lunedì 31 gennaio 2011

A proposito di italianità... stasera sushi o sashimi?

di Carla Vongher. Sushi o sashimi? Stasera ristorante giapponese! Sembra una proposta allettante, una festa esotica, un respiro di novità a cui cediamo facilmente... vuoi mettere? Ieri sera siamo stati da "A ciociara la porchettara" - oppure - "Da Pasquale alla boutique der maiale" no, no...tzè! Come può suonare meglio di "Aikiumi restaurant" o "Sudoku sudoscinhi"? Come puoi preferire succulente tagliatelle al ragù, tortelli ricotta e spinaci, deliziosi spaghetti alle vongole, misto di formaggi e salumi a "Ebi kushi Birra Tsingtao Tofu fritto Ebi tempura" e altre similari delizie? Ma basta il provincialismo e il campanilismo culinario nostrano! Entriamo. Il locale è affollato, decisamente carino. Arredamento di tendenza, caucciù e carta di riso alle pareti, cuscini rossi, allegre cameriere dagli occhi a mandorla e altrettanti cuochi che si dilettano ai fornelli facendo saltare pezzi di indefinibili alimenti e riso... Subito alle prese con le bacchette, ci divertiamo a tentare di tenerle con tre dita come ci fa vedere l'esperta cultrice di cucina giapponese, sempre presente in ogni compagnia di ignari avventori... non sappiamo che quelli che sembrano innocui pezzetti di legno si riveleranno i principali avversari della vostra fameee!!! Provate a prendere un chicco di riso con le bacchette, la lingua lunga come quella di un cammello assetato nel tentativo di mettere in bocca del pallido, smunto, insapore riso bianco accompagnato da due tre sparuti pisellini verdognoli e una meglio non classificata roba rosina pallido (salmone? carota? tonno?)... qualcuno molto timidimente accenna alla possibilità di chiedere delle posate da cristiani, subito fulminato con lo sguardo dalla solita cultrice che non vuole fare brutta figura per colpa nostra in quell'ambiente sciccoso e modaiolo, pena l'esclusione dai circoli dell'elitè bolognese di haire stiling avvention! Finalmente arriva il piatto forte, la barca di suschimi! Bellissima, coloratissima, florentissima, con i pezzi di pesce dalle sfumature luminose, disposti ad arte tanto che pensiamo ci abbiano portato il centrotavola... ma no, insieme ad acquosi liquidi marroncini e nerognoli, quello che pensiamo siano delle allegre decorazioni è la nostra cena, consistente in pesce assolutamente crudo avvolto in manipolate polpette di riso (sempre più slavato) o lasciato libero di rotolarsi in un letto di filameti bianchi che altro non sono che rape bollite tagliate finemente... i bocconi di pesce, una volta intingolati nella poltiglia acquosa definita salsa nonsocomesichiama dalla nostra guida, si riveleranno quasi repellenti ai nostri palati oramai votati con estremo gusto alle ragostine al sugo, al salmone affumicato, all'orata al forno, ai polpetti affogati, e a tutto quello che ci passa di più godurioso nel cervello in quel momento, mentre ingurgitiamo più velocemente possibile quei pezzi resi ancora più immangiabili dalla piccantissima salsa dal sapore di muffa stantia e ci ripassiamo le più incredibili parolacce che conosciamo andandole a ricercare anche nei nostri atavici ricordi fin dall'infanzia, per non essere andati a trascorrere una serata del sabato alla pizzeria all'angolo, sicuramente meno chic, ma incredibilmente più agognata, soprattutto quando ci presentano... lo strabordante conto a 5 stelleee!!!

Non è questa la scuola che vogliamo!

di Alessio Cazzola. "La scuola che vogliamo, è forse questa? A seguito di diversi articoli pubblicati dallo studioso Nestor Romero si può capire che il modello di istruzione Finlandese è sempre saldo al primo posto sulla media Europea. In Italia invece...." Il modello di scuola pubblica presente nel nostro paese è sempre stato antiquato e fatiscente. La scuola che noi ragazzi viviamo in questi ultimi anni è il prodotto finale di una serie di devastazioni interne da parte del sistema statale, una scuola che ha come obbiettivo quello distruggere l'autostima degli studenti e far morire in loro la voglia di cultura e conoscenza. Il metodo di insegnamento praticato da sempre è quello della "pedagogia dell'inculcamneto" e non quello del progetto e dello stimolo verso lo studio supportato con argomentazioni valide e illuminanti. Nella società d'oggi non ci si può lamentare che i giovani non hanno più alcun interesse verso la cultura se poi subiscono un sistema scolastico tale, insieme ad un bombardamento pubblicitario costante. All'interno della scuola ci vorrebbe una Rivoluzione Culturale che spazzi via l'intero sistema, in cui gli insegnanti si prefiggano non più di insegnare una lista di materie, ma quello di instaurare nell'individuo il senso critico e quello di appartenenza ad una collettività.

Diventare un angelo dimagrendo.

di Franca Casablanca. L’anoressia ha aggiunto un altro nominativo alla sua lunga lista di vittime. A fine novembre anche Isabelle Carro, famosa fotomodella francese, se n’è andata con i suoi esigui quanto ingombranti trentuno chili. Molti ricorderanno la diatriba sulle foto fattele da Oliviero Toscani, che tentò di dare al grande mezzo di comunicazione fotografico lo scopo di illustrare i risultati deleteri che questa malattia può avere sul corpo. Guardando quelle immagini nelle quali lo scheletro sembrava volesse uscire attraverso uno strato d’epidermide ormai trasparente, alcuni ebbero la reazione di girare la testa dall’altra parte quasi a non volerne sapere di quella strana pubblicità progresso. Ad ogni modo, possiamo dire solo grazie ad Isabelle che ha pensato di mettere, brutalmente, sotto gli occhi di tutti la visione del suo corpo ben diverso da quello che era stato. I casi di anoressia, comunemente definita “mancanza d’appetito”, stanno aumentando con celerità preoccupante. Il periodo più a rischio resta quello adolescenziale, non è raro, però, che si presentino casi, sia di sesso femminile che maschile, in età adulta. Andando a ritroso, possiamo trovare una sorta di comportamenti anoressici sin dai tempi degli antichi egizi quando, alla morte del faraone, il popolo si sottoponeva ad un lungo digiuno. Nel medioevo, le “digiunatrici miracolose” praticavano l’astensione sessuale, la privazione del sonno e del cibo, il tutto come strumento di purificazione. Il digiuno perse, col tempo, i presupposti religiosi e quando negli anni sessanta, fu definitivamente sepolta l’immagine di “maggiorata” come sinonimo di bellezza, i corpi esili e scarni diventarono un biglietto da visita per quante ambivano ad una carriera nel mondo dello spettacolo. Non solo. Si pensi anche allo sciopero della fame come mezzo di persuasione e di protesta politica. Oggi, potremmo imprecare contro gli stilisti che fanno transitare sulle passerelle solo ragazze dalla quaranta in giù, contro le industrie, che in base ai dettami della moda, producono capi “taglia bambolina” di cui i commercianti si approvvigionano, senza il timore che diventino fondo magazzino, non potendoli rivendere a chi non è più dodicenne. Uno dei tanti input che indirizza verso una dieta stretta e a massacranti ore di attività fisica, potrebbe essere quello di entrare in un negozio e chiedendo di provare quel modellino in vetrina, che piace tanto, sentirsi rispondere, da una commessa stupita “arriva solo alla quarantadue!”. Si raggiunge, con fatica, la quarantadue e ci si sente già appagati. D’altra parte, limitare grassi, carboidrati e proteine, abbondando con frutta e verdura, è salutare. Quando si comincia a pensare “ perché mai ci si dovrebbe precludere la soddisfazione di riuscire ad entrare in una quaranta e poi, ancora, in una trentotto”, la faccenda è già ad un punto di non ritorno. Decidendo di eleggere domicilio illimitato là dove trova terreno fertile, l’anoressia prende strade disparate e contorte per insinuarsi; possono essere la moda del momento, un genitore che, poverino, ti raccomanda di alimentarti in modo equilibrato per il tuo bene, (il limite tra bulimia ed anoressia non è mai ben definito), l’amica del cuore molto più esile di te, persino la collega d’ufficio che vedi pranzare ogni giorno con uno yogurt al bifidus. In ogni caso, s’insinua lentamente, con quella stessa leggerezza che pretende dalle proprie vittime, sovrastando i vari appoggi psichiatrici e psicologici che si andranno a cercare, diventando un’inseparabile affettuosa compagna. Si, perché ti si affeziona come tutte le malattie più insidiose. Non per niente si dice: “sono affetto da…”. Una compagna che ti prenderà per mano durante un lungo, penoso cammino e ti condurrà tra gli angeli. Degli angeli oltremodo smagriti ed emaciati e non potrai nemmeno dire: “se la conosci la eviti”.

La Lega è pronta al voto! Parola di Bobo Maroni.

''Se giovedì il federalismo non passa andiamo tutti a casa''. Lo afferma il ministro dell'Interno Roberto Maroni, sottolineando che ''dopo la fiducia del 14 dicembre è come se fossimo in convalescenza, quello che sta accadendo alle istituzioni non ci dà una maggioranza sicura''. Il ministro leghista dice di condividere le ''preoccupazioni'' di Napolitano e invita ad uscire al più presto dallo scontro tra istituzioni per fare ripartire l'attività del governo: "Uno scontro, ne ho parlato di recente con il presidente della Repubblica, che riflette il fatto che al vertice delle istituzioni ci sono leader politici. Se il Capo dello Stato decide di sciogliere le Camere ne prenderemo atto. La Lega, che è il partito-sindacato della Padania, territorio in cui è quasi politicamente egemone, è da tempo pronta al voto, e alle urne sarà con il Pdl, partito che ha consistenza e presenza sul territorio e che andrà oltre Berlusconi. Se il premier non dovesse ricandidarsi, anche se non se ne è mai parlato, nel centrodestra comunque ci sono tanti uomini e donne capaci, competenti e dotati di leadership in grado di guidare un governo''. Quanto alla possibilità di un 'election day' con le amministrative (che saranno ''il 15 maggio, con ballottaggio fissato il 29'') per Maroni è ''difficile'', ma per ora ''apnea fino a giovedi', poi penseremo al resto''. E nel resto ci sono prvvedimenti concreti: ''Ho parlato con Bossi - spiega il ministro - e so che prenderà un'iniziativa nei prossimi giorni. L'Italia, peraltro, deve guidare l'Europa per promuovere un'azione immediata per i Paesi del Maghreb in rivolta. Temo l'invasione noi siamo la porta dell'Europa. Quanto alla proposta di Massimo D'Alema, è 'irricevibile' perchè non può esserci un 'dopo Berlusconi' che passi per un 'contro Berlusconi' e per quanto concerne le ultime vicende, alla fine si dimostrerà l'inconsistenza delle accuse contro il premier, accuse che non gli faranno perdere voti''.

Federalismo uguale più tasse!

di Marco Conti. Arriva la riforma federalista e arrivano nuove tasse. Il sospetto di una nuova "spremuta" circolava da tempo e spiega il ritardo con il quale il governo ha dato i numeri. I soldi non ci sono, i comuni sono a secco, anche perché come accaduto a Roma elargiscono premi e prebende, e quindi schizza in alto quella che si chiama fiscalità locale che ancor più dividerà l'Italia tra zone avvantaggiate e altre meno fortunate. Rischiamo di ritrovarci rapidamente all'epoca del "chi siete? che volete? due fiorini" con imposte che graveranno per lo più sugli "stranieri" che pensano di varcare il limes di un raccordo o di una tangenziale, che vogliono trascorrere un weekend fuori dal proprio comune o che si illudono di poter mantenere una seconda casa nel borgo natio. Di inevitabile aumento delle tasse parla il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, dicendosi soddisfatto della maggiore autonomia impositiva concessa ai comuni. I contribuenti forse meno, visto che già si parla di un aumento retroattivo dell'addizionale Irpef. Lo sblocco dell'addizionale Irpef comunale,infatti, potrebbe scattare anche retroattivamente per il 2010, secondo quanto prevede un comma inserito del decreto. È infatti stabilito che "le delibere relative al 2010 sono efficaci per lo stesso anno d'imposta se la pubblicazione sul predetto sito avviene entro il 31 marzo 2011". Un nuovo salasso che se si unisce alle insistenti voci di una patrimoniale, dà la misura della nostra situazione. Berlusconi ha negato la patrimoniale e ha parlato di una «campagna allarmistica è funzionale a un disegno di potere complesso, fatto di rumors molto meno degni di queste inaccettabili proposte». Fatto sta che palazzo Chigi da un lato si prodiga in tagli lineari, dall'altro concede a comuni e regioni di aumentare le tasse che, sommate con quelle pagate allo Stato-centrale e la pecentuale di evasione, fanno schizzare la pressione fiscale in Italia a livelli record.

Maturità: latino al classico e matematica allo scientifico.

Latino al Classico, matematica allo Scientifico, lingua straniera al liceo Linguistico: sono alcune delle materie scelte dal ministero dell'Istruzione per la seconda prova scritta all'esame di maturità 2011. Le prove scritte dell'esame di maturità dell'anno scolastico 2010/2011, si legge in una nota del ministero, si terranno il 22 giugno (prima prova) e il 23 giugno (seconda prova). Quest'anno sosterranno per la prima volta l'esame di maturità le classi coinvolte nel progetto Esabac, finalizzato al rilascio del doppio diploma italiano e francese ed attuato sulla base di un accordo fra i due governi sottoscritto nel febbraio del 2009 Il ministero ha individuato inoltre le materie affidate ai membri esterni. Quest'anno, per la prima volta, la lingua straniera è stata affidata al commissario esterno negli indirizzi linguistici dell'istruzione liceale e dell'istruzione tecnica. Ad ogni modo la scelta delle materie affidata ai membri esterni ha seguito, dove si è rilevato opportuno, il criterio della rotazione delle discipline. Ecco l'elenco delle materie per i licei:
-Liceo classico: latino.
-Liceo scientifico: matematica.
-Liceo linguistico: lingua straniera.
-Liceo Pedagogico: pedagogia.
-Liceo artistico: disegno geometrico, prospettiva e architettura.
Per gli istituti tecnici e professionali sono state scelte materie che, oltre a caratterizzare i diversi indirizzi di studio, hanno una dimensione tecnico-pratico-laboratoriale. Per questa ragione la seconda prova può essere svolta, come per il passato, in forma scritta o grafica o scritto-grafica o scritto-pratica, utilizzando, eventualmente, anche i laboratori dell'istituto. Le materie scelte per alcuni indirizzi tecnici sono:
-Istituto tecnico commerciale (ragionieri): economia aziendale.
-Istituto tecnico per geometri: costruzioni.
-Istituto tecnico per il turismo: tecnica turistica.
-Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione: alimenti e alimentazione.
-Istituto professionale per i servizi sociali: tecnica amministrativa.
-Istituto professionale per Tecnico delle industrie meccaniche: macchine a fluido.
Per il settore artistico (licei e istituti d'arte) la materia di seconda prova ha carattere progettuale e laboratoriale (architettura, ceramica, mosaico, marmo, oreficeria ecc.) e si svolge in tre giorni.

Lo sapevate che il fumo... imbruttisce?

di Antonella Scamarcio. I ricercatori dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma hanno confermato, con un nuovo studio, dati già evidenziati in precedenza che indicano che il fumo è correlato all’insorgenza, nelle donne, di una particolare forma di acne difficile da curare e da loro stessi definita Acne Comedogena Post Adolescenziale (CPAA). La distribuzione estesa a tutto il volto di queste lesioni è tale da avere un impatto psicologico significativo sulle donne.I dermatologi hanno esaminato un campione di 226 donne acneiche di età compresa tra i 25 e i 50 anni e la CPAA è stata riscontrata nell’85% delle pazienti esaminate, che infatti presentano una maggioranza di lesioni non infiammatorie, con numerosi comedoni, distribuite uniformemente su tutto il volto. Inoltre, poiché ben il 71,4% di queste fuma abitualmente è evidente il rapporto stretto tra fumo e CPAA. I dati ottenuti dalla ricerca pubblicata sul numero di novembre del Journal of American Academy of Dermatology confermano lo studio preliminare condotto sempre al San Gallicano su un campione più ampio, che includeva ben mille donne. I dermatologi dell’Istituto San Gallicano, in collaborazione col Dessau Medical Center della Germania, hanno condotto uno studio focalizzato sugli aspetti clinici dell’acne post-adolescenziale e sulla sua correlazione al fumo di sigaretta. La ricerca ha coinvolto 226 donne affette da acne di età compresa tra i 25 e i 50 anni, che sono state esaminate nell’arco di otto mesi allo scopo di stabilire l’età di insorgenza della malattia e di classificare il numero, il tipo e la distribuzione delle lesioni. L’analisi dei risultati ottenuti ha confermato l’esistenza nelle donne adulte di un tipo di acne non infiammatoria, caratterizzata da molte lesioni comedogene diffuse uniformemente su tutto il viso, che gli stessi ricercatori hanno definito Acne Comedogena Post Adolescenziale (CPAA). Questo tipo di acne è stata riscontrata nell’85% delle pazienti esaminate, il che sovverte le convinzioni attuali basate sui dati presenti in letteratura che rappresentano l’acne nelle donne adulte come caratterizzata da lesioni infiammatorie, papulopustolari, confinate alla parte inferiore del volto e al collo. Già in uno studio, pubblicato nel 2007 sul British Journal of Dermatology, i ricercatori del San Gallicano avevano osservato mille donne nella fascia di età 25-50 anni e definirono per la prima volta la CPAA, che risultava essere non solo la forma di acne più diffusa nel campione ma era presente con una prevalenza decisamente maggiore tra le fumatrici, che costituivano comunque la maggioranza delle donne acneiche. I risultati pubblicati, non solo confermano i dati precedenti, dimostrando che la CPAA è la forma più frequente di acne nelle donne adulte, ma associano in maniera evidente questa forma clinica al consumo di sigarette. Infatti, non solo le fumatrici rappresentano il 66% del nostro campione, ma ben il 71,4% delle donne affette da CPAA fuma abitualmente, il che suggerisce una correlazione diretta tra sigarette ed acne non infiammatoria. Inoltre, si è voluto distinguere tra le donne affette da acne comparsa nell’adolescenza e quelle che l’hanno contratta dopo i 25 anni. Nel primo gruppo le fumatrici rappresentano il 65%, mentre la percentuale sale all’83,3% nelle donne che ha sviluppato l’acne in età adulta. Ciò potrebbe indicare che il fumo abbia un ruolo di induzione dell’acne ad esordio tardivo. Gli effetti ipercheratinizzanti del fumo di sigaretta sono noti da tempo e uniti alle proprietà vaso costrittive e anti-infiammatorie della nicotina potrebbero spiegare la natura delle lesioni caratteristiche della CPAA. Il riconoscimento dell’importante ruolo svolto dal fumo sull’induzione e sul peggioramento dell’acne potrebbe contribuire ad un’informazione corretta sugli effetti del fumo sulla pelle e fornire un ulteriore supporto alle campagne di informazione anti tabagismo, in particolare tra gli adolescenti, tra cui la motivazione estetica gioca un ruolo fondamentale.

Il Parlamento è del popolo italiano, non di un privato cittadino!

di Maria Pia Caporuscio. Da quasi venti anni la Repubblica Italiana non ha più un Parlamento, perché trasformato in studio legale da un imprenditore, per curare gli interessi dei propri affari privati. La stranezza di questo studio legale è che gli avvocati, vengono pagati dalla popolazione e non dalla persona che li ha assunti. I politici che affollavano il Parlamento non sono stati licenziati, ma gli viene impedito di lavorare per il Paese e costretti bene o male, ad occuparsi di salvare dai processi il padrone di quello, che un tempo si chiamava Parlamento. La conseguenza di tutto questo è che mille parlamentari vengono pagati milioni di euro, da una popolazione stanca ed affamata, per non fare nulla per chi li paga e molto per quello che se ne serve. Questo aberrante sistema dura da quasi vent'anni e nessuno, almeno fino ad oggi, si è presa la responsabilità di porre fine a questa vergogna, che umilia gli italiani cui assistono impotenti, ma giustamente arrabbiati. A questo punto si impone una presa di posizione: o il Parlamento torna ad essere il Parlamento degli italiani, oppure mandare a casa tutti i parlamentari, ivi compresi quelli dello studio privato e far risparmiare così agli italiani l’esborso di milioni di euro inutilmente. Italiani! Appendiamo in tutti i condomini di ogni città questo cartello: "Cercasi opposizione per riconsegnare il parlamento al popolo italiano"!

...e il Cavaliere 'chiama' Bersani per discutere.

Agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere ''senza pregiudizi ed esclusivismi'' un grande piano bipartisan per la crescita dell'economia italiana. E' questa la proposta che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lancia al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Un piano del governo, spiega Berlusconi, il cui fulcro è la riforma costituzionale dell'articolo 41, ''annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani''. Lo scopo ''indiretto ma importantissimo'' di una ''frustata al cavallo di un'economia finalmente libera'', aggiunge il presidente del Consiglio, ''è di portare all' emersione della ricchezza privata nascosta''. Azione che sarà la ''più grande frustata che la storia italiana ricordi, per portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni per fare capire ai mercati che quella è la strada imboccata dall'Italia. Paese ancora assai forte. Paese esportatore con grandi riserve di energia, di capitali, di intelligenze e di lavoro. Per farlo occorre un'economia decisamente più libera, questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sè e del proprio futuro''. Mentre una ''botta secca'' che ''impaurisce e paralizza il ceto medio'' come un'imposta patrimoniale, alla quale Berlusconi ribadisce il suo ''no'', è ''una rinuncia statalista, reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale''. E l'Italia, ''dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori'' può fare invece come la Germania, dove ''la locomotiva è ripartita con un balzo liberalizzatore e riformatore'' dato dalle riforme di Schroder, passando per ''il governo di unità nazionale'' e per ''la guida sicura e illuminata di Angela Merkel''. Il premier si dice ''preoccupato come e più del presidente Napolitano per la particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico''. E per questo si rivolge a Bersani, ''in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e uomo dalla cultura pragmatica nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo''.

L'appello di Massimo D'Alema alle opposizioni.

Il dibattito politico si concentra sull'appello di Massimo D'Alema che torna a promuoverere un governo di responsabilità nazionale per superare il berlusconismo. Il leader dell'Udc la considera una proposta molto seria, mentre Antonio Di Pietro, leader Idv, dice da un lato sì all'ipotesi elezioni, ma mette in guardia da alleanze che definisce "contro natura". Sul fronte Pdl, Sandro Bondi accusa D'Alema di voler sospendere le regole della democrazia, mentre Fabrizio Cicchitto definisce l'ipotesi avanzata dall'esponente Pd come un voler costituire una "armata Brancaleone". Ecco, dunque, la proposta di D'Alema: andiamo alle elezioni con una alleanza costituente tra tutte leopposizioni, solo così possiamo salvare il Paese: «Il Paese attraversa una crisi democratica gravissima. Se Berlusconi non si dimette, l'unico modo di evitare l'impasse e il caos politico-istituzionale è andare alle elezioni anticipate. Chiedendo agli elettori di promuovere quel governo di responsabilità nazionale che è necessario al Paese, per uscire da una crisi così profonda. Lancio un appello alle forze politiche di questo potenziale schieramento: uniamoci, tutti insieme, per superare il berlusconismo. Le opposizioni tutte devono mettere da parte politicismi e interessi personali. Non spetta a me indicare il leader di questa 'nuova coalizione' eil premier per questo 'governo costituente' con tre obiettivi. Il primo, sciogliere il nodo della forma politico-istituzionale del bipolarismo italiano, promuovendo eventualmente anche un referendum sulle istituzioni: repubblica presidenziale o parlamentare? Il secondo è un grande patto sociale per la crescita, come fu con l'euro. Il terzo è il funzionamento dello Stato, perché lo stesso federalismo, se non è collegato a una vera riforma della Pubblica amministrazione (e quella di Brunetta non lo è) si riduce a semplice redistribuzione del potere tra elite».

Chi griderà: “liberi tutti!”?

di Bianca Maria Catanese. C'era, in tempi passati, un gioco che facevano tutti i ragazzi, si chiamava: liberi tutti! Il gioco, se non ricordo male, consisteva in una "presa di prigionieri" da parte di un ragazzo; i prigionieri potevano essere liberati da un altro ragazzo, rimasto libero, quando riusciva a toccare un palo, un albero, l'angolo di una casa, ecc. Nel momento in cui il liberatore, malgrado gli ostacoli che gli si frapponevano, riusciva a toccare il punto stabilito, gridava "liberi tutti!". Così i prigionieri potevano ricominciare a muoversi. Suppongo che anche i personaggi che compongono oggi la classe dirigente italiana giocassero in questa maniera... ma hanno dimenticato tutto. Oggi imperversa un altro gioco: il gioco al massacro. Questo gioco prevede l'annientamento dell'avversario usando tutti i mezzi: quelli leciti e quelli illeciti. Solo per detenere in mano un pezzo di potere. Il potere... il potere non è cosa da niente! Il potere, o un pezzo di esso, fa sì che un determinato personaggio possa, con il potere raggiunto, determinare la "morte politica" dell'avversario. E' un gioco senza regole, è, appunto, un gioco al massacro: tutti contro tutti! Il Cavaliere contro Fini, contro Casini, contro Bersani, contro Di Pietro, guardingo e all'erta con l'alleato leghista. Bossi contro chiunque dei suoi cerchi di minare la propria leadership in seno agli elettori, contro chi dice male del federalismo, "ideale" con cui ormai da decenni illude i suoi fedeli elettori, quindi contro l'ANCI, contro chi parla di unità d'Italia e guardingo e apparentemente fedele all'alleato Cav. Fini contro il Cav., contro i suoi ex generali, solo apparentemente a favore dei nuovi alleati, ma pronto a "fare le scarpe" anche a loro. Casini, felice del suo ruolo di ago della bilancia, che si riempie la bocca con le parole "famiglia, giovani disoccupati, donne, che vede solo come angeli del focolare (soprattutto se sono piccole o grandi ereditiere di imperi finanziari)". Casini, dicevo, contro il Cav., contro Bossi, contro il centrosinistra, contro Vendola, contro Di Pietro, e guardingo con Rutelli e il nuovo alleato Fini. Bersani contro D'Alema, contro Veltroni, contro Franceschini, contro il Cav., contro Bossi. D'Alema, dall'alto della sua indubbia, almeno per lui, capacità di giudizio, contro tutti gli alleati, contro Di Pietro, contro Vendola, contro il solito Cav., (ma poi, tanto contro?), contro Bossi, contro il gruppo di centro. Veltroni, con il suo buonismo, si sta forse rivelando come il più velenoso nemico contro i suoi compagni, colpevoli di non averlo mantenuto a capo del suo partito, dopo la sconfitta elettorale; anch'egli contro Di Pietro, contro Vendola, e naturalmente contro gli avversari delle opposte fazioni. Di Pietro contro tutto e tutti, nel tentativo di epurare la classe dirigente del Paese (non riuscendoci, per giunta, molto bene se è vero come è vero che annovera tra gli eletti nel suo partito tanti "traditori"). Vendola, con la sua aria tanto per bene, con il suo forbito linguaggio, tende a mettere nel sacco sia i suoi possibili alleati e, giustamente, anche gli avversari del centrodestra e, soprattutto, del centro, quelli che storcono il naso per la sua risaputa omosessualità, contro la quale anche la "santa" romana chiesa si è già pronunziata. Non ci scordiamo poi dei "movimenti" la funzione dei quali è sconosciuta. Occorre ricordare i "girotondini", che non volevano assurgere a movimento politico, ma volevano manifestare contro la cattiva politica... morti di morte naturale. Il "popolo viola" di oggi sta seguendo questa falsa riga... ma considerato che già i "girotondini" non erano riusciti a svegliare le coscienze italiane, perchè il "popolo viola" crede di poter fare di più, restando a debita distanza dai partiti? Non è che dietro alle manifestazioni si nasconda un fanciullesco, pio desiderio di un picnic all'aria aperta? Intorno a questo variegato mondo politico nazionale, ci sono le varie fazioni, ognuno tendente ad arraffare il suo pezzo di potere a livello regionale, provinciale, comunale. Il potere, a questi livelli marginali, è una cosa importantissima perchè dà visibilità e perchè favorisce un certo nepotismo che diventerà fonte di ulteriori affermazioni in campi sempre più vasti. Su questo bailamme, vigila la magistratura, pronta a colpire chiunque accenni a mettere in dubbio il suo costituzionale ed intoccabile potere. Sicuramente ci sono mele marce tra i suoi componenti, ma sono solo loro che possono "giudicare" i malversatori. Su questo bailamme domina il potere economico/finanziario che tende a fare il suggeritore occulto, pur di farla franca con i suoi imbrogli. In mezzo a tanto bailamme, cerca di barcamenarsi lo stato pontificio, che non vuole perdere i benefici economici che qualsiasi governo è pronto a barattare per una manciata di voti, ma non vuole perdere la credibilità di stato sovrano sul mondo cattolico, non vuole perdere la funzione di ergersi a giudice della morale, anche la più immorale. E' proprio un gioco al massacro! Ma mentre tutti questi potenti cercano di schiacciare i loro avversari politici, finanziari, religiosi, l'unico grande massacro lo sta subendo un inerme popolo italiano. Qual è il potere del popolo italiano? Chi griderà: “liberi tutti!”?

Napoli rassegnata al degrado... "adda passà a nuttata!".

di Angelo D'Amore. In Campania, l'inquinamento prodotto dai rifiuti tossici, non è solo opera della camorra. L'inchiesta della Guardia di Finanza, ha prodotto arresti eccellenti, tra coloro i quali in linea teorica, avrebbero dovuuto garantire il rispetto delle regole in tempo di commissariamento. L'indagine delle Fiamme Gialle, infatti, ha evidenziato che la gestione commissariale è responsabile, sicuramente per il perido tra il 2006 ed il 2007, dello sversamento direttamente in mare, di ingenti quantità di percolato prodotto nelle discariche. Tali sostanze altamente tossiche, per ragioni di consistente risparmio economico, unite a necessità di snellimento organizzativo e procedurale, venivano indirizzate, grazie ad un'illecita gestione pubblico-privata, verso depuratori (principalmente quello di Cuma), non idonei a tale filtraggio, con l'inevitabile e disastrosa conseguenza di essere smaltiti nella loro totalità in mare. Irreparabili i danni provocati all'ecosistema marino, ingenti le conseguenze economiche patite dagli imprenditori balneari del litorale domitio. Tra gli arrestati, Marta Di Gennaro, vice di Bertolaso, l'ex Commissario Corrado Catenacci. Indagati anche l'ex Governatore Bassolino, i suoi collaboratori dell'epoca, Luigi Nocera ass. all'Ambiente e Gianfranco Nappi capo della segreteria politica. All'ombra del Vesuvio, è sempre più labile il confine tra lecito ed illecito, tra chi infrange le leggi e chi in teoria, dovrebbe rappresentarle e garantirle. Napoli è una città al collasso, frustrata nella sua dignità. La popolazione ormai è rassegnata, inerme, aspetta silente e passiva il suo destino, tristemente segnato. Si è perso anche l'orgoglio e con esso, la forza di opporsi al sopruso. Ci si è abituati al male, si convive con esso, intuendo che al peggio non c'è mai fine. Un tempo, alla maniera di Eduardo, si affermava "adda passà a nuttata", sperando in un domani piu' roseo. Oggi ahimé, tra strade sommerse dalla monnezza, mare infestato dal percolato ed una criminalità sempre più spietata, si è fatta l'abitudine a vivere nel buio pesto.

venerdì 28 gennaio 2011

Non esiste vergogna!

di Maria Pia Caporuscio. Vergogna!(*) Ormai questa parola non ha più senso tanto è stata surclassata dalla “modernità” un tempo ci educava, teneva a freno i nostri istinti, ci induceva al rispetto degli altri a non insultare, non alzare la voce, non aggredire e non mentire, ci rendeva responsabili, quando il professore scopriva che avevamo copiato il compito da un compagno, provavamo una tale vergogna da farci studiare di più per non fare un’altra figuraccia, ed eravamo solo ragazzi. Oggi persone adulte che occupano posti importanti, gente che si dovrebbe portare come esempio, hanno cancellato dal proprio vocabolario questa parola e senza il minimo imbarazzo affermano una cosa e un attimo dopo la smentiscono, mentono pur sapendo di mentire, giurano il falso, capovolgono le cose quasi fosse il fondo schiena la loro faccia. Così assistiamo ad interventi vergognosi di questi soggetti nei talk show: insultare onesti conduttori colpevoli di svelare le verità, che questi signori vogliono tenere nascoste, dimenticando che compito di un giornalista è proprio quello di informare. Questi signori con abuso di potere, si arrogano il diritto di fare quel che vogliono. In un Paese dittatoriale tutto è possibile, ma in un Paese democratico no e dunque perché lo si permette? Anche noi abbiamo cancellato la vergogna? Accettando come “normalità” queste cose ci rendiamo complici dei loro misfatti. In questo clima non è facile insegnare ai ragazzi il rispetto, quando assistono ogni giorno al massacro del rispetto. Come può un professore, un genitore insegnare l’onestà, a rispettare le leggi, a non dire bugie, non rubare, non testimoniare il falso, se viene smentito dai fatti? Se un padre è sempre ubriaco con quale coraggio vieta al figlio di bere? Con quale coraggio lo stesso padre che ruba, mente, bastona la moglie, può pretendere dal figlio il rispetto? Quel ragazzo crede a quel che vede ogni giorno e pensa sia questo il modo giusto di agire. E se tutti accettano per buoni gli esempi che questa gente li offre, che mondo li aspetta? Se si arriva al punto che certe mamme, trovano giusto che le figlie adolescenti si prostituiscano per fare carriera, è davvero persa ogni vergogna. Nelle scuole e nelle famiglie non si insegnerà più educazione civica ma ad usare le armi. E’ davvero questo il mondo che vogliamo? Perché è proprio questo che stiamo preparando per i nostri figli. Un tempo si diceva: “chi ha più cervello, lo usi” ma qui il cervello pare sia andato perso con la vergogna. Se non troveremo il coraggio di riappropriarci della nostra dignità, della nostra cultura, di tutto ciò che ci ha resi orgogliosi negli anni trascorsi, ma continueremo a permettere o sottometterci a questa maleducazione e spregio della morale, da parte di chi deve invece essere al di sopra di ogni sospetto e di cristallina onestà, la nostra civiltà è destinata a morire!
(*) Vergogna è una parola composta: dal latino “vereor” (= “timore”) e “gognam” (= “gogna”) e significa “temo la gogna”, cioè la mia esposizione pubblica. Esposizione pubblica di comportamenti che un tempo avrebbero fatto arrossire e oggi sono esibiti come fonte di vanto, di potere, di successo... (C.V.)

Io cittadino del Paese più bello del mondo!

di Andrea. Dopo lo squallido spettacolo che la politica sta offrendo di se stessa e dell'Italia al mondo, cosa resterà di noi, della nostra immagine di cittadini italiani? Il presidente del consiglio Berlusconi, non si rende conto di cosa stiamo passando noi, cittadini, difronte a tante notizie rese "giustamente o ingiustamente" su quello che combina nella sua vita privata? Soldi e cifre considerevoli date a chi balla per lui, proprio mentre in Italia, oggi attraversiamo un momento critico di crisi lavorativa, finanziaria, e tanto altro? Io da cittadino, vorrei essere indicato come Italiano con la "I" maiuscola, la nostra costituzione reclama moralità, onore, rispetto per le istituzioni, lavoro, diritti fondamentali per un paese come il nostro che non è uno tra i più belli del mondo, ma è il più bello del mondo! Paese di grandi personalità, di inventori, di artisti, di pensatori. Perchè imbrattare tutto questo con le stupide vanità personali di un uomo ricco, che vanta potere in molti campi, e che ambisce solo al potere e ad un riconoscimento di un titolo. Questa a mio avviso è una malattia. Voler essere il capo di tutti. Ma Cavaliere, presidente, Presidente Mediaset, Presidente del Milan, Presidente del Consiglio... ma a quale scopo tutto ciò? Io non sono parte di una casta di persone fortunate che vivono tra il mondo dello spettacolo e quello della politica. Abbiamo cacciato il Re, ma ora abbiamo un presidente del consiglio che ce lo fa rimpiangere. Almeno prima sapevamo chi incolpare se qualcosa non andava bene. Oggi, invece, con tutti stì politici e personalità del mondo dello spettacolo, che parlano, parlano e parlano non si capisce più niente! E allora si assiste allo spettacolo indecente di politici che s'insultano, urlando uno sull'altro in una cagnara da cortile, dove tutto è concesso. Vince chi grida più forte, chi riesce a strappare prima l'applauso. Uno spettacoli osceno! Io sono "un italiano", e me ne vanto. Perchè essere Italiano non vuol dire nascere solo in Italia, ma vuol dire essere italiano dentro, e vivere e lottare per il bene del nostro paese. Dare prosperità alla nostra patria e non doversi vergognare di quello che - malgrado 'loro' - siamo. Un grande Paese. Partiamo dal rinnovamento della politica, della classe dirigente, mettiamo al bando il nepotismo, seme della corruzione che genera disuguaglianza, più largo al merito, ai più capaci, al valore della persona. Dismettiamo il credo secondo ilquale chi con disonestà o troppa facilità fa soldi a palate sia il modello di vita da seguire, perchè spesso questo porta alla malavita, al malaffare. Diamo un insegnamento valido ai nostri giovani: l'Italia si fonda su una unione forte anche quando i pareri sono discordanti, perchè è il rispetto della 'diversità' a fare di due proposte una più convincente dell'altra. Il rispetto: principio fondamentale di libertà e democrazia!

Condivisione delle regole tra i docenti.

di Carla Vongher. Nella scuola dove insegno, un istituto tecnico commerciale di un piccolo paese in provincia di Grosseto, i ragazzi, pur non eccellendo nell'impegno, sono calmi ed educati. Si alzano in piedi quando entra l'insegnante in classe, ascoltano e partecipano alle lezioni, si fanno promotori di iniziative dentro e fuori la scuola. Le pareti sono bianche, qualche scritta sui muri dei bagni, ma guai se non ci fossero. Insomma sono adorabili ed è un piacere fare lezione, anche se spesso faticoso... credo che la formuletta (non)magica sia: "condivisione delle regole tra i docenti". Colleghi concordi sui comportamenti da attuare in classe, più un'offerta formativa non troppo opprimente hanno reso la mia scuola un luogo piacevole da vivere. Per questo ho avuto mal di stomaco nel vedere la fiction "Fuoriclasse" domenica sera... quanti stereotipi, quante inesattezze, quanti luoghi comuni... la scuola non è tutta come l'opinione pubblica crede e come vogliono farle credere...

Riunione di Cittadini del Movimento 5 Stelle di Roma e Provincia.

di GrilliRomani. Finalmente ci vediamo per parlare di noi, della nostra città e del nostro movimento. Per quanto riguarda gli argomenti da trattare, come primo incontro proponiamo:
- uso condiviso di una piattaforma su internet (con richiesta allo STAFF di poterne allacciare i contenuti al portale nazionale: forum area metropolitana di roma)
- strategia di comunicazione (come avere una comunicazione univoca - es. creazione gruppo di lavoro a partecipazione volontaria?)
- obiettivo misurabile da raggiungere (es: avvio di gruppi territoriali/tematici etc etc, ognuno su base volontaria e nel più breve tempo possibile) per dare maggiore impatto al mov5stelle nel nostro territorio
- sostegno condiviso alle liste civiche già attive (Pomezia, Genzano, Riano?, esclusivo sostegno alle loro iniziative, al limite proporre e non interferire) in modo da alimentarne la possibile certifica prima ed efficacia poi sarà possibile ovviamente integrare questi punti da discutere considerando che sarà una riunione di lancio del movimento e si potranno presentare eventuali attività sul territorio già in essere o da far partire (sempre in linea con le 5 stelle).
Ci vediamo il 29! Ex Lanifici Via di Pietralata 159 a Roma.

Fini ha creduto alle promesse delle toghe rosse!

di Giovanni Agretti. Quando si verificò "lo strappo Fini-Berlusconi" nella primavera dell'anno scorso, tutti a chiedersi quale motivo, quale scopo avesse un'azione così azzardata e priva di sbocchi e con poche o nulle possibilità di successo. Doveva esserci una ragione davvero importante per un comportamento così azzardato. Persino Feltri, che di Fini se ne intende, ammise di non capire perché Fini fosse stato così precipitoso: “Non aveva fatto i conti con la realtà, cioè che un centrodestra alternativo a Berlusconi non ha mercato. Doveva aspettare, il suo turno sarebbe arrivato. Magari, i temi a lui cari, tipo la laicità dello Stato, avrebbero trovato spazio nel Pdl”. Strano, eppure un motivo importante doveva esserci e lo vediamo proprio in questi giorni, anche se stupisce che personaggi solitamente così attenti non lo abbiano visto. Vi ricordate l'analogo voltafaccia che fece Bossi con il suo ribaltone, coronato però da un successo effimero? Bene, il motivo è lo stesso. Bossi che qualcuno definisce “tanto intelligente” credette alle parole del Barone Oscar Luigi Scalfaro, a cui anche uno sprovveduto non avrebbe dato il minimo credito conoscendo la persona, Fini invece ha creduto alle promesse dei magistrati rossi. Magistrati che gli avrebbero promesso impunità (come l'insabbiamento della vicenda di Montecarlo “secretata” e l'uso dei capitali di AN, difesa dagli attacchi mediatici e così via) e naturalmente la cosa più importante: la testa di Berlusconi su un piatto d'argento. Fini ci ha creduto e quel gruppo di magistrati, ad onor del vero, in questi giorni sta cercando con tutte le proprie forze di mantenere quella promessa. Vi ricordate quando giornali e politici si stracciarono le vesti per togliere l'immunità parlamentare mettendo così il proprio futuro e quello dell'Italia nelle mani di un gruppo di magistrati che per loro stessa ammissione intendevano “rivoltare l'Italia come un calzino”? Bene. Da anni perseguono lo stesso obiettivo in modo indefesso spendendo milioni di euro “nostri” contro di noi, le nostre scelte ed i nostri voti. Non è una genialata? Questi magistrati non sono tuttavia degli eroi come vorrebbero dipingerli Fini e Bocchino, perché non rischiano nulla essendo infatti gli unici in Italia a godere della più completa impunità con la quale promettono di consegnarci un'Italia diversa ed in base ai loro gusti. Ma io non sono sicuro di avere gli stessi gusti della Boccassini, con quelle sue pantofole sotto la toga. E non solo sulle pantofole.

La tassa più odiata? E' il canone Rai!

Le imposte "più indigeste" per i contribuenti italiani sono: il canone rai (per il 47,3%), il bollo auto (14,5%), l'Ici (12,7%), la tassa sulla nettezza urbana (12,1%) e l'Irpef (11,6%). E' quanto emerge dalla ricerca Censis-Commercialisti, realizzata su un campione di 1.000 contribuenti, sul rapporto degli italiani con il sistema fiscale. La grande maggioranza degli italiani giudica elevato il carico fiscale. La pensa così l'81% dei contribuenti. La ricerca mostra che per il 36% degli italiani il Fisco è "ingiusto". Per sei italiani su 10 l'evasione fiscale negli ultimi tre anni è aumentata. Per il 44,4% degli intervistati, rileva la ricerca, l'evasione è "il principale problema del fisco". E il federalismo? Dai contribuenti italiani il federalismo non è percepito come una occasione di vantaggio per la pressione fiscale. Il 42,5% dei contribuenti pensa che il carico fiscale complessivo tenderà ad aumentare, sottolinea la ricerca di Censis-Commercialisti. Anche in fatto di complessità del sistema fiscale gli italiani non sembrano credere ai benefici di una riforma federalista: per il 35,1% degli intervistati la complessità tenderà infatti ad aumentare.

Bancomat scambiati per Bagni Pubblici!

Chi non trova un 'Vespasiano' - un bagno pubblico, per i non romani - per espletare improcrastinabili funzioni fisiologiche, ma è fornito di carta di credito e bancomat, può accomodarsi tranquillamente presso uno dei tanti "sportelli automatici" messi a disposizione dalle Banche! Però, prima di fare qualsiasi tipo di... 'operazione', è consigliabile indossare stivali, guanti e mascherina! Infatti, il vero pericolo per l'incolumità di chi preleva denaro presso uno sportello bancomat, non viene da eventuali rapinatori, ma da un esrcito di batteri che stanno lì ad aspettare, pronto a banchettare con la salute del malcapitato di turno! Le macchinette bancomat, nello stretto specifico, la tastiera che consente di digitare il proprio codice e la cifra da prelevare, è un ricettacolo di batteri e bacilli alla stessa stregua delle tavolette del wc delle più sudice toilette pubbliche. A rivelarlo è il microscopio! Per non parlare, poi, di quelle banche che hanno creato delle vere e propire cabine-bancomat per il prelievo automatico di denaro. Appositi locali con apertura automatizzata delle porte di accesso: sono sporchi tanto quanto le latrine pubbliche. E qui non c'è bisogno del microscopio, lo si vede ad occhio nudo e lo si sente a naso! Ma si sà... il denaro è sporco e... pecunia non olet!

giovedì 27 gennaio 2011

Vecchi mestieri, nuove protagoniste e soliti orchi.

di Carla Vongher. Mi suscita indignazione il fatto che sul caso Ruby quasi tutti gli opinionisti abbiano perso di vista il problema principale. Secondo me, se pure i magistrati appurassero la veridicità delle accuse al Presidente del consiglio e al suo enturage, non sarebbe tale colpa, se pur molto grave, a dover essere condannata a livello di opinione pubblica. Come non soffermarsi invece sul fatto che nella nostra società esistono schiere di ragazzine che sono disposte a passare le loro serate non in compagnia di coetanei, al cinema, in discoteca, passeggiando ecc., ma pur di mettersi in tasca soldi facili accettino di cenare per lo più discinte con persone molto più grandi , lasciando che occhi bramosi si insinuino nelle scollature, che mani viscide e vecchie tocchino con fare "amichevole" le loro gambe nude...le ragazze dicono di aver partecipato a delle innocenti cenette in cambio di piccoli regalini...ma accettare soldi e regali non è mai a senso unico... accettare soldi e regali significa un impegno verso chi te li da in termini di riconoscenza, di sottomissione, di "favori", che prima o poi i generosi dispensatori richiederanno, nel migliore dei casi in termini di voti, ma forse sono troppo ottimista e nel peggiore dei casi " schiavizzando" queste ragazze, cioè rendendole serve delle loro più svariate richieste...come possiamo non farci domande su come è potuto accadere che a queste giovani donne e ai loro genitori sembri normale guadagnare con il loro corpo e le loro tristi risate, perdendo la dignità di persone e la coscienza di dovere e poter essere rispettate attraverso il lavoro, lo studio e l'impegno e che solo grazie a queste normali "attività" una persona si sente soddisfatta nel guadagnare soldi, anche se pochi... E infine... si condanna la violenza sulle donne, quella brutalmente attuata su donne inermi... come la vogliamo chiamare questa pratica dei nostri politici? Sapendo che le nostre giovani si sono ormai perse dietro la ricerca di una vita facile e scontata, che l'educazione ha fallito clamorosamente generando orde di piccole menti, non è una violenza approfittarne? Non è violenza approfittarsi delle persone deboli psicologicamente e tarate mentalmente, qualunque sia la loro età? E allora! Cominciamo ad adeguare le antiche parole della nostra lingua a nuove pratiche che non hanno cambiato la sostanza di quello che oggi vogliono contrassegnare...

Fino a quando abuserete della nostra pazienza? Dies Irae

di Maria Pia Caporuscio. Il mondo urla il disagio, la sofferenza, la miseria, la fame ma nessuno ascolta o vuole ascoltare. Questo mondo globalizzato, il cui fine pare sia solo quello di gettare nella miseria le popolazioni, per concentrare nelle mani di pochi tutte le risorse, col risultato di un arricchimento smisurato di pochi parassiti, che rapinano e si spartiscono senza alcun ritegno tutta la ricchezza, è da buttare. In ogni Paese sta purtroppo, avvenendo questo: poche persone si strafogano troppo e tutti gli altri crepano per fame. Questo mondo è marcio, malato di ingiustizia e inquinato dal “profitto”. Questo mondo dove l’umanità è scomparsa, non ha futuro! Ma nessuno se ne rende conto. Nessuno tra quelli che manovrano le leve del potere si pone il problema. Eppure dovrebbero perché anche i vecchi saggi insegnano che: “la fame fa uscire i lupi dalla tana". Ma i lamenti e le urla della gente non raggiungono i loro orecchi, quasi fossero sordi e le grida pare si perdano nel vento. Però la voce dell’Uomo che gridava nel deserto la ascoltiamo ancora adesso, dopo tanti secoli. Ci dice Dante: “Poca favilla gran fiamma seconda”. Oltre al poeta anche noi tutti sappiamo, che una piccolissima fiammella può scatenare un incendio e le scintille appiccano altri fuochi provocandone altri e altri ancora, finché nessuno sarà più in grado di fermare le fiamme. Perché aspettare che il fuoco arrivi a bruciare il mondo intero? Perché non si prova a ragionare e porre un freno al dilagare di questo osceno gioco, sicuramente mortale per tutti? Perché non fare un passo indietro usando il buonsenso e non il mercato? Chi possiede ancora un poco di cervello deve fermare questa corsa verso il baratro, perché ci sarà solo il baratro alla fine della corsa. Perché si sono cancellate tutte le radici della storia di ogni comunità, che sapevano aiutarci a capire meglio il passato e il futuro? Senza la storia che ogni popolo conosceva, siamo come bambini inesperti e sprovveduti, ma convinti che ciò che facciamo sia giusto, convinti di aver capito tutto, di essere bravi, ma tutto questo altro non è che presunzione infantile e come tali, stiamo portando un mondo ricco di storia e civiltà, alla distruzione. Vogliamo tornare ad ascoltare i vecchi saggi? Essi purtroppo non hanno mai sbagliato e ci urlano in coro: “chi troppo vuole, nulla stringe”. Oggi vincono i potenti, troppo pochi rispetto ai miliardi di pezzenti. I potenti! Gente convinta che tutto gli va bene, gente che crede d’aver comprato il mondo ed essere intoccabile. Gente convinta che le popolazioni vadano trattate col bastone, assoggettate, fino a farne dei succubi, sfiancarle fino a renderle innocue e non più in grado di reagire. Purtroppo ci stanno riuscendo, ma fino a quando? Qualcuno si è mai posta questa domanda: fino a quando? Fino al giorno dell'ira! Fino a quando la voce di chi grida nel desrto diventerà un coro assordante da rimborsare da un capo all'altro del pianeta! Quel giorno sarà il giorno dell'ira! Non più repressa non più sottomessa, ma impietosa e violenta, com'è giusto che sia!

L'opposizione non riesce neppure a far cadere Bondi... impensabile che ci riesca con Berlusconi!

L'Aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, presentata prima da Pd e Idv, poi da Terzo Polo. I sì alla sfiducia sono stati 292, i no 314, 2 gli astenuti. Lo scarto a favore della fiducia al ministro è stato dunque di 22 voti. La maggioranza, compreso il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha votato compatta, rendendo vano il tentativo messo a punto dal Partito democratico con l'Italia dei valori (cui si è aggiunto in un secondo momento il "terzo polo" formato da Futuro e libertà, Unione di centro e Alleanza per l'Italia). Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, non trattiene l'ironia e commenta con un paragone calcistico la fiducia incassata oggi dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. «Ormai stiamo 4 a 0 per noi: il 29 settembre (fiducia sui 5 punti programmatici di Berlusconi), il 14 dicembre (comunicazioni del presidente del Consiglio alle Camere), la relazione sullo stato della giustizia e oggi. Ormai il risultato mi pare chiaro, alla faccia della saggezza e della sapienza parlamentare. E poi siamo in crescendo, tanto che oggi la sinistra ha scoperto che non gli interessava più il risultato numerico. Ormai si ispirano a De Coubertain: gli basta partecipare».

Una scuola senza macchia: niente droghe e bulli.

di Vincenzo Andraous. Un Preside mi ha detto che nella sua scuola non ci sono problemi di bullismo, non c’è alcun eccesso di aggressività dirompente, neppure uso di sostanze stupefacenti, insomma un istituto che non ha falle né disattenzioni da consegnare alle solite giustificazioni. Un scuola vera in un paese vero, dove l’intera comunità partecipa al bene di ogni adolescente. E’ confortante apprendere che non tutto è perduto, e che addirittura un’accentuazione del problema non produce buona prevenzione, ma distribuisce ulteriore paura di rimanerci incagliati dentro. La scuola, la famiglia, la società, una triade che forma le coscienze e consegna libertà, spingendo a formulare scelte e stili di vita responsabili negli anni che dobbiamo riempire di contenuti. Quel Preside non ritiene di doversi preoccupare per la sua scuola, per i suoi studenti, è convinto di esser al sicuro, il suo territorio scolastico è uno spazio pulito che promuove efficacia-efficienza educativa: ma proprio per questo perchè non prendere in considerazione l’opportunità di appropriarsi di strumenti idonei a contrastare eventuali dinamiche che coinvolgono i più giovani? La scuola dovrebbe essere quella disegnata da questo Preside, una parte importante del territorio che non cede metri all’usura e allo sconquasso delle dimenticanze. Una scuola che non scivola nell’indifferenza, ma combatte i rischi dell’incuria adolescenziale, fa si che si parli, si ragioni senza veline o resistenze su cosa significa essere violenti, cosa comporta avere nelle tasche una dose di droga, cosa potrebbe avvenire a vivere nella illegalità, e infatti il carcere non è quello rappresentato filmograficamente, ma ben peggio, è quello dove se qualcuno ci muore nel silenzio, nessuno si sorprende. In quella scuola ognuno svolge il proprio ruolo con intelligenza, la collettività è aperta allo scambio relazionale, perché allora non munirsi di una formazione e di una conoscenza, allorquando dovesse presentarsi sull’uscio l’ospite sgradito. Occorre parlarne, è necessario farlo con un’analisi che non tralascia niente, con la fermezza dei piedi ben piantati per terra, affinché i più giovani, quelli sempre più spesso ammaliati dal colpo sferrato dietro il mucchio, dallo spinello provato e usato per rimanere dentro il quadrato, non abbiano a issare bandiera bianca prima ancora di iniziare a vivere. Potrebbe essere salutare prendere atto del dazio da pagare sbattendoci il grugno sulla storia, sulla testimonianza, sulla sequela degli errori, ai ragazzi bisogna fare arrivare forte e chiaro cosa significa denudare dei diritti un coetaneo, quali droghe-bugie assumiamo, quale sarà la batosta che ci attende al varco, il dolore disperato perché dentro una galera invivibile. Non è necessario affidare alle minacce la speranza del futuro, ma dobbiamo rifiutare di licenziare questa tragedia definendola una risultanza prettamente sociale, quindi costringendo le responsabilità a non trovare cittadinanza nella scuola e nelle sue tre componenti cardinali: genitori, insegnanti, studenti. Sono felice di constatare che la scuola è anche e soprattutto quella del Signor Preside, ma proprio per questo occorre partecipare ed essere pronti a intervenire, infatti qualsiasi scelta di prevenzione si realizza con l’educazione, e solamente con essa scaturisce la possibilità di educare prima, di educare in tempo.

La storia di Virgola.

di Paola Mauri. Questa è la storia di Virgola, piccola ragazza dal cuore tenero che non capiva la vita più di tanto, perché forse l’aveva capita troppo. Virgola ragionava da “virgola”, e non capiva che il mondo poteva farle male. Mi parlava ed era struggente. Un giorno è andata via per sempre, libera da legacci e laccioli, e da una vita che detta le condizioni e lei non ci stava, perché tutto le sembra essere già stato scritto; eppure, no, non poteva essere più una questione di soggiacere, stare buoni e dissentire solamente. La filastrocca che rende mansueti i bambini e canta di un pianto vellutato che si acchetava per opera della fatina buona, non era più quello che sentiva, e che anzi non aveva mai, forse, sentito. Ci sono vite così, spezzate sin dall’inizio che non le riprendi più perché il gatto, la volpe e tanti altri maneggioni ti stanno appresso per toglierti quello che non hai mai avuto e la lotta allora non ha più un senso o ce l’ha per chi ha la testa dura e non vuole essere una semplice espressione di qualcosa che è come da sempre sono certe cose avvolte da ineluttabilità. Così era, così sarà... Virgola era, e non era più dal momento che le regole di una burocrazia algida e senz’anima la facevano diventare parte di un elenco, di un formulario, di un qualcosa che lei non era. Lei era Virgola. Non serve dire o fare altrimenti se non vuoi essere così come non sei. Lei non voleva essere parte di un formulario. Lei aveva occhi grandi e vedeva e capiva e non poteva sopportare chi piega e comanda. E l’umanità è quella cosa viva che non si mette a pecoroni e non tratta per convenienza e non si lascia stiracchiare da una parte e dall’altra. Virgola e le tante piccole, ma grandi vite, tutte più o meno uguali che hanno tentato di prendere una forma… e la forma si acquista per via quando il sì diventa sì e il no è no. No, ai compromessi alle cose astruse alle convenienze offensive per chi non le avrebbe mai... questo pensava Virgola. E rinunciava per integrità. Una vita spezzata… alla ricerca di un senso, alla ricerca di amici veri, capaci di indignazione per quanto non è più sopportabile ed è la negazione della dignità in una società che guarda. Ciao Virgola.

Emergenza Casa: 120mila alloggi invenduti!

60mq dietro Piazza Vittorio a Roma - dove la città è stata occupata dai cinesi, la Cina-town della capitale, non stiamo mica parlando dei Parioli, uno dei quartieri più esclusivi della città riservato a ben altre tasche - costano 500mila euro! Ma non è tutto. A questa cifra si devono, poi, aggiungere le spese per l'agenzia immobiliare ed il notaio oltre il fatto che... l'appartamento va ributtato giù tutto intero, ristrutturato e arrdedato! Alla fine ti ritrovi sì un 'buco di casa', ma hai perso il sonno sommerso dai debiti! E allora non c'è di che stupirsi se gli addetti alle compra-vendite immobiliari lanciano l'allarme: "Tre anni di mercato in flessione hanno prodotto il dato allarmante di uno stock di 'giacenze' che ha ampiamente superato i 100 mila alloggi e oggi si attesta intorno ai 120 mila appartamenti invenduti". E' l'allarme lanciato dalla Commissione ambiente della Camera nel documento conclusivo dell'Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare. La Commissione spiega di aver raccolto "dati negativi" che sembrano "accentuare gli elementi di preoccupazione per il permanere di una tendenza negativa nel settore delle costruzioni che, a differenza di altri settori industriali, non sembra avere ancora toccato il punto minimo della caduta ciclica, e ha continuato a mostrare segnali che restano sfavorevoli". Dal calo delle compravendite alla diminuzione dell'erogazione di mutui immobiliari, dal peggioramento della qualità del credito erogato al "preoccupante fenomeno di mancato accesso all'abitazione", fino all'aggravarsi del fenomeno degli sfratti. La Commissione evidenzia inoltre che "l'annosa questione dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione ha assunto in questa fase di crisi economica una ormai inaccettabile caratteristica di sistematicità, che sottrae liquidità alle imprese, che è causa di un complessivo deterioramento dei rapporti contrattuali, anche fra soggetti privati, che in alcuni casi mette a repentaglio la stessa sopravvivenza delle aziende". C'é poi da fare i conti con una "struttura rigida dei mercati immobiliari, sbilanciati verso la proprietà (le case di proprietà rappresentano in Italia il 72% delle abitazioni), che determina serie difficoltà a dare risposta ai diversi fabbisogni della domanda abitativa in locazione, da quelli delle giovani coppie a quelli di chi deve spostarsi per lavoro, da quelli degli studenti fuori sede, delle persone anziane e dei single a quelli degli immigrati regolari". Per quanto riguarda in particolare le locazioni, "la situazione appare particolarmente difficile, se è vero che la quota di case in affitto in Italia (attualmente 4,4 milioni, il 18,8% delle abitazioni totali) è nettamente inferiore rispetto agli altri Paesi europei (Germania 57,3%, Olanda 47,3%, Francia 40,7%) e, soprattutto, che l'offerta di edilizia sociale in Italia è nettamente inferiore a quella degli altri Paesi europei (4,5% sul totale, undicesima in Europa)". Inoltre c'é una "inaccettabile quota di affitti 'in nero', che ormai supera le 500 mila abitazioni", sottolinea la Commissione, evidenziando che le proposte avanzate dagli operatori sono accomunate dalla volontà di introdurre una 'cedolare secca' con aliquota del 20%. I deputati mettono infine in evidenza il problema del rapporto fra sistema creditizio e mercato immobiliare, sottolineando "la necessità di una chiara inversione di rotta rispetto ad una fase negativa caratterizzata da una sensibile diminuzione sia dei finanziamenti delle banche alle imprese per gli investimenti sia delle erogazioni di mutui alle famiglie per l'acquisto delle abitazioni". ...però i prezzi non calano! Ma noi non molliamo, resisitiamo (tanto tutti quei soldi non li abbiamo e quindi è una resistenza... 'facile') e non compriamo!

La filosofia del dipendente sano e felice.

di Elisa Fauron. Siamo esterofili noi italiani per quello che ci pare e soprattutto filo-americani quando si tratta di importare cose fatue o addirittura negative da oltre oceano, per poi scimmiottarle nel Belpaese: McDonald's, Suv, Levi's, Talk-show e americanate varie, mentre siamo dei grandi conservatori quando si tratta di introdurre delle migliorie. E’ bello sapere che ci sono aziende dove la maternità o l’avere dei figli non è di ostacolo al lavoro quotidiano di una donna: assistenza sanitaria e campus estivi per i figli dei dipendenti, asili nido aziendali, parcheggi, palestra e sala relax. Queste sono soltanto alcune delle credenziali che vengono prese in considerazione per stilare la classifica delle 100 migliori aziende in cui lavorare negli Stati Uniti. Tra i criteri vi è inoltre il riconoscimento delle condizioni ambientali e umane di lavoro, di sicurezza, di buoni livelli retributivi (è grazie a questo che Google è tra le prime aziende in ragione dell'aumento del 10% di tutte le buste paga seguito dall'aumento dei ricavi di oltre il 20%!). Questi sono soltanto alcuni dei parametri che concorrono a conferire il premio a quelle aziende che praticano una vera "politica di condivisione del benessere e del profitto con i propri dipendenti"! E' la cultura del "dipendente felice e sano" che, come dimostrano i fatturati, fa bene anche al datore di lavoro. La filosofia di queste aziende è che i lavoratori siano quanto più sereni possibile, così da rendere di più sul posto di lavoro. Ma questa non è la Rai tv, ma la Bbc, non è l'Italia, ma l'America... la parte buona della grande mela!

mercoledì 26 gennaio 2011

F I N I D I M E T T I T I... Montecarlo a parte!

Il leader di Futuro e Libertà non può essere anche il presidente della Camera, eletto con i voti di Pdl e Lega. Dopo il caso Ruby e le nuove carte sulla casa di Montecarlo la maggioranza si ricompatta e torna a chiedere con forza la testa (o meglio: "lo scranno") di Gianfranco Fini. Mentre da Santa Lucia arrivanno nuove prove che inchiodano l'ex An, il centrodestra ha posto in discussione il ruolo del numero uno del Fli alla guida di Montecitorio chiedendo ufficialmente, nel corso della conferenza dei capigruppo, che si apra un dibattito sulla questione. Richiesta che Fini ha prontamente rigettato. Nel giorno in cui la Farnesina ha ricevuto i documenti dell'indagine aperta dal paradiso fiscale di Santa Lucia dove sono state create le società offshore per la compravendita della casa di Montecarlo, si apre un nuovo fronte per Fini. Le carte arrivate al Ministero degli Esteri, che tra pochi giorni potrebbero essere trasmessi al gip di Roma, dimostrerebbero infatti che "la casa di Montecarlo appartiene a Giancarlo Tulliani", cognato di Fini. E si ricompatta quell'asse tra il Pdl e la Lega Nord che alcuni detrattori della maggioranza avevano ipotizzato essere in rotta dopo l'inchiesta dei pm milanesi sul caso Ruby. E proprio cavalcando l'inchiesta che mette ai raggi X la vita privata del Cavaliere, Fini aveva chiesto nei giorni scorsi le dimissioni di Berlusconi dalla presidenza del Consiglio. Una richiesta avanza proprio a un convegno di Futuro e Libertà. Con la presidenza di Fini, ha commentato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, "stiamo facendo diventare la Camera dei deputati un ogm, un organismo geneticamente modificato, perché non è mai visto un presidente della Camera che chiede le dimissioni del presidente del Consiglio". Eppure le nuove carte non lascerebbero alcun dubbio sulla proprietà dell'appartamento di rue Princess Charlotte. Torna quindi vincolante la promessa fatta da Fini in persona il 25 settembre 2010 a tutti gli italiani: "Se Giancarlo è il proprietario lascio la presidenza". Eppure le nuove carte non lascerebbero alcun dubbio sulla proprietà dell'appartamento di rue Princess Charlotte. Torna quindi vincolante la promessa fatta da Fini in persona il 25 settembre 2010 a tutti gli italiani: "Se Giancarlo è il proprietario lascio la presidenza".

Federalismo: torna l'Ici. Si chiamerà Imu.

Sarà la regina delle imposte locali e sostituirà i principali prelievi comunali e regionali, cioè l'Ici e le addizionali Irpef. Ma per essere uno dei cavalli di battaglia del federalismo fiscale non sembra granchè rivoluzionaria. Rispetto all'attuale Ici, le novità dell'Imu, la nuova imposta municipale in via di definizione in questi giorni, sono limitate alle modalità di pagamento e poco altro. Nel progetto di legge proposto dal ministro Calderoli spunta invece anche una seconda Imu, che dovrebbe sostituire un altro blocco di tributi locali. Entrambe le imposte debutteranno nel 2014.Vediamo in sintesi le caratteristiche della nuova imposta municipale.
Soggetti interessati:
• proprietari di immobili o titolari di altri diritti reali (es. usufrutto),
• locatari solo in caso di locazione finanziaria (leasing);
• concessionari di aree demaniali (es. stabilimenti balneari).
Immobili interessati:
• fabbricati (residenziali, commerciali o industriali),
• terreni (agricoli o edificabili).
Immobili esclusi:
gli stessi già previsti per l'Ici:
• abitazione principale (prima casa) salvo che appartenga alle categoria A1, A8, A9 (edifici di pregio, ville, castelli),
• immobili della Chiesa cattolica: non solo i luoghi di culto (come previsto nella prima bozza del decreto) ma tutti quelli ospedali, scuole, alberghi ecc. (anche con finalità di lucro) appartenenti a organismi religiosi.
Aliquota:
verrà fissata ogni anno dalla legge di stabilità (Finanziaria) e i comuni potranno aumentarla o diminuirla al massimo dello 0,3% (attualmente i comuni possono fissare l'aliquota Ici tra lo 0,4 e lo 0,7% del valore catastale dell'immobile).Per gli immobili dati in affitto (con regolare registrazione) l'aliquota sarà dimezzata.
Pagamento:
una novità sta nella possibilità di versare l'Imu il quattro rate (anziché le attuali due dell'Ici) e cioè
• 31 marzo,
• 16 giugno (questa è anche la data per l'eventuale versamento in unica soluzione),
• 30 settembre,
• 16 dicembre.
L'Imu secondaria, apparsa nello schema di decreto, sarà invece un'imposta facoltativa per i comuni in sostituzione di un'altra rosa di tributi locali "minori" quali la Tosap (tassa di occupazione aree pubbliche), tassa per le pubblicità e le affissioni, ecc. In sostanza sarà una tassa per l'utilizzo di aree demaniali. Le aliquote e il regime di applicazione specifico verranno decisi con successivi regolamenti,

Nuovi modelli 730: facili e chiari.

Via libera ai modelli 730 e 770 Ordinario e Semplificato da usare nel 2011, che sono disponibili sul sito Internet dell'Agenzia con alcune novità e le istruzioni per la compilazione. La dichiarazione dei redditi con il modello 730 che sarà compilata da milioni di lavoratori dipendenti e pensionati si presenta quest'anno con una veste rinnovata e un linguaggio più chiaro e divulgativo. Ne sono un esempio le schede di sintesi che illustrano in modo immediato chi può presentare il modello, chi è obbligato e chi, invece, è esonerato. Accanto ai ritocchi al look, non mancano novità anche sul fronte dei contenuti, con l'arrivo della cedolare secca, ossia dell'imposta sostitutiva del 20 per cento, sulle locazioni degli immobili a uso abitativo situati nella provincia de L'Aquila e una sezione, all'interno del quadro F, dedicata al rimborso del credito maturato nel 2008 e nel 2009 per le prestazioni di lavoro notturno o straordinario legate a incrementi di produttività. Restano in campo tutti i principali sconti del Fisco, tra cui spiccano le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie agevolate e per gli interventi volti al risparmio energetico, ma anche l'agevolazione sulle somme percepite per incremento della produttività e l'incentivo dedicato al personale del comparto sicurezza. Restyling per i due modelli 770. Le dichiarazioni che i datori di lavoro, gli enti pensionistici e gli intermediari possono utilizzare per il periodo d'imposta 2010 arrivano online con un serie di novità che aggiornano i due modelli, adeguandoli alle recenti evoluzioni del quadro normativo. Tra le principali modifiche del modello 770 Ordinario si segnala, per esempio, l'aggiunta di una colonna ad hoc nella sezione IV del quadro SX. Questa va compilata dagli intermediari che hanno ricevuto la dichiarazione riservata per lo scudo fiscale e serve per distinguere i versamenti delle imposte sostitutive del 7% sul valore delle attività rimpatriate e regolarizzate da quelle del 5 e del 6%. Nel modello 770 Semplificato debutta un prospetto tutto nuovo, chiamato SY, che consente di gestire le somme liquidate in seguito alle procedure di pignoramento presso terzi e quelle derivanti dai bonifici effettuati per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico, agevolati rispettivamente con le detrazioni del 36 e del 55%.

Impiegati sottopagati e dirigenti... premiati!

Considerato lo stato di salute della nostra economia, dato per scontatno il blocco dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, ma soprattutto guardando lo stato di pulizia delle strade di Roma, considerando l’efficienza della raccolta dei rifiuti e il costo che ha per i romani, secondo voi andrebbe dato un premio ai dirigenti dell'azienda capitolina che si ocupa di 'monnezza'? Secondo l’Ama sì. Pertanto alla fine del 2010 i vertici aziendali hanno deciso di dare il “buon Natale” ai loro uomini più fidati. E che buon Natale: in tempi di crisi economica, conti in bilico e scandali per le assunzioni facili, l’Ama ha regalato ai circa dieci direttori un assegno da 30.000 euro; ai dirigenti 15mila e ai quadri di ottavo livello che sono una ventina altri 10mila euro ciascuno. Ma adesso l’amministratore delegato, Franco Panzironi è convinto di aver risanato l’azienda portandola, come ripete in continuazione, «per la prima volta con il bilancio in attivo dopo quindi anni». In realtà, stando agli ultimi dati disponibili, l’Ama ha chiuso il bilancio 2009 con un utile di 1.088.427 euro. Però non si è trattato di un operazione particolarmente virtuosa, ma soltanto di un accordo con un pool di banche per spalmare il debito in un periodo più lungo permettendo quindi all’azienda di pagare rate più basse che quindi hanno inciso positivamente sui conti. Nel 2008, infatti, l’Ama aveva un indebitamento bancario di 550 milioni di euro: 73 milioni (13% del totale) con scadenza a lungo termine e 477 (87%) con scadenza a breve termine. A dicembre del 2009 l’Ama ha effettuato una ristrutturazione del debito, spalmandolo fino al 2021, grazie a un pool di otto banche guidato da Bnl Bnp Paribas. Ora l’indebitamento si è impennato di altri 58 milioni di euro raggiungendo la cifra record di 608. La suddivisione però è cambiata: 432 milioni (pari al 71% del totale) hanno scadenza a lungo termine e 176 (29%) a breve termine. Insomma c’è poco da stare allegri. A meno che non si sia tra i fortunati “vincitori” del premio di fine anno dell’Ama.

Un'affare di famiglia: il dopo Silvio si chiama Marina Berlusconi.

di Alberto Di Majo. Uno spettro si aggira per il Parlamento: Marina Berlusconi farà politica. Il pensiero fa tremare le vene ai polsi ai «parrucconi». Non solo a quelli dell’opposizione. Sarà una chiacchiera ma ha la forza di un incubo per chi da diciassette anni cerca di far fuori Silvio Berlusconi. Ci hanno provato con tutti i mezzi ma lui è sempre lì e, nonostante accuse, intercettazioni e testimonianze, potrebbe uscirne rafforzato ancora una volta. Eppure le parole di Marina, che due giorni fa ha rimbrottato Roberto Saviano che aveva dedicato la laurea honoris causa avuta dall'università di Genova ai magistrati che indagano il premier, hanno risvegliato un vecchio scenario per palati «fini». Ve la immaginate la figlia del Cavaliere che raccoglie il testimone dal padre con tanto di plebiscito elettorale? Ve le immaginate, soprattutto, le facce dei nemici della prima e dell'ultima ora? I vari D'Alema, Di Pietro, Casini, Fini alle prese con un altro brutto sogno chiamato Berlusconi? Roba da diventare pazzi. Certo il Cavaliere ha smentito più volte un impegno dei figli in politica, ma l'indiscrezione prende corpo e alle prossime elezioni, magari tra pochi mesi, Marina, la combattiva presidente di Mondadori, potrebbe conquistare una poltrona. Da lì poi si vedrà. Di certo, nel centrodestra, complice un certo atteggiamento cortigiano, c'è già chi la vede premier. Niente paura: ovviamente gli stessi esponenti del Pdl si affrettano a precisare che, nell'ipotesi, il Cavaliere diventerebbe presidente della Repubblica. Fantasie? Probabile. Ma mai dire mai. La politica, si sa, conosce strade che superano spesso i confini della fisica. Di certo soltanto all'idea di una discesa in campo di Marina, il clima si è surriscaldato e non sono mancati i fan «a prescindere». Nell'altra metà del campo, a Sinistra, gli esponenti dell'opposizione non commentano. Sono troppo impegnati a fare gli scongiuri.

Il nome giusto per il vostro bambino.

di Valentina Gambino. Quando una donna è in dolce attesa, oltre alla gioia e la bellezza che questa esperienza regala, oltre al corredino da comprare, i giocattoli da scegliere e i più svariati mobili da acquistare per arredare la cameretta, c’è sempre un altro tipo di pensiero nella testa dei genitori: che nome dare al bambino? La scelta del nome non è mai da sottovalutare in quanto, accompagnerà vostro figlio dalla nascita e per tutta la sua vita. Pensandoci così, potrebbe essere un impegno “gravoso”, ma, riflettendoci bene, sono sicura che ad ognuno di noi, ad un certo punto, verrà in mente il nome giusto come per magia! In questa guida però, voglio darvi alcuni consigli utili per scegliere il nome adatto da dare al vostro tenero cucciolo in arrivo.
  • Innanzitutto, non fatevi prendere dalle mode del momento o dell’ultima ora, quindi aboliti tutti i nomi di personaggi famosi oppure di figli e figlie appartenenti alla stessa categoria! Il nome di vostro figlio lo accompagnerà per tutta la vita e accompagnerà lui, non voi, ricordatelo sempre. Piuttosto invece, se volete dare a vostro figlio un nome bello e particolare pensatelo con estrema attenzione e fate tutto senza seguire mode o altro, ma affidatevi solo e esclusivamente al vostro gusto personale.
  • Se scegliete un nome molto particolare e poco diffuso, informatevi anche sul suo significato. Dare un nome con un significato profondo sarà sicuramente una soddisfazione doppia.
  • Se avete un cognome particolarmente lungo, evitate di dare al vostro bambino un nome altrettanto lungo, questo potrebbe risultare fastidioso, non solo per lui, ma anche per gli altri.
  • Se invece, al contrario, avete un cognome corto, potete anche sbizzarrirvi con la lunghezza del nome, usando anche dei nomi doppi. Io per esempio, trovo molto belli i doppi nomi del tipo Pier - oppure Gian.
  • Se avete un cognome molto simile ad un nome, evitate di creare giochi di parole con il nome di vostro figlio. A voi potrebbe risultare divertente, ma in realtà non lo è mai. Se per esempio fate di cognome Valentini, eviterei di chiamare vostro/a figlio/a Valentino oppure Valentina. Stessa cosa vale se avete un cognome che, unito a un nome particolare potrebbe creare equivoci. Anche in questo caso, potreste reputarlo divertente, ma vi assicuro che per vostro figlio non lo sarà mai. Io per esempio, avevo una compagna di scuola che faceva di cognome La Bara, i suoi genitori ovviamente, hanno ben pensato di chiamarla Bianca. Io trovo questo genere di cose davvero di cattivo gusto e perché no, in questo caso anche velatamente macabre. Ovviamente, l’ironia che la gente faceva a scuola non era apprezzata dalla ragazza, nè tanto meno da me, che però obiettivamente mi chiedevo il perché di questa accoppiata purtroppo decisamente poco vincente.
  • Evitate di dare nomi di famiglia, specie se questi dovessero risultate molto vecchi e magari eccessivamente brutti. Ovviamente, se di comune accorto con vostro/a marito/moglie volete comunque farlo, nessuno ve lo vieterà, anzi.
  • Scegliete per finire, una serie di possibili opzioni, e, una volta visto il vostro cucciolo d’uomo, vedrete che la scelta giusta verrà da sé.

martedì 25 gennaio 2011

Terribile è l'epoca in cui gli idioti governano i ciechi.

di Flavia Macerola. Buongiorno a tutti. Sono una venticinquenne, studentessa universitaria alla facoltà di chimica della Sapienza di Roma, stanca di essere ogni giorno raggiunta da notizie inerenti il nostro mondo politico che di sapore politico hanno ben poco. L'Italia è in crisi. E non mi riferisco solo a quella economica, data per sconfitta, ma che in realtà vede in ginocchio noi "comuni" italiani. Quando un ragazzo, che dovrebbe essere il futuro della sua Nazione, sogna la sua vita lontano; quando un giovane non spera neanche più in un lavoro nel suo Paese d'origine; quando si vergogna a dire da dove viene - per il timore di essere considerato parte delle maggioranza che ha votato questo governo - allora c'è un problema! Il nostro Paese va in pezzi, smembrato e colpito nella sua dignità, nel suo orgoglio e nel suo ricordo di culla di arte e cultura. Non c'è più l'Italia del Leonardo che ammaliò la Francia, del Michelangelo che tutt'ora incanta il mondo, degli scienziati, inventori o geni senza tempo. E se anche ci fosse qualcuno con capacità per diventarlo, perderebbe ogni speranza, perchè studiare non paga più! Ormai, c'è posto solo per l'Italia del chiacchiericcio e del gossip volgare. E anche i politici, giocano al rilancio di faccende scomode e scottanti. Certo è che, se chi è a capo di questo Paese assumesse un comportamento decoroso e più che ineccepibile, non offrendo il fianco, dando l'opportunità di colpire il suo tallone d'Achille, magari si potrebbero portare avanti discussioni costruttive sulla crescita di quest'Italia! Più di una volta mi è capitato di accogliere confidenze di chi, votando uno schieramento, se ne è poi sentito tradito e insoddisfatto. Sarà anche perchè, ormai, le ideologie di destra e sinistra sono solo specchietti per le allodole, infiocchettamenti per attirare le masse, ma ecco che un governo poco raccomandabile - ma molto raccomandato - e un'opposizione debole e poco risolutiva, gettano noi nel disorientamento e nella delusione più totale. Sarebbe inutile chiedere coerenza ed onestà morale ai nostri politici, dimettendosi e facendo spazio ai giovani, o per lo meno a chi ha veramente a cuore il destino di questa Nazione: nessuno venderebbe mai la gallina dalle uova d'oro! Vorrei invece parlare a tutti quelli che si sentono vittime, privati del diritto di avere gli stessi trattamenti, di ottenere un posto di lavoro per merito o di costruire concretamente una famiglia prima dei quarant'anni. Non abbiamo ancora capito che loro dipendono da noi e noi 'dobbiamo' pretendere rispetto e considerazione. Perdonate lo sfogo, ma queste sono veramente le parole di una giovane delusa, amareggiata e molto triste, perchè vede il suo Paese - di cui è stata sempre estremamente orgogliosa - essere ridicolizzato dal mondo intero, additato come patria della lussuria, della clientela e della prostituzione intellettuale. Saggio Shakespeare nel dire che "terribile è l'epoca in cui degli idioti governano dei ciechi". Bene, decidiamo, allora, di aprire gli occhi: l'Italia merita di meglio.

Se ci sono i fannulloni la colpa è dei dirigenti!

di Gaetano Gulisano. A proposito della lettera di "Una Fannullona. Statali: tre palesi ingiustizie", penso che la verità come al solito stia nel mezzo e che sia sempre sbagliato estremizzare. Io, non credo che esistano solo i buoni o solo i cattivi. Certo, è innegabile che nella Pubblica Amministrazione come in ogni luogo di lavoro, ci siano persone che come motto hanno: “lavorare poco e quel poco fallo fare agli altri e se ti viene voglia di lavorare... siediti è aspetta che ti passa.” Io, non criminalizzerei la nostra amica dipendete statale, anche se sento un pizzico di invidia nelle sue parole. Mi domando: e se avesse lei divisa e pistola cosa farebbe? Si alzerebbe dalla scrivania? Ora, per mie esperienze che non sto qui a menzionare, posso dire che di “fannulloni” (ossia quella gente che dice: "ma chi se ne frega tanto non possono licenziarmi, faccio quel poco che devo fare e se lo faccio male va bene lo stesso") nella pubblica amministrazione qualcuno e forse anche più di qualcuno se ne trova. E, come lo trovo io, a maggior ragione lo potrebbero trovare anche quelli che fannulloni non sono. Come mai quelli che fannulloni non sono, non li denunciano? Forse perché la cultura del “macchisenefrega” è più forte del senso di servizio. Allora, non bisogna lamentarsi quando arriva il Brunetta di turno. Perché se un muratore sbaglia a fare qualcosa, viene licenziato, mentre sono sicuro che così non è per l’impiegato della pubblica amministrazione. Quando ti arrivano multe, cartelle esattoriali, e altri documenti sbagliati tu devi fare ricorso. Nel caso questo ricorso venga vinto, significherebbe che l’impiegato o chi ne aveva la responsabilità ha commesso una grave mancanza perché ti avrebbe tolto dei danari dalle tasche. Allora mi domando: perché questi non viene in alcun modo perseguito? Naturalmente dare la colpa all’impiegato è sbagliato! Sarebbe sufficiente sanzionare in maniera pesante i dirigenti (anche con il licenziamento o la drastica riduzione del ben cospicuo stipendio) che evidentemente no hanno ben diretto e vigilato. Forse le cose andrebbero meglio. Un caro saluto.

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