di un romano. Prima vengono tacciati di fancazzismo, poi denigrati come assenteisti ed ora il Governo vuole spostarli tutti al Nord! L'ultima sparata della Lega di Bossi, non tiene conto che il decentramento dei Ministeri, di fatto, già esiste! Tant'è che tutti i dicasteri che hanno competenze a carattere nazionale, hanno sedi distribuite su tutto il territorio nazionale! Pertanto, i ministeri sono già in regime di decentramento territoriale! Resto comunque dell’avviso che questa richiesta non potrà mai aver seguito perché è praticamente impossibile uno spostamento in massa di migliaia di impiegati con le loro famiglie al seguito. Il solo problema pratico, sociale ed economico che il Governo si troverebbe ad affrontare e a dover risolvere, lo metterebbe ancora più in crisi di quanto già lo sia! Ma se al Nord vogliono più Stato perché non si prendono pure Deputati e Senatori? Per noi romani sarebbe veramente un gran sollievo! Non avremmo più le auto blu, che a sirene spiegate ci costringono a fermarci, per far passare il solito codazzo del politico di turno, non avremmo più il centro storico blindato con transenne e zone rosse, ma, soprattutto, non avremmo più le quotidiane, rumorose e devastanti manifestazioni di protesta, contro questo Governo, che invece di risolvere i reali problemi dei cittadini, ancora una volta usa i ministeriali come specchietto per le allodole del Nord!martedì 31 maggio 2011
Impiegati dei Ministeri: Benvenuti al Nord!
di un romano. Prima vengono tacciati di fancazzismo, poi denigrati come assenteisti ed ora il Governo vuole spostarli tutti al Nord! L'ultima sparata della Lega di Bossi, non tiene conto che il decentramento dei Ministeri, di fatto, già esiste! Tant'è che tutti i dicasteri che hanno competenze a carattere nazionale, hanno sedi distribuite su tutto il territorio nazionale! Pertanto, i ministeri sono già in regime di decentramento territoriale! Resto comunque dell’avviso che questa richiesta non potrà mai aver seguito perché è praticamente impossibile uno spostamento in massa di migliaia di impiegati con le loro famiglie al seguito. Il solo problema pratico, sociale ed economico che il Governo si troverebbe ad affrontare e a dover risolvere, lo metterebbe ancora più in crisi di quanto già lo sia! Ma se al Nord vogliono più Stato perché non si prendono pure Deputati e Senatori? Per noi romani sarebbe veramente un gran sollievo! Non avremmo più le auto blu, che a sirene spiegate ci costringono a fermarci, per far passare il solito codazzo del politico di turno, non avremmo più il centro storico blindato con transenne e zone rosse, ma, soprattutto, non avremmo più le quotidiane, rumorose e devastanti manifestazioni di protesta, contro questo Governo, che invece di risolvere i reali problemi dei cittadini, ancora una volta usa i ministeriali come specchietto per le allodole del Nord!Prof., nessuna retribuzione per gli esami.
Servi e padroni di uno stesso Stato!
di Maria Pia Caporuscio. Se i nostri illuminati Padri Costituenti posero al primo posto della Carta Costituzionale il lavoro, era perché sapevano che le classi dirigenti, avrebbero potuto approfittarsi di quella che è sempre stata la parte più debole della popolazione e quindi vollero sbarrare la strada a soprusi o sopraffazioni, ed impedire che venisse umiliata e ferita la classe lavoratrice. Vedere oggi dopo sessant’anni vanificata e sradicata dalle fondamenta la regola principale su cui si regge la nostra democrazia, è per davvero insopportabile. Assistere alla disperazione, alla rabbia, all’angoscia della gioventù italiana è terrificante! I giovani sono la cosa più preziosa per un Paese e la gioventù è il periodo più bello della vita di una persona, il tempo di progettare il futuro, di sognare, è il tempo dell’amore della speranza, dei desideri. Chi non ricorda con nostalgia quel periodo? Chi ha dimenticato i sogni e i progetti dei nostri vent’anni? Tutti abbiamo vissuto quella magia che oggi viene negata ai nostri figli. Renderli precari equivale ad impedirgli di vivere a spezzargli le braccia e farli lavorare in nero, sottopagati e ricattati è un delitto. Togliere ad un giovane la possibilità di scegliersi un futuro, equivale alla violenza su un bambino: quel bambino sarà un infelice per sempre. Chi fa soffrire un bambino o chi ruba la gioventù ad un ragazzo, non merita il nostro rispetto! E non venissero a dirmi che i giovani non hanno voglia di fare determinati lavori perché è una bestemmia! Se questi lavori venissero retribuiti nella giusta misura, nessuno si rifiuterebbe. La verità è che non vogliono più lavoratori ma schiavi, è questa la sacrosanta verità! E non ci venissero a dire che è la modernità ad imporlo, non venissero a dire che è la globalizzazione colpevole di questa vergogna! Gli uomini sono nati per guardare avanti e guardare avanti significa fare meglio, fare tesoro delle esperienze passate, questo che stanno facendo è invece un ritorno alle origini, è uno sfregio alla vita. 'Loro' gettano via senza alcun pudore il danaro prodotto dal lavoro, in cose inutili se non addirittura dannose come le guerre, o gli armamenti, o addirittura per arricchire le cosche con inutili "grandi opere" lasciate abbandonate al degrado non appena terminate. Questi denari sono il frutto del lavoro, sono le tasse che gravano sui lavoratori e che devono servire per migliorare le condizioni di vita dei nostri figli e invece li bruciano! Questi irresponsabili politici andrebbero cancellati dalla storia. E’ orribile vedere in Parlamento politici che ammettono di essere figli di vecchi operai e dunque, avendo avuto la possibilità di emergere, dovrebbero battersi affinché anche gli attuali figli di operai godessero della stessa opportunità, invece sono proprio loro i primi a crocifiggerli. Vederli incassare in un mese quello che gli altri guadagnano in un anno, fa venire i brividi! Parlano di meriti quando, se per davvero si venisse retribuiti in base al merito, questi signori non potrebbero guadagnare più di mille euro. Questi loro osceni stipendi sono un furto, mi chiedo con quale coscienza li incassano mentre agli altri vietano persino di mangiare. Con quale coraggio si circondano di privilegi quando il resto della popolazione è condannata alla miseria? Quando un governo è così cieco da non vedere la disperazione sulla faccia della popolazione, quando un governo difende la parte forte della popolazione che abusa di quella più debole, quando un governo accetta questa oscena ingiustizia è un governo morto! Una società si definisce civile quando la legge è uguale per tutti, quando esistono diritti e doveri che tutti devono rispettare, quando si posseggono pari opportunità, quando il più forte rispetta il più debole, quando datore di lavoro e lavoratore si trovano sullo stesso piano dove uno ha necessità di mano d’opera e gli altri di una giusta retribuzione, ma nel pieno rispetto di entrambi. Vorrei chiedere a questi signori su quale tavola della legge sta scritto che i politici hanno diritto al posto fisso anzi, addirittura lo lasciano in eredità ai loro figli, mentre tutti gli altri devono essere condannati alla precarietà eterna? In nome di quale diritto si sentono diversi dal resto della popolazione? Su quali basi si fonda il diritto che i loro figli devono avere aperta ogni strada mentre i figli degli altri devono averle tutte chiuse? Precarietà significa non avere domani, significa non vivere! Occorre una vera rivoluzione, occorre cambiare le cose! Non è più accettare che in un Paese vi siano ancora servi e padroni!I milanesi preghino, i napoletani si pentiranno!
La rivoluzione culturale ha avuto inizio.
di Angelo D'Amore. Vittoria netta e schiacciante per Luigi De Magistris al ballottaggio. Napoli ha deciso e lo ha fatto in modo inequivocabile. Il nuovo Sindaco di Napoli ha ottenuto oltre il 65% delle preferenze, una vera e propria "eruzione vulcanica" se si pensa quanto fosse quotato il candidato all'inizio della sfida elettorale. Anche i più scettici si sono dovuti rassegnare. I napoletani hanno votato la persona, al di là dei partiti, delle ideologie (ne esisono ancora oggi?) e delle calcolate logiche di apparentamento. Il suo è stato un successo trasversale. De Magistris è stato votato non solo dagli elettori provenienti dalla sinistra radicale. Elettori delusi dalle destre lottizzatrici, moderati, intellettuali, professionisti, artigiani, imprenditori e tantissimi giovani, hanno appoggiato il candidato dell'Idv. In tutta la sua campagna elettorale, l'ex pm ha marcato in modo più che evidente la sua indipendenza dagli schieramenti. Il suo è stato un appello alla cittadinanza, alla mobilitazione civica, al ritrovato entusiasmo per la politica, attività che deve ritornare a svolgere il suo ruolo primordiale: strumento democratico a servizio della cittadinanza! Anche io nel mio piccolo, da questo spazio e, con un serie di contatti in città, ho dato il mio modesto contributo al successo del dottore del Vomero. La rivoluzione culturale ha avuto inizio. Napoli è pronta a voltar pagina. In bocca al lupo, Luigi!Nucleare: l'affare di oggi il bidone di domani!
Greenpeace lancia un nuovo monito contro il nucleare. E se finora ci siamo preoccupati della localizzazione dei nuovi impianti, del cemento che distrugge altro verde e dell’esigenza reale dell’energia nucleare per il fabbisogno energetico, l’argomento di domani sarà sicuramente lo smaltimento delle scorie radioattive! Come informa Greenpeace, non esiste ancora alcun esempio di deposito a lungo termine delle scorie nucleari. Possibile che nessuno ci abbia ancora pensato? Le scorie nucleari possono rimanere radioattive per miliardi di anni, sono le scorie a vita lunga. Quelle a vita media rimangono radioattive per secoli. Gli USA dopo 15 anni e 9 miliardi di dollari spesi non hanno ancora trovato una soluzione per la gestione in sicurezza delle scorie. E in Italia? Le scorie nucleari per il momento finiscono nella nostra bolletta, come ci fa sapere Beppe Grillo: "Cosa paghiamo realmente con le bollette dell'Enel? Tra le varie voci il costo dell'energia ammonta solo al 30% del totale. E il resto? Circa il 22% serve per ammortizzare i costi di gestione della Rete. Un altro 14% sono imposte. Il ricarico che va agli operatori vale circa il 10%. Infine c'è una quota che varia dal 3 al 5%, la cosiddetta "componente A3"..."destinata a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e "assimilate" mediante un sistema di incentivi...". Per fare un esempio, la Germania destina alle fonte rinnovabili il 10%. In Italia, invece, il 3-5% è ulteriormente suddiviso: il 35% viene assorbito dai certificati verdi, il 31% finanzia il Cip6 e quindi le fonti "assimilate" come l'energia prodotta con gli inceneritori. Le "assimilate" si sono mangiate la quota più grossa togliendo fondi all'energia verde. Secondo la relazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas del 2009, su 4.204 milioni di euro raccolti per gli incentivi Cip6, solo 1.268 sono andati alle rinnovabili. All'interno della voce A3 c'è, quasi nascosta, la voce A2 che copre i costi per lo smantellamento delle centrali già dismesse. Le stime (al 2007) indicano che i costi per i rifiuti nucleari sono arrivati alla stratosferica cifra di 500 milioni di euro all'anno. Se li intasca la Sogin. Nata nel 1999, 800 dipendenti, in 11 anni non è andata oltre un decimo del suo programma costitutivo." Michele Misseri oggi è un uomo libero!
Nuovo colpo di scena sul delitto di Avetrana! Michele Misseri è tornato a casa nella notte di ieri. Prima era stato portato in ospedale e poi, in tarda serata considerate le sue buone condizioni di salute, è stato accompagnato a casa. Michele Misseri oggi è un uomo libero! Dopo 236 giorni passati in carcere durante i quali ha fornito agli inquirenti appena sette versioni per il delitto della nipote Sarah Scazzi, assassinata, almeno così sembra, in casa degli zii il 26 agosto del 2010. Misseri è tornato nella "casa della morte" in cui Sarah sarebbe stata strangolata da Sabrina con una cintura senza che mamma Cosima intervenisse per fermare la figlia. Adesso Misseri potrà scendere nel garage dell'orrore in cui caricò sull'auto il cadavere della ragazzina. Potrà tornare nelle sue campagne abbandonate nell'ottobre dello scorso anno, quando fu arrestato dopo aver 'confessato' il delitto, facendo ritrovare il cadavere della nipote in una cisterna d'acqua. I giudici lo hanno rimandato a casa perchè l'uomo non ha nè commesso l'omicidio, nè partecipato al delitto, ma ha avuto soltanto un ruolo di semplice manovalanza nel far 'scomparire' il cadavere. Una lunga serie di colpi di scena ha scandito la triste vicenda della quindicenne assassinata ad Avetrana: dall'arresto di Michele, a quello della figlia Sabrina per finire con quello della moglie Cosima! L'unica della famiglia Misseri rimasta fuori dalla prigione è stata, finora, l'altra figlia, Valentina, sorella di Sabrina. Ma a questo punto... mai dire mai! Comunque proprio adesso che i giudici erano riusciti a riunire tutta la famigliola, è arrivata a sorpresa la scarcerazione del contadino di Avetrna! Chissà se tornando a casa Michele Misseri scenderà in quel garage, chissà se rivedendo certi oggetti avrà il coraggio di riprenderli in mano, chissà se tra quelle mura che sanno di morte percepirà certi suoni, certi odori, certe ombre, certe movenze, chissà...Il centrosinistra vince quando fa il centrosinistra!
di On. Nichi Vendola. Queste ultime ore sono state dense di emozioni, di vibrazioni positive. Ieri ero in una splendida Piazza del Duomo a Milano, affollata di speranze, di voglia di guardare al futuro. Tutti, giovani e meno giovani, si sono stretti in un unico abbraccio a Giuliano. Perché ha vinto con eleganza, con mitezza, con gentilezza. Perché ha sconfitto il berlusconismo, proprio in quella città, considerata il laboratorio del centrodestra in salsa berlusconiana. E non solo Milano. Per tutto il pomeriggio, fino a notte inoltrata si sono susseguite manifestazioni di gioia nelle piazze di Napoli e poi di Cagliari. De Magistris a Napoli ha dimostrato come sia possibile vincere avendo un progetto chiaro di città, coinvolgendo i cittadini, avendo come baluardo la difesa della legalità. L’esperienza napoletana ha dimostrato che lotta alla mafia e legalità sono temi fondamentali per i cittadini ed è riuscito così a sconfiggere dinamiche torbide. A Cagliari, una città poco abituata alle feste “politiche”, migliaia di persone si sono strette intorno al nostro Massimo Zedda e alla sua tenacia, alla sua vivacità intellettuale, alla sua voglia di cambiamento. Massimo Zedda ha compiuto un’impresa, prima nelle primarie di coalizione e poi nelle elezioni amministrative. Era considerato un outsider dai cronisti politici, non lo era per noi, convinti sin dall’inizio che fosse la persona giusta per rivitalizzare Cagliari e attivare quei processi di partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative. L’elenco delle città in cui abbiamo vinto, delle storie cui abbiamo assistito ieri, potrebbe continuare. Sono tante fortunatamente. Poche altre volte era accaduto che la primavera fosse per noi tempo di un così cospicuo raccolto. E il raccolto è certo frutto di un lavoro meticoloso, di preparazione del terreno, di concimazione, di cura degli alberi e delle piante. Ed è proprio questo l’insegnamento che si trae dalle elezioni amministrative di queste settimane. Il centrosinistra vince quando fa il centrosinistra, quando attiva processi di democrazia e di partecipazione, quando si riconnette con il suo popolo. Quando lavora duramente fianco a fianco con le realtà sociali presenti sui territori, con le esperienze migliori delle città e dei quartieri. Il centrosinistra vince quando non si arrocca, quando esce dai palazzi e dalle segreterie per stare nella città e nei suoi luoghi. Perché il centrosinistra non può permettersi di salire su un predellino, né può preparare alleanze e accrocchi politicistici preconfezionati. Le persone si aspettano di essere ascoltate dal centrosinistra, di essere coinvolte nelle scelte e nelle decisioni. E il centrosinistra vince quando intercetta queste aspettative, altrimenti perde. E allora spero che presto, molto presto si apra il cantiere dell’alternativa, spero che vorremo coinvolgere tutti l’Italia in questo percorso di cambiamento e di innovazione dei processi politici. Spero che seguiremo la strada maestra indicata dalle belle esperienze di questi giorni, in cui possiamo dire con decisione che l’Italia migliore inizia a vincere. Finalmente.lunedì 30 maggio 2011
Batosta elettorale per Silvio Berlusconi!!!

Asse "La Russa-Frattini" per il dopo elezioni.
Nel Pdl serpeggiano - e non da adesso - certi malumori e se non sarà il responso delle urne a dare una spallata al Cav c’è chi all’interno del partito sente puzza di bruciato e cerca di correre ai ripari, ma non gettando acqua sulle ceneri di una probabile disfatta elettorale, bensì innescando la miccia del confronto/scontro all'interno del partito! Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che è anche uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, indica la necessità per il partito di un nuovo congresso per "adeguare la struttura che avevamo immaginato nel primo congresso alle mutate condizioni politiche e sociali". Il ministro si é detto d'accordo con le parole di Frattini sul "bisogno di aprire una fase di riflessione. Il problema non è però solo il triumvirato o la struttura, ma è un quadro generale che bisogna esaminare". Ecco allora che nasce l'esigenza di adeguamento della struttura del Pdl da delineare "anche con un nuovo congresso anche se qualcosa si può fare anche subito. Qualunque sia il risultato delle elezioni, c'é l'esigenza di rilanciare la presenza e le parole d'ordine del Pdl. Tutti pensiamo che serva uno sforzo corale, un segnale di unità e di ripartenza. Come farlo lo decideremo insieme, ma sarebbe sbagliato non trarre da queste elezioni un segnale". Dello stesso avviso è il ministro degli Esteri Franco Frattini: "Creare subito un organismo di collegamento, lo si chiami 'segreteria politica', 'coordinamento', per rappresentare tutte le anime del Pdl, quelle aree che non vogliono essere chiamate correnti ma che pure - come Liberamente, la fondazione di Scajola, i ciellini vicini a Formigoni, la componente del sindaco di Roma - in ogni caso ormai si riuniscono, discutono, si organizzano". Questa la proposta di Franco Frattini. Perché spiega: "…la balcanizzazione del Pdl non giova a nessuno". Frattini parte dal nodo dei ballottaggi: in caso di vittoria a Milano e Napoli, afferma "fiducioso" su questa ipotesi, si arriverà a "un riequilibrio della situazione", mentre se ci sarà una sconfitta nemmeno la sinistra potrebbe brindare, "perché si sarebbero affermati candidati espressione di forze extraparlamentari e di forze antisistema". Per il Pdl sarebbe invece "un forte campanello d'allarme" che indurrà a trovare le "motivazioni per andare avanti". Frattini assicura che il 'de profundis' del partito non ci sarà. Sui casi degli ultimi giorni, il titolare della Farnesina indica la volontà di "discutere" con la Lega per la questione del decentramento, mentre giudica il caso Melchiorre una spia dell'"agitazione tra i Responsabili". "La nave non affonda", rassicura, ma ci sono "problemi": "c'é il caso Scajola aperto - precisa -, ci sono sofferenze nell'ex An per dissidi tra le correnti, addirittura si paventa la formazione di un gruppo da parte di Alemanno" e "non si può pensare che il triumvirato faccia da solo" nel rassicurare i parlamentari. Di qui la necessità di creare "una struttura di collegamento nel partito, una cinghia di trasmissione, altrimenti non avremo spinte centripete, ma centrifughe". Infine Frattini respinge le ricostruzioni secondo cui il Pdl si sta preparando per "stoppare" il ministro Tremonti, che con l'appoggio della Lega punterebbe a sostituire il premier: sarebbe un "atto di autolesionismo", dice, "dobbiamo evitare il circolo vizioso che porta ad accreditare Tremonti come il congiurato, a fare del partito il baluardo contro di lui"; "Giulio ha salvato i conti pubblici, è garante della stabilità dell'Italia e tutti i giorni si sente messo sotto accusa", "é una presenza di raccordo importante" con il Carroccio.Berlino: Stop al nucleare!
La Germania fermerà il suo ultimo reattore nucleare nel 2022, diventando così la prima potenza industriale a rinunciare all'energia atomica. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Ambiente tedesco. I tre reattori più moderni del Paese di fermeranno al più tardi a fine 2022, ha dichiarato il ministro Norbert Rottgen (Cdu) dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel. Otto dei 17 reattori tedeschi già tagliati, dopo la catastrofe di Fukushima, dalla produzione di energia elettrica non saranno più riattivati, ha aggiunto Rottgen, definendo la decisione "irrevocabile". Intanto da noi si continua a fare 'melina' su nucleare e referendum. Ma se il governo italiano ha le idee confuse sul da farsi non altrettanto si può dire degli ambientalisti di Greenpeace che ieri nel corso della finale di Coppa Italia tra Inter e Palermo allo stadio Olimpico di Roma, durante il primo tempo dell'incontro, hanno calato dalla copertura della Tribuna Tevere un grande striscione con la scritta "Da Milano a Palermo fermiamo il nucleare", firmato Greenpeace. Non appena è comparso lo striscione, scritta nera su sfondo giallo, gli uomini della Questura di Roma si sono subito allertati per capire come intervenire e far rimuovere lo slogan. Il messaggio di Greenpeace si riferisce al prossimo referendum del 12-13 giugno, in cui gli italiani saranno chiamati a votare sì o no al nucleare. Nicole Minetti: 'mai stata l'igienista del premier'!
"È una bugia. Non so chi l'abbia raccontata. Così come il fatto che io ero la sua igienista dentale: è inverosimile che una ragazza laureata da appena tre mesi operasse su Silvio Berlusconi". A parlare è Nicole Minetti, che racconta, in una intervista fiume su un noto mensile, le sue origini, l'adolescenza, gli studi, l'incontro con il Premier e l'approdo nel Consiglio regionale della Lombardia. Minetti racconta del grande salto da Rimini a Milano... Mi si è aperto un mondo, come immaginavo, le esperienze in tv arrivate per caso, la scelta di iscriversi al corso di laurea breve in Igiene dentale al San Raffaele, infine l'incontro con il premier che afferma essere avvenuto nella prima metà del 2009, dopo una prima stretta di mano durante una fiera in uno stand di Publisport nel quale lei faceva la hostess, mentre Berlusconi era nel reparto di dermatologia dell'ospedale milanese e non dopo l'aggressione da parte di Tartaglia il 13 dicembre, com'era emerso finora. Quell'incontro, comunque, è stato decisivo: "Nella mia famiglia - dice - regna il mito di Berlusconi: nel momento in cui me lo sono trovato così vicino, mi sono proposta, come giovane laureanda che aveva voglia di imparare a fare politica". Da qui l'inserimento nel listino bloccato di Formigoni al Consiglio regionale della Lombardia e un rapporto molto intimo con il premier, che Nicole Minetti definisce "una relazione affettiva, il che significa nutrire dei sentimenti nei confronti di una persona" e che considera comunque conclusa: "Quello che c'è stato (o non c'è stato) è quello che doveva accadere (o non accadere) in quel momento".Ballottaggi: se il vento cambia, cosa accadrà?

Il cetriolo killer è Made in Germany.

E' di 10 morti in Germania e diversi casi sospetti in molti paesi europei - Francia, Gran Bretagna e Svizzera - il bilancio dell'intossicazione alimentare legata all'epidemia del batterio E.coli, provocata in Germania dal consumo di cetrioli contaminati provenienti da Spagna e Olanda. Ma il batterio potrebbe provenire da altri paesi ancora, visto che, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ceca Ctk, le autorità sanitarie avrebbero confermato che alcuni dei cetrioli importati in Spagna provenivano in realtà dalla repubblica ceca. Quel che è certo è che il contagio si sta estendendo a diversi paesi europei. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo (Ecdc), altri 25 casi sarebbero stati individuati in Svezia, sette in Danimarca, tre in Gran Bretagna, due in Austria, uno in Olanda. Ma la più colpita rimane la Germania: le vittime sono salite a 10, gli esperti del centro per la prevenzione e il controllo parlano di almeno 276 persone infettate e definiscono quella scatenata dal batterio killer una delle peggiori epidemie mai verificatesi nel paese. Per quanto riguarda l'Italia, ieri la Coldiretti ha invitato ad evitare allarmismi, ma anche a preferire prodotti nostrani. Nessun caso di infezione legato ai cetrioli contaminati arrivati dalla Spagna è stato finora segnalato in Italia. L'Italia è in contatto con la Commissione Europea attraverso il sistema di allerta rapido per seguire la vicenda del batterio che ha causato la morte di alcuni cittadini tedeschi e coinvolto in tutto quattro paesi: la Danimarca con quattro casi, il Regno Unito con tre casi, la Svezia con dieci e l'Olanda con uno. I Nas sono stati chiamati per individuare eventuali arrivi di cetrioli contaminati, anche se, al momento attuale non sono stati segnalati casi dovuti a questo sierotipo. Il ministero della salute ricorda però che bastano poche norme d'igiene, come ad esempio lavare molto bene le verdure, gli utensili utilizzati in cucina, lavarsi bene le mani ed evitare il contatto di prodotti già lavati con quelli da lavare. Queste norme permettono di evitare episodi di tossinfezione alimentare da e.coli. Intanto sono attesi martedì o mercoledì a Bruxelles i risultati degli accertamenti in corso in Spagna sulla base dei prelievi effettuati nelle due aziende agricole di Almeria e Malaga, produttrici dei cetrioli sospettati di essere una delle fonti responsabili del batterio killer E.coli. I risultati delle ricerche dovrebbero permettere di tracciare anche il percorso commerciale - a partire dall'azienda fino all'ultimo distributore - effettuato dai prodotti sotto accusa per evitare eventuali altre vittime. Il commissario europeo alla salute ha indicato che "le autorità spagnole hanno bloccato su richiesta dell'Europa le serre dove sono state prodotte le verdure sotto accusa, individuate grazie al sistema di tracciabilità dei prodotti agricoli. I prelievi sono stati effettuati non solo sui prodotti ancora presenti nelle serre, ma anche sul suolo e l'acqua d'irrigazione. I primi risultati di quelle analisi sono quindi attesi martedì o mercoledì prossimi".
venerdì 27 maggio 2011
Il "Piano B" per vincere i ballottaggi!
Il “Piano B” per vincere i ballottaggi del 29 e 30 maggio scatterà proprio a ridosso di questo week end. Dalle ultime indiscrezioni trapelate dal solito Calderoli - che zitto proprio non ci sa stare neanche quando gli dicono che si tratta di cose serie - il blitz scatterà nella notte tra sabato e domenica! Sarà rapido e preciso, un pò come per i ‘bombardamenti chirurgici’ degli alleati quando esportano democrazia e civiltà nel mondo! Inizieranno così le grandi manovre. Priorità assoluta al trasferimento dei Ministeri. L’ordine perentorio è quello di traslocare tutti i “fancazzisti” a Milano prima che Pisapia occupi piazza Duomo con le brigate islamiche ed inizi i lavori della Moschea. Poi di corsa a cancellare tutti i divieti: il divieto di sosta e rimozione, il divieto di affissione, il divieto di fumare e pure quello di salire dalle porte centrali dei bus. Seguendo le linee guida di Arcore, non sarà più ‘vietato l'ingresso ai minori’ nei locali a luci rosse. Il divieto di entrare nei locali pubblici sarà tolto per i cani, ma non per terroni ed extracomunitari. Via pure il divieto di caccia e pesca, quello di calpestare le aiuole, e via discorrendo fino a strappare le multe dal parabrezza delle macchine! Niente più tasse, scontrini e fatture. Niente più Ecopass, né multe per i lumbard e tutto sarà ritinteggiato di verde. Neppure al semaforo scatterà più il rosso! Siamo in Padania mica a Stalingrado! Poi di corsa da Milano a Napoli, perché anche lì - monnezza a parte - tira un’ariaccia… E allora via, più veloci della luce, con la “Bat-macchina” presa in prestito dal figlio della Moratti. Sì, in prestito, perché il ladro d’auto qui a Milano è un altro! Fonti vicine al premier assicurano che stavolta nel capoluogo partenopeo non ci sarà il fido Bertolaso ancora alle prese con le sue cervicalgie. Al soldo del premier, con ramazza e tuta da netturbino, ci sarà, invece, la sua personalissima igienista dentale. Con lei la pulizia dovrebbe essere garantita! Come pure lo spettacolo, dal momento che Gigi D'Alessio ha preferito cantare per Lettieri e bidonare la Moratti che dovrà accontentarsi del solito Apicella! Comunque, finito di spazzare piazza Plebiscito, il premier farà anche un salto in Chiesa! Ma non per accendere un cero a San Gennaro! E’, infatti, al vaglio del consiglio dei ministri il "Lodo-Brunetta" che prevede la collocazione del ministro, con tanto di cerino acceso, proprio sotto l’ampolla del Santo per accelerarne il miracolo! E come fece il padreterno, il settimo giorno… anche Silvio riposerà! E nella giornata di domenica, interromperà la Messa del Santo Padre in diretta su Rai uno, con il solito video-messaggio sulle cose realizzate dal governo del fare. Napoli declassata dall’Unesco per aver perso la sua maggiore attrattiva internazionale: ‘a munnizza! La città era una discarica, patrimonio dell’umanità, e la spazzatura andava tutelata, protetta, non eliminata! Milano ha sì tutti i Ministeri, ma ne manca uno: quello di Angelino Alfano! Si mormora che il Ministero della Giustizia, nella foga del trasloco - affidato alla “Bondi-Capezzone Spa" Traslochi da Sinistra a Destra come se niente fosse - sia andato perduto, non si trova più! Insomma, dove è andata a finire la Giustizia in Italia? ...niente, niente fossero stati i marines americani a liberarci dalle "toghe rosse" dopo la soffiata di Berlusconi ad Obama sulla dittatura dei giudici comunisti? Però tutti i guai del presidente cominciano lunedì, quando, ultimato lo spoglio delle schede, il premier sentirà sbraitare sui Tg nazionali Ignazio La Russa e non per aver perso i ballottaggi, bensì il suo Ministero a Palazzo Baracchini! E sarà lo stesso Cav a diventare verde, non perché 'tanto' deve a Bossi, ma per la rabbia di vedere Pisapia - con la fascia tricolore sul petto, tra una folla di gay, zingari, musulmani, cosacchi, drogati, terroristi e centinaia di migliaia di elettori che non si lavano - inaugurare i nuovi cantieri per la costruzione di quella Moschea che lui avrebbe voluto edificare nella sua Milano subito dopo aver inaugurato il ponte sullo stretto di Messina. E De Magistris? Pure lui con la fascia tricolore a brindare tra sacchi di immondizia, bidoni e cassonetti. Dopo il blitz presidenziale, l’ex magistrato ha riportato in fretta e furia nel capoluogo partenopeo tutti i sacchetti d'immondizia, uno ad uno! E a questo punto consigliamo vivamente il premier di farsi assistere non dai soliti berluscones, ma dai suoi migliori medici per sostenere la ‘botta’: la spazzatura resta… Berlusconi passa, ma stavolta il premier potrebbe trapassare! Confidiamo nelle capacità dei suoi sanitari. Auguriamo lunga vita e buona salute al presidente! Calderoli: "Al Nord anche il Quirinale".
Trasferire da Roma al Nord non solo i Ministeri, ma pure il Quirinale: "Nella prossima manovra cominceremo a tagliare anche quei sancta sanctorum mai toccati. Io voglio spostare anche la presidenza della Repubblica". La nuova promessa l'ha fatta oggi il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli che aggiunge: "La Lega nasce per cambiare questo Stato". Di questo passo la Lega porterà al Nord pure il Papa! Di certo le camicie verdi farebbero prima a trasferire direttamente la Padania a Roma! E' comunque di qualche istante fa la 'solita' smentita. Evidentemente 'qualcuno' gli ha fatto notare che l'aveva sparata davvero grossa e così il ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli ci ha messo la classica 'pezza': "Riguardo all'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera intendo precisare che a seguito di un'incomprensione telefonica con il giornalista che mi ha intervistato la mia frase 'non voglio spostare da Roma la presidenza della Repubblica' è stata erroneamente tradotta in 'voglio spostarla'. Un fraintendimento che ha poi portato anche ad un conseguente titolo errato ovvero Voglio spostare anche il Collé, sempre frutto della suddetta incomprensione... e quindi mi scuso anche con il presidente Giorgio Napolitano per averlo involontariamente coinvolto nel decentramento amministrativo che é al nostro esame: non vi era né l'intenzione di farlo e non vi è neanche l'intenzione di poterlo fare e tra l'altro sarebbe pure insensato."Al cuor non si comanda...
di Lisa G. Una ragazza di trent'anni si confida: Dopo tre anni di rapporto con un fidanzato che i miei adorano, quel che si dice un bravissimo ragazzo, la passione si è spenta. Parliamo di tutto, o quasi, ci chiamiamo molte volte al giorno, so di poter contare su di lui. Ma non sento nessun trasporto, il ricordo dei primi tempi, pieni di calore, di voglie, sono sbiaditi. Cosa determina la trasformazione di una storia d’amore, il suo virare verso una forma di fratellanza, di solidarietà estesa? Dove cercare le misteriosi ragioni per cui un’attrazione perde di mordente, di energia, e la fiducia reciproca si mostra come valore più importante del reciproco desiderarsi? I grandi amori sono quelli che sanno evolvere in grandi amicizie, dice qualcuno. Ma sarà vero? Forse sì, talvolta; più spesso l’essersi molto amati lascia posto ad ampie, mute, non più colmabili distanze; oppure a un astio lunghissimo, che si alimenta di ricordi brutti e non trova la pace del perdonare. Nell’interregno freddo e rassicurante dell’amicizia, invece, certe coppie vanno avanti a lungo. Se la “struttura” lo richiede, se si hanno dei bambini o altri motivi di coesione auspicata, per un pò funziona benissimo. Dopodiché, inesorabile il desiderio d’amore, quello vero, fa capolino. E allora non si può far altro che lasciarsi. Col cuore in pezzi ci si separa da bravissimi ragazzi e bravissime ragazze coi quali si sarebbe potuta costruire una vita intera, sana e ordinata. Magari per una vita intera li si rimpiange, quei compagni mancati. Ma al cuor non si comanda. Da amici, da fratelli e sorelle, tra un solo ossessivo dichiararsi il patto d’intesa, “ti stimo tantissimo”, “sei la sola persona su cui davvero posso contare”, purtroppo non si dura. G8: Berlusconi, Obama e le toghe rosse!
Scene lacrimevoli, umilianti, stucchevoli per chi le recita, per chi le subisce e per chi le osserva! Ieri al G8 di Deauville in Francia, sembrava di vedere lo scolaretto con il suo bel grembiulino e tanto di fiocco azzurro sul petto avvicinarsi alla cattedra del maestro per imploralo... Signor maestro oggi non sono preparato... ieri sono dovuto andare al funerale di mia zia! La solita 'zia' che tutti noi abbiamo fatto morire chissà quante volte durante l'anno scolastico per scampare a qualche interrogazione. I soliti 'giudici comunisti' che il premier antepone ad ogni cosa, a tutto e a tutti persino a questioni di interesse mondiale per giustificarsi e salvarsi non solo davanti agli italiani, ma adesso pure davanti al mondo intero. Insomma, la solita figuraccia!!! Il premier Silvio Berlusconi torna alla carica con le "toghe rosse" sostenendo come ormai in Italia ci sia la loro "dittatura". Ma questa volta non lo fa dal palco di un comizio elettorale, né da un salotto televisivo o da uno dei tanti videomessaggi inviati negli ultimi tempi ai berluscones. Lo dice al presidente americano Barack Obama in un colloquio di due minuti che il Cavaliere riesce a rubare a margine dei lavori del G8. La frase sulle "toghe rosse" viene carpita dai cronisti che riescono a leggere il labiale di Berlusconi: il breve colloquio tra i due viene trasmesso dal circuito chiuso prima dell'inizio dei lavori di una sessione del G8: "Noi abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra", si coglie dal labiale del colloquio tra il premier e Obama. Il premier ha parlottato brevemente con Obama con l'aiuto dell'interprete prima dell'inizio della sessione di lavoro dedicata al tema della sicurezza nucleare.Frutta e verdura in autostrada!
di Carlo Rienzi. Grazie ad un accordo raggiunto tra Codacons, Coldiretti e Autostrade per l’Italia è partita oggi la campagna “Ci vediamo al Mercato in Autostrada”, che dal 28 maggio fino al 26 giugno porterà tutti i week end frutta e verdura e prodotti locali direttamente nelle aree di servizio delle autostrade. Grazie a tale iniziativa e alla riduzione dei passaggi di filiera dal campo alla tavola sarà possibile acquistare frutta e verdura a prezzi inferiori almeno del 30% rispetto ai negozi tradizionali. Non solo. Nelle aree di servizio saranno esposti in vendita anche prodotti tipici della zona a “km zero”, ossia realizzati direttamente da produttori del posto, e ogni settimana vi saranno promozioni mirate su alcuni alimenti di stagione, venduti con sconti al 50%. Con l’acquisto di uno o più prodotti, inoltre, i cittadini avranno diritto ad un caffè omaggio offerto da Autostrade per l’Italia, da consumare presso le stesse aree di servizio. Il “Mercato in Autostrada” sarà aperto il sabato dalle ore 9 alle ore 14 e la domenica dalle ore 14 alle ore 19. Con questa iniziativa vogliamo dimostrare come sia possibile realizzare anche nel nostro paese la filiera corta, accorciando tutti quei passaggi dal campo alla tavola che creano speculazione e ricarichi dei prezzi fino al 1000% su alcuni alimenti, e produrre così vantaggi per iconsumatori e per gli agricoltori. Queste le Aree di Servizio dove trovare frutta e verdura scontatissima!Autostrade per l'Italia e Coldiretti vi aspettano nel weekend in "Area di Servizio". Troverai prodotti agricoli regionali, di qualità, freschi di stagione, no OGM, a km zero perché venduti direttamente dai produttori della tua zona ad un prezzo conveniente. Trovi i Mercati Campagna Amica tutti i week-end dal 28 maggio al 26 giugno nelle seguenti Aree di Servizio:
* Prenestina Ovest (Roma), A1 in direzione sud, solo il sabato
* Prenestina Est (Roma), A1 in direzione nord, solo la domenica
* Arno Est (Firenze), A1 in direzione nord, sabato e domenica
* Sillaro Ovest (Bologna), A14 in direzione sud, solo il sabato
* La Pioppa Est (Bologna), A14 in direzione nord, solo la domenica
I Mercati Campagna Amica sono aperti il sabato dalle 9,00 alle 14,00 e la domenica dalle 14,00 alle 19,00. Con l'acquisto di uno o più prodotti nei Mercati Campagna Amica avrai diritto ad un caffè in omaggio, offerto da Autostrade per l'Italia e dai partner del ristoro, da consumare presso la stessa Area di Servizio. Ricordiamo che l'iniziativa è realizzata in collaborazione con Codacons, che verifica la convenienza dei prodotti dei Mercati Campagna Amica e informa sulla provenienza, vicinanza del luogo di produzione, assenza di intermediazioni di filiera, specifica qualità locale, tutto per una corretta alimentazione.
giovedì 26 maggio 2011
Eroi di tutti i santi giorni...
di Vincenzo Andraous. E’ trascorso qualche anno, acqua ne è passata molta sotto i ponti che accolgono e accompagnano i riesami, i mutamenti, le nuove condotte sociali. Il delitto è chiaramente un crimine odioso, inaccettabile, per cui occorre una Giustizia giusta, ma che rappresenti la pena come un tragitto di vita, che al suo declinare espliciti forza e umanità sufficienti, per ricomporre quell’inalienabile istanza che lega e salda le persone: la solidarietà sociale. Giustizia come trasformazione che coinvolge l’interezza della persona, dell’ultimo degli uomini, dalla sua colpa e dal suo rimorso, quale anticamera di ben altra dimensione. Giustizia che non veste l’abito del mito, ma consente di aiutarmi e farmi aiutare, e possibilmente di essere di aiuto agli altri, ai meno fortunati, affinché non abbiano a scavarsi la fossa con le proprie mani. Forse quel prete conosciuto tanti anni fa intendeva dire proprio questo, richiamando la nostra attenzione alla necessità di una cultura della legalità, nel rispetto di tutte le persone. In quella sorta di terra di nessuno che è il carcere, Don Giuseppe Baschiazzorre è stato un movimento lento, ma inarrestabile, soprattutto inalienabile, nonostante le contorsioni perverse prodotte dai meccanismi spersonalizzanti che si sprigionano da quel pianeta sconosciuto. Don Giuseppe ha dimesso gli abiti di Cappellano del carcere di Voghera, non lo incontri più nelle sezioni, a colloquio nei corridoi, nelle celle, oppure nei passeggi cementati. Da qualche tempo Don Giuseppe non c’è più, è finalmente a riposo, in una di quelle stanze confortevoli in Paradiso. Ricordo quell’uomo con le croci degli altri ben cucite addosso, tanto da farle proprie. Rammento l’uomo e poi il Sacerdote; l’uomo con lo sguardo in alto, sebbene tra l’incudine e il martello; dei vertici penitenziari distanti, dei detenuti inchiodati alle loro colpe. Ancor oggi ritrovo intatta la sua capacità di credere e sperare nell’uomo nuovo, insieme agli antichi insegnamenti: “occorre riesaminare continuamente il passato per approdare a un mutamento interiore che costruisca civiltà nell’amore”. Patrimonio, questo, di quella sua cristianità che non regala facili ammende, o percorsi illusoriamente in discesa. Rimangono le sue parole che non sono mai di ieri, parole di Giustizia, anche per gli ultimi, in un carcere ancora troppo lontano dalla parabola evangelica del figliol prodigo, ancora troppo a misura (o peggio dismisura) di una mentalità che considera il pagare una regola che va onorata, ma disinteressandosi dell’assenza e dello spirito della Costituzione, quindi dello stesso Vangelo. Mentre rimango ad ascoltarmi ed a parlare con l’Uomo, rivivo i giorni in cui il Papa ha messo insieme come una Trinità: Pace-Giustizia-Perdono. Persino all’interno di una prigione, di una solitudine imposta, di uno spazio angusto, non c’è solo l’eternità della penitenza, ma il bisogno di un aiuto, la necessità di un recupero che riconduca alla propria dignità tra gli uomini. E’ con questi pensieri che oggi saluto Don Giuseppe, con la gratitudine di chi sta imparando che Giustizia e Perdono vanno conquistati e meritati, con cura e attenzione, nella fatica e negli impegni assunti in tutti i giorni. Il politco, un lavoratore come tutti gli altri!
di Maria Pia Caporuscio. Berlusconi non passerà alla storia quale grande leader come sostengono i suoi trombettieri, ma come il più grande pallonaro della storia italiana. Le balle sono sempre state l’alimento dei politici, ma mai come in questi ultimi anni. Quest’uomo è entrato in politica raccontando che avrebbe dato agli italiani un milione di posti di lavoro, ma dopo pochi anni non solo non era stato dato lavoro a nessuno, ma se ne erano perduti molto più di un milione e coloro che il lavoro lo avevano, si sono visti privati della certezza di poterlo mantenere, divenendo tutti precari. Certo non è interamente colpa sua se le imprese chiudono o si trasferiscono all’estero, vero è che nulla, ma proprio nulla è stato fatto da questo governo, per fermare l’emorragia. La politica si è trasformata in una sorta di congrega fine a sé stessa, dedita esclusivamente alla cura degli interessi propri e delle caste del potere. La popolazione viene in questo modo automaticamente esclusa da qualsiasi interesse e abbandonata a sé stessa. I giovani costretti ad abbandonare il Paese per mancanza di prospettive. Gli uomini e le donne disoccupati o sottoccupati. Le piccole imprese muoiono ad una ad una per mancanza di tutele mentre le grosse industrie, pur continuando a realizzare enormi profitti dove i capitali non vengono reinvestiti, ma trasferiti in fondi neri. In pochi anni gli italiani si sono impoveriti al punto da essere scesi agli ultimi posti della scala sociale. Un sistema vergognoso dove i manager, i grossi industriali e gli stessi rappresentanti politici, si sono arricchiti in modo osceno mentre il resto del Paese precipita sempre più nella miseria. Questo sistema non lo sopportiamo più! Non è più accettabile una società così concepita. La popolazione deve incazzarsi e spazzare via questa politica malata e corrotta! E se esiste una crisi devono farsene carico tutti coloro che l’hanno provocata e deve essere restituito alla popolazione il primo posto negli interessi del Paese. Questo sistema politico è morto. Necessita gente nuova alla guida della Nazione e chiunque si appresti ad entrare in politica deve farlo come qualsiasi lavoratore senza privilegi, ma con diritti e doveri pari a tutti gli altri lavoratori. Questa casta deve essere condannata dalla popolazione e seppellita per sempre. Nessun uomo ha il diritto di arricchirsi sulle spalle di chi lavorando paga le tasse. Le tasse devono servire esclusivamente per mantenere in piedi un Paese e non a mantenere alla bella vita dei luridi faccendieri. Ogni risorsa deve essere posta al servizio di tutti e i soldi per affrontare la crisi devono essere tolti a chi si è arricchito e non a chi ne ha già pagato dolorosamente le conseguenze. Italiani l’ora della riscossa è adesso!Sono gli immigrati che devono adattarsi!
di Filippo Giannini. Dall'Australia 'vi giro' una lettera importante per una vera presa di posizione. Ai musulmani che vogliono vivere secondo la legge della Sharia Islamica, recentemente è stato detto di lasciare l'Australia, questo allo scopo di prevenire e evitare eventuali attacchi terroristici. Sembra che il primo ministro John Howard abbia scioccato alcuni musulmani australiani dichiarando: "Gli immigrati non Australiani devono adattarsi! Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà. La nostra lingua ufficiale è l'INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l'arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua! La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d'influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E' quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un'altra parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura.Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre e di vivere in armonia pacificamente con noi. Questo è il Nostro Paese; la Nostra Terra e il Nostro stile di vita. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un'altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che Vi ha accettati."Ora, cari italiani, avete riflettuto? Dato che siete tanto, tanto intelligenti, saprete più degli australiani che le mire di Allah e Maometto sono quelle di islamizzare il continente europeo passando per l'Italia. Avrete già visto come sono stati staccati i crocifissi e le icone religiose cristiane: davano "fastidio", dicono i figli del Profeta! Volete morire islamici? Così da inginocchiarvi a San Pietro con il retro e la fronte in terra verso la Mecca? John Howard si è mosso e, a mio avviso, si è mosso bene. Ma gli australiani non hanno una classe politica con le palle atrofizzate come è quella italica! Dato che il sottoscritto non aspira a morire islamico, ma terminare l'esperienza terrena da cristiano, cattolico, romano... allora vi dico una cosa: damose 'na mossa!
I pazzi siete voi! Il nucleare non è il nostro futuro!
Il decreto omnibus è stato approvato dalla Camera con 301 sì. I voti contrari sono stati 280. Due gli astenuti. Il decreto contiene un passo che recita «Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari», con cui si blocca tutta l'attività legata alle nuove centrali nucleari, come previsto dalla legge 99 del 2009. Norma che potrebbe anche bloccare il referendum sull'energia atomica, già fissato, insieme ai due sull'acqua e a quello sul legittimo impedimento, per il 12 e il 13 giugno prossimo. Sarà la corte di Cassazione a dover decidere se la norma rende inutile il referendum. E lo deciderà solo dopo la definitiva conclusione dell’iter legislativo del decreto omnibus. Nulla, dunque - viene fatto rilevare in ambienti della Suprema Corte - sarà preso in esame prima della pubblicazione delle nuove norme sulla Gazzetta Ufficiale. Solo dopo la pubblicazione l’Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione, che potrà riunirsi anche d’iniziativa, esaminerà se le nuove norme, così come formulate, renderanno inutile lo svolgimento del referendum o se il quesito referendario avrà ancora motivo si essere sottoposto alla consultazione popolare abrogativa. Manifestazione di protesta di Greenpeace questa mattina al Pincio, dove è comparso un gigantesco bidone nucleare (quattro metri di altezza per cinque di diametro) sul quale si legge “Liberateci dal nucleare” e “Attenzione! Contiene attivisti”. Attivisti di Greenpeace sono infatti asserragliati all'interno del bidone, mentre altri si sono incatenati all'esterno aprendo uno striscione con scritto “I pazzi siete voi. Il nucleare non è il nostro futuro”. Dalla terrazza del Pincio è stato poi srotolato uno striscione con scritto “12 e 13 giugno 2011 Referendum. Vota Sì per fermare il nucleare”. Secondo Greenpeace la protesta andrà avanti fino al giorno del referendum!Aumenta la fame nel mondo!
Nel mondo un miliardo di persone soffre la fame, e anche nei paesi occidentali il numero di persone denutrite è aumentato del 54% nel periodo 2007-2010, passando da 12 milioni a 19 milioni e tornando ai livelli del 1995-97. Uno dei maggiori problemi è soprattutto lo squilibrio tra il consumo alimentare globale, che affianca al miliardo di persone denutrite concentrate soprattutto in Asia e Africa subsahariana una quota uguale di popolazione che invece é in sovrappeso. La situazione rischia di peggiorare nel prossimo futuro: entro il 2050 si stima che le aree coltivate si ridurranno dell'8-20% in mancanza di azioni correttive che, sommate agli effetti di carenza d'acqua, cambiamenti climatici e infestazioni da agenti patogeni, porteranno a un calo della produttività stimabile tra 5-25%. Una diminuzione delle risorse disponibili che avverrà in contemporanea all'aumento della popolazione globale, che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi. Secondo la FAO, nel 2010 il numero di persone che nel mondo soffrono la fame è arrivato a 925 milioni, il 13,4% della popolazione mondiale. E il 98% di chi è denutrito vive nei Paesi in via di sviluppo, mentre il mondo occidentale soffre del problema opposto - le cifre parlano di almeno 1 miliardo di persone in sovrappeso nel mondo. L’aumento della popolazione mondiale - che secondo le stime recenti, nel 2030 raggiungerà gli 8 miliardi di persone, e i 9 miliardi nel 2050 -, oltre all’affacciarsi sul mercato dei consumi di popolazioni prima escluse e a gap strutturali nella distribuzione dei redditi, rendono l’accesso al cibo una delle sfide più urgenti che il mondo si troverà ad affrontare nei prossimi anni. E il problema deve essere affrontato da due differenti punti di vista: da un lato, la sicurezza alimentare si traduce nell’esigenza di garantire disponibilità di cibo per una popolazione in continua crescita, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Dall’altro, vanno garantite anche la qualità e la sicurezza del cibo prodotto e distribuito. E’ per questo che la Food Security deve essere affrontata contemporaneamente su diversi fronti: quello economico, quello ambientale e quello geopolitico."La Rete" rende le persone consapevoli.
di Beppe Grillo. Non vedete? La frattura tra politica e realtà, tra partiti e Paese si è ormai consumata. I giornali sembrano obituari dei vari Casini, Calderoli e Bersani e le apparizioni televisive di Berlusconi sono la riproduzione dei filmati Luce del ventennio fascista. Fantasmi sempre più evanescenti evocati dalle trasmissioni televisive per scannarsi come cani rabbiosi e fare audience. Un vecchio mondo ci lascia, con i suoi apparentamenti, le percentuali di voto, i ballottaggi, le alternanze fasulle e i suoi leader artefatti. Un mondo senza luce, né informazione, con cittadini esclusi da ogni decisione e la forza pubblica usata contro di loro come sola difesa da una poliarchia (copyright Giovanni Sartori) per affermare leggi ingiuste e prevaricazioni sociali come una volta si usavano i soldati di ventura contro i sudditi. I partiti non sono tutti uguali, ma sono tutti partiti. Intermediazioni tra il cittadino e la cosa pubblica. Sovrastrutture senza valore aggiunto, se non per sé stesse. I politici sono immuni a qualunque crisi. I partiti sono il passato, saranno cancellati dalla Storia, lo percepiscono e reagiscono negando la realtà. La Rete rende le persone consapevoli e favorisce nuove forme di aggregazione, di partecipazione. Il contrario delle organizzazioni verticistiche dei partiti. Non lo sentite il vento del Maghreb? Il ghibli caldo e secco dei migranti che soffia sui sistemi decrepiti delle false democrazie occidentali dove l'unico gesto concesso è mettere una croce su una scheda? Gli strilli dei giornalisti, le nuove oche del Campidoglio nutrite a forza di finanziamenti pubblici sono sempre più striduli. Il foie gras che servono a tavola quotidianamente ai loro padroni sono il mantenimento dello status quo e la distruzione dell'avversario, senza mai discuterne le idee. Guitto, cialtrone, comico fallito, fascista del nuovo millennio, estremista leninista (forse anche un pò stalinista) sono gli insulti che mi rivolgono. Non hanno capito nulla del cambiamento, ne sono esclusi. Lo spirito dei tempi lascia dietro di sé la politica fatta con i soldi. Il futuro è post ideologico e una nuova generazione sta prendendo coscienza di sé e del precipizio finanziario, sociale, economico creato dall'attuale sistema. Cambiare il sistema e emarginare chi l'ha creato e consentito è l'unica scelta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. mercoledì 25 maggio 2011
Fincantieri: quando la gente non ce la fa più!
Piove sul bagnato! Come se in Campania non bastasse l'emergenza rifiuti, adesso ci si mette pure la Fincantieri che minaccia di chiudere i suoi stabilimenti, lasciando in mezzo ad una strada centinaia di lavoratori! E a Castellammare di Stabia scoppia violenta la rivolta contro la chiusura dei cantieri navali ventilata dal piano industriale presentato lunedì dall'azienda ai sindacati. Ieri è stata la giornata della rabbia per gli operai di Fincantieri dopo l'annuncio del gruppo di un drastico piano di tagli e ridimensionamenti. Ma proteste e forti tensioni continuano. Nei pressi della stazione della Circumvesuviana, i lavoratori della Fincantieri stanno costringendo i titolari degli esercizi commerciali ad abbassare le serrande, rotta anche una vetrina. Paura tra i cittadini. Bloccata la circolazione dei treni della Circumvesuviana. Blocchi sono stati messi in atto anche a viale Europa, l'arteria stradale principale della città e il traffico è letteralmente impazzito! Presidi restano anche presso la sede del Comune. "La mobilitazione non si fermerà finché non avremo certezze sul prosieguo dell'attività del cantiere e sulla continuazione della realizzazione delle navi per garantire i lavoratori di Fincantieri e del suo indotto", fanno sapere i lavoratori. Ma la protesta non è mancata neppure a Genova, dove anche lì Fincantieri minaccia di chiudere, tant'è che il sindaco di Genova Marta Vincenzi e quello di Castellamare di Stabia Luigi Bobbio hanno deciso di mettersi in contatto per far fronte comune e scongiurare la chiusura dei rispettivi stabilimenti Fincantieri. Il dialogo tra i due sindaci è avvenuto stamani a Radio19. Entrambi i sindaci hanno chiesto di essere presenti all'incontro convocato dal ministro Romani il 3 giugno. Il sindaco Bobbio ha chiesto che il vertice si tenga a palazzo Chigi per poter coinvolgere maggiormente il governo mentre Marta Vincenzi ha ribadito la necessità di un vertice, alla presenza del suo collega campano, con il sottosegretario Gianni Letta. I due sindaci hanno convenuto su molti aspetti delle iniziative da approntare: "La partita è appena cominciata - ha detto Bobbio. Nessun piano industriale di un'azienda a totale partecipazione pubblica é tale finché non c'é la condivisione dell'azionista che in questo caso è il Governo. La situazione a Castellammare di Stabia sta diventando insostenibile. Da questa mattina sono in atto azioni sovversive in città. La protesta degli operai deve assolutamente rientrare e restare nei limiti della legalità. Chiedo, in maniera accorata, al prefetto di concentrare ora, subito, a Castellammare di Stabia tutte le forze necessarie a recuperare il controllo della piazza e a ripristinare la legalità. Un solo attimo di ritardo potrebbe far arrivare le cose troppo oltre. Se necessario coinvolgere l'Esercito. Chiedo allo Stato, in tutte le sue articolazioni, di non lasciare sola la città di Castellammare in questo difficile momento".Un nuovo logo per la Pubblica Amministrazione!
Visto che di riforme strutturali non se ne parla proprio, dal momento che nulla, ma proprio nulla è cambiato, almeno nella sostanza, per quanto concerne gli apparati statali, adesso si tenta di rifare il 'trucco' alla burocrazia italiana con un concorso online per dare un nuovo 'logo' alla Pubblica Amministrazione. Lo ha annunciato il Ministro per l'Innovazione nel corso di Forum P.A. 2011. La migliore idea per un nuovo logo della P.A. verrà scelta a seguito di una competizione on line (contest) che si svolgerà su www.zooppa.it , una piattaforma specializzata sulla pubblicità generata dagli utenti: in pratica sarà il pubblico stesso a proporre le idee e ad esprimere il proprio gradimento su di esse. Dopo la 'bufala' di “Mettiamoci la faccia” - il sistema di rilevazione della customer satisfaction tramite emoticon (le cosiddette ‘faccine’ che piangono e che ridono) - Brunetta ci riprova: "Questa particolare modalità di svolgimento della competizione è stata scelta - ha detto il Ministro - perchè si tratta di uno strumento trasparente e partecipativo ed ha lo scopo di coinvolgere un pubblico molto ampio, specie di giovani che altrimenti sarebbe stato difficile raggiungere, e di far emergere nuovi talenti". Le proposte dei concorrenti dovranno cercare di rappresentare, graficamente e con uno slogan, i processi innovativi che hanno interessato la Pubblica Amministrazione, i cambiamenti intervenuti nella vita dei cittadini a seguito delle riforme degli ultimi tre anni e di interpretare il significato concreto di parole come merito, trasparenza, semplificazione, digitalizzazione. Insomma ci sarà da sudare e bisognerà davvero essere molto in gamba e soprattutto abbastanza creativi per dare sostanza al nulla! Un logo ed uno slogan per ciò che non si è mai concretizzato nei fatti è davvero impresa assai ardua!!! La competizione on line, gestita dal Formez, si è aperta il 23 maggio e si chiuderà il 15 luglio, con un montepremi a disposizione di 9.800 euro. Il 20 luglio avrà luogo la premiazione dei vincitori. In pratica i grafici ed i creativi avranno a disposizione circa due mesi per inviare al sito internet le loro proposte che saranno votate e commentate dalla community dei visitatori del sito. In bocca al lupo!!!MA ECCO COME FUNZIONA LA BUROCRAZIA, "LOGHI" A PARTE!
di Germana Consalvi. Mano lunga per prendere, mano corta per dare. La pensione di bracciante agricola le spettava, ma lei non lo sapeva. A 76 anni, però, tirare a campare con 600 euro al mese, cioè con la pensione di reversibilità del marito deceduto, è un'impresa tosta e la signora, che vive nel Mantovano, ha deciso di andare a chiedere al patronato di Coldiretti di zona se per caso avesse avuto diritto a qualcosina in più. «Aspetti che controlliamo tutto», le hanno risposto. Così è emersa la sua storia contributiva di bracciante con tutti i versamenti in regola, che avrebbe dovuto percepire la pensione da tanti anni, equivalenti a 55 mila euro di arretrati e a 460 euro al mese. Meglio tardi che mai. Poiché, come tutti sanno, la legge non ammette la nostra ignoranza, se ne deduce che è colpa della bracciante se non ha percepito finora la pensione. Ma se la bracciante avesse dovuto invece restituire qualcosa allo Stato, sarebbe stata informata? Certamente sì. Le sarebbero piovuti addosso cartelle esattoriali, chilometri di carte con intimazioni e spiegazioni a suon di commi, leggi, codicilli, argomenti da farsi decifrare da un commercialista. Siccome la legge non ammette ignoranza, lo Stato erudito avrebbe reclamato i propri diritti comunicando con il cittadino debitore. Viceversa, la burocrazia tende spesso a non preoccuparsi di informare l'utente dei propri diritti. Succede in molti campi, e non nel senso rurale del termine. E la storia della bracciante suona come l'ennesima conferma.
Fuga per la pensione prima che sia troppo tardi!
Aumenta l'età pensionabile e chi ha i requisiti... fugge via dal lavoro per mettersi in salvo - in pensione - prima di nuove 'sorprese' e soprattutto prima che sia... troppo tardi! C'è qualcuno, infatti, che in pensione non vorrebbe mai mandare nessuno da vivo, ma al limite dell'estrema soglia, di quello "scalino" previdenziale sempre più stretto e sottile che separa la vita dalla morte!!! Comunque il sistema pensionistico italiano è in equilibrio e le pensioni delle giovani generazioni non sono a rischio! E' quanto sottolinea il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, presentando il rapporto annuale dell'Inps. Secondo Mastrapasqua "l'equilibrio e la stabilità raggiunte dal sistema non sono stati conseguiti a scapito delle giovani generazioni. La pensione ci sarà anche per i giovani. Ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi, agganciata sempre più al destino del Sistema Paese. Accanto alla necessità di una crescita economica del sistema c'é una necessità che e deve essere ribadita ai giovani e ai meno giovani: bisogna lavorare più a lungo! La fuga dal lavoro è un approccio incompatibile con l'allungamento dell'età anagrafica. Non è mai troppo presto per pensare alla pensione ma non è mai troppo tardi per lasciare il lavoro, anche quando è discontinuo e flessibile". Nel Rapporto annuale dell'Inps si registra un vero e proprio boom dei pensionamenti: nel 2010 sono stati liquidati 174.729 trattamenti di fine rapporto di lavoro a fronte dei 100.880 registrati nel 2009 (+73%). La crescita ha seguito un anno, il 2009, nel quale a causa del passaggio dei requisiti da 58 a 59 anni a fronte di 35 di contributi il numero di pensioni di anzianità era stato molto basso. Nel 2011 con il nuovo "scalino" (da 59 a 60 anni) e l'entrata in vigore della finestra mobile si prevede un nuovo calo. Nel 2010 l'età media per la pensione di anzianità è stata di 58,3 anni per i lavoratori dipendenti e di 59,1 per gli autonomi. Le nuove pensioni di anzianità liquidate sono state erogate soprattutto a lavoratori dipendenti (110.844 a fronte delle 56.963 dell'intero 2009) mentre gli autonomi ne hanno registrate 63.885. Nel 2010 le nuove pensioni di vecchiaia sono state 173.575 (101.866 a dipendenti, 71.709 ad autonomi) con un'età media di collocamento a riposo molto più alta (62,3 anni in media i dipendenti, 63,3 in media gli autonomi) grazie alle regole che prevedono per gli uomini un'età di vecchiaia a 65 anni e per le donne a 60. Il numero delle pensioni vigenti a fine 2010, escluse le prestazioni di invalidità civile) è pari a 16.042.360 con un aumento dello 0,2% sul 2009. La spesa complessiva per le principali gestioni pensionistiche (15.944.536 pensioni) è stata nell'anno di 165.646 milioni in aumento dello 0,9% sull'anno precedente. Alle 16.042.360 pensioni vigenti si aggiungono oltre 2,7 milioni di prestazioni erogate agli invalidi civili. Il 78% delle pensioni erogate dall'Inps è di natura previdenziale, il restante 22% è di tipo assistenziale. L'importo medio per le pensioni Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) nel complesso (comprese quelle erogate per conto dello Stato) è di 10.389 euro l'anno (+0,7%). L'importo medio delle pensioni di vecchiaia e anzianità è di 12.007 euro l'anno (-0,1%) mentre quello degli assegni di invalidità e inabilità è di 7.782 euro (+4,1%). Per le pensioni indirette e di reversibilità il trattamento medio vale 7.078 euro (+0,7%). Il 91% delle pensioni Inps erogate alle donne è inferiore ai 1.000 euro, ma per sei assegni su 10 l'importo è inferiore a 500 euro. Il 36% delle pensioni erogate a uomini è sotto i 500 euro mentre il 20,2% è superiore ai 1.500 euro (a fronte di appena il 2,6% degli assegni con un titolare donna). Il dato è leggermente meno pesante se invece delle pensioni si guarda ai pensionati (spesso beneficiari di più di un assegno) anche se il divario tra uomini e donne resta molto ampio. I pensionati Inps a fine 2010 erano 13.846.138, ma le donne pur essendo il 54% del totale (7,5 milioni a fronte dei 6,3 milioni di pensionati uomini) possono contare solo sul 45% della spesa complessiva. Gli uomini ricevono in media su 1.311 euro al mese (la media è tra i 1.284 di chi può contare su una sola pensione e i 1.442 euro medi di chi beneficia di più assegni) mentre le donne hanno un reddito pensionistico medio di 893 euro (la media tra i 744 euro di chi ha un solo assegno e i 1.183 di chi ha due o più trattamenti).Ragusa avrà la sua autostrada!
di On. Gianfranco Miccichè. Il risultato in Campania e Calabria, dove noi di Forza del Sud abbiamo sfiorato il 6% è il frutto di un lavoro costante. ‘Loro’ vanno a Porta a Porta, noi preferiamo stare tra la gente e surclassiamo Fli, Udc & company… Ma tutto ciò è possibile anche perché stiamo avendo il coraggio di candidare gente nuova. Così costruiamo nuova classe dirigente, ed è su questo che possiamo vincere la sfida per il Sud. Sono certo della rielezione di Nello Dipasquale, considerato, a ragione, uno dei migliori sindaci della Sicilia. Ha già fatto bene, farà ancora meglio nei prossimi cinque anni, perché troverà in Forza del Sud e nella nostra capacità di condizionare le scelte del Governo un terreno ancor più fertile per migliorare le condizioni di vita dei suoi concittadini. Sapremo dire "o Ragusa o cade il Governo", senza dover più chiedere e farsi rimpallare da una mezza volontà o una contraria. In merito al progetto della Ragusa-Catania, al Cipe, avevo fatto fare quello che c’era da fare, abbiamo finanziato interamente l’opera per un ammontare di 815 milioni di euro, di cui una parte (216) doveva metterli la Regione, il resto il Cipe e i privati. Bene: vi mostro una lettera con cui Lombardo ha chiesto al Cipe la sospensione della RG-CT, quello stesso Lombardo che ora va in giro ripetendo che questo governo non fa la RG-CT. Eccolo qua il finanziamento, Lombardo è bugiardo, questa carta ne è la prova. Questo è il partito del fare e siccome per fare ci vuole il liberarsi dalla burocrazia, noi non sopporteremo più questi sorci che sanno dire sempre e solo "No": il partito del Sud li derattizzerà! Per ogni "No" c’è un danno, c’è un dramma, che è il dramma di una terra mantenuta nel sottosviluppo e nell’immobilismo: aziende che chiudono, lavori che non partono, gente in mezzo alla strada. Faremo nomi e cognomi di questi sorci che dicono no. Noi ce la metteremo tutta, sappiamo che dobbiamo lavorare dalla mattina alla sera, lo abbiamo sempre fatto e lo faremo. Solo così possiamo ottenere risultati e già ne abbiamo avuto un primo esempio con il decreto sulle energie rinnovabili, cambiato dal Governo solo grazie alla nostra ferma determinazione. Abbiamo evitato che si dissolvessero come neve al sole migliaia di posti di lavoro. Questo è ciò che succederà ogni volta che ci sarà bisogno di difendere il Sud. Abbiamo ormai determinato il nuovo schema del centrodestra italiano, che sarà formato, come discusso con Berlusconi, da una lega del Nord, da una del Sud e dal Pdl, con Berlusconi a fare da mediatore tra gli interessi dell’una e dell’altra parte. Chiediamo agli elettori di votarci, perché questi risultati sono il battesimo migliore per essere subito una realtà importante della politica del nostro paese, che possa davvero difendere il Sud e i suoi figli: quelli che, se non facciamo qualcosa, continueranno a far le valigie e ad andar via.Trasporti: "carro bestiame" per i cittadini!
di Vittima quotidiana di Trenitalia. Per avere un trasporto pubblico decente nel Belpaese bisognerebbe che un politico o un grande manager fosse costretto a prendere un autobus, un treno, un metrò. Allora sì che ‘qualcuno’ si attiverebbe! Allora sì che Trenitalia farebbe di tutto per far viaggiare comodo il politico, per far stare bene il grande manager. Ma purtroppo per i pendolari, nessun politico o grande manager prenderà mai un treno dei pendolari. Loro hanno le auto blu, i voli di stato, pagati dai cittadini, pagati dagli stessi pendolari e viaggiano comodi, freschi d'estate, riscaldati d'inverno e se la godono! Se la godono tutta la vita che - grazie alla stupidità degli italiani (...pendolari e non) - si possono permettere di fare, mentre i pendolari, i poveracci, alla sera si prendono gli psicofarmaci per resistere allo stress quotidiano. E visto che nessun politico, nessun grande manager, nessun uomo di potere, nessun uomo che conta, nessun uomo… “leinonsachisonoio” prenderà mai i treni dei pendolari, allora Trenitalia se ne frega di migliorare il servizio. Che mai gli potrà fregare ai dirigenti Ttrenitalia dei pendolari!!! E mica tra i pendolari c’è un Berlusconi o un D’Alema che dir si voglia! E mica tra i pendolari c’è un Marchionne o un Montezemolo qualunque! No, ci sono solo i cittadini comuni, i cittadini che non contano nulla, che non hanno diritti e che non hanno voce e che non possono quindi far casino come potrebbero fare i politici o i grandi manager se il servizio non fosse di loro gradimento. E cosí va avanti ogni giorno, da sempre. L’Italia che sprofonda. Il tricolore del 150° dell’Unità nazionale per me sono i reclami inascoltati a Ttrenitalia appesi alla finestra. Quella è la mia bandiera, quello è il simbolo di questa Italia allo sbando, di questa Italia che non funziona, di questa Italia che siede fiera al G8 a far mangiar tartine ai politici, ma che ha i treni pendolari “livello Bangladesh” in profonda crisi economica (mica Bangladesh in ripresa che giá quelli sono piú decenti dei nostri). In questa Italia - che... se sei “qualcuno” allora ok, si spalancano tutte le porte, ma se sei uno “normale” senza santi in paradiso allora nisba - non ci resta che tentare la sorte col “gratta e vinci”! In Italia se sei nessuno ti tocca il carro bestiame! Mica siamo tutti uguali in questo Paese come qualche idiota ancora si ostina a pensare. Ci sono i politici, ci sono i pezzi grossi e poi ci siamo noi, i ”normali"! Noi normali pendolari, il bestiame che fa... muuuuuuuu sui treni mentre a fianco sfreccia l’auto blu. Il bestiame che aspetta solo di arrivare. Che mica poi è sicuro che si arriva... Desiderio di rivalsa: per me Lui non esiste!
di Eva Finocchiaro. Vorrei parlare con LEI. No, non con lei. Con LEI. Non si volti, sa benissimo che non c’è nessuno dietro. Cerco LEI. Si, ecco si... proprio LEI. E non mi guardi con quell’espressione basita, suppongo che è abituato a ricevere visite o è solito glissare anche queste? Mi erano giunte voci che eludeva le udienze, ma non credevo che scansasse anche le chiacchierate “confidenziali”. Come dice? Ha paura che La incrimini? Troppo facile. Non crede che se avessi voluto realmente incriminarLa mi sarei rivolta al Suo io triviale, ai limiti del grottesco persino indegno del peggior romanzo sadiano? Eppure di quell’io innaturale poco mi importa. Lo lascio agli intellettualoidi da poltrona e ai pennivendoli da mercato che fanno a gara per accalappiarselo schernendolo pubblicamente, convinti che sia l’unico modo per spronare le masse a reagire. A reagire a cosa poi? A LEI? Posso farmi una risata? Di quelle grasse, irrefrenabili, che a stento riesci a controllare. Ora che ci penso mi ci vorrebbe proprio. E’ da un pò che ho obliato la giusta dose di humor e frivolezze, caposaldo indiscusso della ricetta del riso. Sto pian piano assumendo i tratti etici e morfologici di quel simpatico padre Jorge di cui narrava Eco nel romanzo che qualche giorno fa ha “sputtanato” pubblicamente, e questo non credo sia sano, specie a vent’anni o poco più. Ma stia tranquillo, non accuso Lei di questo. Potrei farlo, ma non voglio. Sarei costretta a far menzione di un qualcosa che ha il retrogusto crudele di un tabù lontano e non ne ho voglia. Ed in cuor mio sono convinta che Lei è consapevole di quello che potrei dirLe. In tutti questi anni ha collezionato sentenze ingiuriose da tutto il mondo, ma ha sempre dato loro poco adito, almeno in apparenza... Ma credo, anche, che in LEI il capillare confine tra essere e apparire si sia confuso del tutto a favore di quest’ultimo. Ha venduto l’anima al miglior offerente per creare il suo impero, senza pensare a come e a quanto possa essere beffardo il tempo. Senza mai pensare che forse un giorno il tutto Le si sarebbe ritorto contro. E’ divenuto leader del regno del niente, trasbordante ignoranza e ipocrisia. Si è fatto portavoce di un’empietà sacrilega, apparentemente impensabile in un Paese come il nostro. Si è frapposto a qualunque morale, alla religione, agli ideali stessi, assorbendo inconsapevolmente il tutto. Ha reso lecito l’illecito senza che nessuno si ribellasse. Ha osato dove chiunque si sarebbe ritirato e ora rischia di crollare da una canzonatoria torre di Babilonia. Si è reso protagonista di un’epopea epica di cui è protagonista e narratore. E la consapevolezza di vivere nel ricordo delle genti future Le è bastato a farLe da Coscienza. Ma forse anche Lei, come me, ha accantonato in un ricordo lontano il significato di tale termine. E’ quel tabù di cui le parlavo prima sa? Non volevo farvi appello consapevole di essere indegna. Ma mi trovo costretta. La avverto se è disposto ad ascoltarmi diverrà capro espiatorio della mia insoddisfazione sempre più incombente e soffocante. Sono una bieca cinica occidentale, con tendenze misantropiche parecchio accentuate, un sottile senso dell’umorismo distorto, fiducia in me stessa equiparabile ad una tavola malmessa da surf, e da un anno a questa parte aggiungerei alla lista le ottime capacità di isolamento che sfociano in un mutismo quasi autistico finalizzato alla totale estraneazione dalla realtà. Odio l’incoerenza, ma riesco ad esserlo sistematicamente, a prova di ciò frequento il secondo anno di giurisprudenza in trasferta in una delle università a cui il “mal pagato” Censis continua ad assicurarle il suo caro terzo posto, pur odiando il cavilloso sistema che si attornia dietro le facoltà di elite. Se non avessi enormi pretese, che ben maschero con palese disinteresse, dalla mia persona e da chi mi attornio potrei persino ritenermi soddisfatta di quello che rappresento. Mi definirei un troppo, senza essere un eccesso. E probabilmente la mia insoddisfazione è congenita, nonostante sia cresciuta in una famiglia di sognatori erranti a cui devo tutto. Ma un’alimentazione basata su libri e sogni, può avere risvolti inaspettati. I libri ti portano ad avere troppe pretese dal mondo. Probabilmente se fossi cresciuta come la gran parte dei miei coetanei, gli effetti sarebbero stati diversi. Non avrei accelerato i tempi trovandomi a vivere i miei anni senza il timore del crudele sussurro di un disincanto alle porte con la consapevolezza che nulla possa cambiare. Non sarà uno sfogo ad irrompere sull’immobilismo generale, ma vorrei che così fosse. E’ il mio ultimo gesto prima di salpare alla deriva del mondo che tanto mi pretende e scansa come un oggetto bramato e irraggiungibile. Non a caso mi sono rivolta alla Persona che sta dietro la 'carica' che ricopre. L’ho invitata fin dal principio a spogliarsi di quella corazza per ascoltare, ma forse l’intento era quello di invitarLa ad ascoltarsi. Perché se realmente si ascoltasse dalla sua bocca certe nefandezze non sarebbero mai uscite. Frasi calcolate e ponderate, non sviste dettate dall’impeto di un momento. Perché non ci prova? E’ troppo difficile? Strano, credevo che non sapesse cosa fosse la difficoltà un uomo apparentemente invincibile come Lei. La prenda come un gioco con una ragazzina. Si mormora che Le piacciono tanto, no? Potrebbe stimolarLe anche qualcosa di diverso. Se mi si chiedesse il perché di questa lettera, non saprei chiarirlo, probabilmente un desiderio di rivalsa su quello che mi circonda e su ciò che ritengo la causa del tutto, sebbene sia convinta che Lei altri non è che un capro espiatorio di un sistema malsano che rivendica rivalsa. Ma non può pretenderla da se stesso. Probabilmente la sua presenza ha reso più copioso e accelerato il processo di degenerazione, ma sono certa che, seppur con modalità diverse, un processo analogo si sarebbe presentato. Da brava nichilista credo alla ciclicità degli eventi, e posso accusare solo la natura e l’uomo nella sua totalità. Dovrei odiarLa, ma ha imparato ad essermi indifferente, quanto meno nella parte in cui si fa portavoce di una società che ormai ritengo quasi inesistente per immunizzarmi dalla stessa. Dovrei odiarLa perché la sua egemonia mediatica ha dato luogo a degli status symbol da cui non puoi prescindere. Dovrei odiarLa per la ragione per cui La odiano tutti, ma non La odio! Sarebbe troppo facile. Ho solo deciso che Lei, come il resto del mondo che l’attornia non esisterà più. E immetto nel calderone chi La elogia, chi La innalza, ma anche chi La espone per deriderLa, chi La condanna, chi La biasima, chi La invidia, persino chi La cita solamente. Dovrei Immettere l’intero mondo nel calderone perché è vero, a prescindere dal come, si parla e si continuerà a parlare di Lei. E sa perché lo faccio? Perché ho testato sulla mia pelle cosa si prova. E non vi è cosa peggiore. Passare dall’essere tutto all’essere niente in una sola giornata, è persino peggio della morte. Del resto Lei perché dovrebbe esistere nella mia vita, io esisto per lei? Si è mai preoccupato se nella sua bella nazione possa esserci una quasi donna insoddisfatta, che vorrebbe tornare ad essere spensierata, ma il peso di un qualcosa che non ha mai né voluto né sognato glielo impedisce? Lei che sostiene che i sinistroidi sono tristi e scontenti, a prescindere se ricada o meno in tale categoria, si è mai chiesto perché? Non ha mai creduto che sarebbe più comodo per tutti essere come Lei ha imparato a fare? Mi chiedo se davvero dietro quella maschera ritoccata non vi sia nulla. Se in Lei è tutto così marcio come vuole far sembrare. O forse è semplicemente un uomo solo che nella foga di voler essere invincibile, si è trovato sconfitto dalla sua stessa ombra. E se così fosse mi chiedo perché abbia finto per l’ennesima volta di essere qualcuno che non è. Avevo chiesto ascolto a LEI, e spero che non utilizzi LEI per darmi una risposta degna.LA REDAZIONE
Gregorio Scribano
Collaboratori - Opinionisti:
Vincenzo Andraous, Stefano Barbero, Bianca Maria Catanese, Maria Pia Caporuscio, Adele Consolo, Vittorio Croci, Angelo D'Amore, Rita De Angelis, Lucio Ficara, Nicola Frappi, Federica Ipsaro Passione, Luciano Pellegrini, Venera Saglimbeni, Carla Vongher.