadino, la fatturazione elettronica, i pagamenti e l’accesso alle pratiche on line consentiranno risparmi di tempi, di costi e di carta: i servizi saranno disponibili dal 2010 per tutti i cittadini, per 4 milioni di imprese e per 10mila amministrazioni pubbliche. Attraverso questa sola operazione sarà possibile per lo Stato risparmiare qualcosa come 3 miliardi all’anno. Il Piano E-gov 2012 non è l’ennesimo libro dei sogni, un progetto complesso ma astratto, quindi destinato a restare sulla carta. Il mio impegno, quasi maniacale, è al contrario quello di dare conto - settimana dopo settimana, mese dopo mese - dello stato di avanzamento di ogni singolo progetto. Già adesso è possibile seguirne ogni fase collegandosi al sito del Ministero. Ai cittadini italiani quindi dico: controllateci, incalzateci, fateci sentire il vostro fiato sul collo! E ora lasciate che vi racconti le iniziative che hanno avuto e avranno il maggiore impatto sulla vita quotidiana dei cittadini italiani. “Reti Amiche”, innanzitutto, un servizio a costo zero per lo Stato, che grazie ad accordi con reti private già esistenti mette a disposizione dei clienti della PA decine di migliaia di nuovi sportelli (obiettivo: 100mila entro la fine di quest’anno). Miglioriamo la qualità del servizio al cittadino, riduciamo sia i costi di sportello delle pubbliche amministrazioni sia il digital divide di chi ha minor dimestichezza con Internet o dispone di minore mobilità fisica. Penso ai tanti anziani di cui spesso ci si dimentica. Infine, apriamo le reti pubbliche alla collaborazione non solo tra di loro ma anche con le reti private. Uffici postali, tabaccai, notai e nell’immediato futuro la grande distribuzione, le farmacie, i carabinieri ed altri ancora sono e saranno i nuovi erogatori di servizi, le sedi di nuovi sportelli nel territorio. Molto presto inaugureremo anche le “Reti Amiche at the job”: desk elettronici posizionati all’interno delle aziende medio-grandi, che si uniranno a noi per consentire ai loro dipendenti di sbrigare le pratiche direttamente dal luogo di lavoro, senza essere costretti a prendere ore di permesso per recarsi negli uffici pubblici. Poi c’è “Linea Amica”. Troppo spesso si fanno inutili code agli sportelli quando basta una telefonata o una mail per conoscere lo stato di una pratica che ci riguarda, prendere un appuntamento, compilare un modulo, o semplicemente chiedere un’informazione. Con la collaborazione del Formez abbiamo realizzato il più grande network europeo di relazioni con il pubblico, che raccoglie e coordina centinaia di URP o centri di risposta al cliente della Pubblica Amministrazione. Abbiamo da tempo superato il milione e mezzo di contatti settimanali e presto saremo in grado di dettagliare il livello di soddisfazione del cliente per le risposte ottenute. La campagna per far conoscere “Linea Amica” è appena partita su tutti i media nazionali e locali e già sta crescendo in modo esponenziale il volume delle richieste a questo network, candidato fin dal suo primo giorno di vita a garantire un servizio efficiente e rapido. Nelle scorse settimane abbiamo avviato la sperimentazione di un’altra forma innovativa di customer satisfaction: si tratta degli ormai famosi “Emoticon”. Negli uffici di diversi Comuni così come di Poste Italiane, Inps, Enpals e Aci il cittadino-cliente ha ed avrà sempre più a disposizione dei touch screen con le classiche “faccine” (sorridente, neutra, arrabbiata), le stesse che i giovani adoperano nelle loro mail e sui loro telefonini, quelle che compratori e venditori utilizzano nei feedback al termine delle transazioni su e-Bay: in questo modo i responsabili degli servizi potranno conoscere in tempo reale il giudizio sulla qualità della prestazione fornita. Da qualcosa di apparentemente “leggero” ricaveremo dati importanti sulla sensibilità dei cittadini, e trarremo stimoli utili a fare sempre del nostro meglio per aiutarli a vivere bene. Ho citato solo tre esempi di fusione tra idee innovative e tecnologie per una PA che sia veramente al servizio dei cittadini. Beninteso, c’è ancora di più: ci sono le leggi già in vigore, la legge n. 133 del 2008, il cosiddetto “decreto Brunetta”, e la legge n. 15 di questo 2009, finalizzata all’ottimizzazione del lavoro pubblico e all’efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Nei prossimi mesi arriveranno altre norme, dai decreti delegati attuativi della legge 15 ai disegni di legge all’esame del Parlamento. C’è anche la nostra azione quotidiana, fatta di incontri, discussioni (anche accese), e infine accordi, convenzioni, protocolli d’intesa, con tutto il sistema delle regioni e delle autonomie locali, con le altre istituzioni, con le organizzazioni dei cittadini, con le imprese. Un dialogo serrato, ma sempre fecondo. EuroP.A. ne è la testimonianza. Per questo, pur rammaricandomi ancora una volta di non poter essere con Voi a Rimini, posso dire di averla già visitata col pensiero, perché so che è la vetrina di quello che abbiamo fatto e che vogliamo fare: continuare ad aumentare la nostra efficienza nella produzione di beni e servizi per 56 milioni di cittadini-clienti. È vero, in questo campo un gap di crescita e competitività ci separa da molti altri Paesi dell’Unione; ma se sapremo dar vita ad una pubblica amministrazione d’avanguardia, il recupero che ne deriverà in termini di PIL finirà col contribuire, in modo sostanzioso, al rilancio del “sistema Italia”. È un’occasione che non dobbiamo perdere. Auguro il miglior successo alla manifestazione e buon lavoro a tutti i partecipanti.

mercoledì 1 aprile 2009

Aprile: conguaglio fiscale pensioni Inpdap.

Con la rata di pensione di aprile l'INPDAP riprenderà il recupero sulle pensioni dei debiti derivanti dal conguaglio fiscale che non sono stati integralmente recuperati sulla rata di febbraio. Dall'Istituto arriva perr contemporaneamente una buona notizia per i pensionati interessati, perchè verrà fatta salva una soglia di salvaguardia di 916,40 euro, pari al doppio del trattamento minimo INPS, ritenuta più idonea a rispondere alle esigenze di vita dei pensionati. L'Istituto ha infatti ottenuto dall'Agenzia delle Entrate questa facilitazione per i pensionati, in considerazione dei problemi che si sono verificati in fase di prima applicazione delle norme che hanno previsto l'obbligo per coloro che beneficiano di detrazioni fiscali per familiari a carico di presentare ogni anno la dichiarazione attestante il loro diritto alle detrazioni. Ricordiamo infatti che molti pensionati non hanno presentato la dichiarazione nei termini previsti mentre per altri si sono verificati disguidi nell'acquisizione delle dichiarazioni. E proprio per fare chiarezza sulla situazione, l'INPDAP ha sospeso il recupero sulla rata di marzo ed anzi ha rimborsato quanto trattenuto ai pensionati che hanno dimostrato di aver presentato la dichiarazione. Allo scopo quindi di evitare il forte disagio derivante dal recupero fiscale che pur incidere significativamente sull'importo delle pensioni, la soglia di salvaguardia, che era stata originariamente fissata al trattamento minimo INPS (458,20 euro) e' stata elevata ad un importo corrispondente al doppio del minimo (916,40). I pensionati interessati riceveranno ora una lettera con la quale l'INPDAP indica l'importo complessivo del debito accertato e informa che la procedura di recupero verra' riattivata con rateizzazione fino a dicembre 2009 e con il pagamento degli interessi di legge garantendo un importo di pensione pari a 916,40 euro. Se l'importo della pensione non supera i 1.000 euro, verra' trattenuto mensilmente un importo pari a 1/5 della pensione. Con la stessa comunicazione i pensionati verranno informati che, se il debito non potra' essere completamente estinto entro dicembre 2009, il debito residuo dovra' essere versato direttamente all'Agenzia delle Entrate entro il 15 gennaio 2010 con il mod. F.24.

Ci scrivono così dal Viminale...

A PROPOSITO DEL DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE DEL PERSONALE DEL MINISTERO DELL'INTERNO…
di "I lavoratori del Viminale"
Perché abbiamo scelto questo titolo per rappresentarvi il nostro disappunto? E' molto semplice: sono ormai anni che non succede nulla o quasi nel palazzo del Viminale, a parte il continuo ed in-cessante rifacimento dei cessi e delle stanze, o meglio, degli appartamenti dirigenziali! Per quanto riguarda, poi, i problemi dei lavoratori dell’Amministrazione civile c'è solo il menefreghismo di una classe dirigente in perenne latitanza! Volete qualche esempio? Qualcuno sa nulla del contratto integrativo? Qualcuno ci sa spiegare perchè in tutta la P.A. italiana sono in funzione i "tornelli" e al Viminale NO? Qualcuno si sta interessando della completa attuazione dell’articolo 36 della legge 121, alias i 25.000 poliziotti imboscati negli uffici? Chi sta seguendo la convenzione TIM per il personale civile, peraltro già in atto da anni presso i colleghi poliziotti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza? E sul pagamento del lavoro straordinario per l’immigrazione 2008 chi se ne sta occupando? Chi autorizza il pagamento di 50, 70 e addirittura 120 ore di straordinario mensile (praticamente un altro stipendio!) contro le otto ore pro-capite di un "comune lavoratore" del Viminale? Ci fermiamo qui, soltanto per evidenti motivi di sinteticità, ma l’elenco potrebbe continuare ancora. Il ridondante "Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie" cosa fa? Serve una radicale inversione di rotta e per questo facciamo un appello al Ministro Maroni, al Sottosegretario delegato e al Ministro Brunetta. Non è più possibile continuare così!!!

Congedo straordianrio retribuito per assistenza disabili.

Il diritto a fruire del congedo straordinario per l'assistenza al genitore in situazione di disabilità grave spetta anche al figlio convivente quando sia l'unico in grado di assisterlo. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato l'illegittimità dell'art.42 del Testo Unico sulla tutela della maternità e paternità nella parte in cui non include tra i soggetti legittimati a fruire del congedo il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura del disabile. La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata dal Tribunale di Tivoli in relazione al caso di un collaboratore scolastico a cui era stato negato il congedo straordinario retribuito per poter assistere, in quanto unico convivente, la madre gravemente disabile. Secondo il Tribunale l'esclusione dai soggetti legittimati a fruire del congedo ( che erano finora i genitori del disabile o, in mancanza, i fratelli e le sorelle ed il coniuge convivente) configura una disparità di trattamento a danno del figlio, sul quale invece incombe in via prioritaria rispetto agli altri familiari l'obbligo agli alimenti nei confronti del genitore in stato di bisogno. Nell'esaminare il caso, la Corte Costituzionale ha ripercorso la storia della norma che, nata in un contesto legislativo in cui si parla di maternità e paternità, riconosceva all'inizio solo ai genitori il diritto al congedo per le cure e l'assistenza del disabile. Successivamente la stessa Corte ha esteso il diritto, con due successive sentenze, prima ai fratelli ed alle sorelle del disabile nel caso in cui entrambi i genitori fossero impossibilitati ad assisterlo e successivamente ha ampliato la sfera dei beneficiari del congedo aggiungendo il coniuge convivente, qualora nessuno dei soggetti della famiglia di origine potesse prestare le cure necessarie. Scopo della legge infatti - ha ora confermato la Corte - è quello di assicurare continuità nelle cure e nell'assistenza e di evitare un vuoto pregiudizievole alla salute psicofisica del disabile. Questo interesse primario deve essere realizzato nell'ambito familiare, sia essa la famiglia di origine o quella acquisita. L'obiettivo di evitare lacune nella tutela della salute vale ora anche nel caso in discussione, indipendentemente dall'età e dalla condizione di figlio dell'assistito. Posti questi principi, bisogna inoltre affermare, ha concluso la Consulta, che omettendo di prevedere tra i beneficiari del congedo l'unico figlio convivente del disabile, la legge determina una disparità di trattamento rispetto agli altri componenti del nucleo familiare di quest'ultimo. Disparità che risulta priva di ogni ragionevole giustificazione perchè diversifica situazioni omogenee relativamente agli obblighi inderogabili di solidarietà derivanti dal legame familiare.

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