di Angelo D'Amore. Il Governo continua ad essere zavorrato dalle vicende processuali del Premier che non permettono di focalizzare l'attenzione sulle priorità della collettività e che stanno facendo perdere progressivamente credibilità al nostro Paese. A livello internazionale, domina la guerra civile in Libia e l'intero "incendio" popolare in tutto il nord-Africa che di fatto, sta mutando per sempre gli equilibri politici ed anche culturali a quelle latitudini, con tutta l'incertezza che ne seguirà nel breve periodo. Nel frattempo, la mia Napoli, non ancora uscita definitivamente dall'incubo emergenza rifiuti (a breve chiuderà la discarica di Chiaiano, principale sversatoio della città), sempre più prostrata ai suoi atavici problemi, si appresta a rinnovare il Consiglio Comunale per la prossima primavera, ormai alle porte. Dopo l'era 'Bassolino-Iervolino', la città vuole voltar pagina, tra tante incognite ed un senso di generale disinteresse per la politica. Il Pd è alle prese con la querelle delle primarie pilotate, vicenda che ha reso nulla la vittoria di Cozzolino. Il partito è commissariato. Non è stato ancora individuato un nome che accomuni tutte le correnti. Si punta ad un candidato proveniente dalla società civile. Il nome di Cantone da tanti sostenuto, non è stato preso in considerazione dai vertici romani. Lo stesso ex magistrato, nuova icona di quella schiera di scrittori impegnati, troppo precipitosamente definiti come nuovi intellettuali, pare non abbia insistito più di tanto per imporsi. E a destra cosa accade? Pare che tutti siano concordi nel proporre la candidatura del Ministro Mara Carfagna, salernitana, un nome che pare metta d'accordo tutti. Potrebbe essere vista come una scelta di 'fanta-politica' ma i sondaggi premiano la sua candidatura. La Carfagna piace sia all'Udc che a Fli (...ottimi i rapporti, tra Bocchino e la bella Ministro). C'è soprattutto il placet del Premier, colui il quale ha di fatto "generato" il fenomeno Carfagna. La Ministro potrebbe a livello locale, compattare nuovamente il centro-destra. Soprattutto potrebbe mettere pace tra Pdl e Fli ed emarginare definitivamente la figura ingombrante di Nicola Cosentino (imminente il suo processo), con il quale non vi sono mai stati rapporti idilliaci. Il problema è che l'attuale coordinatore Pdl regionale, è proprio l'ex Sottosegretario all'economia, a cui non va giù la candidatura della Ministro. Per la sua delicata posizione, Cosentino già a suo tempo, dovette rinunciare all'incarico di Governo ed a quello di candidato alla carica di Governatore alla Regione. Nonostante ai tanti, la Carfagna possa sembrare immatura per guidare una città complessa come Napoli, ritengo che anche questa volta, sia più saggio per Cosentino fare un altro passo indietro. La Carfagna è di Salerno, ma "Nick o' mericano" a Napoli, non saprebbe neanche prendere la metro!lunedì 28 febbraio 2011
Mara Carfagna candidato sindaco a Napoli.
di Angelo D'Amore. Il Governo continua ad essere zavorrato dalle vicende processuali del Premier che non permettono di focalizzare l'attenzione sulle priorità della collettività e che stanno facendo perdere progressivamente credibilità al nostro Paese. A livello internazionale, domina la guerra civile in Libia e l'intero "incendio" popolare in tutto il nord-Africa che di fatto, sta mutando per sempre gli equilibri politici ed anche culturali a quelle latitudini, con tutta l'incertezza che ne seguirà nel breve periodo. Nel frattempo, la mia Napoli, non ancora uscita definitivamente dall'incubo emergenza rifiuti (a breve chiuderà la discarica di Chiaiano, principale sversatoio della città), sempre più prostrata ai suoi atavici problemi, si appresta a rinnovare il Consiglio Comunale per la prossima primavera, ormai alle porte. Dopo l'era 'Bassolino-Iervolino', la città vuole voltar pagina, tra tante incognite ed un senso di generale disinteresse per la politica. Il Pd è alle prese con la querelle delle primarie pilotate, vicenda che ha reso nulla la vittoria di Cozzolino. Il partito è commissariato. Non è stato ancora individuato un nome che accomuni tutte le correnti. Si punta ad un candidato proveniente dalla società civile. Il nome di Cantone da tanti sostenuto, non è stato preso in considerazione dai vertici romani. Lo stesso ex magistrato, nuova icona di quella schiera di scrittori impegnati, troppo precipitosamente definiti come nuovi intellettuali, pare non abbia insistito più di tanto per imporsi. E a destra cosa accade? Pare che tutti siano concordi nel proporre la candidatura del Ministro Mara Carfagna, salernitana, un nome che pare metta d'accordo tutti. Potrebbe essere vista come una scelta di 'fanta-politica' ma i sondaggi premiano la sua candidatura. La Carfagna piace sia all'Udc che a Fli (...ottimi i rapporti, tra Bocchino e la bella Ministro). C'è soprattutto il placet del Premier, colui il quale ha di fatto "generato" il fenomeno Carfagna. La Ministro potrebbe a livello locale, compattare nuovamente il centro-destra. Soprattutto potrebbe mettere pace tra Pdl e Fli ed emarginare definitivamente la figura ingombrante di Nicola Cosentino (imminente il suo processo), con il quale non vi sono mai stati rapporti idilliaci. Il problema è che l'attuale coordinatore Pdl regionale, è proprio l'ex Sottosegretario all'economia, a cui non va giù la candidatura della Ministro. Per la sua delicata posizione, Cosentino già a suo tempo, dovette rinunciare all'incarico di Governo ed a quello di candidato alla carica di Governatore alla Regione. Nonostante ai tanti, la Carfagna possa sembrare immatura per guidare una città complessa come Napoli, ritengo che anche questa volta, sia più saggio per Cosentino fare un altro passo indietro. La Carfagna è di Salerno, ma "Nick o' mericano" a Napoli, non saprebbe neanche prendere la metro!Genchi: la storia della seconda Repubblica.
di Grilliromani. E' ufficiale. L’altro ieri Gioacchino Genchi è stato destituito definitivamente dalla Polizia di Stato. Il primo dicembre scorso eravamo in Via del Castro Pretorio, quando il Consiglio Centrale di Disciplina del Ministero dell'Interno tenne a rapporto per una intera giornata il Cittadino Genchi, uno dei migliori poliziotti d’Italia. L’accusa? "...avere offeso il prestigio dell'on. Silvio Berlusconi…" in occasione di un convegno degli Amici di Beppe Grillo e di un Congresso dell’Idv. L’offesa? "...ha osato criticare B. per la scandalosa strumentalizzazione dell'attentato di Tartaglia - il suo medico millantò una "prognosi di almeno 90 giorni" per un dente rotto..." (cit. Marco Travaglio, sul Fatto Quotidiano di ieri). Perché regime? "Tutte le mie istanze di accesso e le richieste difensive, fra le quali l'audizione del Ministro Maroni su alcuni punti precisi della contestazione, sono state respinte.” Nel suo blog scrive: "Berlusconi ha vinto. Ci sentiamo di affermare che è esattamente il contrario. Questa è un'altra battaglia “vinta", gli italiani non sono stupidi, la nostra terra è ancora fertile. Questo Stato, questo muro di gomma, non può spezzare i suoi semi. Tu, sei già un forte albero con tantissimi frutti. Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci. - Gandhi". Dal libro "Il caso Genchi, storia di un uomo in balia dello Stato", di Edoardo Montolli, Aliberti Editore, Roma 2009: «In Why Not avevo trovato le stesse persone sulle quali indagavo per la strage di via D’Amelio. L’unica altra indagine della mia vita che non fu possibile finire». Inizia così il dialogo tra Gioacchino Genchi e Edoardo Montolli. E per la prima volta viene a galla ciò che Silvio Berlusconi aveva definito «il più grande scandalo della Repubblica»: il cosiddetto «archivio Genchi». E viene a galla con nomi e cognomi. Un materiale del tutto inedito e così scottante da poter riscrivere gli ultimi vent’anni della storia d’Italia: da Tangentopoli alle scalate bancarie, dai grandi crac ai processi clamorosi. Fino alle stragi del 1992 e 1993. Dalle agende di Falcone agli ultimi due giorni di vita di Borsellino, con elementi completamente nuovi che aprono enormi squarci nelle istituzioni. Ma non con teorie o teoremi. Con dati. Fatti. Indagini e amicizie impensabili, uno scioccante dietro le quinte della politica che porta alle origini della seconda Repubblica. Dopo averlo letto niente vi sembrerà più come prima. «La storia sconvolgente che spiega perché tanti potenti hanno paura del contenuto dell’archivio Genchi». (Marco Travaglio)
Luglio 1992, la Sicilia è dilaniata dalle stragi. In città c’è un poliziotto maledettamente bravo con le tecnologie. Ha lavorato con Falcone e sono tre anni che si occupa dei misteri di Palermo. Si chiama Gioacchino Genchi, è a lui che chiedono di scoprire qualcosa sulle agende elettroniche del giudice. E di capire dai telefoni se qualcuno spiasse Paolo Borsellino. E lui qualcosa scopre. Scova file cancellati e li ritrova. Poi ipotizza una pista per via D’Amelio: date, nomi, luoghi. Diventa vice del gruppo Falcone-Borsellino. Ma quell’indagine non la finirà mai. Una mattina, mentre l’Italia esulta per l’arresto dei killer, all’improvviso sbatte la porta. E se ne va. Da allora non ne ha mai parlato. Lo chiamano nei processi più delicati: le talpe nel Ros di Palermo, il caso Dell’Utri. I capi di Cosa Nostra e i colletti bianchi. La vicenda Cuffaro e la sanità siciliana. Le sue consulenze sui telefoni ribaltano giudizi, fanno condannare centinaia di persone e assolvere miriadi di innocenti. Da vent’anni è considerato il più abile consulente telematico delle Procure. Ogni anno la polizia stila graduatorie e gli assegna un punto più del massimo per le «eccezionali doti morali» e il prestigio che ne consegue. Finché approda a Catanzaro, per la Why Not di Luigi de Magistris. Una mattina accende il pc, guarda i tabulati telefonici. E all’improvviso sbianca. Ma non fa in tempo a stendere una relazione: revocato l’incarico, indagato e perquisito, sequestrato l’«archivio» con tutti i dati fin dal 1992. Attaccato da ogni parte politica. Sospeso dalla polizia. E altrove quattro magistrati perdono il posto. E allora cosa c’era in Why Not, cosa c’era in quei tabulati? C’erano giudici a contatto con boss, magistrati amici degli indagati e dei loro avvocati. Ma c’era soprattutto un intreccio telefonico economico-politico-giudiziario che da Catanzaro saliva a Roma, incrociando i processi sulle scalate bancarie, la vicenda Umts, i crac Cirio e Parmalat e lo spionaggio Telecom, incuneandosi indietro nel tempo all’origine e al declino di Tangentopoli e a tante, troppe inchieste di cui si era occupato. E agli stessi nomi su cui indagava per via D’Amelio, quando se ne andò sbattendo la porta. E ora che per difendersi ha depositato in tribunale le sue scoperte, può finalmente raccontarlo: perché lasciò allora, perché è stato fermato adesso. Con nomi, date e luoghi. Perché questo lungo e complesso racconto non è la storia di un’inchiesta bloccata a Catanzaro. Questa è la storia della seconda Repubblica.
Dal Premier solo schiaffi alla scuola pubblica!
di Carla Vongher. Mi sono spesso fatta delle domande sulle finalità della scuola privata. Non trovando da sola delle risposte ho cercato di chiedere ad altri, di informarmi, insomma di trovare una motivazione valida sul fatto che lo Stato non solo autorizzi la creazione di scuole private, ma che le finanzi e oltretutto conceda incentivi e bonus alle famiglie che decidono di iscrivere qui loro figli. Non vi è dubbio che la finalità ultima della scuola sia quella di provvedere all'istruzione e alla formazione professionale e culturale dei giovani. Se è vero che le scuole private devono avere gli stessi programmi delle scuole pubbliche, dalla scuola dell'infanzia fino alla scuola superiore per quale oscuro motivo gli stessi finanziamenti non sono devoluti anche alla scuola pubblica? Per quale oscuro motivo le famiglie pagano una retta mensile per far impartire ai loro figli gli stessi contenuti disciplinari che troverebbero nella scuola pubblica? E per di più da docenti reclutati non attraverso un concorso che valuti la loro preparazione, ma attraverso una semplice domanda personale... Sono quegli stessi docenti che spesso accettano un posto solo per accumulare crediti, punteggio al fine di poter entrare nelle graduatorie delle scuole pubbliche. E se no, per quale oscuro motivo molti docenti accettano di lavorarci gratis? Per "vocazione"? Per spirito di abnegazione? Perchè amano tanto i discenti da non poter stare lontani da loro? Il nostro Presidente del consiglio parla di indottrinamento comunista che gli insegnati inculcherebbero sugli alunni delle scuole pubbliche... come vogliamo chiamare l'insegnamento proprio delle scuole cattoliche? E come vogliamo chiamare lo sfruttamento di uno dei bisogni primari dell'uomo, appunto quello all'istruzione e all'educazione da parte di coloro considerano la scuola un bussiness? La scuola privata costituisce un'offesa verso i valori fondamentali della democrazia, prima di tutto l'uguaglianza dei cittadini nel diritto a ricevere un'istruzione adeguata e gratuita, e uno Stato che preferisce finanziare i ceti più abbienti e incoraggiare chi guadagna sulla discriminazione fra chi può permettersi di pagare e chi non può, piuttosto che agevolare coloro che scelgono di condividere il loro percorso scolastico con una pluralità di alunni di stato sociale, provenienza geografica, lingua e religione diverse non può essere nel giusto.Bucchino chi era costui? Solo un cantastorie.
di On. Massimo Romagnoli. Gino Bucchino, parlamentare sconosciuto agli italiani, ha cercato il suo momento di fama, bramoso di condividere le prime pagine con il suo quasi omonimo e certamente più noto Bocchino, vicepresidente di Futuro e Libertà. Lui sarà soddisfatto, ma noi, che ogni giorno ci occupiamo di politica e italiani nel mondo, vogliamo essere rimborsati, per questo ennesimo schiaffo alla nostra credibilità di politici attenti all'immagine dell'Italia, offesa ancora una volta da singoli personaggi venuti dal nulla e meritevoli del nulla. Ciò che è stato dichiarato ieri durante una conferenza stampa è una bufala colossale e ci vuole poco per capirlo. Chi sarebbe colui che ha offerto 150mila euro all'On. Bucchino? L'amico di un amico, che lo avrebbe contattato tramite un sms? Diciamo subito che costui avrebbe fatto davvero un pessimo affare, visto che il deputato eletto all'estero con il Pd di euro non ne vale nemmeno un pugno. Bucchino, da ciò che abbiamo letto su giornali e agenzie, non sa nemmeno chi c'era dietro il suo interlocutore. Parla per supposizioni. Non conosce. Ha voluto giocare la sua carta, pensando che di questi tempi la calunnia, da venticello, diventa facilmente bufera grazie a chi la usa per colpire il governo. Certamente, avrà pensato, finirò da eroe sui giornali della sinistra, Il Fatto e L'Unità sapranno come amplificare la notizia, e chi mi ha votato capirà che esisto. Povero Bucchino, ridursi alla pagliacciata per cercare di esistere: mentre noi lavoriamo incessantemente alla promozione del made in Italy e delle eccellenze italiane, lui cerca di promuovere solo se stesso. Ha ottenuto l'effetto opposto: adesso sì, gli elettori lo riconosceranno, e i più onesti rifletteranno sulla sua miracolistica elezione. Cosa ha fatto costui per gli italiani all'estero, se non parlar male del suo Paese? Chi ama l'Italia, dovunque sia, saprà reagire alla diffamazione nell'unico modo civile che conosciamo: mandandolo a casa, e dimenticando che esiste.400.000 minori assistono violenze domestiche.
Sono almeno 400 mila i minori in Italia che assistono a episodi di violenza in casa. A subire maltrattamenti fisici, psicologici, economici sono le loro madri, vittime per lo più di mariti o partner. Ma è come se a venir violati fossero anche i bambini, perchè ai ''piccoli spettatori'' rimangono traumi e conseguenze uguali a quelli di un bambino che abbia subito direttamente violenza. E' quanto emerge dal rapporto ''Spettatori e vittime: i minori e la violenza assistita in ambito domestico. Analisi dell'efficienza del sistema di protezione'', presentato in questi giorni a Roma da Save the Children e dal Garante dei diritti dell'Infanzia del Lazio, nell'ambito del progetto comunitario Daphne III. Anche attraverso una serie di interviste a responsabili di istituzioni e servizi in tre Regioni (Piemonte, Lazio e Calabria), il rapporto intende far luce sul grado di conoscenza della violenza assistita in Italia e sul sistema di norme, azioni e interventi per prevenirla e contrastarla'. Secondo una stima - si legge nel rapporto, che cita dati Istat del 2006 - sono 6 milioni e 743 mila le donne fra i 16 e i 70 anni (il 31,9% delle donne in questa fascia d'eta') ad aver subito nella propria vita una violenza: di tipo fisico (18,8%), sessuale (23,7%), psicologico (33,7%) o di stalking (18,8%). Il 14,3% dichiara di averla subita dal proprio partner. Tra di loro, 690 mila avevano figli al momento della violenza e il 62,4% ha dichiarato che i figli sono stati testimoni di uno o più episodi di violenza. Save the Children e il Garante dei diritti per l'Infanzia del Lazio calcolano quindi che siano almeno 400 mila i bambini costretti ad assistere alle violenze sulla madre raramente (nel 19,6% dei casi), a volte (20,2%) o spesso (22,6%). Nel 15,7% dei casi, ammettono le madri, è anche esistito il rischio di un loro coinvolgimento diretto, secondo la seguente suddivisione: raramente (5,6%), a volte (4,9%), spesso (5,2%). Istituire quanto prima il garante nazionale per l'infanzia, avviare una campagna di sensibilizzazione per vittime e operatori e sostenere con risorse adeguate la rete dei centri antiviolenza su tutto il territorio nazionale: sono queste le richieste che Save the Children rivolge alle Istituzioni per contrastare il fenomeno della ''violenza assistita''. Sui maltrattamenti a cui assistono i bambini in casa c'è un vuoto normativo e non c'è neppure una consapevolezza pubblica. Per difendere i bambini da questi maltrattamenti sarebbe essenziale istituire il garante nazionale per l'infanzia. Attualmente in Italia c'è una rete di centri anti violenza ma manca un sistema integrato e mancano anche degli standard nazionali per il servizio di assistenza. I bambini che assistono a violenza in casa possono sviluppare una confusione sulle relazioni affettive, che vengono identificate come relazioni tra vittima e carnefice, vincente e perdente. Inoltre da adulti potranno assumere comportamenti aggressivi o passivi e comunque avranno dei vissuti di rabbia, impotenza, vergogna e stigmatizzazione. Nella violenza assistita si perde inoltre fiducia negli adulti e nelle relazioni e si possono sviluppare sintomi traumatici da post stress.Il tramonto del maschio italiano!
"Internet e Alcol" sono i primi nemici della vita di coppia: il tempo passato sul web sottrae spazio alle fantasie sotto le lenzuola, mentre bere alcolici è ritenuto (erroneamente) uno stimolo, quando invece non fa che peggiorare le prestazioni. A sostenerlo sono ginecologi e sessuologi della Sigo, in convegno a Milano dove hanno presentato i dati della campagna 'Scegli Tu' per la contraccezione consapevole, proprio a ridosso di San Valentino, la festa degli innamorati! Dall'indagine emerge un vero e proprio tramonto del 'maschio italiano': un giovane su tre è insoddisfatto della sua vita sessuale, uno su due addirittura beve per 'sentirsi più in gamba' a letto ...ottenendo pero' l'effetto opposto! E per le donne non va affatto meglio: una su quattro ha un cronico calo di desiderio, una su cinque prova dolore durante i rapporti e più' di quattro su dieci hanno contratto un malattia sessualmente trasmissibile. La soluzione? Una vita sana, uno stile di vita bilanciato e una contraccezione consapevole, per evitare malattie e gravidanze indesiderate che favoriscono l'ansia invece del desiderio. E poi, ovviamente, staccarsi dal computer per godersi il partner un pò di più. Fassino vince le primarie Pd a Torino.
Largo ai giovani! Gli elettori del Pd alle primarie hanno scelto Piero Fassino come candidato alla successione di Sergio Chiamparino a Torino, all'insegna del nuovo che non c'è e del vecchio che, invece, resiste e... avnza! Fassino ha ottenuto 29.297 voti (55,28%). Seguono Davide Gariglio (14.516 voti; 27,39%), Gianguido Passoni (6.585 voti; 12,42%); Michele Curto (2.199 voti; 4,15%) e Silvio Viale (405 voti; 0,76%). Secondo i dati definitivi del Centro Operativo delle stesse primarie, i votanti sono stati 53.185 (con un leggero aumento rispetto ai 52.922 comunicati subito la chiusura dei seggi), un record. Le schede nulle sono state 120 (0,22%); quelle bianche 63 (0,12%). Lo sfidante che durante la campagna elettorale era riuscito a far tremare l'establishment del partito, Gariglio, esponente dell'area cattolica del Pd, ha già chiamato il trionfatore riconoscendogli la vittoria. Il partito può ora tirare un sospiro di sollievo, la storica roccaforte del centrosinistra nel Nord, pur accerchiata in un Piemonte a guida leghista, ha dimostrato di avere ancora l'orgoglio della partecipazione e dell'appartenenza politica, ma non il coraggio di una vera e propria svolta generazionale! venerdì 25 febbraio 2011
Il mare d'inverno...
L'inverno porta con sè freddo, pioggia e neve... è ancora lungo e l’estate lontana... ma sognare il mare, le spiagge bianche e il tepore del sole non è ancora reato. Manca ancora molto ai primi bagni, ma i più fortunati, coloro che vivono in prossimità della meravigliosa costa italiana, potrebbero già avere qualche occasione di affondare i piedi nella sabbia, assaporare l'aria salmastra, farsi coccolare dai raggi del sole e pensare '...aaahhh, finalmente tra un pò si torna al mare!'. In attesa delle tanto agognate giornate di dolce far niente, stese a rosolarci al sole, cominciamo a mandare almeno gli occhi e la mente in vacanza, con una piccola gita in barca o una scampagnata in riva al mare! D’inverno, in certe giornate, con il sole alto, caldo, con le spiagge deserte, il mare - piatto come una tavola - è davvero speciale, ancora più bello e incantevole che in una torrida ed affollata giornata di agosto… Hanno tolto tutti quegli orrendi ombrelloni, hanno riposto tutti quegli orribili lettini... la spiaggia ha smesso di essere martoriata da buche e cumuli di sabbia, deturpata a discarica da quantità enormi di cicche e stecchi di gelati, flagellata da mamme e ragazzini che urlano, che corrono, si agitano... ma dopo l'inverno arriva sempre la primavera, dove tutto nasce e sboccia e poi... l'estate che con i suoi raggi di sole scioglie anche i cuori più freddi... pù duri.Milano tappezzata di cartelloni pro-Silvio!
"Silvio Resisti. Salva la Democrazia" - "La Sovranità Popolare è Sacra" - "La Giustizia Politica uccide la Libertà": da alcuni giorni Milano è tappezzata di cartelloni giganti che riportano frasi di questo tipo. Messaggi neanche troppo subliminali che inneggiano al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e che recano la firma di una sconosciuta quanto fantomatica “Associazione dalla parte della democrazia”. I colori sono quelli utilizzati da sempre nella comunicazione del Popolo delle Libertà, il partito di cui Berlusconi è leader: scritte bianche su sfondo azzurro. E le frasi riportate rientrano nel campionario di concetti più volte espressi dal Cavaliere. Tra questi non manca, ad esempio, un “La giustizia politica uccide la libertà” che richiama e prende una netta posizione, contraria, all’operato dei giudici milanesi, sulla vicenda ormai nota come Ruby-gate. Per la quale, come tutti ormai sanno, Berlusconi dovrà presentarsi il 6 aprile in Tribunale per difendersi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile. Ora però tutti si chiedono chi ci sia dietro questa associazione, di cui nulla si sa e che non ha nemmeno un proprio sito internet. Una sola cosa appare chiara: vista la grande dimensione e diffusione dei cartelli, questa associazione pare proprio disporre di... una buona quantità di risorse economiche. Silvio Berlusconi si sente forte e potente! Non presenterà alcuna istanza di legittimo impedimento per l'udienza prevista per lunedì prossimo del processo sui diritti tv Mediaset, nella quale è imputato per frode fiscale. I difensori del presidente del Consiglio non hanno infatti depositato e non intendono depositare alcuna istanza di legittimo impedimento. E il premier cala sul tappeto del 'tavolo mediatico' il suo asso nella manica: Giuliano Ferrara! Il direttore del Foglio torna dopo molti anni alla conduzione di una trasmissione giornalistica nel servizio pubblico: il giornalista avrà uno spazio quotidiano in prima serata su Rai1. Per Ferrara, ex conduttore di Otto e mezzo su La7, si sta pensando a un programma che andrà in onda dopo il Tg1 delle 20, nella collocazione che anni fa era del Fatto di Enzo Biagi. Con il direttore del Foglio, che è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel primo governo di Silvio Berlusconi ed è tuttora un ascoltato consigliere del premier, la trattativa per il ritorno sulla rete ammiraglia della Rai è già in fase avanzata. Il nuovo programma dovrebbe partire entro la primavera. Noi, povera gente di questa piccola Italia.
Sette, otto mesi per una ecografia! Pazienti parcheggiati sulle barelle! Liste d’attesa lunghissime anche per gli interventi chirurgici di una certa rilevanza, dal momento che c'è l'affollamento dei pronto soccorso e servono posti nei reparti. E intanto... i poveri cristi muoiono aspettando il loro turno. Tanto per 'loro', per quelli della 'casta', ci sono sempre 'cliniche private' e 'corsie preferenziali'. Un poveraccio, invece, che sopravvive alle liste d'attesa, rischia di ammalarsi ancora di più vedendo certe ingiustizie! Comunque, dopo la chiusura di interi reparti e di alcuni ospedali, i ricoveri programmati, come quelli per un intervento, sono stati contingentati dalla Regione Lazio che istituirà, per la fattispecie, quattro nuove commissioni, che si aggiungono alle 16 già esistenti, almeno il doppio di qualsiasi altra regione. Ogni presidente di commissione guadagna 1.500 euro in più, ha uno staff e può usare l'auto blu, poi ci sono due vicepresidenti che guadagnano 650 euro in più. Sono soldi che si aggiungono al "normale stipendio" da 10.000 euro da consigliere regionale. Tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, hanno detto sì a queste nuove commissioni che costeranno circa cinque milioni di euro. Ma non c'è assolutamente da meravigliarsi. E' semplicemente il potere politico che, in presenza di una crisi economica come non se ne vedevano di uguali da decenni, è incapace di ridimensionarsi e ha bisogno di sempre più "ossigeno" per... 'sopravvivere'. Questa classe politica, non ne vuole sapere di ridimensionarsi, pensa solo ad accusarsi a vicenda delle malefatte di chi è al potere in quel momento, nella speranza di invertire le parti, col solo intento, non di meglio governare, ma di meglio accedere alle ultime scarsissime spartizioni di danaro pubblico! La casta è tranquilla, convinta che nessun vento popolare sia in grado di spazzarla via... Siamo o non siamo un popolo che “supporta e sopporta” questo andazzo? Siamo o non siamo tra i primi paesi più corrotti al mondo? Siamo o non siamo il paese delle mafie e delle caste politicanti, delle lobi e delle corporazioni? E allora!? La corruzione politica, il malgoverno ci sono congeniti! Ci hanno forgiato a subire e nel corso dei tempi ci hanno portato a tassazioni esponenziali dei redditi da lavoro dipendente. Pagano le masse deboli, per l'arricchimento di pochi che evadono, tra l'altro impunemente, il fisco. Servizi e garanzie latitano: paghiamo per avere poco o niente! Paghiamo per mantenere i privilegi della casta che ha deciso, di concerto con Via XX Settembre che, tutto sommato, ad una certa età è più conveniente farci schiattare. Silvio Berlusconi non è... "Unto dal Signore"!
di On. Gianfranco Fini. Silvio Berlusconi ha interesse a scatenare un conflitto permanente che coinvolge anche le istituzioni. C'è un interesse al conflitto permanente per creare uno stato di tensione, una perenne ordalia in cui si fa vivere agli italiani sempre l'ultima ora della campagna elettorale decisiva. Berlusconi alza muri per far dimenticare i suoi fallimenti, scava fossati contro i nemici: i comunisti, i giornalisti, i magistrati, gli alleati infedeli, Santoro, Fini... Va ben oltre il conflitto politico: come ha sottolineato il capo dello Stato, il pericolo è scatenare un conflitto istituzionale. Berlusconi ha delle istituzioni la stessa idea che ha del Pdl: una concezione proprietaria che lo porta ad attaccare i giudici, la Consulta, la Camera, fino a lambire il Quirinale. Io auspico le elezioni, però prendo atto che il Governo ha la maggioranza e che Berlusconi non ha intenzione di restituire la parola al popolo sovrano. Voglio dire al presidente del Consiglio di leggersi l'art. 1 della Costituzione, il secondo capoverso, perché c'è scritto la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti e nelle forme della Costituzione. Essere eletti dal popolo, anche con il 99,99%, non comporta, il sentirsi al di sopra della legge e quindi in qualche modo unto dal Signore e coperto da una totale impunità, perchè a lungo andare questa presunzione determina quel conflitto istituzionale in presenza del quale purtroppo ci troviamo. Non è né saggio né giusto auspicare che Berlusconi possa essere costretto a rassegnare le dimissioni per via giudiziaria. Berlusconi va sconfitto politicamente, con le elezioni. Sottoscrivo in pieno quanto ha detto il capo dello Stato: l'imputato ha diritto di difendersi nel processo, non dal processo. Ed è un'ipocrisia dire: il giudice naturale è il Tribunale dei ministri. Se fosse davvero così, basterebbe che il Pdl chiedesse alla Camera l'autorizzazione a procedere in tal senso. Altrimenti è tutto un infingimento. Prendiamo l'immunità parlamentare: non ci sarebbe nulla di eretico a discuterne, i padri costituenti l'avevano prevista, in assemblee come il Parlamento europeo ci sono prerogative analoghe. Ma oggi in Italia parlare di ritorno all'immunità significa garantire l'impunità. Non è così? Prevediamo per l'autorizzazione a procedere una maggioranza qualificata, i due terzi dei votanti della Camera, in modo che siano bloccate solo quelle inchieste dove è evidente il fumus persecutionis e non ci sia invece il rischio di garantire l'impunità a colpi di maggioranza. So già che anche questa elementare proposta sarà considerata una provocazione. Perché il Pdl è solo alla ricerca di una corazza per Berlusconi contro i giudici. Per quanto riguarda la cosiddetta fuga da Futuro e Libertà è un delirio: frutto di allucinazione collettiva, o di malafede. Il progetto politico nato a Bastia Umbra è stato l'inizio di un lungo cammino, di una traversata nel deserto a piedi il cui esito è tutt'altro che scontato. In gioco c'è molto di più di un gruppo parlamentare: c'è un progetto politico ambizioso e, banalità, il futuro della persona che anima il progetto. Comunque Fli non vuole partecipare allo scontro quotidiano tra berlusconiani e anti-berlusconiani: sono due facce della stessa medaglia.Priorità Libia: rimpatriare i nostri connazionali!
di On. Massimo Romagnoli. Attenzione alla Libia. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ieri ha suonato l'allarme alla Camera. Davanti ai deputati ha parlato chiaramente di emergenza umanitaria e di centinaia di migliaia di profughi pronti a rischiare la vita pur di sbarcare sulle nostre coste. E certo non si può pensare di respingere un'onda umana anomala e di proporzioni gigantesche, che fugge dalla guerra e dalle stragi. L'Europa per ora sembra restia a prendere decisioni, ma il ministro Maroni ha già dato avvio a incontri multilaterali con i Paesi mediterranei che chiederanno unitamente aiuti economici e logistici per affrontare una situazione esplosiva. Gli equilibri del mondo che abbiamo conosciuto fino ad oggi stanno cambiando velocemente e l'Europa, purtroppo, si scopre in ritardo e sprovvista di strategia comunitaria. In questo momento la priorità è di portare a casa sani e salvi tutti i connazionali che ne facciano richiesta, prima che in Libia precipitino gli eventi. La Farnesina sta provvedendo anche con mezzi speciali, aerei e navali, non soltanto civili. Siamo in contatto continuo con il ministero degli Esteri per conoscere la situazione degli italiani residenti in quelle aree, anche per tenere informate come è nostro compito le famiglie che ci chiedono notizie. Bisogna considerare che il colonnello Gheddafi non è Mubarak, nè Ben Ali: prima di arrendersi potrebbe mettere in atto azioni distruttive di portata gigantesca, e non parliamo solo di incendio dei pozzi petroliferi, pensiamo alle armi chimiche e ai missili che abbiamo dovuto sperimentare in altre tristi circostanze. L'Italia non può essere lasciata sola, la minaccia è totale e la risposta dell'Europa deve arrivare al più presto.La seduzione inizia in cucina!
Esistono cibi che mescolati assieme e sapientemente elaborati danno vita a piatti magici, ricette piccanti, ricchi di profumi capaci di far capitolare anche i cuori più gelidi. Se credete nei poteri delle spezie, se confidate nella capacità di trasmettere emozioni attraverso sapori e ricette, siete pronti per dare vita a un menu incantato. Occhio a scegliere bene gli ingredienti. La frutta è un'ottima alleata, a partire dalla mela, emblema del peccato, ma anche cocco e mango, riescono a trasformare l'alimento più banale in un piatto sublime. E non sono da meno pepe e peperoncino, ottimi vasodilatatori che esaltano la passione. Fegati e rognoncini sono eccitanti, ma esteticamente brutti, meglio trasfomarli in sofisticati paté. Spazio alla cioccolata, stimolante naturale o alla rilassante polenta che sblocca le inibizioni. Abbondate con il chiodo di garofano - un toccasana per i maschi - meglio del Viagra. L'odore subdolo del tartufo e le sue proprietà evocano fantasie inenarrabili. E se il coriandolo rende le donne euforiche, il ginger stimola uomini e donne. Attenzione - per tutti - all'effetto contrario, se si esagera con le quantità. Il casalingo basilico migliora le prestazioni mentre degli esotici vaniglia e cumino - si narra dal lontano oriente - degli effetti miracolosi ottenuti aggiungendoli nei dessert o accostati a miele e peperoncino. Tutti i crostacei sono raccomandati dalle ostriche alle cozze, ma si raggiungono ottimi risultati anche con origano, timo, sedano e senape senza dimenticare il curry, la bottarga o lo stimolante zafferano. Armatevi dunque di polveri e spezie, frutta e ortaggi, pesci e carni ed entrate in cucina è là che ha inizio il vostro rito di seduzione: coriandolo e mais, fegato e chiodo di gharofano, ostriche e peperoncino... cioccolata, fragole, ginger e gelsomino e... Abra Cadabra, predisponetevi al piacere. Attenzione ai cibi che possono far naufragare una serata, i cosiddetti passion killer, da evitare accuratamente: aglio e cipolla crudi, legumi e i piatti troppo pesanti, come bagna cauda, cassoela o un tacchino ripieno. Partite leggeri e consumate un aperitivo: fragole e spumante, ostriche e champagne, poi dedicatevi al vostro amore... Assolutamente da provare la ricetta: "Astici Hot". Ingredienti: 2 astici, 4 mazzancolle, 4 pomodorini ramati, basilico, sedano e peperoncino. Preparazione: in una pentola con abbondante acqua, aggiungete una cipolla, 1/2 bicc. di vino bianco, bacche di ginepro, grani di pepe nero, prezzemolo e 1/2 limone e portare a ebollizione. Aggiungete gli astici e fateli cuocere 6 minuti, poi aggiungete le mazzancolle per altri 2/3 minuti. Scolate tutto, gusciate gli astici e tagliateli a pezzi, tenete intere le mazzancolle.Tagliate i pomodorini e il sedano, metteteli in un piatto con al centro il pesce, condite e spruzzate di peperoncino. Decorate con foglie di basilico. Servite e... buon appetito!giovedì 24 febbraio 2011
Datori di Lavoro: sconto sul premio Inail.
Scade il 28 febbraio p.v. il termine entro il quale i datori di lavoro interessati possono presentare domanda per la riduzione del tasso medio di tariffa. Lo conferma l'INAIL comunicando che è stato pubblicato il decreto del Ministro del Lavoro con il quale vengono stabiliti i nuovi requisiti e le nuove modalità per ottenere la riduzione. Lo sconto sul premio INAIL spetta dopo i primi due anni di attività ai datori di lavoro, in regola con gli adempimenti di prevenzione e con quelli contributivi, che hanno attuato interventi per il miglioramento della sicurezza in azienda, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa vigente. L'ammontare della riduzione del premio è rapportata al numero dei lavoratori-anno di ciascuna azienda: lo sconto e' del 30% per un numero di lavoratori fino a 10, del 23% da 11 a 50 lavoratori, del 18% da 51 a 100, del 15% da 101 a 200. Lo sconto scende al 12% per un numero di lavoratori compreso tra da 201 a 500, ed al 7% al di sopra dei 500 lavoratori. Per ottenere la riduzione, il datore di lavoro deve presentare all'INAIL specifica domanda entro il 28 febbraio fornendo tutti gli elementi e le notizie richieste. La riduzione ha effetto per l'anno in corso alla presentazione della domanda. Se, in qualsiasi momento, dovesse risultare la mancanza dei requisiti richiesti per la riduzione, l'INAIL procede all'annullamento richiedendo i premi dovuti con l'aggiunta delle sanzioni civili e amministrative....per chi ha tempo e un pò di pazienza!
«I probelimi dell'oggi»
"Disagi e speranze...
e noi cosa possiamo fare?"
Venerdì 25 Febbraio 2011
ore 21.00
Centro Sportivo Via Aldo Moro 13
Vidigulfo (PV)
Un'occasione per tentare di riflettere insieme senza la presunzione di salvare nessuno dal proprio destino, nella consapevolezza che aiutare chi inciampa e arranca è un preciso dovere di ogni cristiano, di ogni persona, di ogni società.
Berlusconi: Attenzione a Gheddafi, è un pazzo!
"Dobbiamo stare attenti con Gheddafi, è un pazzo. Ci ha già sparato un missile una volta, non è che ce ne tira un altro contro?". Così Berlusconi ha confidato ai suoi! Il riferimento è all'attacco missilistico libico contro Lampedusa avvenuto nel 1986. E mentre l'Alitalia ha annunciato la sospensione dei voli per la Libia, alcune unità della Marina Militare sono al largo di Tripoli pronte ad entrare in porto per l'evacuazione dei connazionali. Il leader Gheddafi sarebbe asserragliato con una decina di uomini della sicurezza a lui fedeli in un bunker sotterraneo della caserma di Bab al Aziziya, sobborgo meridionale di Tripoli. In Libia il regime del rais ha ormai perso il controllo della Cirenaica e di tutte le città delle costa eccetto Tripoli mentre prime rivolte si segnalano al sud e per domani l'opposizione si preparerebbe a una resa dei conti a Tripoli. Il rais libico starebbe per questo ammassando le truppe dei suoi fedeli a Tripoli mentre secondo l'emittente al Arabiya un massacro è in corso ad al Zawiyah, a una trentina di chilometri ovest da Tripoli. E verso Tripoli, dice il New York Times, migliaia di mercenari africani sarebbero in marcia per sostenere il regime. Nella notte il presidente americano Obama è tornato a condannare le violenze inaccettabili nel paese mentre la Francia esclude per il momento un intervento militare in Libia. Quanto al bilancio delle vittime, nuove testimonianze fanno salire il bilancio. Solo a Bengasi, potrebbero esserci stati più di 2.000 morti, ma la rete satellitare araba Al Arabiyah parla di 10mila vittime. Nei dintorni di Tripoli si scavano fosse comuni. Al Qaida, secondo fonti libiche, avrebbe addirittura creato un emirato islamico a Derna (e in nottata al Qaida nel Maghreb ha dato tutto il suo "appoggio" alla "rivoluzione"). A ovest, invece, si gonfia il fiume umano diretto verso la Tunisia: negli ultimi due giorni, più di 5.700 persone avrebbero attraversato il confine. La storia di Roberto... la dedica a Norman.
di Claudio Zarcone. Caro Direttore, sono il collega Claudio Zarcone, padre di Norman, il dottorando in Filosofia del Linguaggio che si è suicidato lanciandosi dal settimo piano della sua Facoltà, a Palermo, per protesta contro una "certa" concezione accademica che gli precludeva il futuro. Oggi c'è la storia di Roberto, da conoscere e da raccontare... Si chiama Roberto Cecchini, di Roma. Anni quarantadue, disoccupato. Potrebbe sembrare un fatto normale di questi tempi, che comunque normale non è, se non fosse che il Cecchini Roberto è plurilaureato, con master e diplomi specialistici nel suo curriculum, che fanno venire moti di rabbia per la sua attuale situazione (dis)occupazionale. Roberto mi ha cercato scrivendo a diverse redazioni giornalistiche, poi mi gira la sua mail il collega Enrico Del Mercato di “Repubblica”. Lo contatto e mi dice che sta per laurearsi per l’ennesima volta, ma la sua tesi avrà una dedica speciale stavolta, al suo amico Alessandro, morto nel 1992 e a mio figlio Norman (morto lo scorso 13 settembre), che nemmeno conosceva, con la seguente motivazione (come si legge nel frontespizio allegato): “Questo lavoro è dedicato ad Alessandro Scavino e a Norman Zarcone, angeli custodi del mio tempo: perché il primo possa insegnare al secondo a spiegare le sue nuove ali e perché il secondo trovi l’energia per spiccare il volo che gli è stato prima negato”. Ebbene, Roberto in questi giorni ha ottenuto un altro 110 e lode per la sua nuova laurea in “Organizzazione e marketing per la comunicazione d’impresa” presso La Sapienza di Roma. Ma leggiamo il suo curriculum: laurea triennale in Tecnica Pubblicitaria, laurea quinquennale in Scienze della comunicazione, laurea magistrale in Organizzazione e marketing per la comunicazione d'impresa. Poi un diploma universitario triennale in Tecnica pubblicitaria, tutti titoli accademici conseguiti con 110 e lode. Roberto vanta nel suo prestigioso curriculum anche un Master in Relazioni pubbliche europee, un executive master in Marketing, Pubblicità e tecniche di P.R. e sta conseguendo un executive master in Gestione e sviluppo delle risorse umane. Senza contare ben quattro corsi di formazione professionale tutti conseguiti con il massimo dei voti nelle prove finali. Qualcuno ha un commento a proposito? Io ammiro Roberto, perché come Norman ha sposato lo studio, il senso di marcia e l’etica dell’impegno. Lo ringrazio per la dedica a mio figlio, certo, ma vorrei che i colleghi della carta stampata e dei media si occupassero della vicenda di questo non più giovanissimo esemplare di studioso serio e a tutto tondo. Diffondiamo questa notizia, rendiamola pubblica, aiutiamo Roberto. Se qualcuno vorrà aiutarlo potrà mettersi in contatto attraverso il seguente indirizzo di posta elettronica: mailto:roberto4u68@vodafone.itAlemanno congela la privatizzazione di ACEA.
di Grilliromani. Al margine degli Stati Generali della Città, al Palazzo dei Congressi di Roma si è svolto un incontro tra il Sindaco Gianni Alemanno e la rete “Roma Bene Comune”, che riunisce diverse vertenze cittadine attive sulle politiche abitative, ambientali e sociali. Il comitato referendario romano 2 sì per l'acqua bene comune, presente all'incontro, oltre a consegnare al “primo cittadino” la bottiglietta dell'acqua bene comune per ricordargli la sua importanza come diritto di tutti, ha incassato un'importante dichiarazione. Il Sindaco ha infatti dichiarato che nessun passo verrà fatto verso un'ulteriore privatizzazione di Acea fino all'esito della consultazione referendaria, avallando, di fatto, quella richiesta di moratoria avanzata nel corso di un consiglio comunale speciale su Acea e, in quella sede, bocciata. Un ulteriore segnale di come la messa in discussione della privatizzazione dei servizi idrici portata avanti dai movimenti per l'acqua bene comune abbia conquistato un posto di rilevo nell'agenda politica, ed un segnale incoraggiante in vista della consultazione referendaria della prossima primavera.Raccolta di firme contro Nicole Minetti.
di Gaspare Serra. Esiste una difficoltà di selezione della classe politica e di democrazia interna ai partiti? Ed esiste un problema di carenza meritocratica in politica, una questione morale, specie se coniugata al femminile? Questi gli interrogativi sollevati da Sara Giudice, giovane militante prima di Forza Italia e poi del Pdl, dal 2006 consigliera di zona a Milano. Domande che la hanno spinta ad intraprendere un’iniziativa inedita nel suo partito, per la quale è salita alla ribalta delle cronache nazionali: l’indizione di una petizione pubblica per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti, igienista dentale del Premier eletta alle elezioni regionali del 2009 dopo essere stata inserita in extremis nel listino bloccato del governatore Formigoni! Tale iniziativa ha suscitato infuocate polemiche e prese di distanza nel Pdl, partito ontologicamente poco propenso alla dialettica interna. Quello che in pochi si sarebbero aspettati, invece, sono le ampie simpatie che la Giudice ha riscosso tra la sua stessa base! Sulle ali di 12 mila firme raccolte in poche settimane - ha lanciato una petizione a gennaio chiedendo di scegliere quale giovane generazione si voglia, se quella delle feste di Arcore o quella che alla fatica del lavoro aggiunge anche la passione per la politica. Sara Giudice, 24 anni, è militante del Pdl da cinque, viene dalla gavetta dei gazebo, dei volantini e anche degli insulti nei mercati, è consigliere di zona, ed è una spina nel fianco del partito già dall’anno scorso: contestò pubblicamente l’inserimento della Minetti nel cosiddetto listino blindato di Formigoni alle elezioni regionali. Entrata nel cono d’ombra del partito, ignorata dai maschi, dalle donne di prima fila del Pdl ha incassato silenzi, al massimo l’insinuazione di aver fatto chiasso perché il posto della Minetti in Regione lo voleva lei. Adesso, però, la Giudice rischia di pagare a caro prezzo il coraggio mostrato nello sfidare pubblicamente il suo Presidente: la prospettiva che le si apre davanti è l'espulsione dal partito! Troppo rischioso concedere spazio e visibilità ad una meteora fuoriuscita dall’orbita totalizzante del leader? Convinto che sia sempre auspicabile dar voce a chi non ne ha o a chi vorrebbero togliere di mezzo, invito tutti voi a dare una mano a Sara Giudice firmando la "Raccolta Firme per le dimissioni della Minetti". La crisi taglia le vacanze degli italiani!
Drastico calo nel 2010 del numero dei viaggi per vacanza, soprattutto quelle brevi; in frenata anche il numero dei pernottamenti: sono alcuni degli aspetti emersi dalla fotografia scattata dall'Istat sul turismo italiano nel 2010. I viaggi per vacanza, che pesano per l'87,4% sul totale, mostrano una flessione dell'11,4% dovuta alla consistente diminuzione delle vacanze brevi (-18,7%), confermando il trend critico già segnalato nel 2009. I soggiorni di vacanza lunga (di almeno 4 notti) e i pernottamenti per vacanza lunga, invece, si mantengono sostanzialmente stabili. Anche i viaggi per motivi di lavoro, che rappresentano il 12,6% del totale, subiscono una forte diminuzione (-18,4%), accompagnata dal calo del relativo numero di pernottamenti (-29%). Nel complesso, nel 2010 i viaggi con pernottamento effettuati dai residenti in Italia sono stati 99 milioni e 997 mila, per un totale di 626 milioni e 947 mila notti. Rispetto al 2009 si è registrata una diminuzione del numero dei viaggi (-12,4%) e del numero dei pernottamenti (-7,8%). Giù le mete italiane nel 2010. Il numero di coloro che si sono potuti permettere una vacanza, informa l'Istat, è passato, in un trimestre, dal 28% del 2009 al 27%, soprattutto tra i residenti nelle regioni del Centro, passate dal 32% del 2009 al 30,4 del 2010. Sotto il profilo delle destinazioni nel 2010 hanno fatto segnare una contrazione del 13,4% gli spostamenti con mete italiane, che rappresentano l'81,7% del complesso dei viaggi. A evidenziare più di tutti il segno meno, i viaggi diretti verso le regioni del Centro (-18,7%), verso cui diminuiscono sia i viaggi di vacanza (-16,2%) sia i viaggi effettuati per motivi di lavoro (-30,7%). Gli spostamenti verso l'estero sono stabili nel loro complesso, ma si riducono quelli effettuati per motivi di lavoro (-17,4%). In flessione anche le vacanze per far visita a parenti o amici (-17,2%), così come quelle trascorse in alloggi a titolo gratuito (-18%). Si osserva un incremento delle vacanze prenotate utilizzando internet (+11,5%), mentre diminuiscono i viaggi senza prenotazione (-24,6%). Le regioni del Sud anche nel 2010 sono state le mete preferite per le vacanze estive degli italiani. Tra le destinazioni estere nello scorso anno la Francia ha ceduto per la prima volta il gradino più alto alla Spagna. Nella graduatoria delle mete preferite per vacanze lunghe tra luglio e settembre svetta la Calabria (8,7%), seguita dalla Puglia (8,6%), dalla Sicilia (7,2%) e la Sardegna (7%). Nello stesso trimestre le regioni più visitate per vacanza lunga, tra quelle del Centro e del Nord, sono state l'Emilia-Romagna (13,8%), la Toscana (9,1%) e il Trentino Alto-Adige (8,3%). L'80% dei viaggi effettuati all'estero ha avuto come destinazione una meta europea, quota che scende al 73% nel caso delle vacanze lunghe, lasciando spazio alle mete extra-europee nel restante 27,1% dei casi. Tra le mete estere, nel 2010, per la prima volta, la Francia non è stato il paese più visitato (14,1% dei viaggi all'estero) e ha ceduto il primo posto alla Spagna (15,1%). Tra le mete turistiche estere preferite si segnalano anche il Regno unito (7,8%), la Croazia (6,7%) e la Germania (6%). Spagna e Francia si confermano in ogni caso mete principali per le vacanze (rispettivamente con il 15,6% e il 14,3%), seguite dalla Croazia (7,7%), dal Regno Unito (7,5%) e dall'Austria (5,5%). Per le vacanze brevi la graduatoria vede al primo posto la Francia (19,8%), seguita dalla Spagna quasi a pari merito (19,4%), dall'Austria (11,6%), dal Regno Unito (10,5%) e dalla Svizzera (9,4%). Fuori dall'Europa, l'Egitto (5,2% dei viaggi all'estero) e i paesi del Maghreb (Tunisia-Marocco-Algeria, con il 3,9%) sono state le mete più frequentate.Roma: raccolta differenziata impossibile!
di Barbara Bonelli. Gentile Redazione, credo che a Roma essere un buon cittadino sia cosa impossibile per colpa di noi Romani, ma anche di queste istituzioni che sanno solo chiedere soldi e imporre nuove tasse. Credo che fare una buona raccolta differenziata evitando di buttare nei rifiuti generici prodotti inquinanti che andrebbero raccolti in maniera differenziata, sia un dovere morale di ognuno di noi. Ho effettuato la sostituzione dei filtri della cappa della cucina, essendo ai carboni attivi credevo, a ragione, che buttarli nel cassonetto sarebbe stata cosa sbagliata e mi sono recata presso l'isola ecologica di Via Teano. Giunta all'entrata, spiegavo all'operatore cosa dovevo buttare, ma in risposta, mi vietava di gettare tale 'rifiuto speciale' perché non attrezzati alla raccolta, invitandomi a contattare il numero verde dell'Ama per farmi dire dove andare. Contattando il numero verde e spiegando il tipo di rifiuto l'operatrice mi rispondeva con sufficienza, quasi a dire "ma guarda questa per che chiama" che prima di tutto non poteva sapere come smaltire tutti i rifiuti e che comunque nell'incertezza del tipo di rifiuto potevo gettarlo nel cassonetto dei rifiuti solidi urbani, oppure chiamare una ditta specializzata a mie spese. Io credo che se questo è l'approccio per fare la differenziata e pretendere che per buttare un filtro della cappa un cittadino faccia il giro di Roma, siamo in alto mare! I filtri ai carboni attivi sono impregnati di grassi e olii che se abbandonati per strada rischiano di diventare nocivi. E' una vergogna che l'Ama sappia farsi carico solo di aumentare la tassa dei rifiuti o elargire premi (30.000 euro ai dirigenti nel 2010) non garantendo un servizio decoroso all'altezza di una capitale europea. Io ho provato a fare il mio dovere di onesto cittadino, ma non ci sono riuscita, mi dispiace per i nostri figli a cui lasceremo un mondo di immondizia. Saluti. mercoledì 23 febbraio 2011
Caro Gianni, Roma è dei Romani non dei Rom!
di Enrico P. Caro Gianni, approfitto della cortese ospitalità di Liberalvox - dal momento che tu, da quando sei diventato un “pezzo grosso”, non ti curi di leggere le email che noi comuni mortali ti scriviamo tutti i giorni - per dirti pubblicamente quello che penso in merito alla questione Rom. Sicuramente non ti ricordi di me! Io ero e sono uno dei tanti! Tu, invece, sei diventato ricco, famoso e potente. Hai sposato la figlia di Peppino. Hai fatto carriera. Tu sei diventato il Sindaco di Roma e 'non puoi' ricordarti di quando stavamo tutti insieme sotto il palco di Piazza del Popolo con il braccio e la mano destra tesa a salutare Giorgio Almirante. Tu 'non puoi' ricordarti cosa pensavamo degli “zingari” e quale sistemazione gli avremmo dato se fossimo stati “noi” a comandare, a governare. Discorsi tra ragazzacci, tra fascistelli! Tempi passati. Oggi Tu stai al governo. Sei un moderato, democratico e liberale! Ma se un giorno ti capiterà di restare a piedi, perchè la tua macchina di servizio è rimasta senza gomme in un campo rom, allora quel giorno sali su un bus o prendi la metro, se ancora non hanno fregato il rame dei cavi elettrici, e… se senti una gran puzza, un fetore di sudicio, guardati intorno e stai attento al portafoglio! Solo così ricorderai e forse capirai l’assurdità della tua politica, quanto anacronistico, ipocrita e surreale sia il tuo pensare: dare una casa agli zingari, e lasciare la tua gente a dissanguarsi per pagare un mutuo! Caro Sindaco Roma è dei Romani, non dei Rom… in bocca alla lupa! Le 10 città dove si vive meglio al mondo.
Siete stufi della vostra città, della solita vita? Non sopportate più la folla, il traffico, le file, lo smog o vi siete stufati di aspettare che il governo cada? Cercate un posto dove andare a vivere meglio? Nel caso vi venisse voglia di trasferirvi, Vancouver è quello che fa per voi! L'Economist Intelligence Unit ha, infatti, stilato la classifica delle prime dieci città del mondo in cui si vive meglio e al primo posto c'è proprio Vancouver in Canada, eletta la più vivibile del pianeta per il quinto anno consecutivo. Segue immediatamente dopo Melbourne, in Australia. Sul podio c'è anche la più vicina Vienna. Al quarto e quinto posto ci sono altre due città canadesi, Toronto e Calgary. La sesta città del mondo in cui la qualità di vita è migliore è Helsinki, in Finlandia. La settima, ottava e nona in classifica sono tre metropoli australiane, Sydney, Perth e Adelaide. La top 10 si conclude con Auckland, in Nuova Zelanda. Nella lista dell'Economist ci sono 140 città di tutto il mondo. Purtroppo, nessuna è italiana! Il Belpaese è stato superato persino da Dhaka, nel Bangladesh, Lagos, in Nigeria, e Colombo, nello Sri Lanka. Dunque, analisi alla mano, Vancouver ha ottenuto il punteggio più alto (98 su 100) per il suo mix di stabilità e infrastrutture: le città di medie dimensioni nei paesi sviluppati con una densità di popolazione relativamente bassa tendono ad ottenere un punteggio elevato grazie non solo ai benefici culturali ed infrastrutturali che offrono, ma anche ai pochi problemi legati alla criminalità e al traffico che mostrano di avere. Ecco perché metropoli come New York o Londra non si piazzano proprio benissimo, visto che sono entrambe oltre la posizione numero 50 (56 per la prima e 53 per la seconda) e se la prima città americana è Pittsburgh (29°), Los Angeles guadagna tre posti rispetto all’anno scorso ed è 44°, mentre tornando in Europa, Ginevra è 12° con Osaka (che supera Tokio, 18°) e Parigi 16°. Guardando, invece, alla Cina, la sorpresa in questo caso riguarda Pechino, solo 72° e surclassata dalla ex colonia Hong Kong, che è stata inserita in 31° posizione. E dopo aver reso merito alle città meglio vivibili al mondo, la classifica si occupa anche di quelle che lo sono meno: in questo caso, ad aprire la top-ten è Harare, la capitale dello Zimbawe, che conferma il pessimo risultato della passata edizione con 37,5 su 100. A seguire, Dhaka, capitale del Bangladesh e Port Moresby (Papua Nuova Guinea), senza dimenticare Lagos (Nigeria), Algeri, Teheran e Dakar, mentre in decima posizione troviamo Colombo, la capitale dello Sri Lanka. La Casta ci riprova: ecco 200 posti da Notaio!
C'è meno coda rispetto ad ottobre per l'ingresso alla prima prova scritta del concorso per notai: circa 2.500, secondo una prima valutazione della polizia penitenziaria che cura il servizio di ordine pubblico, i candidati che si sono presentati stamattina agli spazi allestiti all'Ergife. I posti messi a concorso sono 200! Sono quattro le sale cui i partecipanti sono stati indirizzati e divisi in ordine alfabetico e poco dopo le 10 tutti avevano già consegnato i documenti e preso posto. La commissione composta da sei notai, sei professori e sei magistrati è al lavoro dalle 6,30 per predisporre le tracce originali. La misura è stata prevista per evitare (!?) le polemiche seguite all' annullamento della precedente prova d'esame per lo stesso bando concorsuale. Il 29 ottobre scorso, giorno della terza prova scritta, il concorso venne sospeso per motivi di ordine pubblico. I candidati denunciarono che una delle prove predisposte fosse già stata svolta in occasione di un corso speciale di preparazione per notai. Il corso si era tenuto in videoconferenza e circa mille studenti avevano già affrontato quella traccia. Il ministro Alfano il 5 novembre decise l'annullamento delle prove d'esame e oggi, quattro mesi dopo, i candidati che avevano fatto domanda per quel bando per i 200 posti da notaio cominceranno le prove d'esame. L'affluenza è minore, fa notare qualcuno, perchè tra novembre e dicembre molti hanno avuto il blocco dello studio e anche due giorni fa alla consegna delle matricole non c'era coda. Quindi, alcuni aspiranti notai hanno deciso di disertare il concorso, anche perchè uno nuovo sempre per 200 posti è stato bandito in gennaio e le prove dovrebbero tenersi prima dell'estate. Sacchetti della spesa alla mano, i candidati sono arrivati all'Ergife intorno alle 8, mezz'ora dopo è iniziato l'ingresso. Un pò di generi di conforto dal momento che la prova dura otto ore e nella migliore delle ipotesi usciranno dall'aula nel tardo pomeriggio. Roma è nostra e ce la riprenderemo!
di Grilliromani. Nel 2008 abbiamo realizzato insieme a moltissime Associazioni Ambientaliste e Comitati di Quartiere, la mappa (anche se non completa) del Sacco di Roma del III Millennio! Zone tutelate che diventano improvvisamente edificabili, varianti di programma a pioggia (...che bagna sempre i soliti noti), vincoli paesaggistici ed archeologici che saltano improvvisamente come i tappi dello champagne di chi avrà festeggiato tanta generosità dei nostri amministratori locali. A febbraio 2008, come ultimo atto da sindaco (e ricordino per la cittadinanza), Veltroni fece approvare il nuovo Piano RegAlatore di Roma dal Consiglio Comunale dimissionario. Il consiglio si svolse a porte chiuse in faccia ai cittadini, ma ben aperte per gli amici palazzinari (facemmo anche un esposto alla Magistratura a tal proposito, perso chissà come mai nel porto delle nebbie della procura di Roma). Ecco la nostra segnalazione che Beppe Grillo pubblicò sul suo blog. Oggi, a 3 anni di distanza, gli Amici di Beppe Grillo di Roma - Movimento 5 stelle lanciano la Campagna "Roma Capitale... del Cemento". Ripartiamo dalla mappa delle situazioni conosciute 3 anni fa e cominceremo a capire insieme come si sono sviluppate. Contatteremo nel corso dei prossimi mesi tutti i comitati coinvolti allora e li andremo ad intervistare per capire cosa sta succedendo alla nostra città! Raccoglieremo e pubblicheremo ogni ulteriore nuova denuncia: la città è nostra e ce la riprenderemo! Altro che Roma Capitale.... Capitale sì, ma der cemento!Biologi esclusi dai laboratori umani!
di Fabio Costa. Gentilissima Redazione, nel 2004 si è deciso che i biologi con indirizzo biomedico e laurea triennale non fossero più idonei a svolgere il lavoro di tecnici nei laboratori umani. Al loro posto possono accedere solamente i laureati in tecniche di laboratorio della facoltà di medicina i quali, tra l’altro, possono lavorare al termine del corso di laurea senza nemmeno dover sostenere l’Esame di Stato.Con tale provvedimento si è quindi venuti a rimarcare che i 39 esami più tesi svolti dai laureati in biologia, con indirizzo specifico nel campo biomedico, che per decenni erano stati ampiamente bastevoli per svolgere tale attività lavorativa, da un giorno all’altro non valevano più nulla. Considerando poi che nel frattempo i requisiti minimi per le strutture di laboratorio hanno imposto la presenza di alta tecnologia e macchinari sofisticati, con quel provvedimento si sostiene che chi, come me, ha una laurea in biologia non risulta essere più idoneo a pipettare i sieri all’interno dei macchinari e a programmare i computer degli stessi inserendo i nomi dei pazienti e le analisi da eseguire. Oppure non risulta più idoneo a preparare ed osservare uno striscio di sangue, i sedimenti urinari o le piastre di colture batteriche. Francamente tutto ciò è ridicolo! Infatti a tutt’oggi sui siti delle università italiane alla voce “sbocchi lavorativi” per le lauree triennali in biologia con indirizzo biomedico risulta ancora la possibilità lavorativa nei centri di analisi umane, rendendo il tutto ‘beffardo’ per migliaia di studenti. Si è reso questo corso di laurea totalmente inutile ed inutilizzabile, visto che i laboratori non umani sono e devono essere accessibili solamente e giustamente a coloro che, nel corso di laurea in scienze biologiche, hanno scelto gli indirizzi tecnici ed alimentari e quindi hanno svolto quegli esami specifici che li hanno resi maggiormente idonei a svolgere tali lavori. Spero quindi fortemente che si possa eliminare tale stortura burocratica e si possa ridare dignità professionale a quelle migliaia di studenti al momento fortemente ingannati ed esclusi dall’ambito lavorativo. Stop ad Autovelox selvaggio!
Autovelox sì, ma con precise regole da rispettare. A stabilirlo è la corte di Cassazione la quale ha un pò ridimensionato il potere del prefetto sulla questione, evidenziando che ci sono casi nei quali solo il giudice può intervenire per dichiarare l’illegittimità dell’uso dell’apparecchiatura e di conseguenza decretare l’annullamento della multa. La seconda sezione civile, con la sentenza 3701, ha, infatti, sottolineato che gli automobilisti multati dall’autovelox perché sorpresi a superare i limiti di velocità, hanno il diritto di sapere se la via che percorrevano aveva tutti i requisiti per essere considerata «ad alto livello di scorrimento». La decisione è stata presa dalla Suprema Corte in seguito a un ricorso presentato da un automobilista di Treviso multato su Viale Oberdan della cittadina veneta. Gli 'ermellini' hanno accolto il suo ricorso stabilendo che va accertato se la strada sia inserita nel decreto prefettizio sulla viabilità tra le arterie a traffico intenso lungo le quali sarebbe troppo pericoloso, per la circolazione, fermare chi infrange il codice. In quel caso sarebbe meglio, piuttosto, fotografarlo con l’autovelox e fargli arrivare la contravvenzione a casa. L’automobilista, in sua difesa, aveva sostenuto che la multa era da annullare per l’illegittimità del provvedimento prefettizio di inserimento della strada in questione nell’apposito elenco previsto dalla legge 121 del 2002. In sostanza, hanno scritto gli avvocati nel ricorso, nel caso in questione non è in ballo l’esercizio della discrezionalità amministrativa, ma la "mera applicazione delle norme di legge che disciplinano le modalità con le quali è possibile da parte del prefetto procedere all’individuazione delle strade come strade di scorrimento”.Il Tribunale di Treviso, il 20 gennaio del 2009, aveva dichiarato la legittimità della multa, mentre i Supremi giudici l’hanno pensata diversamente. Piazza Cavour, in sostanza, ha ribadito che "le valutazioni attinenti al merito dell’attività amministrativa, e quindi insindacabili, sono esclusivamente quelle relative al tasso di incidentalità, alle condizioni strutturali plano-altimetriche e di traffico, per le quali non è possibile procedere al fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati". Fatta eccezione per questi casi, il giudice, ha insistito la Cassazione, può intervenire per bloccare una decisione del prefetto. Sarà ora nuovamente il tribunale di Treviso, al quale gli ermellini hanno rinviato la questione, a verificare "se l’inclusione della strada in questione nell’elenco contenuto nel decreto prefettizio sia stata operata o meno nel rispetto della normativa del codice della strada che individua le caratteristiche strutturali che deve possedere una strada per essere qualiticata come strada urbana di scorrimento”.Gianfranco Fini deve essere impazzito!
di Ricky Filosa. Si sta sgonfiando, il partitino finiano: a 'Porta a Porta' i diversi sondaggi lo davano fra il 3 e il 7%, la media di un 5% circa per un partito guidato da un politico della levatura di Fini. La stessa percentuale veniva indicata per il partito di Vendola, per esempio, o per il Movimento a 5 stelle di Grillo. Figuratevi voi... da Almirante a Fli, passando per Fiuggi, per avere lo stesso consenso di un comico genovese o di un vecchio comunista vestito di nuovo. Bah! Che sia anche Fini un politico troppo vecchio con i suoi conflitti personalistici? Passiamo la domanda a Matteo Renzi, il rottamatore per eccellenza! Gianfranco Fini deve aver perso la testa, travolto dalla sete di vendetta verso l'unico uomo che lo abbia contrastato: non c'è altra spiegazione. Dalla famosa direzione nazionale del Pdl, non ha avuto pace, deve essere davvero impazzito. E chi come Bocchino gli ha dato manforte nel tentativo di delegittimare Berlusconi, alla fine doveva essere premiato e rappresentare platealmente e plasticamente la nuova linea irreversibilmente segnata. Lo hanno abbandonato persone a lui legate da anni: negli ultimi giorni, se n'è andato Francesco Pontone, l'uomo probo, con Fini da sette legislature. Come interpretare queste prese di distanza? A ciascuno la sua verità: a noi sembra verosimile che per i big della politica, mettersi a un tavolo a discutere con un "capo" come Bocchino, debba essere sentita come una sfida troppo ardita alla loro storia comune. Se Fini avesse lasciato la presidenza della Camera e fosse stato lui a guidare la nuova formazione, l'esito a parer nostro sarebbe potuto essere diverso. Ma la presidenza della Camera è occasione troppo ghiotta e irripetibile per farsela scappare. La poltrona è garanzia di potere di veto su tante questioni che a Fini interessano particolarmente, per continuare la sua battaglia solitaria contro il premier. Futuro e Libertà viene dopo, evidentemente. C'è tempo, per attirare sul web quelle nuove generazioni che possono rispondere in massa alla chiamata alle armi in caso di elezioni. Fini ha puntato su questo: come nel mondo arabo infuocato, ha capito che sarà Facebook a decidere come infiammare le piazze. Perciò non si scompone dinanzi alle defezioni. E lavora al prossimo futuro, convinto di impadronirsene, e aspettando di guadagnarci a medio termine. Seminando vento, raccoglierà tempesta. Luca Barbareschi, carattere impetuoso e personalità dirompente, non ci sta a farsi chiamare pagliaccio in pubblico. E fin qui si può capire. Pochi lo rimpiangeranno in un Fli militarizzato e giansenista. Quelli che stupiscono sono altri parlamentari, ben più lealisti: da Adolfo Urso ad Andrea Ronchi, fino al "ministro-ombra" critico di Tremonti, tenace Baldassarri, che ha fatto la differenza nel voto sul federalismo municipale, e a quella Barbara Contini ipercritica nei confronti del Cavaliere, che dice stia attraversando un momento di riflessione. Bocchino, insieme a pochi altri fedelissimi ormai, ci sembra un pò l'ultimo de Mohicani, non si stacca dal capo perchè al capo deve tutto e perchè il suo destino è legato a quello di Fini. E vale lo stesso per tutti gli altri futuristi: se cade Fini, cadono tutti loro. Costruire la nuova Italia e la terza Repubblica.
di On. Fabio Granata. Caro direttore, la perseveranza maniacale con la quale molti seguaci di Silvio Berlusconi si accaniscono su questo e altri Social Network con commenti ripetitivi e grotteschi, quasi sempre volgari e offensivi, racconta meglio di qualsiasi analisi sociologica l’odio che questi signori (si fa per dire…) nutrono nei nostri confronti poiché abbiamo osato “rompere” il giocattolo del Premier e rivendicato dignità e Libertà per l’Italia e per la Destra legalitaria e repubblicana. Il triste, e per certi versi pietoso, abbandono di qualche parlamentare attratto da promesse e offerte per “tornare alla casa madre” ha acceso entusiasmi sopiti. In molti, incuranti di ciò che nel Mediterraneo sta spazzando via tutti gli interlocutori privilegiati di Berlusconi e del suo fattorino Frattini e delle vicende giudiziarie che lo investono pesantemente oltre che da un crollo verticale di credibilità e consenso, alzano alte grida di entusiasmo per le “gesta eroiche” di un Barbareschi o di un Rosso che tornano ad accucciarsi dal padrone, ovviamente per nobili motivi ideali, e attendono trepidanti che altri perplessi in pausa di riflessione si trasformino in “disponibili” e raggiungano nuovamente il Pdl o qualche sua succursale collaterale. Tra citazioni salesiane e lucidissime analisi tipo “grazie a me si era al 9 per cento”, questi personaggi vengono oramai considerati esempi viventi del dissolvimento stesso del nostro progetto politico. La mia sensazione, lo dico subito e con chiarezza, è la stessa di una mia cara amica ed è radicalmente altra: quella di aria nuova e ritorno a quello spirito straordinario di militanza e impegno che ha caratterizzato la prima stagione di Generazione Italia. E mentre qualche topo scappa sulla nave che affonda, attratto dal formaggio promesso e distribuito in maniera industriale, il nostro vascello prende il largo con un equipaggio giovane e motivatissimo. Sappiamo che la navigazione sarà lunga e difficile ma abbiamo entusiasmo, consapevolezza, volontà e coraggio. Seneca ammoniva: “Non esiste vento favorevole per chi non sa dove vuole andare”. La nostra rotta è chiara e delineata: costruire la nuova Italia e la terza Repubblica. Oltre la cupio dissolvi di un sistema di potere che potrà disporre di enormi risorse ma che non “comprerà” mai la nostra anima e la nostra gente.martedì 22 febbraio 2011
L'elettore di sinistra è superiore a quello di destra!
di Maria Pia Caporuscio. Quando il popolo del Pdl definisce gli elettori della sinistra “intellettuali” dice una sacrosanta verità. Non si può negare che mentre i sostenitori delle destre, accettano senza discutere ogni decisione presa dal ‘capo’, ritenendo insindacabile ogni cosa che dice o fa, gli elettori della sinistra condividono solo le cose che ritengono giuste contestando quelle che giuste non sono. Questa differenza è la conferma di quanto siano più preparati, più consapevoli ma anche più colti. E' la dimostrazione che questi elettori ragionano con la propria testa, non condizionati dalle ideologie. Dimostrano di essere in grado di saper discernere se una cosa è giusta o sbagliata e sono loro per primi a condannare i propri rappresentanti e a punirli anche, astenendosi persino dal votarli quando sbagliano. Mentre gli elettori delle destre probabilmente sono incapaci di distinguere il bene dal male, il vero dal falso e si accontentano delle spiegazioni fornite dai loro referenti arrivando a difendere anche ciò che è indifendibile. Un elettore della sinistra non accetterebbe mai giustificazioni verbali del ‘capo’, di non presentarsi dinanzi ai giudici per dimostrare in quella sede la propria innocenza, mentre loro accettano la tesi che sono i magistrati colpevoli nei suoi confronti. Mai un elettore della sinistra sosterrebbe un capo sospettato di mafia, ma lo costringerebbe alle dimissioni, qualora rifiutasse di sottoporsi a giudizio. La differenza fra questi due comportamenti non è cosa da poco. Una popolazione seria, non può accontentarsi delle parole, ma pretendere la verità nei fatti. E i fatti sono che un presidente del consiglio, accusato di gravissimi reati, sequestra il Parlamento per farsi approvare leggi, che lo immunizzino dal presentarsi dinanzi ai giudici, perché? Se davvero fosse innocente correrebbe a dimostrarlo nel luogo giusto, non in televisione dove senza alcun contesto, può dire ciò che vuole. Come si fa a credere ciecamente senza il minimo dubbio? Questo atteggiamento credulone dimostra che gli elettori delle destre, non sono soltanto immaturi da avere una opinione propria, ma sono di una ingenuità terrificante, che sono asserviti al potere e quindi non in grado di pensare, ma prendono in prestito i pensieri dei loro capi. Stando così le cose è evidente, che un elettore della sinistra è con certezza, superiore intellettualmente agli elettori della destra. Giuliano Ferrara: un malato grave di misoginia!
di Bianca Maria Catanese. Ogni mattina mi faccio il mio piccolo giro tra i titoli dei quotidiani: una personalissima… “rassegna stampa”! Le testate giornalistiche usano dare, come si dice al sud, un occhio a Cristo e uno a San Giovanni. Ci sono i 'giornali governativi' e i 'giornali d'opposizione'. Ognuno dei quali cerca di tirar acqua al proprio mulino. E’ scontato ed è giusto che sia così. Bene! Ma non capisco dove intenda andare a parare "Il Foglio" di Giuliano Ferrara. Il suo direttore è sempre stato, a mio avviso, un malato grave di misoginia acuta. Non voglio andare a ricercare le cause di tanta ostilità, non sono nè psicologa, nè psicanalista. Ma certo deve avercela a morte con le donne, forse un pò meno con le femmine. Dopo il penultimo attacco sul diritto alla vita del feto al punto di aver creato un movimento finito in un flop (con somma gioia del suo mecenate, il cav., che non condivideva questa presa di posizione), dopo la sua battaglia contro la procreazione assistita, presupposto, secondo il noto giornalista, per una selezione della razza a modello nazista, adesso rivolge la sua attenzione a quelle persone che da sempre sono state il bersaglio, prima occulto, ora palese, delle sue attenzioni: le donne, le donne pensanti, quelle che "cercano di rivendicare", in questo mondo così sfacciatamente maschilista, la propria dignità. Nel mettere a punto questa strategia cerca di colpire il mondo delle donne, difendendo l'indifendibile. Ferrara scrive di un cav. protagonista di una politica briosa (quella delle barzellette condite con qualche bestemmia), giocherellona (il "cucù alla "signora" Merkel"), birichina (quella che tocca il sedere alla Primo Ministro finlandese), goliardica (quella che fa le corna, mentre si sta facendo una foto ufficiale)... e non si spiega, il grande giornalista, come ciò non sia apprezzato dalla maggior parte del popolo italiano e, addirittura, come venga irriso all’estero. Cercando di porre l'accento sulla creatività del genio politico del cav., con risultati piuttosto scarsi, allora la sua acrimonia si rivolge al mondo delle donne, tutte riunite per metterlo alla sbarra. Ora ci si mettono anche le "giudichesse" (mi pare che con tanto spregio l'esimio Ferrara abbia definito le donne magistrato), tutte là pronte ad additare al pubblico ludibrio il benefattore dell'umanità che è anche il mecenate di tanto genio! Si salvano solo le femminette del bunga bunga... quelle sì che sanno allietare i meritati riposi del guerriero! Mi chiedo: perchè le donne, se ce ne sono, che scrivono nel quotidiano di tanto raffinato signore, non alzano un pò la testa per vedere come sta girando il mondo attorno a loro? Se è vero che tra gli editori del genio giornalistico c'è anche la signora Lario, perchè questa non interviene a favore del suo mondo? Oppure è solo una prestanome (cosa molto probabile) che serve a far calar il reddito dell'ex marito? Comunque che Ferrara continui così, scrivendo anche qualche editoriale per "il Giornale", spero che gli Italiani avranno già capito di che pasta è fatto cotanto uomo! L'Amico di Silvio!
di Angelo D'Amore. Il nord-Africa brucia. Dopo la Tunisia e l'Egitto, adesso è la Libia a registrare scontri sanguinosi. La popolazione locale vuole rovesciare il regime di Gheddafi, dopo 42 anni di incontrastata tirannia. Il leader libico, ha usato anche l'aviazione militare, per lanciare missili contro i rivoltosi. I morti sono centinaia. Le diplomazie internazionali prendono tempo, non osano interferire con il regime di Tripoli. Figurarsi il nostro Ministero degli Esteri. Al momento il silenzio è assoluto. L'Italia sta alla finestra, consapevole di pagare il prezzo più alto per i disordini nord-africani. Con il paese mussulmano, da molto tempo intercorrono solidi rapporti commerciali, relazioni che si sono intensificate dopo gli accordi che l'attuale governo intraprese nell'agosto 2008. Il Governo Berlusconi, ha sposato in tempi non sospetti la causa libica. Si è guardato con notevole favore il vicino del mediterraneo per intensificare le relazioni economiche, con un senso di spropositata sudditanza, tale da infondere uno sconcertante imbarazzo per la Nazione. Per una volta, il nostro padrone indossò i panni del servo, per inchinarsi al dittatore anti-americano, cambiando per sempre gli equilibri nello scacchiere internazionale. Adesso il nostro esecutivo invoca il soccorso dell'Europa, per scongiurare il peggio. La rivolta popolare libica, più che quelle tunisina ed egiziana, rappresentano un'altra tegola per il Governo Berlusconi. Oltre il problema relativo allo sbarco di clandestini, ci potrebbero essere infauste ripercussioni per la nostra economia. La borsa è in fibrillazione, il caro greggio incombe. Stato di allerta, per la nostra aeronautica e marina militare. A suo tempo, il nostro Premier, con insito spirito auto-glorificante, si godette il suo momento di celebrità sotto la tenda militare piantata nel centro di Roma, in cui incontrò il dittatore. Gheddafi a sua volta, ebbe anche modo di ridicolizzarci, impartendo lezioni di Corano nella città santa, ad un nutrito gruppo di 200 "selezionate" rappresentanti del gentil sesso, in quella che potè considerarsi, una sorta di contaminazione cultural-religiosa, poco chic, molto radical. Amen. Un tempo, la nostra diplomazia poteva contare su un maggior peso a livello internazionale. Oggi tutto il mondo è a conoscenza che il nostro Premier risolve tutto da solo, tramite telefonate personali, della serie, "ghe pensi mi". D'altronde è risaputo che è stato proprio lui, il mediatore decisivo per la pace tra Russia e America. Figuriamoci se, sempre da solo, non riuscirà a dare una mano al suo amico Gheddafi, un leader di grande saggezza e, nel contempo, a mettere al sicuro la nostra amata Nazione.Stati Generali: il 'bordello' su Roma continua!
di Grilliromani. Si tratta della presentazione del Primo Piano Strategico di Sviluppo della Capitale che avverrà al Palazzo dei Congressi all’Eur, il 22 e il 23 febbraio, dove verranno illustrati i programmi del Campidoglio per la nostra città. Il vero programma però è quello di fare come gli pare, infatti nonostante scrivano ovunque di essere aperti al confronto con la cittadinanza, si sono dimenticati di invitare i minisindaci dei municipi, specie quelli del centrosinistra, oltre a tener fuori i cittadini che vorranno presenziare. Domani, alla prima apparizione pubblica dopo il rinvio a giudizio, per completare il bordello ci sarà pure lo psiconano: la solita propaganda, questa volta sulle spalle delle opere pubbliche per i romani, a base di progetti triti e ritriti, molti dei quali mai conclusi o del tutto irrealizzabili. I grilliromani continuano a controinformare, anche per proporre alternative 5stelle insieme a tutti i cittadini. Abbiamo altri “programmi". Abbiamo già relazionato in merito allo scempio previsto per Tor Bella Monaca, a quello scandaloso di Tor Pagnotta. Mentre ci accingiamo a lanciare la campagna “Roma capitale... der Cemento”, vi invitiamo a partecipare alle discussioni e a diffondere i reali contenuti dei vari progetti della giunta Alemanno. Non sono io il trasformista!
di On. Luca Barbareschi. Mi hanno emarginato. Il mio progetto di "wikipolitics", la condivisione creativa della politica, è stato azzerato. E quando non ho più contribuito alla strategia s'è visto il risultato: Fli veleggiava intorno al 9%, ora è all'1%. Sono andato via perché noi di Fli dovevamo rappresentare uno stimolo per il centrodestra e invece ormai si respirava solo la diatriba personale. Così ho detto no alla morale giacobina sul caso Ruby, alla voglia di golpe contro Berlusconi, a un clima ormai da piazzale Loreto. Non sono io il trasformista. C'è chi per 15 anni è stato alleato di Berlusconi e una mattina poi si è svegliato e ha scoperto che gli piace Vendola. Ecco perché l'avventura è fallita, anzi è stato un suicidio e la colpa non è certo mia. Non posso pensare di aver combattuto 18 anni per il centrodestra per vedere ora diventare nostri eroi Travaglio o Scalfari. Vedo l'arroganza di vecchi politici che si pensano come un'aristocrazia che non ha bisogno di altri cervelli: Fini ha scelto il cervello di Bocchino, bene, tolgo il disturbo! Adesso, il mio impegno sarà quello di dare una mano al governo, portare a termine la legislatura, offrire il mio contributo creativo. Sulla possibilità di succedere a Bondi al ministero dei Beni culturali, non ho pregiudizi. Se posso essere utile, con l'esperienza che ho nel mondo dello spettacolo... Ma non vorrei adesso che si pensasse male, perché anzi il mio dissenso all'interno di Fli cominciò a montare proprio in occasione del tirassegno organizzato contro il ministro. Berlusconi mi ha ringraziato per la coerenza e per aver scelto di non far parte dei forcaioli. Quanto alle dichiarazioni di La Russa, quello che pensa per me è del tutto irrilevante. La Russa ha già fatto fare a Berlusconi abbastanza errori dentro al Pdl. Meglio che si occupi di fare il ministro, che lo sa fare bene.Italiani onesti: "genteperbene"!
In un mondo dove cercano di borseggiarti ovunque, comunque e in ogni modo, di questi tempi, insomma, certe notizie... fanno notizia! Tiziana Canale, 41 anni, laureata e disoccupata, figlia di un ufficiale della Marina Militare una di queste mattine, uscendo da casa è letteralmente inciampata in un rotolo di bancote. In tutto 500 euro. La 43enne non ha calcolato quella piccola somma come aiuto per le sue modeste finanze di disoccupata, anzi si è immedesimata nello stato d'animo della persona che quella somma l'aveva persa: «Ho pensato che potesse essere la pensione di un vecchietto». Quindi, senza alcuna esitazione, si è preoccupata di portarle al più vicino Commissariato, per fare in modo che rientrassero in possesso del legittimo proprietario. Il poliziotto al quale la donna si è rivolta è rimasto... colpito dall’insolito gesto!di Raffaele Pirisi. Sono un semplice libraio proprietario a Roma della libreria 'La Scaletta' a Viale Ippocrate. Ho letto del ritrovamento dei 500 euro restituiti al legittimo proprietario. Anch'io ho trovato per terra 500 euro al bar dove vado a prendere il caffè la mattina presto prima di aprire la libreria, le ho lasciate al barista per vedere se trovava il proprietario. La proprietaria è tornata e le ha riavute quasi non ci credeva. Forse siamo un paese migliore di quello che vediamo. Le persone oneste che lavorano, non cercano favori e scorciatoie sono la maggioranza. Forse dovrebbero contare di più nel regno del bunga-bunga !
di Giuseppe Buscemi. Stamattina ho dimenticato il portafoglio nel taxi. Sono sceso di corsa e non ho preso il numero del taxi ne altro. Dopo circa un'ora, mentre mi stavo disperando e cercando di capire cosa dovevo fare, il mio cellulare ha squillato. Era l'autista del taxi. La passeggera dopo di me aveva trovato il portafoglio e l'aveva dato all'autista che aprendolo ha trovato un mio biglietto da visita e mi ha telefonato. Ho il piacere di ringraziare queste due persone oneste e di dire che Roma non è poi così invivibile. L'autista si chiama Mauro Bevilacqua ma io l'ho ribattezzato: Angelo Custode. La sconosciuta passeggera non lo so, ma mille grazie anche a lei. Non è vero che siamo tutti disonesti, ladri e profittatori in questo paese. Le persone per bene ci sono ancora, il fatto è che... non fanno notizia!
L'Oscar del mercato immobiliare va al trilocale!
I prezzi in generale sono arrivati alle stelle, quelli degli appartamenti poi sono decollati per finire fuori orbita. Gli stipendi, invece, sono fermi ai box del fatidico cambio catacombale dalla lira all'euro, e lì sono rimasti, bloccati, senza più ripartire! E allora, se non vuoi finire a vivere sotto i ponti, devi... "tagliare": cinema, teatro, vacanze, sigarette, abigliamento, ristorante, pizzeria. Il motto è: pizza al taglio e appartamento di piccolo taglio! Bilocale o trilocale? Questo è il dilemma. Tutto dipende dalla 'tasca' e dalla città, ma quella che si afferma è la seguente regola: più è grande il posto in cui vivi, più piccola sarà la tua casa. Ma sull'intero territorio nazionale è il trilocale la soluzione più richiesta dagli italiani. Nelle grandi città italiane a dicembre 2010 a farla da padrone è stato il trilocale, che batte il bilocale con il 35,9% delle preferenze. A seguire proprio le due stanze con il 30% delle preferenze. Ma c'è qualche eccezione. Se nei capoluoghi di regione si segnala una concentrazione della domanda di trilocali più elevata pari al 48%, seguita da quella dei bilocali con il 28,9% e infine dai quattro locali con il 16%, nelle grandi città continua a fare la sua fortuna il bilocale! Milano, Roma e Napoli, infatti, segnano una maggiore richiesta delle due stanze. D'altra parte c'è da dire che su base mensile vince il trilocale, su quella annuale (dicembre 2009-dicembre 2010) vince ancora il bilocale con l'1% in più di richieste nei capoluoghi di regione crescono anche i cinque locali con un aumento del +2,5%.
Iscriviti a:
Post (Atom)
LA REDAZIONE
Direttore:
Gregorio Scribano
Collaboratori - Opinionisti:
Vincenzo Andraous, Stefano Barbero, Bianca Maria Catanese, Maria Pia Caporuscio, Adele Consolo, Vittorio Croci, Angelo D'Amore, Rita De Angelis, Lucio Ficara, Nicola Frappi, Federica Ipsaro Passione, Luciano Pellegrini, Venera Saglimbeni, Carla Vongher.
Gregorio Scribano
Collaboratori - Opinionisti:
Vincenzo Andraous, Stefano Barbero, Bianca Maria Catanese, Maria Pia Caporuscio, Adele Consolo, Vittorio Croci, Angelo D'Amore, Rita De Angelis, Lucio Ficara, Nicola Frappi, Federica Ipsaro Passione, Luciano Pellegrini, Venera Saglimbeni, Carla Vongher.